{"id":11540,"date":"2023-04-09T01:29:06","date_gmt":"2023-04-08T23:29:06","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=11540"},"modified":"2026-04-03T20:52:38","modified_gmt":"2026-04-03T18:52:38","slug":"della-risurrezione-di-gesu-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/della-risurrezione-di-gesu-cristo\/","title":{"rendered":"Della Risurrezione di Ges\u00f9 Cristo"},"content":{"rendered":"<h5 class=\"western\" align=\"justify\"><a name=\"__RefHeading___Toc137553779\"><\/a>Dai&nbsp;<em>Discorsi<\/em> del Venerabile Dio Didaco Bessi<\/h5>\n<h3 align=\"justify\">&nbsp;<\/h3>\n<h3 class=\"western\" align=\"justify\">Della Risurrezione di Ges\u00f9 Cristo<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a><\/sup><\/h3>\n<p align=\"justify\">Addolorata nei passati giorni la Chiesa per la morte del suo caro sposo, sedea piangente presso il sepolcro che racchiudeva il sanguinoso adorabile corpo del Redentore; ed esponendo ai nostri occhi i mesti e dolorosi riti dei giorni prossimamente trascorsi, ci ha come preso per mano affinch\u00e9, insieme col nostro Redentore discendessimo nel santo sepolcro. Ora ella ad un tratto cambiando i suoi vestimenti di lutto, lasciando le sue dolenti salmodie, intuona il trionfale <i><u>alleluia<\/u><\/i>, e ci eccita a sollevare i nostri cuori, a rassenerarli di sovraggrande allegrezza, ed a risorgere esultanti con Cristo, trionfatore dell\u2019inferno e del peccato. Oh giorno degno della pi\u00f9 solenne ricordanza per noi cristiani!<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pasqua-23.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-11541 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pasqua-23-300x174.jpg\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pasqua-23-300x174.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pasqua-23-1024x593.jpg 1024w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pasqua-23-768x445.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pasqua-23-1536x890.jpg 1536w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Pasqua-23.jpg 1915w\" sizes=\"auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><\/a>Ges\u00f9 Cristo \u00e8 veramente risorto, e la di lui risurrezione, provando invincibilmente la sua divinit\u00e0, mette il suggello alla verit\u00e0 della religione che ha promulgato e diviene il fondamento inconcusso della nostra fede. Infatti il Redentore propose qual prova incontrastabile di sua divinit\u00e0 il risorgimento da morte. Lo scongiurano i giudei a voler mostrar loro che egli sia il Figliuolo di Dio, per credere in lui; ed in prova di ci\u00f2 vogliono miracoli. Come? Non bastano forse a convincer costoro gli avverati oracoli dei profeti, i demonii messi in fuga, i ciechi che vedono, i sordi che odono, i muti che parlano, gli storpi che camminano, i morti che risorgono? S\u00ec, tutto questo basta; ma, quasi fossero un nulla tutti questi prodigi, cos\u00ec loro risponde il divino Maestro. Questa generazione perversa e scellerata mi domanda miracoli; ma altro miracolo non avr\u00e0 da me fuorch\u00e9 quello di Giona profeta. Come Giona stette tre giorni nel ventre del pesce e poi ne usc\u00ec vivo e sano, cos\u00ec il Figliuolo dell\u2019uomo, dopo che sar\u00e0 stato sepolto nel seno della terra, il terzo giorno ne uscir\u00e0 glorioso e trionfante. N\u00e9 potevasi dal Redentore scegliere prova pi\u00f9 convincente di questa per manifestare al mondo l\u2019unit\u00e0 della divina sua persona sussistente in due distinte nature. Se il miracolo \u00e8 la voce di Dio, se il maggiore di tutti i miracoli \u00e8 la risurrezione di un morto, che dovr\u00e0 dirsi di colui che esce fuori dal sepolcro per virt\u00f9 sua propria, se non che \u00e8 un Uomo-Dio? uomo, perch\u00e9 \u00e8 resuscitato; Dio perch\u00e9 resuscit\u00f2 se stesso.