{"id":11869,"date":"2023-05-31T22:07:12","date_gmt":"2023-05-31T20:07:12","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=11869"},"modified":"2023-05-31T22:07:28","modified_gmt":"2023-05-31T20:07:28","slug":"della-carita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/della-carita\/","title":{"rendered":"Della Carit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Dai&nbsp;<em>Discorsi<\/em>&nbsp;del Servo del Dio Didaco Bessi&nbsp;<\/p>\n<h3 class=\"western\" align=\"justify\"><a name=\"__RefHeading___Toc116462530\"><\/a><a name=\"DellaCarit\u00e0\"><\/a> Della Carit\u00e0<a class=\"sdfootnoteanc\" style=\"font-size: 13.3333px;\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a><\/h3>\n<p align=\"justify\">[Nel passato ragionamento,]<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\">2<\/a><\/sup> In una delle passate meditazioni, vi mostrai, come il meglio seppi, i motivi che ci debbono spingere ad amare il nostro Dio; e questi motivi gli trovammo s\u00ec nella bont\u00e0 e bellezza sua, s\u00ec nei benefizii immensi che egli ci ha fatti, s\u00ec nelle promesse superiori ad ogni nostro merito colle quali ha voluto sublimare le nostre speranze.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/sacro-cuore-di-gesu-100-cm-resina-fontanini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-11873 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/sacro-cuore-di-gesu-100-cm-resina-fontanini-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/sacro-cuore-di-gesu-100-cm-resina-fontanini-300x300.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/sacro-cuore-di-gesu-100-cm-resina-fontanini-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/sacro-cuore-di-gesu-100-cm-resina-fontanini-150x150.jpg 150w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/sacro-cuore-di-gesu-100-cm-resina-fontanini-768x768.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/sacro-cuore-di-gesu-100-cm-resina-fontanini-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/sacro-cuore-di-gesu-100-cm-resina-fontanini.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Veduto pertanto che dobbiamo amare Dio per i motivi gi\u00e0 accennati resta ora che esaminiamo quali requisiti vuole avere questa carit\u00e0, acciocch\u00e9 ella sia veramente degna di Dio. Ed in prima io trovo che i maestri di spirito ci insegnano che la carit\u00e0 vuol\u2019 essere <u>alta<\/u>, cio\u00e8 in grado alto e perfetto. Quando la carit\u00e0 \u00e8 portata a questo grado, l\u2019anima nostra sente grave rincrescimento d\u2019essere trattenuta dai legami di questo corpo e si considera come chiusa in un carcere penoso, dal quale sospira e manda pietose voci di pianto e di desiderio a fine d\u2019essere liberata e ricongiunta eternamente all\u2019oggetto del suo amore, al suo Dio. Di tale carit\u00e0 era infiammato l\u2019Apostolo allorch\u00e9 esclamava: \u201cIo desidero ardentemente d\u2019essere disciolto da questo corpo e d\u2019esser con Cristo\u201d <em><u>Cupio dissolvi et esse cum Christo<\/u><\/em>. Di tale carit\u00e0 era acceso il Re profeta allorch\u00e9 diceva: Siccome un cervo sitibondo desidera al fonte delle acque, cos\u00ec l\u2019anima mia desidera te, o mio Dio, che sei viva sorgente! <em><u>Sicut cervus ad fontem aquarum ita desiderat anima mea ad te fontem vivum<\/u><\/em>. Deve inoltre la carit\u00e0 essere alta, perch\u00e9 vuole esser sollevata all\u2019altezza del cuore di Ges\u00f9 che \u00e8 tutto il nostro bene. E\u2019 scritto nel santo Vangelo che dove \u00e8 il nostro tesoro quivi \u00e8 il nostro cuore. Ma se noi apprezziamo i beni della terra, la carit\u00e0 