{"id":12331,"date":"2023-09-16T20:57:34","date_gmt":"2023-09-16T18:57:34","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=12331"},"modified":"2023-09-17T07:03:09","modified_gmt":"2023-09-17T05:03:09","slug":"mt-1821-35","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mt-1821-35\/","title":{"rendered":"Mt 18 21-35"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<p>17.09.2023 XXIV Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno A<\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #613c04;\">Dal Vangelo secondo Matteo (18,21-35)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #613c04;\">In quel tempo, Pietro si avvicino\u0300 a Gesu\u0300 e gli disse: \u00abSignore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovro\u0300 perdonargli? Fino a sette volte?\u00bb. E Gesu\u0300 gli rispose: \u00abNon ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #613c04;\"><a style=\"color: #613c04;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Vangelo-14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-12333 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Vangelo-14-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Vangelo-14-300x188.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Vangelo-14-1024x640.jpg 1024w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Vangelo-14-768x480.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Vangelo-14.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/a>Per questo, il regno dei cieli e\u0300 simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiche\u0301 costui non era in grado di restituire, il padrone ordino\u0300 che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e cosi\u0300 saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: \u201cAbbi pazienza con me e ti restituiro\u0300 ogni cosa\u201d. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lascio\u0300 andare e gli condono\u0300 il debito.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #613c04;\">Appena uscito, quel servo trovo\u0300 uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: \u201cRestituisci quello che devi!\u201d. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: \u201cAbbi pazienza con me e ti restituiro\u0300\u201d. Ma egli non volle, ando\u0300 e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #613c04;\">Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l\u2019accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell\u2019uomo e gli disse: \u201cServo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perche\u0301 tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pieta\u0300 del tuo compagno, cosi\u0300 come io ho avuto pieta\u0300 di te?\u201d. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finche\u0301 non avesse restituito tutto il dovuto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #613c04;\">Cosi\u0300 anche il Padre mio celeste fara\u0300 con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">La conclusione del capitolo 18 di Matteo che leggiamo questa domenica ci presenta il tema del perdono. Anche nella prima lettura il libro del Siracide affronta lo stesso tema, mettendo in evidenza quanto sia umanamente difficile perdonare. Ges\u00f9 risponde a una domanda di Pietro: quante volte perdonare? Il numero sette indica una totalit\u00e0, perci\u00f2 gi\u00e0 la domanda di Pietro conteneva unindicazione molto forte. Ma Ges\u00f9 va oltre: settanta volte sette, cio\u00e8 sempre, senza eccezioni, senza dubbi o riserve nascoste di rancore. Ma, appunto, sappiamo quanto questo sia umanamente improbo. Eppure non possiamo non farlo, perch\u00e9 noi per primi siamo perdonati da Colui che, solo, perdona sempre, senza eccezioni, senza dubbi o riserve. La parabola del servo perdonato, ma incapace di perdonare, mostra come sia facile dimenticare che i primi perdonati siamo noi, anche quando il debito nostro sarebbe impossibile da restituire. Diecimila talenti sono una cifra spaventosamente grande, il corrispondente dello stipendio di cento milioni di giornate lavorative! Ma per quanto grande sia il nostro peccato, Dio ci offre sempre, gratuitamente, il suo perdono. Poi per\u00f2 noi siamo chiamati a fare altrettanto con i fratelli e le sorelle che ci fanno del male, ci feriscono, ci insultano, ci fanno opposizione, ci escludono quanto \u00e8 il male che possiamo fare, tanto \u00e8 il male che possiamo ricevere. Ma sappiamo che siamo perdonati dal solo Giudice giusto. Ed \u00e8 in questo perdono ricevuto senza merito e in modo del tutto pieno e assoluto che troviamo la forza per imparare anche noi a donare il perdono. Certo non posso perdonare solo perch\u00e9 ho paura di ritrovarmi in mano agli aguzzini, come succede al servo spietato. Il solo perdono che conduce alla salvezza \u00e8 il perdono donato, libero, di cuore.