<\/p>\n<p align=\"justify\">Voi da me cercate un prodigio, disse pure lo stesso Ges\u00f9 Cristo in altra occasione ai Farisei, ( con cui vi dimostri che io sono il vero aspettato Messia. Eccolo. Io so che voi mi volete confitto sulla croce e morto di morte infame; fatelo pure, che io risusciter\u00f2 me stesso. <i><u>Solvite templum hoc, et in tribus diebus excitabo illud<\/u><\/i>. Questa \u00e8 una prova convincentissima della sua divinit\u00e0, la cui forza sentirono anche i pi\u00f9 ostinati suoi nemici. Infatti quando i principi dei sacerdoti dopo la di lui morte si recarono da Pilato cercandogli le guardie per custodire il sepolcro gli dissero: Costui prima di morire ha detto pubblicamente che sarebbe risorto; \u00e8 da temersi dunque che i suoi discepoli vengano a togliere il corpo dal sepolcro, per poi spargere nel popolo che Egli \u00e8 veramente resuscitato. E allora per noi sarebbe finita ogni cosa: saremmo rovinati.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ora, o Revd\u0113 Madri, fu verificata appieno la promessa del nostro divin Salvatore. Ecco che spuntata appena l\u2019aurora del terzo giorno dopo la di lui morte, l\u2019anima sua beatissima si riunisce al corpo giacente nel sepolcro, ed Egli ne esce fuori trionfatore della morte. Il di lui risorgimento viene annunziato dalla terra che si scuote, dall\u2019Angelo che rovescia la lapide sepolcrale, e ne spezza i sigilli, spaventando le guardie, e consolando le pie donne, col dir loro: \u00e8 risorto, non \u00e8 qui. <i><u>Surrexit, non est hic<\/u><\/i>. Indarno la Giudea ha congiurato contro il Santo de\u2019 Santi, invano la sinagoga diede sfogo alla malignit\u00e0 del suo odio. <i><u>Surrexit<\/u><\/i>, ed \u00e8 atterrito il preside romano che lo ha condannato, confusi sono coloro che lo chiamarono un impostore, sono spaventati i manigoldi che lo hanno crocifisso, svergognati quelli che poc\u2019anzi crollando il capo lo invitavano a discendere dalla croce. <i><u>Surrexit<\/u><\/i>: e la morte si trova vinta e sconfitta nel centro stesso del suo impero e il Re di Israele mostrasi adesso nella grandezza della sua gloria. I soldati che i principi dei Sacerdoti avean posti a custodia del sepolcro corrono tosto al sinedrio ed ivi raccontano il grande avvenimento. Turbansi i sacerdoti, i senatori del popolo, e vengono a conoscere minutamente tutte le pi\u00f9 piccole circostanze della avvenuta innegabile risurrezione. Oh profondit\u00e0 dei divini consigli! Quelle stesse guardie che furono poste al sepolcro perch\u00e9 i discepoli non rubassero il sacro corpo divengono i testimoni e i primi banditori della trionfale risurrezione di Ges\u00f9. Sconcertati i Giudei ne\u2019 loro pensamenti, confusi ne\u2019 loro sistemi, incerti nelle loro risoluzioni, oppressi dalla verit\u00e0 sfavillante, fremono di rabbia, infuriano, si contradicono a vicenda, e non trovando argomenti da opporre al fatto, risolvono di negarlo. Ol\u00e0, dicono ai soldati, voi non direte nulla di ci\u00f2 che avvenne; ma a chi v\u2019interrogher\u00e0 rispondete: <u>Mentre noi eravamo immersi nel sonno<\/u>, vennero i discepoli del Nazzareno, e rubarono il di lui corpo. E perch\u00e9 dicessero cos\u00ec, fu data loro una grossa somma di danaro. Insensato artifizio! Se il soldati erano immersi nel sonno, non poterono osservare ci\u00f2 che avveniva; se erano desti, perch\u00e9 non impedirono ai discepoli di portar via il corpo del Salvatore?<\/p>\n<p align=\"justify\">Mentre i principi de\u2019 sacerdoti, e i seniori del popolo s\u2019affaticano perch\u00e9 non si diffonda la voce dell\u2019avvenuta risurrezione, il Salvatore la manifesta in mille modi. Qui a due discepoli che si avviano ad Emmaus si d\u00e0 a conoscere dopo aver loro spiegate le scritture che di essa parlavano; l\u00e0 si mostra a cinquecento persone. Entra nel cenacolo ed agli apostoli che attoniti credevano di vedere un fantasma, dice: Osservate le mie mani, osservate i miei piedi. Son io medesimo. Toccatemi, e riflettete che uno spirito non ha n\u00e9 carne n\u00e9 ossa, come vedete che io ho. <i><u>Videte manus meas et pedes, quia ego ipse sum; palpate et videte quia spiritus carnem et ossa non habet, sicut me videtis habere<\/u><\/i><i>.