nostra non potr\u00e0 sollevarsi mai a quell\u2019altezza, e sar\u00e0 simile a quella infelice colomba a cui furono tarpate le ali, che non pu\u00f2 inalzarsi e spiegare il volo al suo nido. Affinch\u00e9 dunque il cuore si sollevi, bisogna cominciare a scaricarlo del fardello delle terrene affezioni, le quali sono come piombo che lo tengono oppresso e quasi schiacciato sotto il loro peso. E questo ci verr\u00e0 fatto facilmente subito che avremo conosciuto che tutti i beni di quaggi\u00f9 sono fallaci e menzogneri, e che non hanno in se nessun pregio, se non in quanto sono opera di Dio, e alla cognizione di Dio possono guidare. E perch\u00e9 pensate voi, o Revd\u0113 Madri, che Ges\u00f9 Cristo volesse salire in cielo visibilmente davanti a tutti gli Apostoli? Egli lo fece per tirare a se fino a quell\u2019altezza il cuore dei discepoli, e per insegnar loro che da quel momento essi dovevano cercare colass\u00f9 il loro bene. Or su dunque, o Dilettissime nel Signore, salga il nostro cuore con Ges\u00f9 risorto al Cielo e non curiamo pi\u00f9 le cose della terra, o siano esse prospere o siano avverse, perocch\u00e9 esse non ci potranno mai fare alcun bene o male sostanziale. Vedete i Santi e specchiatevi in loro: essi ottennero questa altezza di carit\u00e0 in tal grado, che fissandosi colla mente nel divino amore furono rapiti in tale estasi che non solamente perderono ogni senso delle cose che stavano loro d\u2019attorno, ma anche chi avesse in quel beato rapimento, forato, straziato, accostato carboni al loro corpo essi non avrebbero sentito alcuna cosa. Noi miserabili, \u00e8 vero che non osiamo sperare la grazia singolarissima di una s\u00ec sublime ed angelica carit\u00e0, ma adoperiamoci almeno quanto \u00e8 da noi e ponghiamo mente alla esortazione che ci fa S. Leone papa l\u00e0 dove parlando dell\u2019Ascensione di Cristo ci dice: \u201cSalghiamo al Cielo appresso il nostro maestro e Capo, e rallegriamoci di spirituale allegrezza; e gli occhi del nostro intelletto e del nostro desiderio leviamo a quella altezza dove Cristo \u00e8 salito. E poich\u00e9 siamo chiamati alle cose di sopra eterne, non ci ficchiamo nelle cose corruttibili di questa valle tenebrosa, nella quale se alcuna prosperit\u00e0, o Dilettissime, ci lusinga e trae non \u00e8 da seguire, ma bisogna fuggirla con santa diffidenza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Coloro che hanno il cuore collocato si alto sono adornati ancora di vera magnanimit\u00e0, la quale consiste nello stimare un nulla tutte le opere e tutti i sacrifizii che si fanno per amore di Ges\u00f9, e nel desiderare di far sempre cose pi\u00f9 grandi e nel non trovare mai saziet\u00e0. Al magnanimo ancora s\u2019appartiene per forza di amore sostenere fortemente cose terribili, siccome fecero i martiri; operare cose malagevoli, siccome fecero tutti i santi fondatori d\u2019ordini religiosi, ed essere sempre in fervore e in atto siccome il fuoco. Tutto il contrario \u00e8 degli uomini che hanno il cuore basso e vile; che hanno paura dell\u2019ombra, e ogni piccola cosa lor pare grande, e subito sono stanchi, e per ogni piccolo bene pare a loro esser perfetti.