<\/p>\n<p align=\"justify\">Signore, mi accorgo che a volte mi \u00e8 difficile perdonare, perch\u00e9 non si tratta solo di passare oltre un male ricevuto, ma di amare gratuitamente chi mi fa del male, come hai fatto Tu, dal trono della croce. Abita il mio cuore con il tuo Spirito, perch\u00e9 sia la tua presenza in me a compiere il miracolo del perdono autentico, senza reticenze n\u00e9 ipocrisie. Fa che possa sempre guardare a Te, restare unita a Te, attingendo alla misericordia del Padre per donare a tutti misericordia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>17.09.2023 XXIV Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno A &nbsp; Dal Vangelo secondo Matteo (18,21-35) In quel tempo, Pietro si avvicino\u0300 a Gesu\u0300 e gli disse: \u00abSignore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovro\u0300 perdonargli? Fino a sette volte?\u00bb. E Gesu\u0300 gli rispose: \u00abNon ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli e\u0300 simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiche\u0301 costui non era in grado di restituire, il padrone ordino\u0300 che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e cosi\u0300 saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: \u201cAbbi pazienza con me e ti restituiro\u0300 ogni cosa\u201d. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lascio\u0300 andare e gli condono\u0300 il debito. Appena uscito, quel servo trovo\u0300 uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: \u201cRestituisci quello che devi!\u201d. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: \u201cAbbi pazienza con me e ti restituiro\u0300\u201d. Ma egli non volle, ando\u0300 e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l\u2019accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell\u2019uomo e gli disse: \u201cServo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perche\u0301 tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pieta\u0300 del tuo compagno, cosi\u0300 come io ho avuto pieta\u0300 di te?\u201d. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finche\u0301 non avesse restituito tutto il dovuto. Cosi\u0300 anche il Padre mio celeste fara\u0300 con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello\u00bb. &nbsp; La conclusione del capitolo 18 di Matteo che leggiamo questa domenica ci presenta il tema del perdono. Anche nella prima lettura il libro del Siracide affronta lo stesso tema, mettendo in evidenza quanto sia umanamente difficile perdonare. Ges\u00f9 risponde a una domanda di Pietro: quante volte perdonare? Il numero sette indica una totalit\u00e0, perci\u00f2 gi\u00e0 la domanda di Pietro conteneva unindicazione molto forte. Ma Ges\u00f9 va oltre: settanta volte sette, cio\u00e8 sempre, senza eccezioni, senza dubbi o riserve nascoste di rancore. Ma, appunto, sappiamo quanto questo sia umanamente improbo. Eppure non possiamo non farlo, perch\u00e9 noi per primi siamo perdonati da Colui che, solo, perdona sempre, senza eccezioni, senza dubbi o riserve. La parabola del servo perdonato, ma incapace di perdonare, mostra come sia facile dimenticare che i primi perdonati siamo noi, anche quando il debito nostro sarebbe impossibile da restituire. Diecimila talenti sono una cifra spaventosamente grande, il corrispondente dello stipendio di cento milioni di giornate lavorative! Ma per quanto grande sia il nostro peccato, Dio ci offre sempre, gratuitamente, il suo perdono. Poi per\u00f2 noi siamo chiamati a fare altrettanto con i fratelli e le sorelle che ci fanno del male, ci feriscono, ci insultano, ci fanno opposizione, ci escludono quanto \u00e8 il male che possiamo fare, tanto \u00e8 il male che possiamo ricevere. Ma sappiamo che siamo perdonati dal solo Giudice giusto. Ed \u00e8 in questo perdono ricevuto senza merito e in modo del tutto pieno e assoluto che troviamo la forza per imparare anche noi a donare il perdono. Certo non posso perdonare solo perch\u00e9 ho paura di ritrovarmi in mano agli aguzzini, come succede al servo spietato. Il solo perdono che conduce alla salvezza \u00e8 il perdono donato, libero, di cuore. Signore, mi accorgo che a volte mi \u00e8 difficile perdonare, perch\u00e9 non si tratta solo di passare oltre un male ricevuto, ma di amare gratuitamente chi mi fa del male, come hai fatto Tu, dal trono della croce. 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