<\/i> Rimprovera l\u2019ostinata incredulit\u00e0 di Tommaso e, poni, gli dice il dito nelle mie piaghe e non volere essere d\u2019ora innanzi incredulo, ma fedele. E perch\u00e9, osserva qui S. Agostino, non avessero i discepoli a credere di essere stati ingannati da quanlche miracolo apparente, Ges\u00f9 conversa seco loro per lo spazio di quaranta giorni. Non credendo subito i discepoli all\u2019apparizione di Ges\u00f9 Cristo e non credendola se non dopo le prove pi\u00f9 incontrastabili dell\u2019evidenza, nessuno v\u2019ha che possa accusarli di prevenzione a favore del loro maestro; e la loro precedente incredulit\u00e0 diventa quindi un nuovo sostegno della nostra fede. E invero, se Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 risorto, come mai gli Apostoli che erano s\u00ec deboli, s\u00ec paurosi, poterono in mezzo a Gerusalemme fra il maggior concorso del popolo annunziare la risurrezione di Ges\u00f9 crocifisso e rinfacciare a\u2019 giudei l\u2019atrocit\u00e0 del delitto commesso col condannare alla morte l\u2019Autore della vita? Come mai poterono convertirne pi\u00f9 migliaia in brev\u2019ora e confermare la verit\u00e0 di lor predicazione con varii strepitosi prodigi? Come mai questi discepoli che furono s\u00ec tardi nel credere, che riputarono favole e vaneggiamenti ci\u00f2 che dicevasi delle apparizioni di Cristo resuscitato, come mai poterono rendere la pi\u00f9 aperta testimonianza alla resurrezione del loro divino Maestro ed annunziarla sino alle estremit\u00e0 della terra, a dispetto dei tormenti, delle croci, della morte che a loro minacciavano i tiranni? Come mai il mondo si \u00e8 arreso alle voci di costoro? Come mai la croce di Ges\u00f9 Cristo pot\u00e8 riguardarsi dagli uomini come segno di vittoria e di trionfo? Ammutolisce l\u2019empiet\u00e0 e non pu\u00f2 rispondere a tali domande, essendo convinta suo malgrado. Il cristiano, penetrato da s\u00ec forti argomenti, riconosce la risurrezione di Ges\u00f9 Cristo come articolo fondamentale di sua credenza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ges\u00f9 Cristo \u00e8 risorto da morte, risorgiamo noi pure con lui. Ges\u00f9 Cristo riprese il suo corpo, entriamo anche noi di nuovo nello stato felice, da cui eravamo caduti per lo peccato. Ges\u00f9 Cristo \u00e8 risorto dalla sua tomba, ed ha spezzato i vincoli della morte: rompiamo anche noi quegli delle nostre passioni. Le porte dell\u2019inferno sono infrante, la morte \u00e8 vinta; il vecchio Adamo \u00e8 annientato, e se n\u2019\u00e8 formato uno nuovo, e noi diventiamo nuove creature in Ges\u00f9 Cristo&#8230; Corrispondiamo pertanto a questa grande operazione che si \u00e8 compiuta in noi. E ad agevolare questa corrispondenza, consideriamo in primo luogo che Ges\u00f9 risorgendo acquist\u00f2 un perfetto dominio sopra di noi. Prima di questo tempo egli era il nostro servo, ora \u00e8 il nostro padrone. Dal momento che egli comparve nel mondo vestito della nostra mortalit\u00e0, egli non fece che caricarsi dei nostri peccati, per ajutarci a risorgere. Ma poich\u00e9 egli ci ha comprati col mezzo del suo sangue, noi siamo addivenuti sua giusta possessione: noi siamo veramente suoi, non altro padrone possiamo e dobbiamo riconoscere che lui; perch\u00e9 non altri pu\u00f2 aver su noi maggiori e pi\u00f9 sacri diritti\u2026 Da ci\u00f2 derivano tutte le grazie che noi gli dobbiamo, come anche il diritto che noi abbiamo alla sua gloria. Quindi segue che noi dobbiamo sottometterci umilmente al suo impero e pigliare il soave giogo che egli ci impone. Anzi dobbiamo noi supplicarlo di farsi padrone dei nostri cuori