\u201d Questo \u00e8 proprio veramente delle anime tepide. Vi sono molti i quali quando hanno sentito due o tre messe, quando sono stati per alquanto tempo in ginocchioni, quando hanno recitato qualche preghiera, credono che Iddio debba rimaner loro obbligato e si tengono da pi\u00f9 degli altri e par loro di aver toccato il sommo della santit\u00e0. Altri vi sono che fanno volentieri le consuete penitenze, ma se sieno obbligati di fare nulla<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\">3<\/a><\/sup> di straordinario, non si ricusano mica, anzi lo fanno volentieri, ma dentro s\u00e9 stimano d\u2019aver fatto pi\u00f9 del dovere e non possono dissimulare una certa gravezza. Ma questa non \u00e8 carit\u00e0 alta e magnanima. Ma cos\u00ec non pensavano ne facevano i santi. Vedetelo col fatto. Nella sentenza di santificazione di Francesco Saverio si leggono queste memorabili parole: \u201cEgli si ha per indubitato che il Saverio non fece meno per la Chiesa di Dio e per l\u2019amore di Ges\u00f9 di quello che facessero i grandi apostoli.\u201d Si pu\u00f2 egli dir di pi\u00f9 di un uomo? O pu\u00f2 egli un uomo far di pi\u00f9 quando la Chiesa stessa asserisce ch\u2019egli ha fatto n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno di quello che fecero gli Apostoli? Or considerate voi, o Revd\u0113 Madri, quanto questo Santo devette esser contento di se stesso al punto della morte! considerate qual compiacenza, qual gaudio ineffabile egli dovette provare in quel punto a pensare che tanto aveva fatto! A pensare che nulla aveva trascurato, che nulla pi\u00f9 gli rimaneva da fare, e che il premio promessogli da Dio nella eterna vita era ben guadagnato! Ma che dico? Sodisfatto di se stesso. Il Saverio? contento delle opere sue nel punto di morte, in modo, da esser persuaso d\u2019aver fatto assai per Ges\u00f9? Ah venite venite, o Dilettissime nel Signore, a vedere la sua agonia e convincetevi del contrario, e misurate da voi stesse quanto alta e magnanima fosse la sua carit\u00e0. Venite: voi lo troverete in una povera capanna, tra barbare genti, (nell\u2019isola di San-lion) ridotto all\u2019estremo della vita, combattuto dai dolori della mortale infermit\u00e0, solo, abbandonato da tutti, disteso sul nudo terreno. Porgete orecchio e uditelo sospirare dolersi profondamente. Ma di che sospirare? di che dolersi? forse di ci\u00f2 che pativa in quel miserabile stato? forse della sua infermit\u00e0? forse dell\u2019abbandono degli uomini? Ah non potevano mai esser questi i lamenti che uscivano dalle labbra moribonde del Saverio! Stupite, o Rev.d\u0113 Madri! egli si duole ei sospira perch\u00e9 poco gli pare d\u2019aver fatto per la salute de\u2019 suoi fratelli, per l\u2019incremento della Chiesa, per la gloria di Dio. \u201cAh ben pi\u00f9, o Signore, ben pi\u00f9 vorrei fare: conosco che ho fatto poco e me ne dolgo amaramente.\u201d Oh che dovr\u00e0 esser di noi miserabili, se al Saverio pareva d\u2019aver fatto poco! Milioni di belve selvaggie aveva rendute uomini: e non pur uomini, ma fervorosi Cristiani: e molti di loro non pur Cristiani, ma santi e martiri ancora, come ci narra la storia<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\">4<\/a><\/sup> di quei di Manar, che in numero di mille e pi\u00f9 corsero volenterosi a versare il sangue per la fede di Cristo: e tuttavia poco gli pareva aver fatto. Aveva non solamente ristorato la Chiesa dai danni sofferti in quel secolo dalle eresie di Lutero e Calvino; ma ancora l\u2019aveva arricchita di tante migliaia di figli, per modo che avrebbe potuto adattarsi a lui maravigliosamente quello splendido elogio che S. Basilio fa di S. Gregorio Nazianzeno, appellandolo <em><u>Ecclesiae supplementum<\/u><\/em>; e tuttavia egli non \u00e8 contento e si duole! Lui non altrimenti che S. Paolo, non avevano potuto mai separare dalla carit\u00e0 di Cristo n\u00e9 l\u2019afflizione, n\u00e9 le distrette, n\u00e9 le persecuzioni: non la fame, non la nudit\u00e0, non le spade; ma anzi poteva come lui confortarsi di essere uscito da tutte queste cose di gran lunga vincitore; ed il suo cuore bramava di