{"id":12738,"date":"2024-01-08T20:36:04","date_gmt":"2024-01-08T19:36:04","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=12738"},"modified":"2025-02-01T22:16:41","modified_gmt":"2025-02-01T21:16:41","slug":"sulla-necessita-di-non-raffreddarsi-nella-orazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/sulla-necessita-di-non-raffreddarsi-nella-orazione\/","title":{"rendered":"Sulla necessit\u00e0 di non raffreddarsi nella Orazione"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Raffreddarsi-nella-orazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-12752 size-large\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Raffreddarsi-nella-orazione-1024x505.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"473\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Raffreddarsi-nella-orazione-1024x505.jpg 1024w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Raffreddarsi-nella-orazione-300x148.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Raffreddarsi-nella-orazione-768x379.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Raffreddarsi-nella-orazione-1536x758.jpg 1536w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Raffreddarsi-nella-orazione.jpg 1917w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<h4>&nbsp;<\/h4>\n<h4>(&#8230;)<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a><\/sup><\/h4>\n<p align=\"justify\">&nbsp; &nbsp; &nbsp;O quanto ci possiamo, o Revd\u0113 Madri, tenere fortunati di potere aprire il nostro cuore a Dio coll\u2019orazione. La nostra miseria, la nostra fiacchezza \u00e8 grande: i nemici onde siamo circondati sono feroci, i pericoli che ad ogni momento ci minacciano sono gravissimi; ma poich\u00e9 ci \u00e8 data l\u2019arme dell\u2019orazione non abbiamo nulla da temere. Per essa noi ci leviamo dal fango della terra; ci sottragghiamo alla tirannia dei sensi, ci facciamo superiori a tutto.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp; &nbsp; &nbsp;L\u2019anima che in s\u00e9 raccolta si trattiene in dolci colloqui con Dio, si trova portata in una regione tranquilla, serena, celestiale: donde le cose pi\u00f9 sublimi del mondo compariscono ai suoi occhi cos\u00ec meschine ed ignobili da muovere a piet\u00e0. Chi apre confidentemente il suo cuore a Dio non pu\u00f2 esser povero di nulla; nulla lo pu\u00f2 sgomentare; nulla lo pu\u00f2 abbattere. Perocch\u00e9 mentre egli \u00e8 il padrone di tutte le cose, e tutto sta nella sua mano, desidera ardentemente, anzi e\u2019 si tiene sopra modo onorato che noi gli facciamo conoscere i nostri bisogni, a fine di potervi prontamente provvedere. Non appena, dice S. Agostino, la nostra preghiera ha cominciato a salire al trono di Dio, che gi\u00e0 la commiserazione di lui discende sopra di noi.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp; &nbsp; &nbsp;Oh fortunato chi conosce l\u2019eccellenza e la efficacia dell\u2019orazione, e vi si abbandona con tutta l\u2019effusione dello spirito. Lo assaliranno le miserie del mondo? ma nella orazione trover\u00e0 forza a sostenerle. Lo perseguiteranno gli uomini? ma l\u2019orazione lo far\u00e0 sicuro della grazia di Dio, che sta sopra a qualunque umano favore. Lo colpiranno le disgrazie? ma l\u2019orazione gli far\u00e0 trovare un conforto ineffabile nello stesso dolore. Lo assaliranno le tentazioni? ma dinanzi all\u2019orazione esse si dilegueranno come nebbia al soffiar dei venti. Oh, o buon Padre celeste, quanto ci hai beneficati! Non solo hai voluto ricomperarci col sangue prezioso dell\u2019unigenito tuo Figlio, non solo ci hai