nella sua misericordia, di frenare le nostre passioni, di prendere possesso di quanto noi abbiamo e di quanto siamo, facendo a lui un sacrifizio universale di noi medesimi. Dobbiamo scongiurarlo con tutto il fervore di cui noi siamo capaci, di non voler permettere mai, che ci dividiamo dal cammino che egli ci ha insegnato; ma di prestarci il soccorso del suo braccio onnipotente, perch\u00e9 piuttosto possiamo progredire ogni giorno e camminarvi fedelmente fino alla morte. Dobbiamo da ultimo fare ogni prova ed ogni sforzo per porre in oblio le cose del mondo, e non avere altro desiderio, n\u00e9 altro pensiero che per la gloria di cui egli gode, e alla quale ei ci comanda di aspirare usando tutti i mezzi che possono condurci a questo beato fine. Vogliamo noi che egli ci accolga e ci inscriva nel numero dei suoi sudditi? Salutiamolo e adoriamolo come Re delle anime nostre, come nostro Salvatore e nostro Dio; preghiamolo di stabilire in noi il regno della sua giustizia e del suo amore, diciamogli: Fate, o Signore, che noi siamo vostri, senza riserva e senza divisione. Noi siamo vostra conquista e l\u2019opera delle vostre mani: siamo vostro popolo e vostra porzione. Noi canteremo eternamente le vostre misericordie, e non cesseremo mai di predicare le vostre meraviglie e di pubblicare le vostre lodi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il passaggio che noi facciamo nel dominio di Ges\u00f9 Cristo, importa in noi una totale rinnuovazione. Come il corpo benedetto e santissimo di Ges\u00f9 risorgendo dal sepolcro, lasci\u00f2 tutto il passato squallore, e comparve radiante di gloria, e con segno di vittoria incoronato; cos\u00ec l\u2019anima nostra con lui risorgendo e divenendo sua propriet\u00e0, deve riprendere tutto il suo natio candore, e quasi regina ornata a festa, deve fare una bella comparsa nei regali appartamenti del suo Signore. Ma perch\u00e9 possa cos\u00ec trasformarsi \u00e8 mestieri ch\u2019ella ricopii in se stessa tutte le caratteristiche della divina risurrezione. Quattro sopratutte ne notava la Chiesa nel Vangelo della scorsa solennit\u00e0; e queste vogliono da noi considerarsi e in noi riprodursi. E in prima, nota il Vangelo che Ges\u00f9 risorse <i><u>summo mane<\/u><\/i>, cio\u00e8, al primo albeggiare del giorno. E da ci\u00f2 possiamo trovare pi\u00f9 documenti. E innanzi tutto che la risurrezione dell\u2019anima nostra vuole operarsi prontamente. Chi, esaminando se stesso, conosce che tuttavia gli resta da fare assai nella perfezione della vita spirituale, cominci tosto l\u2019opera sua; e la cominci con quell\u2019ardore di spirito, con quella brama irrefrenata, che accendesi sempre nell\u2019animo nostro alla vista di un bene che non peranco possediamo e che \u00e8 fatto e destinato per noi; chi tuttavia se ne stesse poltroneggiando e aspettasse a muoversi l\u2019opportunit\u00e0, rassomiglierebbe all\u2019infingardo, che risvegliatosi in sul mattino, e chiamato all\u2019opere del giorno, se ne stesse sonnacchiando infino a tarda ora. Intanto viene il meriggio quando le opere dovrebbero essere gi\u00e0 molto innanzi e nel colmo del fervore, ed egli appena le ha cominciate. Sopravviene la sera, quando esse dovrebbero essere gi\u00e0 compiute, ed ecco che glie ne restano molte e importanti, ch\u2019egli \u00e8 costretto o di tralasciare o di farle con soverchia fretta, e incompiutamente e male. Non ci lasciamo in tale stato sorprendere dalla sera, ossia dalla morte. Il tempo \u00e8 breve e rapido, e il da fare \u00e8 molto. Iddio \u00e8 grande economo del tempo: a chi bene e industriosamente non se ne prevale, egli lo nega. Tenghiamo bene nella memoria questa verit\u00e0. Nei giorni trascorsi della quadragesimale penitenza, ognuno col sussidio della meditazione e della spiegazione della divina parola, deve gi\u00e0 aver conosciuto ci\u00f2 che far gli resti, per viemeglio pacere a Dio. Nelle