pi\u00f9: Egli che in dieci anni di missione, pi\u00f9 che altrettanti ne aveva sofferti di martirio dalla stranezza dei luoghi, dalla ferocia degli abitanti; egli che col medesimo Apostolo Paolo poteva ripetere: \u201cIo sono stato battuto di verghe, sono stato lapidato; sempre sono stato in viaggi, in pericoli di fiumi, in pericoli di ladroni, in pericoli dalle genti, dalle citt\u00e0, dalla solitudine, dal mare, dai falsi fratelli; e sempre sono stato in fatica e travaglio; sovente in veglie, in fame ed in sete; in digiuni spesse volte, in freddo in nudit\u00e0; egli che per tutti questi patimenti poteva in quel punto estremo confortarsi d\u2019aver sostenuti per l\u2019amore del suo Dio, e per la salute de\u2019 suoi fratelli, egli non era sazio ancora, e dolevasi d\u2019aver fatto poco. Oh miracolo di carit\u00e0, le cui fiamme vigore acquistano e si rinfuocano come pi\u00f9 si distendono, e tutta vorrebbono comprendere la terra! Oh carit\u00e0, che a noi assiderati dal gelo del mondo appena si fa credere e intendere! Questa \u00e8 dunque altezza di cuore, quando l\u2019uomo per alto amore e grande desiderio ha in dispetto il mondo, e mai non si sazia di ben fare e mai non si stanca e non sente fatica e tutta la sua conversazione \u00e8 in cielo per santo desiderio. E per\u00f2 che Cristo \u00e8 forma, esempio e cagione d\u2019ogni nostra perfezione, cos\u00ec S. Bernardo pone i gradi di tale perfezione di carit\u00e0 in questo modo dicendo: Vi sono alcuni ai quali Cristo \u00e8 nato, e questi son quegli che cominciano a dar forma alla loro vita e indirizzarla secondo l\u2019umilt\u00e0, povert\u00e0 e mansuetudine di Ges\u00f9. Ve ne sono altri ai quali Cristo \u00e8 cresciuto e fatto perfetto uomo. E questi son quelli, i quali gi\u00e0 esercitati nella discrezione, ricevono lume e fortezza nelle loro operazioni. Ve ne sono alquanti ai (<i>69 r<\/i>) quali Cristo \u00e8 morto, e son quelli i quali congiunti per amore a Ges\u00f9 sentono per compassione i suoi dolori, e sono confitti con lui sulla Croce, come diceva S. Paolo. Questi tali siccome Cristo sono pronti e disposti di morire per il prossimo, pregare pei nemici, e, a dir breve, vivono a Cristo e sono apparecchiati di morire per Ges\u00f9 Cristo. Ve ne sono altri ai quali Cristo \u00e8 gi\u00e0 risuscitato; i quali ricevono da lui nuova pace, nuova consolazione, nuova letizia, nuovi doni; come ricevettero gli Apostoli dappoich\u00e9 ebbero conosciuto e trovato Ges\u00f9 Cristo risorto. Sono altri ancora a cui Cristo \u00e8 gi\u00e0 salito in Cielo; i quali sono saliti con lui col desiderio, e sono s\u00ec congiunti con lui per amore, che n\u00e9 di se, n\u00e9 di alcuna cosa mondana possono aver cura, e sono tutti assorti a quell\u2019altezza dov\u2019\u00e8 il loro diletto. Sono altri finalmente ai quali Cristo ha mandato lo Spirito Santo, i quali sono tutti infuocati di amore, tutti pieni di sapienza e perfezione a fare miracoli e convertire molta gente. Ecco pertanto, o Rev.d\u0113 Madri, i gradi pei quali si sale a quella carit\u00e0 alta e magnanima che pur ora vi ho descritta. Ora il vostro studio sia di conoscere in quale di questi gradi ciascuna di voi si trova, e quanto pi\u00f9 inferiori vi trovate tanto pi\u00f9 si raddoppino i vostri sforzi per inalzarvi in questa scala di perfezione infino al supremo grado. Non vi nascondo che questa ricerca \u00e8 assai difficile, perch\u00e9 l\u2019amor proprio ci fa apparire a\u2019 nostri occhi troppo pi\u00f9 alti che non siamo. Ma se chiederete lume a Dio se farete tacere nel vostro cuore questo amor proprio male ordinato, potrete ottimamente riuscirvi. Sopratutto