{"id":12558,"date":"2023-11-04T20:56:16","date_gmt":"2023-11-04T19:56:16","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=12558"},"modified":"2023-11-04T20:56:31","modified_gmt":"2023-11-04T19:56:31","slug":"mt-231-12","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mt-231-12\/","title":{"rendered":"Mt 23 1-12"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<p>05.11.2023 XXXI Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno A<\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/generico-febbraio-2020-168988.large_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-12560 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/generico-febbraio-2020-168988.large_-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"393\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/generico-febbraio-2020-168988.large_-300x225.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/generico-febbraio-2020-168988.large_-768x576.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/generico-febbraio-2020-168988.large_.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 393px) 100vw, 393px\" \/><\/a><span style=\"color: #0a2e45;\">+&nbsp;Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0a2e45;\">In quel tempo, Ges\u00f9 si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: &#8220;Sulla cattedra di Mos\u00e8 si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perch\u00e9 dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti d&#8217;onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare &#8221;rabb\u00ec&#8221; dalla gente.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0a2e45;\">Ma voi non fatevi chiamare &#8221;rabb\u00ec&#8221;, perch\u00e9 uno solo \u00e8 il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno &#8221;padre&#8221; sulla terra, perch\u00e9 uno solo \u00e8 il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare &#8221;maestri&#8221;, perch\u00e9 uno solo \u00e8 il vostro Maestro, il Cristo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0a2e45;\">Il pi\u00f9 grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzer\u00e0 sar\u00e0 abbassato e chi si abbasser\u00e0 sar\u00e0 innalzato&#8221;.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Entriamo questa domenica nel capitolo 23 del vangelo di Matteo e troviamo ancora protagonisti i farisei, non per\u00f2 come interlocutori, ma come oggetto delle parole di Ges\u00f9. Se nelle parabole che abbiamo meditano nelle domeniche precedenti \u00e8 emersa l\u2019ipocrisia degli avversari di Ges\u00f9, qui \u00e8 lo stesso Signore che ne parla, mettendo in guardia tutti, i discepoli in particolare, dal comportarsi come loro. Non possiamo annunciare un vangelo che per\u00f2 non viviamo. Cos\u00ec facendo, diamo scandalo e quindi allontaniamo da Dio coloro che si accorgono del nostro \u201cpredicare bene e razzolare male\u201d, per usare un noto proverbio. Ma penso sia molto pericoloso limitare le parole di Ges\u00f9 a un richiamo alla coerenza. Infatti, se scegliamo di comportarci bene per non essere di scandalo al prossimo, questo non \u00e8 sufficiente, anzi, \u00e8 un altro modo di essere ipocriti, di metterci la maschera del perbenismo. Una maschera destinata prima o poi a cadere, se non aderiamo profondamente, intimamente e con convinzione alla Parola fatta carne, che \u00e8 il Signore Ges\u00f9, Via, Verit\u00e0 e Vita. Se il nostro vivere il vangelo \u00e8 solo \u201cpubblico\u201d, di facciata, ma non ci cambia dentro, non siamo diversi da quei farisei che Ges\u00f9 addita come esempi da non seguire. Questo rischio lo corriamo tutti. Un antidoto prezioso \u00e8 l\u2019umilt\u00e0, saper stare \u201csottomessi\u201d: all\u2019autorit\u00e0 della Parola; alla volont\u00e0 d\u2019amore del Padre; alla voce silenziosa, ma potente, dello Spirito; al consiglio di fratelli e sorelle maggiori, che sono pi\u00f9 avanti di noi nel cammino della fede; al magistero della Chiesa. Solo il Cristo \u00e8 nostro Maestro e noi siamo tutti fratelli; e come tali siamo chiamati a prenderci amorevolmente cura del cammino di fede del nostro prossimo: lo possiamo fare nella semplicit\u00e0 di chi sa di avere tutto ricevuto in dono, di chi accoglie questo dono multiforme e lo porta a compimento con amore e per amore, non con spirito di contesa, di rivalit\u00e0, di vanagloria. E questo compimento \u00e8 possibile solo nel \u201cregime della grazia\u201d, nella umile sottomissione all\u2019Amore che libera e salva e che ci rende davvero fratelli e sorelle in cammino.<\/p>\n<p align=\"justify\">Signore, Dio Trinit\u00e0, Unit\u00e0 inscindibile d\u2019Amore, aiutami a vivere nella vera umilt\u00e0 di chi riconosce di essere amato e salvato per grazia. Aiutami a stare all\u2019ultimo posto, a riconoscerti come solo Signore, Maestro e Padre. Fa\u2019 di me uno strumento di questa grazia, per divenire giorno per giorno sempre pi\u00f9 trasparenza della tua Presenza che salva e libera.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>05.11.2023 XXXI Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno A &nbsp; +&nbsp;Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12) In quel tempo, Ges\u00f9 si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: &#8220;Sulla cattedra di Mos\u00e8 si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perch\u00e9 dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti d&#8217;onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare &#8221;rabb\u00ec&#8221; dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare &#8221;rabb\u00ec&#8221;, perch\u00e9 uno solo \u00e8 il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno &#8221;padre&#8221; sulla terra, perch\u00e9 uno solo \u00e8 il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare &#8221;maestri&#8221;, perch\u00e9 uno solo \u00e8 il vostro Maestro, il Cristo. Il pi\u00f9 grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzer\u00e0 sar\u00e0 abbassato e chi si abbasser\u00e0 sar\u00e0 innalzato&#8221;. &nbsp; Entriamo questa domenica nel capitolo 23 del vangelo di Matteo e troviamo ancora protagonisti i farisei, non per\u00f2 come interlocutori, ma come oggetto delle parole di Ges\u00f9. 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Se il nostro vivere il vangelo \u00e8 solo \u201cpubblico\u201d, di facciata, ma non ci cambia dentro, non siamo diversi da quei farisei che Ges\u00f9 addita come esempi da non seguire. Questo rischio lo corriamo tutti. Un antidoto prezioso \u00e8 l\u2019umilt\u00e0, saper stare \u201csottomessi\u201d: all\u2019autorit\u00e0 della Parola; alla volont\u00e0 d\u2019amore del Padre; alla voce silenziosa, ma potente, dello Spirito; al consiglio di fratelli e sorelle maggiori, che sono pi\u00f9 avanti di noi nel cammino della fede; al magistero della Chiesa. Solo il Cristo \u00e8 nostro Maestro e noi siamo tutti fratelli; e come tali siamo chiamati a prenderci amorevolmente cura del cammino di fede del nostro prossimo: lo possiamo fare nella semplicit\u00e0 di chi sa di avere tutto ricevuto in dono, di chi accoglie questo dono multiforme e lo porta a compimento con amore e per amore, non con spirito di contesa, di rivalit\u00e0, di vanagloria. 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