vie della perfezione, o Revd\u0113 Madri, niuna di voi pu\u00f2 aver fatto tanto, che tuttavia non abbia da far molto; perch\u00e9 nella santit\u00e0 il progresso non ha limiti. Per\u00f2 se bene avete ricercato voi stesse, se bene avete porto orecchio alle celesti dottrine, questa cognizione di quello che dovete far tuttavia, non pu\u00f2 a quest\u2019ora mancarvi. Dunque mano all\u2019opera. Ges\u00f9 sorgendo dal sepolcro, gitt\u00f2 via in un baleno come foglia inaridita, la grave pietra che lo copriva, e tramort\u00ec di subito spavento le guardie che lo vegliavano. Non men pronta e subitanea sia la nostra risurrezione: gittiamo via dall\u2019anima tutto ci\u00f2 che la copre, affinch\u00e9 spieghi libera le ali alle purissime regioni del Cielo. Sfavilli di carit\u00e0 e spanda luce dappertutto.<\/p>\n<p align=\"justify\">La seconda circostanza che il Santo Evangelista nota nella Risurrezione del Divin Redentore, si \u00e8 che <i><u>surrexit vere<\/u><\/i>, risuscit\u00f2 veramente. Or questa verit\u00e0 vuol trovarsi ancora in noi, se noi pure siamo chiamati (come non v\u2019ha dubbio) a risorgere con Cristo. La vera resurrezione del peccatore \u00e8 l\u2019abbandono totale e costante delle disordinate passioni che lo trassero infelicemente nelle vie della perdizione. Ma qui non si tratta di siffatti peccatori. Nondimeno ognuna di voi, esaminando con sincerit\u00e0 la propria condotta, avr\u00e0 trovato per certo qualche difetto (e chi \u00e8 che non possa trovarne?) da dovere emendare. Or bene: anche da questo bisogna risorgere, e la risurrezione vuol essere tale da rendere immagine di quella di Ges\u00f9 Cristo Signor Nostro, cio\u00e8 deve esser vera. La qual verit\u00e0 consister\u00e0 in questo, che una volta abbandonato quel difetto, non si torni nemmeno per poco a fargli buon viso. Molti rinunziano in un subito slancio di ardore ai favoriti difetti; ma ahim\u00e8 pochi son quegli che hanno coraggio di sostenere costantemente quel distacco. E quegli non risorgono veracemente; perch\u00e9 dopo essere stati per brev\u2019ora fuori del sepolcro, tornano a ricadervi, e qualche volta, pur troppo, per risorgere mai pi\u00f9. Un cristiano che veramente \u00e8 risorto non ha altro studio che di combattere le sue passioni, e massimamente il suo amor proprio, di vincere i suoi naturali difetti, di avvezzarsi alla mortificazione, di scuotere insomma la sua pigrizia e la sua accidia nella pratica delle virt\u00f9. Ges\u00f9 dal sommo della Croce ov\u2019egli spir\u00f2, c\u2019invita colle braccia stese ad imitarlo ed a morire con lui. Risorto poi dalla tomba, ci stende di nuovo le braccia, e ci grida: Venite a vivere con me: io non sono pi\u00f9 stretto dai legami della morte, ma sono glorioso ed immortale: vivete anche voi immortali nella mia grazia, ed io vi far\u00f2 vivere immortali nella mia gloria.<\/p>\n<p align=\"justify\">La terza circostanza che si nota nella Risurrezione del Divin Redentore \u00e8 che egli apparve a molti dei suoi discepoli. Queste diverse e molteplici apparizioni non altro intento avevano che di accertare a tutti la sua risurrezione. Anche di qui l\u2019anima cristiana ha da trarre un bel documento. Imperciocch\u00e9 anch\u2019ella deve apparire, per l\u2019altrui edificazione, purgata veramente da quei difetti, dai quali poc\u2019anzi risorse. Deve render coi fatti questa testimonianza della propria risurrezione; perch\u00e9 quindi segue che gli altri ne prendano incoraggiamento ed esempio. <i><u>Proximi opera vestra bona videant et glorificent Patrem vestrum qui in coelis est<\/u><\/i>. Questa testimonianza che noi, per tal mezzo, rendiamo alla virt\u00f9 ed efficacia della grazia, ben \u00e8 diversa da quella ostentazione del bene che si fa da taluni che tendono pi\u00f9 alle apparenze che alle realt\u00e0. Imperocch\u00e9 l\u2019edificazione mira alla gloria di Dio; l\u2019ostentazione alla