poi, se volete facilitarvi questa ricerca, state attente alle opere vostre. Da esse potrete avere la misura della vostra carit\u00e0. Vi contentate di fare ci\u00f2 che dalla legge \u00e8 prescritto senza pi\u00f9? questo \u00e8 segno che siete appena nel primo grado. Ges\u00f9 \u00e8 tuttora per voi pargoletto, e vi bisogna molto affrettarvi con preghiere e con penitenza. Possedete voi una chiarezza di lume superno e forza sufficiente da disprezzare tutte le cose di questo mondo? Rallegratevi, perocch\u00e9 avete fatto un passo di pi\u00f9, e potete sperare che Iddio vi dar\u00e0 grazia di farne un altro maggiore. Vi sapete voi tanto penetrare de\u2019 dolori della Passione di Ges\u00f9, da sentirvi con lui confitte sulla Croce, con lui morte e sepolte? Se ci\u00f2 voi sentite, rallegratevi ancora poich\u00e9 la vostra carit\u00e0 ha ricevuto un nuovo incremento. Cos\u00ec procedendo in questo esame, n\u00e9 intralasciandolo mai, voi vi troverete cresciute di giorno in giorno nell\u2019amore (<i>70 r<\/i>) di Dio, ricevendo sempre nuova consolazione e nuova allegrezza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo avere esaminato che cosa significhi possedere una carit\u00e0 alta e magnanima, non voglio por termine alla presente considerazione senza avervi in breve spiegati anche altri tre attributi che vuole avere la nostra carit\u00e0 acciocch\u00e9 ella sia compiuta e degna veramente dell\u2019oggetto verso cui ella si dirige. Essa pertanto vuol essere anche profonda, e questo vuol dire che deve generare in noi un desiderio ardente di scendere cotanto in basso da conformarci a tutte le umiliazioni alle quali Ges\u00f9 si volle sottoporre per nostro amore. Chi possiede questa carit\u00e0 dice tra se: Come potrei io sostenere di essere onorato, mentre Ges\u00f9 fu ricolmo di tutti i disprezzi e i vituperii che mai possono cadere sul pi\u00f9 vile degli schiavi? Come potrei volere essere stimato, mentre Ges\u00f9 consent\u00ec di essere tradotto a\u2019 tribunali come il pi\u00f9 reo degli uomini? Come potrei mai comodamente vestire, saporitamente mangiare, agiatamente dormire, mentre Ges\u00f9 non ebbe neppure un vile straccio da coprirsi; non ebbe nemmeno una pietra dove riposare il suo capo divino; non ebbe una stilla d\u2019acqua da smorzare l\u2019arsura della sete, ed il suo letto di morte fu un patibolo atroce, e gli assistenti della sua agonia furono feroci manigoldi che lo schernivano e lo straziavano orribilmente? Cos\u00ec dice chi \u00e8 profondo nella carit\u00e0, e secondo queste sante riflessioni si compone una vita di annegazione e di penitenza. Ed oh<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\">5<\/a><\/sup> volesse Iddio che il nostro cuore si accendesse di una siffatta carit\u00e0, che potremo esser sicuri di aver messa in porto la nostra salute. Ma ahim\u00e9, che i nostri sensi tiranneggiano la nostra ragione, e sebbene queste riflessioni le facciamo, e ne conosciamo la giustezza e la verit\u00e0 quando elle ci sono fatte da altri, nondimeno non sappiamo indurci ad abbracciarne coll\u2019opera le conseguenze. Preghiamo Dio, o Rev.d\u0113 Madri, che ci dia questa forza e passiamo a considerare un altro attributo della carit\u00e0. La quale \u00e8 necessario che sia anche universale, cio\u00e8 che debba abbracciare amici e nemici. Questo voi mi dite non \u00e8 nuovo e s\u2019intende bene. E chi \u00e8 che non sappia il precetto Evangelico della dilezione dei nemici? E\u2019 vero, o Dilettissime nel Signore, tutti lo sanno, e quantunque non tutti l\u2019adempiano, pure un certo numero vi sono che fanno forza sopra a se stessi per non trasgredirlo: