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Mt 5, 13-16

8.08.2020  Solennità del Santo Padre Domenico

 

Dal Vangelo di Matteo (Mt 5, 13-16)

In quel tempo Gesù diceva alle folle: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli”.

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La liturgia domenicana, per la solennità del Santo Padre Domenico, prevede la possibilità di scegliere tra diverse pagine di vangelo. Ho scelto questa, perché credo che vi si trovino molti elementi caratteristici del santo spagnolo che oggi festeggiamo.

Dopo aver proclamato le beatitudini, all’inizio del primo grande discorso riportato nel vangelo di Matteo, Gesù continua a presentare le caratteristiche del discepolo, attraverso una descrizione che è insieme un’esortazione: “Voi siete”, quindi lo siamo, come discepoli, ma anche lo possiamo e dobbiamo diventare. E cosa siamo? Siamo sale e luce!

Il sale è ciò che dà sapore, che riempie di senso, infatti la radice della parola “sapienza” è la stessa. C’è un sale, una sapienza umana, che però non è quella di cui si parla qui. L’autore della sapienza secondo Dio è il suo Santo Spirito! Sono sale, ho questa sapienza, quando, guidata dallo Spirito di Dio imparo a guardare alle cose del mondo, alla storia, alla mia vita, con gli occhi e il cuore di Dio, capaci di vedere i semi di bene anche più nascosti, di portare una parola sapiente là dove ce n’è più bisogno. Questo era Domenico, questo siamo chiamati a essere anche noi oggi. Anche là dove sembra che il mondo non voglia vedere questo bene, udire questa parola. La forza di continuare a essere sale viene dallo Spirito, non da noi.

La luce è qui descritta come quella forza che illumina tutti, che per questo non può restare nascosta. Il Verbo di Dio, nostro Signore Gesù Cristo, come Luce è venuto nel mondo, dice il prologo del vangelo di Giovanni, ma non è stato accolto. Però ha dato a chi l’ha accolto il potere di diventare figlio di Dio. Ecco la Luce vera, che illumina ogni uomo! E per la misteriosa, sapiente volontà di Dio, quella luce siamo ciascuno di noi. Domenico è stato luce per chi l’ha incontrato sulle strade del mondo. Tanto che uno degli elementi iconografici sempre presenti nella sue raffigurazioni è la stella luminosa in fronte. Noi siamo chiamati a essere luce per i fratelli, perché attraverso questa luce, che viene da Dio, essi ne riconoscano i disegni di bene, l’amore misericordioso, e perciò diamo gloria al Padre celeste!

Domenico era un predicatore efficace, ma quello che più ha caratterizzato la sua vita e la sua opera è stata la consapevolezza di essere chiamato a vivere fino in fondo il vangelo e a riprodurre nella vita dell’Ordine la vita degli apostoli, che prima di tutto erano chiamati a stare con Gesù, come fratelli. Anche per questo credo che la pagina di vangelo che abbiamo letto sia particolarmente calzante: “Voi” siete, dice Gesù… perché non si può essere sale e luce come liberi battitori. Dalla comunità, dalla fraternità vissuta, scaturisce l’efficacia del sale e della luce che è Cristo, presente dove due o tre sono riuniti nel suo nome.

Grazie, dolce padre Domenico, per la via che hai tracciato, sui passi di Cristo Signore e Maestro!

Sr. Marinella op

 

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