propria stima; l\u2019edificazione intende ad illuminare le anime dei prossimi, l\u2019ostentazione ad ingannarle, facendo loro apparire quello che non \u00e8; l\u2019edificazione cresce per frutti di opere; l\u2019ostentazione romoreggia per orpello di parole. Attendete adunque a porgere esempio alle altre della vostra emendazione, con l\u2019intento che le consorelle vostre ne traggano opportunit\u00e0 di glorificare Dio, e di far esse altrettanto, rispetto a\u2019 propri difetti. Cos\u00ec accenderassi una nobile e generosa emulazione nel bene: le anime vostre <u>assument pennas ut aquilae, volabunt et non deficient<\/u>, impenneranno le ali non altrimenti che aquile, e spiegheranno il volo, e non verranno mai meno. Se alcuna per innanzi conosceasi poco esatta agli atti comuni, dica col fatto, io sono risorta, non sono pi\u00f9 l\u00e0 nel sepolcro. Mostrisi pi\u00f9 delle altre volenterosa e puntuale, e dove prima faceasi attendere, attenda ora le altre, e facciasi trovare al suo posto. [Chi conoscevasi poco mortificata nella lingua; dica coll\u2019opera, io sono risorta; e dove per innanzi faceasi notare di soverchia facilit\u00e0 e franchezza, mostrisi ritenuta e rispettiva. Chi in addietro mal volentieri porgeasi a far servizio alle sue sorelle, o le trattava con qualche asprezza, io sono risorta dica, e cos\u00ec prevenga i loro desiderii e sia infaticabile nella carit\u00e0.]<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\">2<\/a><\/sup> Cos\u00ec come Ges\u00f9 testimoni\u00f2 per molti argomenti la sua risurrezione apparendo ai discepoli, e parlando loro e istruendoli e edificandoli, nello stesso modo la risurrezione vostra sar\u00e0 conosciuta ed accertata, e ne avr\u00e0 gloria Dio, e incremento di grazia l\u2019anima vostra. In ultimo non si vuol trascurare un\u2019altra circostanza della Risurrezione di Ges\u00f9. Alle pie donne che cercavano nel sepolcro il corpo del loro Divino Maestro, affine di profumarlo coi preziosi aromi, l\u2019Angelo disse: \u201cAndate, egli \u00e8 risorto, non \u00e8 qui. Egli vi preceder\u00e0 in Galilea, col\u00e0 lo vedrete\u201d. Vengono le donne al sepolcro, perch\u00e9 la Chiesa militante, che in esse \u00e8 simboleggiata, va tutta al proprio sepolcro; e poi dal sepolcro di Cristo attinger\u00e0 la virt\u00f9 per far risorgere gloriose le sante sue membra. Nella fine dei secoli il mistico Corpo di Ges\u00f9 parteciper\u00e0 della consumazione del suo Capo, come ha partecipato della sua santificazione, della oblazione e della immolazione nel Sacrifizio, che esso ha offerto, qual Ostia vivente, santa, accetta a Dio. Allora avverr\u00e0 la perfetta consumazione delle nostre miserie, la quale ci elever\u00e0 alla gloria degli Angeli. Prendiamo dunque la consumazione di Cristo, come pegno della nostra; poich\u00e9 come tutti siam morti in Adamo, cos\u00ec in Cristo tutti saremo ravvivati: <i><u>et sicut in Adam omnes moriuntur, ita et in Christo omnes vivificabuntur<\/u><\/i>. Ma oh Dio! se tutti risorgeremo, non tutti saremo mutati! Felici coloro la cui risurrezione sar\u00e0 per passare alla vita; nella quale il corruttibile ed il mortale, sar\u00e0 distrutto affine di rivestire la incorruzione e la immortalit\u00e0. Questa incorruzione si ottiene pei preziosi aromi, ossia colla santa orazione e colle opere di penitenza. Come le pie donne che vollero con essi onorare il corpo di Ges\u00f9, meritarono che pel ministero di un Angelo fosse loro indicato dove avrebbero potuto trovarlo; cos\u00ec noi facendo altrettanto, meriteremo che l\u2019Angelo del Signore ci guidi col\u00e0 dove il trionfante Redentore ci ha preceduto, e dove ci attende per beneficarci nella eternit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">[Tra i tanti miracoli, che oper\u00f2 Ges\u00f9 Cristo, o Revd\u0113 Madri, niuno diede una prova pi\u00f9 incontrastabile della sua Divinit\u00e0, quanto il suo risorgimento. Iddio solo poteva risuscitare se stesso. Questo \u00e8 il maggior fondamento di nostra Santa Religione.]