ed in questo numero, o Rev.d\u0113 Madri, io vi farei troppa ingiuria se non ponessi anche voi. Ma non so se abbiate mai posto mente a certe piccole cose, le quali s\u2019incontrano non difficilmente anco tra le&nbsp; persone spirituali. Voglio intendere di certe tendenze, di certe simpatie piuttosto verso certe persone, che verso certe altre, per cui accade che la carit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 sentita verso chi da nel genio che verso chi meno desta la simpatia. Io non istar\u00f2 a venire cotanto ai particolari, solo vi basti che la carit\u00e0 vera, universale non ha n\u00e9 pu\u00f2 avere cotali riguardi. Ella abbraccia ugualmente e coll\u2019istesso calore ogni sorta di persone, ci siano o no simpatiche, godano o no la nostra stima. Anzi se ella deve dare una preferenza la dar\u00e0 sempre a coloro da\u2019 quali l\u2019animo pi\u00f9 ripugna. So bene che tali perfezioni sono pi\u00f9 facili a insegnare che a mettersi in pratica; so bene che io il quale vi parlo con tanta franchezza sono il pi\u00f9 miserabile di tutti. Ma voi non dovete guardare alla reit\u00e0 di chi vi parla, ma s\u00ec alla verit\u00e0 delle cose parlate: n\u00e9 dovete consultare le forze vostre, ma s\u00ec quelle che vi pu\u00f2 somministrare e che certamente per sua misericordia non vi negher\u00e0 il vostro Sposo celeste.<\/p>\n<p align=\"justify\">Finalmente la carit\u00e0 vuole essere perseverante e ferma contro ogni tentazione. Vi sono alcuni i quali non amano Dio se non quando ne sentono interna consolazione, e negli altri tempi si sentono freddi e svogliati. La consolazione interna \u00e8 un premio gratuito che Iddio concede talvolta, e che talvolta nega, a fine di mettere a prova il nostro amore. Se in questa prova noi venghiamo meno, come potremo dire di amare veramente<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\">6<\/a><\/sup> Dio? Questa consolazione bisogna chiederla s\u00ec, ma non pretenderla: e quando ci \u00e8 negata bisogna aspettarla con longanimit\u00e0 e raddoppiare il fervore delle nostre preghiere. Ma io vi ho trattenuto abbastanza, o Rev.d\u0113 Madri, sopra queste considerazioni. Voglia Dio che io e voi ne facciamo profitto e lo mostriamo colle opere. Di questo preghiamo la divina Misericordia, perch\u00e9 colle nostre forze non potremo nulla.<\/p>\n<p align=\"justify\">O Dio amabilissimo quanto mai desidereremmo di amarvi proporzionatamente alla vostra eccellenza e all\u2019amore che avete portato a noi. Ma il nostro cuore \u00e8 s\u00ec ristretto; \u00e8 s\u00ec arido, che se voi non lo ammollite colla rugiada soavissima delle vostre benedizioni, se voi non gli date ampiezza colla vostra potenza, non potremo mai concepire un affetto che di voi sia degno. Vogliamo amarvi o Signore: vogliamo amarvi con un amore alto, magnanimo profondo, perseverante: vogliamo amarvi quanto vi amano i Serafini nel Cielo; ma noi non potremo nulla col nostro desiderio, se voi non&nbsp; ci ajutate ad amarvi. Questo speriamo dalla vostra bont\u00e0 e misericordia, la quale ci assista e ci accompagni tutti i giorni della nostra vita.