colmati di ricchezze spirituali nei sacramenti, ma di pi\u00f9 ci hai aperto l\u2019adito a te, perch\u00e9 supplichevoli figli possiamo impetrare dal tuo cuore paterno tutto ci\u00f2 che ci pu\u00f2 esser profittevole alla salute nostra temporale e spirituale. Oh, s\u00ec noi amiamo meglio appellarti padre, che principe e Signore! Perocch\u00e9 dov\u2019\u00e8 quel principe, (sia pur buono ed amoroso), che tenga sempre aperte le porte del suo palazzo ai suoi sudditi pi\u00f9 poveri? Qual\u2019\u00e8 quel principe, (e sia pur benefico e liberale) il quale conceda benignamente e con prontezza tutto ci\u00f2 che con ragione egli sia richiesto? Qual\u2019\u00e8 quel principe (e sia pure umile ed alla mano), il quale trovi pi\u00f9 diletto nel conversare co\u2019 pi\u00f9 poverelli, co\u2019 pi\u00f9 infermi, co\u2019 pi\u00f9 meschini, che non coi pi\u00f9 grandi e potenti del suo regno? Ah, niuno, niuno ve n\u2019ha. Ma il Padre, il Padre che non fa egli pe\u2019 figli suoi? V\u2019\u00e8 sacrifizio cui non soggiace? v\u2019\u00e8 fatica che Ei non sostenga? v\u2019\u00e8 angustia che non gli sembri leggiera? v\u2019\u00e8 domanda, v\u2019\u00e8 bisogno, cui a costo anche della vita non sodisfaccia per la salute, per l\u2019onore, per la prosperit\u00e0 dei figli suoi? E se alcuno di essi sia infermo, sia disgraziato, sia afflitto, non veglia forse pi\u00f9 volentieri al suo fianco, che non a quello degli altri che sono in migliore condizione? Non si poteva dunque trovare nome che fosse meglio acconcio di questo a significare il cuore di Dio verso degli uomini; n\u00e8 gli uomini possono usare nome pi\u00f9 dolce, pi\u00f9 rassicurante, pi\u00f9 vero per rivolgersi al cuore di Dio. E come poteva essere altrimenti? O anime redente sentite, sentite come Dio vi parla per invitarvi a se, per consolarvi, per farvi ricche e felici! Sentite, sentite, ecco le sue parole e poi ditemi se esse non sono veramente parole di un Padre! O voi tutti, egli dice, che siete afflitti ed aggravati dalle miserie del mondo, venite, venite a me, gettatevi nelle mie braccia, apritemi il vostro cuore, ed io vi consoler\u00f2. <em><span lang=\"fr-FR\">Venite ad me omnes qui onerati et gravati estis et ego reficiam vos<\/span><\/em><span lang=\"fr-FR\">. <\/span>Dietro cos\u00ec amorevoli e rassicuranti parole, noi non abbiamo, n\u00f2, pi\u00f9 ragione di dolerci delle nostre miserie, della nostra fragilit\u00e0, della nostra fiacchezza. Perocch\u00e9 quando noi vogliamo davvero, possiamo esser forti, essere invincibili, esser provveduti di tutto che fa mestieri alla nostra salute, purch\u00e9 ricorriamo confidentemente colla orazione al Padre nostro che \u00e8 nei cieli.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp; &nbsp; &nbsp;S\u00ec, bisogna pur confessarlo, se noi ci troviamo sopraffatti dalle spirituali tribolazioni, \u00e8 tutta colpa nostra. Se noi ci troviamo poveri \u00e8 perch\u00e9 non chiediamo, se ci troviamo deboli \u00e8 perch\u00e9 non cerchiamo le forze. Se noi cadiamo con facilit\u00e0, \u00e8 perch\u00e9 noi non cerchiamo d\u2019ajuto. Oh come di qui emerge necessaria l\u2019assiduit\u00e0 dell\u2019orazione! Perocch\u00e9 se armati di essa nulla abbiam da temere dalla nostra corrotta natura; sprovveduti, o poco ben forniti di essa non v\u2019ha pericolo, anco leggiero, che per noi non possa esser fatale. Ed \u00e8 questo che io vorrei fosse particolarmente inteso, ed a cui sono volte pi\u00f9 che altro le mie parole. Imperocch\u00e9, parlare a voi, o Revd\u0113 Madri, della eccellenza e dell\u2019assiduit\u00e0 nell\u2019orazione, a voi che fate vita monastica, vita, cio\u00e8, tutta composta di bene ordinate e non preteribili preghiere, potrebbe sembrare cosa affatto vana e inutile. Ma non vano n\u00e8 inutile pu\u00f2 essere, nemmeno da voi stesse stimato il considerare seriamente quanto danno spirituale recar possa il raffreddarsi nell\u2019orazione. Perciocch\u00e9 in due modi pu\u00f2 seguire questo raffreddamento, e tutti e due sono ugualmente pregiudicevoli.