{"id":11637,"date":"2023-04-29T20:11:40","date_gmt":"2023-04-29T18:11:40","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=11637"},"modified":"2023-04-29T21:44:47","modified_gmt":"2023-04-29T19:44:47","slug":"gv-101-10","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/gv-101-10\/","title":{"rendered":"Gv10, 1-10"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<p>30.04.2023 IV Domenica di Pasqua &#8211; anno A<\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/unnamed.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-11641 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/unnamed-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/unnamed-300x300.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/unnamed-150x150.jpg 150w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/unnamed-768x768.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/unnamed.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><span style=\"color: #4a1f03;\">Dal Vangelo secondo Giovanni (10, 1-10)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #4a1f03;\">In quel tempo, Ges\u00f9 disse: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un\u2019altra parte, \u00e8 un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, \u00e8 pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perch\u00e9 conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perch\u00e9 non conoscono la voce degli estranei\u00bb. Ges\u00f9 disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Ges\u00f9 disse loro di nuovo: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sar\u00e0 salvato; entrer\u00e0 e uscir\u00e0 e trover\u00e0 pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perch\u00e9 abbiano la vita e l\u2019abbiano in abbondanza\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">La quarta domenica di Pasqua, ogni anno, \u00e8 denominata \u201cdel Buon Pastore\u201d. Ogni anno infatti leggiamo una parte del capitolo 10 di Giovanni, nel quale il Signore dice di s\u00e9: \u201cIo sono il Buon Pastore\u201d. Nella pagina evangelica di oggi, anche se il pastore \u00e8 gi\u00e0 presente, non c\u2019\u00e8 ancora questa chiara identificazione. Ci soffermiamo quindi su altre espressioni presenti, che sono molto importanti per la nostra vita di fede. Il brano che precede quello di oggi nel quarto vangelo \u00e8 il racconto del cieco nato, che abbiamo meditato in quaresima. Dai versetti che seguono (cfr. v.22), sappiamo che qui Ges\u00f9 si trova ancora a Gerusalemme e sta parlando nel tempio. I Giudei sono ormai nemici dichiarati e lo avversano in modo esplicito e ricorrente, del resto l\u2019inizio della passione non \u00e8 lontano\u2026 Ges\u00f9 inizia dunque un discorso pubblico con una similitudine potente, quella del pastore e del gregge, che rimanda a pagine dell\u2019Antico Testamento, nelle quali il gregge \u00e8 il popolo e il Pastore \u00e8 Dio. il Signore inoltre usa un linguaggio che richiama l\u2019esperienza dell\u2019Esodo: entrare e uscire, seguire, essere salvati. Vi \u00e8 un luogo sicuro, dove le pecore passano la notte; poi giunge il mattino, ogni pastore chiama le sue pecore, che riconoscono la voce del padrone e lo seguono, sapendo di essere al sicuro. La chiave di questa parte del discorso \u00e8 quindi il \u201criconoscere la voce\u201d. Si pu\u00f2 riconoscere solo ci\u00f2 che si \u00e8 conosciuto. Qui sta il limite dei capi del popolo, che sono assimilati a ladri e briganti: essi non solo non hanno accolto la rivelazione di Dio attraverso il suo Inviato Ges\u00f9, ma hanno anche cercato di ostacolare coloro che volevano porsi in ascolto, attraverso la minaccia della scomunica (cfr. 9,22.34). Ma attenzione: questo atteggiamento rigido, che impedisce di accogliere davvero Ges\u00f9 e il suo vangelo, lo corriamo tutti! \u00c8 molto facile incanalare il nostro rapporto con Dio in schemi istituzionalizzati, pretendendo di chiudere l\u2019esperienza religiosa del sacro dentro i nostri cammini sicuri. Accogliere Ges\u00f9 significa fidarsi di Lui come fa la pecora con il pastore: quella Voce, la sua Parola, diventa la guida unica della vita, in un\u2019esperienza di conversione quotidiana, su sentieri sconosciuti, ma resi sicuri dalla sua Presenza liberante. Come il popolo nell\u2019Esodo, siamo tentati di non fidarci, perch\u00e9 la strada nel deserto della vita non \u00e8 facile e ci mette alla prova. Ma solo la voce dell\u2019Unico Pastore ci porta alla salvezza.