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Mc 14,1 – 15,47

28.03.2021 Domenica delle Palme : PASSIONE DEL SIGNORE – anno B

 

Dal Vangelo di Marco (14,1 – 15,47)

[…] Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». 

Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora. E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne per la terza volta e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Appena giunto, gli si avvicinò e disse: «Rabbì» e lo baciò. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come se fossi un brigante siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!». Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. Ma egli, lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo. […]

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Domenica delle palme e della passione del Signore. Da una parte, l’ingresso trionfante di Gesù a Gerusalemme, dall’altra la sua condanna e la morte in croce. La domenica che precede la Pasqua e ci introduce nella settimana santa ci pone davanti questi due eventi opposti, che provocano un contrasto stridente. Nell’anno B li leggiamo dal vangelo di Marco. Non è possibile commentare per intero i capitoli 14 e 15, che ci narrano la passione del Signore. Ho riportato qui solo il testo della preghiera di Gesù nel Getsemani e del suo arresto. Gesù esce con i suoi dal cenacolo, dopo aver annunciato il tradimento di Giuda e il triplice rinnegamento di Pietro. Gesù sa cosa sta per accadere e la sua umanità percepisce l’enormità dell’ingiustizia e del dolore, non solo fisico, che patirà. Prende gli stessi tre apostoli che aveva portato con sé sul monte della trasfigurazione. Anche qui siamo su un’altura, dove si trova questo giardino nel quale pare che fosse abitudine di Gesù ritirarsi per la preghiera, la notte, quando si trovava a Gerusalemme. Ma questa volta non è come le altre, perché “è venuta l’ora”. L’agonia di Gesù in preghiera è descritta dagli evangelisti e proprio da Marco in particolare, come una lotta. Gesù, come umanamente più che comprensibile, prova l’impulso di evitare la passione, ma nel rivolgersi al Padre prega proprio come ha insegnato ai suoi discepoli: “sia fatta la tua volontà”. Tre volte si allontana dai suoi chiedendo loro di vegliare con Lui, tre volte torna e li trova addormentati. Tre è il numero della perfezione, tre volte vuol dire sempre. Tre saranno anche i rinnegamenti di Pietro. Come siamo deboli! Come facilmente lasciamo prevalere il sonno della coscienza, perché essere discepoli significa seguire Gesù, ma la via della croce è dura… eppure, davanti al sonno dei discepoli, consapevole che presto tutti scapperanno lasciandolo solo, Gesù, rinvigorito dalla comunione con il Padre, avendo completamente fatta sua la volontà d’amore che è la nostra salvezza e che passa per la croce, si rivolge ai suoi dicendo “riposatevi” e poi “alzatevi”, letteralmente “risorgete”! Quasi anticipando la Pasqua, il Signore Gesù ci invita a risorgere con Lui, a non lasciar prevalere lo scoraggiamento davanti alla sua apparente sconfitta, a credere nella forza della vita, nella forza dell’amore che si dona.

Se i discepoli in quel momento non capiscono e scappano, noi siamo oggi come saranno loro dopo la risurrezione: sappiamo che la vita e l’amore hanno trionfato. Ma sappiamo che ciò avviene passando per il tradimento, il calvario, la morte. Seguiamo Gesù in questo cammino di donazione, non lasciamolo solo. Restiamo in questi giorni ai piedi della croce, con Maria, come discepoli amati, pronti a risorgere con Lui, ad aprirci alla vita nuova nel mattino di Pasqua. Riconosciamo nel suo volto sofferente, lo stesso volto sfolgorante della trasfigurazione, il volto di Dio Amore.

Sr. Marinella op

 

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