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp; &nbsp; &nbsp;Il primo sarebbe quello di tralasciare o per negligenza o per lieve cagione alcuna di quelle pratiche di orazione, o che dal regolamento della comunit\u00e0 sono prescritte, o che una abbia particolarmente imposto a se stessa. Questo primo modo di raffreddamento, confesso, \u00e8 difficile a darsi tra voi, o Dilettissime nel Signore, perocch\u00e9 oltre all\u2019esser voi osservanti delle regole (e di ci\u00f2 ne sia lode a Dio), \u00e8 da considerarsi inoltre che allorquando \u00e8 presa un\u2019abitudine, difficilmente uno si diparte da quella.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp; &nbsp; &nbsp;Ma appunto da ci\u00f2 scaturisce il secondo modo di raffreddamento, che non di rado pu\u00f2 trovarsi anche nelle anime buone. Ed \u00e8 appunto quell\u2019abitudine, quel metodo conforme e costante, entro il quale pur troppo s\u2019insinua la freddezza senza che pure ce ne accorgiamo. [Parler\u00f2 di me, che pur troppo ho bisogno di rientrare in me stesso e di scuotermi da quel torpore, che \u00e8 cagione di s\u00ec gravi danni alla vita spirituale. Volesse il Cielo che nella recita dell\u2019ufizio divino e nella celebrazione della santa Messa avessi continuato a recare quel raccoglimento e quel fervore, che mi parve d\u2019avere allorch\u00e9 la prima volta cominciai ad esercitare il ministero sacerdotale. Volesse il cielo! Ma pur troppo, il ripetere tutti i giorni quella sublime orazione, e quel tremendo e sacrosanto sacrifizio ha fatto s\u00ec, che sopravvenendo per mia colpa l\u2019abitudine, la mente non sia pi\u00f9 compresa come dovrebbe, n\u00e8 il cuore sia pi\u00f9 infervorato come sarebbe necessario nella preghiera e nel sacrificio! ha fatto s\u00ec che lo spirito abbia pochissima parte in queste divine opere, e che gran parte di esse (oh mia confusione!) da me si faccia macchinalmente. Ed a che cosa vale l\u2019orazione allorch\u00e9 questa sciagurata abitudine sopravviene ad assiderarla col suo soffio gelato? O mio Signore abbiatemi piet\u00e0! Voi avete detto: Il mio popolo mi onora colle labbra, ma il suo cuore \u00e8 lontano da me. Ah, che questo rimprovero mi ferisce l\u2019anima, perch\u2019io conosco pur troppo quanto ne sono io pure meritevole. Deh mi sia cagione di salute, o Signore, l\u2019essermi almeno riconosciuto e confessato dinanzi a Voi.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp; &nbsp; &nbsp;O Revd\u0113 Madri forse non sar\u00e0 possibile che alcuna di voi abbia a doversi rimproverare, come me, di un tale pernicioso raffreddamento. Ma se mai vi fosse (poich\u00e9 la fralezza umana \u00e8 tanta) si riscuota dal fatale torpore. Chiediamo insieme grazia a Dio, che il cuore si ammolisca e che la mente si raccolga dalla sua dissipazione. E dipoi acciocch\u00e9 possiamo rimanere pi\u00f9 vivamente commossi,]<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\">2<\/a><\/sup> consideriamo i danni che da questo fatale raffreddamento derivano all\u2019anima. Cos\u00ec tra per la divina grazia che giova sperare, tra per