<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\">3<\/a><\/sup><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<hr>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> As&nbsp; <i>Salesiane 92 <\/i>Ad <i>S. Pietro 86<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> [\u2026] Testo omesso per una successiva utilizzazione del discorso.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> [\u2026] Testo forse da aggiungere in una successiva utilizzazione del discorso.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dai&nbsp;Discorsi del Venerabile Dio Didaco Bessi &nbsp; Della Risurrezione di Ges\u00f9 Cristo1 Addolorata nei passati giorni la Chiesa per la morte del suo caro sposo, sedea piangente presso il sepolcro che racchiudeva il sanguinoso adorabile corpo del Redentore; ed esponendo ai nostri occhi i mesti e dolorosi riti dei giorni prossimamente trascorsi, ci ha come preso per mano affinch\u00e9, insieme col nostro Redentore discendessimo nel santo sepolcro. Ora ella ad un tratto cambiando i suoi vestimenti di lutto, lasciando le sue dolenti salmodie, intuona il trionfale alleluia, e ci eccita a sollevare i nostri cuori, a rassenerarli di sovraggrande allegrezza, ed a risorgere esultanti con Cristo, trionfatore dell\u2019inferno e del peccato. Oh giorno degno della pi\u00f9 solenne ricordanza per noi cristiani! Ges\u00f9 Cristo \u00e8 veramente risorto, e la di lui risurrezione, provando invincibilmente la sua divinit\u00e0, mette il suggello alla verit\u00e0 della religione che ha promulgato e diviene il fondamento inconcusso della nostra fede. Infatti il Redentore propose qual prova incontrastabile di sua divinit\u00e0 il risorgimento da morte. Lo scongiurano i giudei a voler mostrar loro che egli sia il Figliuolo di Dio, per credere in lui; ed in prova di ci\u00f2 vogliono miracoli. Come? Non bastano forse a convincer costoro gli avverati oracoli dei profeti, i demonii messi in fuga, i ciechi che vedono, i sordi che odono, i muti che parlano, gli storpi che camminano, i morti che risorgono? S\u00ec, tutto questo basta; ma, quasi fossero un nulla tutti questi prodigi, cos\u00ec loro risponde il divino Maestro. Questa generazione perversa e scellerata mi domanda miracoli; ma altro miracolo non avr\u00e0 da me fuorch\u00e9 quello di Giona profeta. Come Giona stette tre giorni nel ventre del pesce e poi ne usc\u00ec vivo e sano, cos\u00ec il Figliuolo dell\u2019uomo, dopo che sar\u00e0 stato sepolto nel seno della terra, il terzo giorno ne uscir\u00e0 glorioso e trionfante. N\u00e9 potevasi dal Redentore scegliere prova pi\u00f9 convincente di questa per manifestare al mondo l\u2019unit\u00e0 della divina sua persona sussistente in due distinte nature. Se il miracolo \u00e8 la voce di Dio, se il maggiore di tutti i miracoli \u00e8 la risurrezione di un morto, che dovr\u00e0 dirsi di colui che esce fuori dal sepolcro per virt\u00f9 sua propria, se non che \u00e8 un Uomo-Dio? uomo, perch\u00e9 \u00e8 resuscitato; Dio perch\u00e9 resuscit\u00f2 se stesso. Voi da me cercate un prodigio, disse pure lo stesso Ges\u00f9 Cristo in altra occasione ai Farisei, ( con cui vi dimostri che io sono il vero aspettato Messia. Eccolo. Io so che voi mi volete confitto sulla croce e morto di morte infame; fatelo pure, che io risusciter\u00f2 me stesso. Solvite templum hoc, et in tribus diebus excitabo illud. Questa \u00e8 una prova convincentissima della sua divinit\u00e0, la cui forza sentirono anche i pi\u00f9 ostinati suoi nemici. Infatti quando i principi dei sacerdoti dopo la di lui morte si recarono da Pilato cercandogli le guardie per custodire il sepolcro gli dissero: Costui prima di morire ha detto pubblicamente che sarebbe risorto; \u00e8 da temersi dunque che i suoi discepoli vengano