<br \/>\nSignore, Pastore buono, tu vedi quanto \u00e8 difficile essere davvero una pecora del tuo gregge, sicura nel riconoscere la tua voce e nel seguirti senza paura ai pascoli della vita. Vedi i miei dubbi, le mie resistenze, le mie false certezze\u2026 Eppure credo che solo tu sei cammino di libert\u00e0. Abita il mio cuore con la tua Parola, perch\u00e9 io ti possa riconoscere, presenza sicura nel cammino di ogni giorno, e seguirti, insieme ai tanti fratelli e sorelle che riconoscono la tua voce, gioioso gregge che annuncia la liberazione e testimonia la sola Verit\u00e0 che salva.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"text-align: left;\">Sr. Marinella op<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>30.04.2023 IV Domenica di Pasqua &#8211; anno A &nbsp; Dal Vangelo secondo Giovanni (10, 1-10) In quel tempo, Ges\u00f9 disse: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un\u2019altra parte, \u00e8 un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, \u00e8 pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perch\u00e9 conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perch\u00e9 non conoscono la voce degli estranei\u00bb. Ges\u00f9 disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Ges\u00f9 disse loro di nuovo: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sar\u00e0 salvato; entrer\u00e0 e uscir\u00e0 e trover\u00e0 pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perch\u00e9 abbiano la vita e l\u2019abbiano in abbondanza\u00bb. La quarta domenica di Pasqua, ogni anno, \u00e8 denominata \u201cdel Buon Pastore\u201d. Ogni anno infatti leggiamo una parte del capitolo 10 di Giovanni, nel quale il Signore dice di s\u00e9: \u201cIo sono il Buon Pastore\u201d. Nella pagina evangelica di oggi, anche se il pastore \u00e8 gi\u00e0 presente, non c\u2019\u00e8 ancora questa chiara identificazione. Ci soffermiamo quindi su altre espressioni presenti, che sono molto importanti per la nostra vita di fede. Il brano che precede quello di oggi nel quarto vangelo \u00e8 il racconto del cieco nato, che abbiamo meditato in quaresima. Dai versetti che seguono (cfr. v.22), sappiamo che qui Ges\u00f9 si trova ancora a Gerusalemme e sta parlando nel tempio. I Giudei sono ormai nemici dichiarati e lo avversano in modo esplicito e ricorrente, del resto l\u2019inizio della passione non \u00e8 lontano\u2026 Ges\u00f9 inizia dunque un discorso pubblico con una similitudine potente, quella del pastore e del gregge, che rimanda a pagine dell\u2019Antico Testamento, nelle quali il gregge \u00e8 il popolo e il Pastore \u00e8 Dio. il Signore inoltre usa un linguaggio che richiama l\u2019esperienza dell\u2019Esodo: entrare e uscire, seguire, essere salvati. Vi \u00e8 un luogo sicuro, dove le pecore passano la notte; poi giunge il mattino, ogni pastore chiama le sue pecore, che riconoscono la voce del padrone e lo seguono, sapendo di essere al sicuro. La chiave di questa parte del discorso \u00e8 quindi il \u201criconoscere la voce\u201d. Si pu\u00f2 riconoscere solo ci\u00f2 che si \u00e8 conosciuto. Qui sta il limite dei capi del popolo, che sono assimilati a ladri e briganti: essi non solo non hanno accolto la rivelazione di Dio attraverso il suo Inviato Ges\u00f9, ma hanno anche cercato di ostacolare coloro che volevano porsi in ascolto, attraverso la minaccia della scomunica (cfr. 9,22.34). Ma attenzione: questo atteggiamento rigido, che impedisce di accogliere davvero Ges\u00f9 e il suo vangelo, lo corriamo tutti! \u00c8 molto facile incanalare il nostro rapporto con Dio in schemi istituzionalizzati, pretendendo di chiudere l\u2019esperienza religiosa del sacro dentro i nostri cammini sicuri. Accogliere Ges\u00f9 significa fidarsi di Lui come fa la pecora con il pastore: quella Voce, la sua Parola, diventa la guida unica della vita, in un\u2019esperienza di conversione quotidiana, su sentieri sconosciuti, ma resi sicuri dalla sua Presenza liberante. Come il popolo nell\u2019Esodo, siamo tentati di non fidarci, perch\u00e9 la strada nel deserto della vita non \u00e8 facile e ci mette alla prova. Ma solo la voce dell\u2019Unico Pastore ci porta alla salvezza. Signore, Pastore buono, tu vedi quanto \u00e8 difficile essere davvero una pecora del tuo gregge, sicura nel riconoscere la tua voce e nel seguirti senza paura ai pascoli della vita. Vedi i miei dubbi, le mie resistenze, le mie false certezze\u2026 Eppure credo che solo tu sei cammino di libert\u00e0. Abita il mio cuore con la tua Parola, perch\u00e9 io ti possa riconoscere, presenza sicura nel cammino di ogni giorno, e seguirti, insieme ai tanti fratelli e sorelle che riconoscono la tua voce, gioioso gregge che annuncia la liberazione e testimonia la sola Verit\u00e0 che salva. 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