le considerazioni dei danni cui ci esponghiamo, pu\u00f2 essere (e Dio lo voglia) che ci accendiamo nel fervore della orazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp; &nbsp; &nbsp;Come il corpo ha bisogno di alimento a mantenere prospere e vigorose le sue forze; cos\u00ec l\u2019anima ha bisogno di questo pane spirituale della orazione per mentenersi forte e vigorosa contro gli assalti dei nostri spirituali nemici. E come non ogni sorta di cibo nutrisce e sostiene, cos\u00ec non ogni orazione conforta e d\u00e0 vigore, ma quella sola che sia fatta con intima unione della mente con Dio. Quanti non vediamo noi che avendo sempre avidit\u00e0 di mangiare, e mangiando copiosamente, invece che il cibo gli fortifichi, pare che maggiormente gli indebolisca? Questo \u00e8 segno o che il cibo non \u00e8 buono, o che lo stomaco \u00e8 infetto e che non distribuisce proporzionatamente alle altre parti del corpo. Lo stesso pu\u00f2 dirsi della orazione. Quanti non si vedono che facendo vita ascetica in mezzo a molte pratiche divote, tuttavia si trovano cos\u00ec poveri di virt\u00f9, che all\u2019occasione non sanno resistere ai disordinati moti dell\u2019animo, come all\u2019ira, alla superbia, all\u2019ambizione? E che segno \u00e8 questo o Revd\u0113 Madri? Egli \u00e8 segno che quella orazione, quelle divote pratiche sono puramente materiali e meccaniche, e non punto animate dal divino fuoco della carit\u00e0. Perocch\u00e9 egli \u00e8 affatto impossibile che chi prega come conviene e prega assiduamente non vada ogni giorno crescendo nella perfezione delle virt\u00f9. Se fosse altrimenti bisognerebbe dire che l\u2019orazione \u00e8 inutile e inefficace; bisognerebbe dire che sono vane tutte le promesse che Dio ha fatte a chi a lui si rivolge; bisognerebbe dire essere un inganno quello strettissimo comandamento ch\u2019egli ci ha fatto di pregare; un inganno quell\u2019assicurarci che pregando non potranno nulla sopra di noi le tentazioni. Or se questa \u00e8 cosa empia pure a pensare \u00e8 forza conchiudere che l\u2019orazione la quale non ci rende un di pi\u00f9 migliori, \u00e8 orazione falza, \u00e8 orazione che non iscaturisce dal cuore calda di carit\u00e0, ma da un semplice material moto delle labbra. Sia pertanto questo un grande e sicuro segno per conoscere se la nostra orazione sia vera; il vedere se essa produce in noi un miglioramento. Se facendo un sincero esame di conscienza ci troviamo a mano a mano emendati di qualche difetto e cresciuti in qualche virt\u00f9, siamo pur sicuri che la nostra orazione \u00e8 vera e buona. Ma se poi ci troviamo addosso le stesse passioncelle prepotenti, gli stessi difetti, l\u2019istesse colpe; oh allora riscuotiamoci e chiediamo a Dio fervore, e riconcentriamo la nostra mente e raccolghiamo l\u2019animo nostro, perch\u00e9 altrimenti perderemmo il nostro tempo infruttuosamente.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp; &nbsp; &nbsp;Ecco pertanto il primo danno del raffreddamento dell\u2019orazione; di renderci stazionarii nei nostri difetti senza farci avanzare nemmeno di un passo sulle vie di Dio. Ma si arrestasse pur qui questo danno! Il peggio \u00e8 che va pi\u00f9 oltre: imperocch\u00e9 la freddezza e la trascuranza dell\u2019orazione stenuando le forze dell\u2019anima, accresce d\u2019altrettanto quelle delle passioni, le quali ci guidano a mano a mano al peggioramento. Imperocch\u00e9 si produce nell\u2019anima un oscuramento, che impedisce di vedere il male, il quale viene cos\u00ec a sorprenderci senza che noi quasi ce ne accorgiamo. Ed