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Ad S. Pietro 88<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\">As S. Domenico 93<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Teso aggiunto per una successiva utilizzazione dell\u2019omelia<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> R <i>nulla<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> I <i>ci narra la storia di<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a> Le <i>ho<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a> A <i>perfettamente<\/i><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dai&nbsp;Discorsi&nbsp;del Servo del Dio Didaco Bessi&nbsp; Della Carit\u00e01 [Nel passato ragionamento,]2 In una delle passate meditazioni, vi mostrai, come il meglio seppi, i motivi che ci debbono spingere ad amare il nostro Dio; e questi motivi gli trovammo s\u00ec nella bont\u00e0 e bellezza sua, s\u00ec nei benefizii immensi che egli ci ha fatti, s\u00ec nelle promesse superiori ad ogni nostro merito colle quali ha voluto sublimare le nostre speranze. Veduto pertanto che dobbiamo amare Dio per i motivi gi\u00e0 accennati resta ora che esaminiamo quali requisiti vuole avere questa carit\u00e0, acciocch\u00e9 ella sia veramente degna di Dio. Ed in prima io trovo che i maestri di spirito ci insegnano che la carit\u00e0 vuol\u2019 essere alta, cio\u00e8 in grado alto e perfetto. Quando la carit\u00e0 \u00e8 portata a questo grado, l\u2019anima nostra sente grave rincrescimento d\u2019essere trattenuta dai legami di questo corpo e si considera come chiusa in un carcere penoso, dal quale sospira e manda pietose voci di pianto e di desiderio a fine d\u2019essere liberata e ricongiunta eternamente all\u2019oggetto del suo amore, al suo Dio. Di tale carit\u00e0 era infiammato l\u2019Apostolo allorch\u00e9 esclamava: \u201cIo desidero ardentemente d\u2019essere disciolto da questo corpo e d\u2019esser con Cristo\u201d Cupio dissolvi et esse cum Christo. Di tale carit\u00e0 era acceso il Re profeta allorch\u00e9 diceva: Siccome un cervo sitibondo desidera al fonte delle acque, cos\u00ec l\u2019anima mia desidera te, o mio Dio, che sei viva sorgente! Sicut cervus ad fontem aquarum ita desiderat anima mea ad te fontem vivum. Deve inoltre la carit\u00e0 essere alta, perch\u00e9 vuole esser sollevata all\u2019altezza del cuore di Ges\u00f9 che \u00e8 tutto il nostro bene. E\u2019 scritto nel santo Vangelo che dove \u00e8 il nostro tesoro quivi \u00e8 il nostro cuore. Ma se noi apprezziamo i beni della terra, la carit\u00e0 nostra non potr\u00e0 sollevarsi mai a quell\u2019altezza, e sar\u00e0 simile a quella infelice colomba a cui furono tarpate le ali, che non pu\u00f2 inalzarsi e spiegare il volo al suo nido. Affinch\u00e9 dunque il cuore si sollevi, bisogna cominciare a scaricarlo del fardello delle terrene affezioni, le quali sono come piombo che lo tengono oppresso e quasi schiacciato sotto il loro peso. E questo ci verr\u00e0 fatto facilmente subito che avremo conosciuto che tutti i beni di quaggi\u00f9 sono fallaci e menzogneri, e che non hanno in se nessun pregio, se non in quanto sono opera di Dio, e alla cognizione di Dio possono guidare. E perch\u00e9 pensate voi, o Revd\u0113 Madri, che Ges\u00f9 Cristo volesse salire in cielo visibilmente davanti a tutti gli Apostoli? Egli lo fece per tirare a se fino a quell\u2019altezza il cuore dei discepoli, e per insegnar loro che da quel momento essi dovevano cercare colass\u00f9 il loro bene. Or su dunque, o Dilettissime nel Signore, salga il nostro cuore con Ges\u00f9 risorto al Cielo e non curiamo pi\u00f9 le cose della terra, o siano esse prospere o siano avverse, perocch\u00e9 esse non ci potranno mai fare alcun bene o male sostanziale. Vedete i Santi e specchiatevi in loro: essi ottennero questa altezza di carit\u00e0 in tal grado, che fissandosi colla mente nel divino amore furono rapiti in tale estasi che non solamente perderono ogni senso delle cose che stavano loro d\u2019attorno, ma anche chi avesse in quel beato rapimento, forato, straziato, accostato carboni al loro corpo essi non avrebbero sentito alcuna cosa. Noi miserabili, \u00e8 vero che non osiamo sperare