{"id":10459,"date":"2022-05-07T23:29:06","date_gmt":"2022-05-07T21:29:06","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=10459"},"modified":"2022-05-07T23:51:10","modified_gmt":"2022-05-07T21:51:10","slug":"gv-1027-30","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/gv-1027-30\/","title":{"rendered":"Gv10, 27-30"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<p>08.05.2022 IV Domenica di Pasqua &#8211; anno C<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/3_Cristo_BuonPastore.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-10461 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/3_Cristo_BuonPastore-224x300.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/3_Cristo_BuonPastore-224x300.jpg 224w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/3_Cristo_BuonPastore-763x1024.jpg 763w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/3_Cristo_BuonPastore-768x1030.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/3_Cristo_BuonPastore.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #0e2057;\">Dal Vangelo di Giovanni (10,27-30)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #0e2057;\">In quel tempo, Ges\u00f9 disse: \u00abLe mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #0e2057;\">Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapper\u00e0 dalla mia mano.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #0e2057;\">Il Padre mio, che me le ha date, \u00e8 pi\u00f9 grande di tutti e nessuno pu\u00f2 strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La quarta domenica del tempo di Pasqua \u00e8 la domenica detta del Buon Pastore. L\u2019anno liturgico C presenta i versetti conclusivi del discorso in cui Ges\u00f9 si dichiara come unico Pastore autentico del suo gregge, discorso contenuto nel capitolo 10 del Quarto Vangelo. Prendendo in esame solo questi versetti finali, non si coglie un elemento molto importante: il discorso che il Signore ha fatto, affermando di essere il Pastore, quello Buono e Bello, subisce un\u2019interruzione da parte dei Giudei, che hanno ascoltato quelle parole e si ritrovano a discutere tra di loro sull\u2019identit\u00e0 di Ges\u00f9. Il versetto 19 afferma che c\u2019era dissenso tra i Giudei per ci\u00f2 che Ges\u00f9 aveva detto e anche per la guarigione del cieco nato, narrata nel capitolo precedente. Allora gli stessi Giudei vanno da Ges\u00f9 e lo interrogano nuovamente, perch\u00e9 vogliono sapere se \u00e8 davvero Lui il Messia. Il brano evangelico di questa domenica \u00e8 la conclusione della risposta che il Signore d\u00e0 a questa richiesta. Ges\u00f9 dice ai Giudei: \u00e8 tutta una questione di fede, voi non credete perch\u00e9 non ascoltate la mia voce, le mie pecore invece la ascoltano. E la fede nasce da questo ascolto! Credere in Cristo non significa conoscere e applicare delle norme, questa pu\u00f2 essere una conseguenza. Non si tratta neppure di aderire a qualcosa di affine a un sistema filosofico o di pensiero. Crede chi interiormente sperimenta l\u2019unione con Cristo, perch\u00e9 ne ha ascoltato la voce, la Parola. Tutto sgorga da l\u00ec, da questo ascoltare; quando senti la sua voce, se gi\u00e0 l\u2019hai ascoltata e ne hai sperimentato l\u2019indicibile forza e bellezza, la riconosci e segui Lui. E Lui ti guida alla vita. Ges\u00f9 e il Padre, che sono una cosa sola, vogliono la nostra salvezza, ci donano la vita eterna, e nessuno pu\u00f2 strapparci all\u2019amore che \u00e8 l\u2019essenza di questo dono. Ben due volte, in questa breve pagina evangelica, Ges\u00f9 ripete che non possiamo essere sottratti alla sua mano, se l\u00ec noi vogliamo stare. L\u2019unit\u00e0 tra il Padre e il Figlio si esplicita proprio in questa azione a favore del gregge: niente e nessuno dobbiamo temere, perch\u00e9 ognuno di noi, che ci riconosciamo pecora di questo gregge, \u00e8 al sicuro nella mano amorevole e forte di Dio. Possiamo richiamare anche un altro testo bellissimo, <em>Is<\/em> 49,16, nel quale si afferma che Dio stesso ci ha disegnati, uno a uno, sul palmo della sua mano: Dio non ci dimentica mai di me, di noi! Ci sono tante voci intorno a noi e possiamo perdere di vista l\u2019unico vero Pastore, perch\u00e9 non ne sentiamo la voce\u2026 Ma Lui continua a chiamarci per nome, in ogni momento possiamo sentirlo e riconoscerlo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Chiediamo al Signore di tenerci sempre l\u00ec, in quella mano, ferita dai chiodi sulla croce, per amore nostro. Il segno dei chiodi resta, e ci ricorda questo amore. L\u00ec, al sicuro, possiamo sempre ascoltare la voce del Pastore Bello, che ci guida ai pascoli della gioia senza fine.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>08.05.2022 IV Domenica di Pasqua &#8211; anno C &nbsp; Dal Vangelo di Giovanni (10,27-30) In quel tempo, Ges\u00f9 disse: \u00abLe mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapper\u00e0 dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, \u00e8 pi\u00f9 grande di tutti e nessuno pu\u00f2 strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola\u00bb. &nbsp; La quarta domenica del tempo di Pasqua \u00e8 la domenica detta del Buon Pastore. 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Ges\u00f9 dice ai Giudei: \u00e8 tutta una questione di fede, voi non credete perch\u00e9 non ascoltate la mia voce, le mie pecore invece la ascoltano. E la fede nasce da questo ascolto! Credere in Cristo non significa conoscere e applicare delle norme, questa pu\u00f2 essere una conseguenza. Non si tratta neppure di aderire a qualcosa di affine a un sistema filosofico o di pensiero. Crede chi interiormente sperimenta l\u2019unione con Cristo, perch\u00e9 ne ha ascoltato la voce, la Parola. Tutto sgorga da l\u00ec, da questo ascoltare; quando senti la sua voce, se gi\u00e0 l\u2019hai ascoltata e ne hai sperimentato l\u2019indicibile forza e bellezza, la riconosci e segui Lui. E Lui ti guida alla vita. Ges\u00f9 e il Padre, che sono una cosa sola, vogliono la nostra salvezza, ci donano la vita eterna, e nessuno pu\u00f2 strapparci all\u2019amore che \u00e8 l\u2019essenza di questo dono. Ben due volte, in questa breve pagina evangelica, Ges\u00f9 ripete che non possiamo essere sottratti alla sua mano, se l\u00ec noi vogliamo stare. L\u2019unit\u00e0 tra il Padre e il Figlio si esplicita proprio in questa azione a favore del gregge: niente e nessuno dobbiamo temere, perch\u00e9 ognuno di noi, che ci riconosciamo pecora di questo gregge, \u00e8 al sicuro nella mano amorevole e forte di Dio. Possiamo richiamare anche un altro testo bellissimo, Is 49,16, nel quale si afferma che Dio stesso ci ha disegnati, uno a uno, sul palmo della sua mano: Dio non ci dimentica mai di me, di noi! Ci sono tante voci intorno a noi e possiamo perdere di vista l\u2019unico vero Pastore, perch\u00e9 non ne sentiamo la voce\u2026 Ma Lui continua a chiamarci per nome, in ogni momento possiamo sentirlo e riconoscerlo. Chiediamo al Signore di tenerci sempre l\u00ec, in quella mano, ferita dai chiodi sulla croce, per amore nostro. Il segno dei chiodi resta, e ci ricorda questo amore. 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