una volta che esso ha potuto mettere una qualche piccola radice non \u00e8 a dire come questo germogli e si propaghi. Come in un campo basta un sol filo di gramigna, perch\u00e9 questo ne rimanga tutto ingombro e infettato; cos\u00ec nell\u2019anima basta che una sola passioncella abbia libero il freno, ch\u00e9 tosto ne susciti altre, e tutte insieme crescano sciaguratamente. Oh pur troppo il male \u00e8 rapidamente progressivo da s\u00e9! e se noi non procuriamo di opporgli un ostacolo colla fervorosa orazione, fa come quella sottile polla di acqua la quale scende prima con povero rigagnolo, e poi cresce in rivo, s\u2019ingrossa in torrente, gonfia in fiume profondo e fragoroso che bruca le campagne e diserta le messi. E credo bene che a questo oscuramento dell\u2019anima volesse accennare il re Profeta, allorch\u00e9 diceva: \u201c<em>Posuisti tenebras et facta est nox: in ipsa pertransibunt omnes bestiae silvae<\/em>\u201d. E che sono mai queste bestie della selva che secondo la frase del Profeta s\u2019introducono nelle tenebre? Che sono se non le passioni disordinate, le quali invadono l\u2019anima priva della luce di Dio? Questo danno spirituale basterebbe di per se a doverci mettere in guardia contro il raffreddamento della orazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp; &nbsp; &nbsp;Ma io voglio toccare anche un altro danno temporale, se mai fosse vero che ci scuotessero pi\u00f9 le cose del tempo che della eternit\u00e0, come pur troppo sovente avviene. Il mondo \u00e8 pieno di angustie, di pericoli e di sciagure, che vengono tratto tratto a colpirci, abbattendoci pi\u00f9 o meno secondo che l\u2019anima \u00e8 pi\u00f9 o meno forte. Questi mali che si limitano semplicemente al tempo, non dovrebbero scuoterci gran fatto, perch\u00e9 essi non hanno alcun potere sopra la salute dell\u2019anima e sono momentanei e transitorii. Anzi quando si ricevono con animo rassegnato sono un ajuto potente all\u2019eterna salute. E questo aiuto ve lo trovano realmente tutti coloro che hanno l\u2019anima fortificata dalla orazione. Perocch\u00e9 costoro sanno piegare il capo alla volont\u00e0 di Dio e benedire alla mano che gli percuote, perch\u00e9 son certi che quella mano medesima presto gli rialzer\u00e0 e gli saner\u00e0. Cosi fece il Santo Giob, il quale per niuna sciagura, quantunque tutte fossero gravissime e ognora crescenti, mai si indusse a lasciarsi vincere dalla desolazione e dalla disperazione, e molto meno ad alzare la voce contro Dio. Cos\u00ec fecero tutti i santi, i quali in mezzo alle pi\u00f9 dure persecuzioni del mondo, serbarono animo tranquillo e sereno. Cos\u00ec fecero tutti i martiri, i quali in mezzo a\u2019 pi\u00f9 orribili strazii, cantando inni di lode e di benedizione a Dio, andarono allegri e trionfanti a cogliere la palma della vittoria. Tale \u00e8 l\u2019effetto dell\u2019intima unione con Dio ottenuta per mezzo della fervorosa orazione! Ma questo accader\u00e0 forse di coloro o che non pregano, o che si lasciano raffreddare nella orazione? Ah n\u00f2 dicerto, e l\u2019esperienza cel mostra tuttod\u00ec. Bisogna vederli quando la morte colpisce qualcuno dei loro parenti o amici, o quando una disgrazia colpisce le loro fortune; o quando una malattia gli confina in un letto; o quando un ingiuria viene a colpire il loro amor proprio; o quando un ostacolo impedisce un qualche loro disegno; o quando una pubblica calamit\u00e0 gli mette in apprensione; o quando un gastigo di Dio, come sarebbe o di carestia, o di guerra, o di pestilenza, o di procelle del Cielo