la grazia singolarissima di una s\u00ec sublime ed angelica carit\u00e0, ma adoperiamoci almeno quanto \u00e8 da noi e ponghiamo mente alla esortazione che ci fa S. Leone papa l\u00e0 dove parlando dell\u2019Ascensione di Cristo ci dice: \u201cSalghiamo al Cielo appresso il nostro maestro e Capo, e rallegriamoci di spirituale allegrezza; e gli occhi del nostro intelletto e del nostro desiderio leviamo a quella altezza dove Cristo \u00e8 salito. E poich\u00e9 siamo chiamati alle cose di sopra eterne, non ci ficchiamo nelle cose corruttibili di questa valle tenebrosa, nella quale se alcuna prosperit\u00e0, o Dilettissime, ci lusinga e trae non \u00e8 da seguire, ma bisogna fuggirla con santa diffidenza. Coloro che hanno il cuore collocato si alto sono adornati ancora di vera magnanimit\u00e0, la quale consiste nello stimare un nulla tutte le opere e tutti i sacrifizii che si fanno per amore di Ges\u00f9, e nel desiderare di far sempre cose pi\u00f9 grandi e nel non trovare mai saziet\u00e0. Al magnanimo ancora s\u2019appartiene per forza di amore sostenere fortemente cose terribili, siccome fecero i martiri; operare cose malagevoli, siccome fecero tutti i santi fondatori d\u2019ordini religiosi, ed essere sempre in fervore e in atto siccome il fuoco. Tutto il contrario \u00e8 degli uomini che hanno il cuore basso e vile; che hanno paura dell\u2019ombra, e ogni piccola cosa lor pare grande, e subito sono stanchi, e per ogni piccolo bene pare a loro esser perfetti.\u201d Questo \u00e8 proprio veramente delle anime tepide. Vi sono molti i quali quando hanno sentito due o tre messe, quando sono stati per alquanto tempo in ginocchioni, quando hanno recitato qualche preghiera, credono che Iddio debba rimaner loro obbligato e si tengono da pi\u00f9 degli altri e par loro di aver toccato il sommo della santit\u00e0. Altri vi sono che fanno volentieri le consuete penitenze, ma se sieno obbligati di fare nulla3 di straordinario, non si ricusano mica, anzi lo fanno volentieri, ma dentro s\u00e9 stimano d\u2019aver fatto pi\u00f9 del dovere e non possono dissimulare una certa gravezza. Ma questa non \u00e8 carit\u00e0 alta e magnanima. Ma cos\u00ec non pensavano ne facevano i santi. Vedetelo col fatto. Nella sentenza di santificazione di Francesco Saverio si leggono queste memorabili parole: \u201cEgli si ha per indubitato che il Saverio non fece meno per la Chiesa di Dio e per l\u2019amore di Ges\u00f9 di quello che facessero i grandi apostoli.\u201d Si pu\u00f2 egli dir di pi\u00f9 di un uomo? O pu\u00f2 egli un uomo far di pi\u00f9 quando la Chiesa stessa asserisce ch\u2019egli ha fatto n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno di quello che fecero gli Apostoli? Or considerate voi, o Revd\u0113 Madri, quanto questo Santo devette esser contento di se stesso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":11873,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[220],"tags":[],"class_list":["post-11869","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-discorsi-don-didaco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11869","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11869"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11869\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11874,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11869\/revisions\/11874"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11873"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11869"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11869"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11869"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}