a togliere il corpo dal sepolcro, per poi spargere nel popolo che Egli \u00e8 veramente resuscitato. E allora per noi sarebbe finita ogni cosa: saremmo rovinati. Ora, o Revd\u0113 Madri, fu verificata appieno la promessa del nostro divin Salvatore. Ecco che spuntata appena l\u2019aurora del terzo giorno dopo la di lui morte, l\u2019anima sua beatissima si riunisce al corpo giacente nel sepolcro, ed Egli ne esce fuori trionfatore della morte. Il di lui risorgimento viene annunziato dalla terra che si scuote, dall\u2019Angelo che rovescia la lapide sepolcrale, e ne spezza i sigilli, spaventando le guardie, e consolando le pie donne, col dir loro: \u00e8 risorto, non \u00e8 qui. Surrexit, non est hic. Indarno la Giudea ha congiurato contro il Santo de\u2019 Santi, invano la sinagoga diede sfogo alla malignit\u00e0 del suo odio. Surrexit, ed \u00e8 atterrito il preside romano che lo ha condannato, confusi sono coloro che lo chiamarono un impostore, sono spaventati i manigoldi che lo hanno crocifisso, svergognati quelli che poc\u2019anzi crollando il capo lo invitavano a discendere dalla croce. Surrexit: e la morte si trova vinta e sconfitta nel centro stesso del suo impero e il Re di Israele mostrasi adesso nella grandezza della sua gloria. I soldati che i principi dei Sacerdoti avean posti a custodia del sepolcro corrono tosto al sinedrio ed ivi raccontano il grande avvenimento. Turbansi i sacerdoti, i senatori del popolo, e vengono a conoscere minutamente tutte le pi\u00f9 piccole circostanze della avvenuta innegabile risurrezione. Oh profondit\u00e0 dei divini consigli! Quelle stesse guardie che furono poste al sepolcro perch\u00e9 i discepoli non rubassero il sacro corpo divengono i testimoni e i primi banditori della trionfale risurrezione di Ges\u00f9. Sconcertati i Giudei ne\u2019 loro pensamenti, confusi ne\u2019 loro sistemi, incerti nelle loro risoluzioni, oppressi dalla verit\u00e0 sfavillante, fremono di rabbia, infuriano, si contradicono a vicenda, e non trovando argomenti da opporre al fatto, risolvono di negarlo. Ol\u00e0, dicono ai soldati, voi non direte nulla di ci\u00f2 che avvenne; ma a chi v\u2019interrogher\u00e0 rispondete: Mentre noi eravamo immersi nel sonno, vennero i discepoli del Nazzareno, e rubarono il di lui corpo. E perch\u00e9 dicessero cos\u00ec, fu data loro una grossa somma di danaro. Insensato artifizio! Se il soldati erano immersi nel sonno, non poterono osservare ci\u00f2 che avveniva; se erano desti, perch\u00e9 non impedirono ai discepoli di portar via il corpo del Salvatore? Mentre i principi de\u2019 sacerdoti, e i seniori del popolo s\u2019affaticano perch\u00e9 non si diffonda la voce dell\u2019avvenuta risurrezione, il Salvatore la manifesta in mille modi. Qui a due discepoli che si avviano ad Emmaus si d\u00e0 a conoscere dopo aver loro spiegate le scritture che di essa parlavano; l\u00e0 si mostra a cinquecento persone. Entra nel cenacolo ed agli apostoli che attoniti credevano di vedere un fantasma, dice: Osservate le mie mani, osservate i miei piedi. Son io medesimo. Toccatemi, e riflettete che uno spirito non ha n\u00e9 carne n\u00e9 ossa, come vedete che io ho. Videte manus meas et pedes, quia ego ipse sum; palpate et videte quia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":11541,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[220],"tags":[],"class_list":["post-11540","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-discorsi-don-didaco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11540","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11540"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11540\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16476,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11540\/revisions\/16476"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11540"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}