si manifesta. Bisogna vederli come cadono di animo, come si scoloriscono nella faccia, come danno segni di sbigottimento, di desolazione, e come talvolta nel loro smarrimento non si fanno nemmeno coscienza di levar la voce fin contro Dio. E perch\u00e9 ci\u00f2? Ve lo dice Davide: \u201c<em>Dum non invocaverunt<\/em>\u201d e qual ne fu la conseguenza? \u201c<em>Illi trepidaverunt ubi non erat timor<\/em>\u201d. Essi non invocarono Dio, e perci\u00f2 furon presi di spavento col\u00e0 dove non vi era vera ragione di temere. Io con questo ho toccato la conseguenza estrema del trascurare l\u2019orazione; conseguenza che forse non era tanto necessario ch\u2019io qui dichiarassi.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp; &nbsp; &nbsp;Ma io l\u2019ho fatto a mostrarvi, o Rev.d\u0113 Madri, che se un semplice raffreddamento non produce cos\u00ec subito questi amarissimi frutti, almeno si va certamente e irreparabilmente ad essi a grado a grado, se con prontezza non procuriamo di riaccendere ne\u2019 nostri cuori il fuoco della divina carit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp; &nbsp; &nbsp;Concludiamo finalmente. Noi abbiamo per divina misericordia, nella orazione una gran ricchezza; ricchezza che essa sola \u00e8 bastante a riparare tutti i guasti sofferti dalla nostra natura; ricchezza che unica pu\u00f2 procacciarci la forza da sostenere con animo invitto tutte le umane avversit\u00e0, che unica pu\u00f2 aprirci la via alla beatitudine eterna. Ma non bisogna per\u00f2 raffreddarci menomamente nell\u2019esercizio e nella pratica di essa, perch\u00e9 altrimenti non solo non conseguiremmo gli accennati beni temporali ed eterni, ma andremo di grado in grado precipitando verso la nostra perdizione.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp; &nbsp; &nbsp;E qui per ultimo ricordiamoci, o Dilettissime nel Signore, che raffreddarsi nell\u2019orazione, non solo vuol dire, lasciarne in parte l\u2019esercizio, ma vuol dire ancora non esercitarla con quel fervore di spirito, con quel raccoglimento di cuore, con quella elevatezza di mente che sono necessari acciocch\u00e9 vi sia vero ed efficace colloquio tra l\u2019anima e Dio; vuol dire insomma, pregare non per sentimento, ma per abitudine. [E qui voglio raccontarvi un fatto, per dimostrarvi che anche un empio pu\u00f2 fare orazione per abitudine. V\u2019era un ateo, cio\u00e8 uno che non credeva in Dio, e tuttavia ogni anno andava alla Chiesa, per assistere alla Novena del S. Natale. Un tale che ci aveva confidenza e che ben conosceva la sua incredulit\u00e0, un bel giorno gli domand\u00f2: come mai voi che non credete in Dio, assistete alla Novena che si fa in preparazione alla nascita del Suo Unigenito? L\u2019ateo rispose: \u00e8 un\u2019abitudine contratta fin da bambino. Vedete, egli andava a fare orazione non per render gloria a Dio, ma per abitudine.]<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\">3<\/a><\/sup><\/p>\n<p align=\"justify\">[E qui bisogna osservare che le distrazioni involontarie non tolgono il merito all\u2019orazione, perch\u00e9 se queste lo togliessero, nessuno farebbe mai bene l\u2019orazione. Di queste bisogna umiliarsene davanti a Dio, e subito riconcentrarci quando ci accorgiamo di essere distratti.]<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\">4<\/a><\/sup><\/p>\n<p align=\"justify\">O Dio di bont\u00e0, liberateci, vi scongiuriamo dai funesti effetti di questo mostro dell\u2019abitudine, il cui soffio avvelenatore \u00e8 capace di guastare le pi\u00f9 sante opere. Deh viva sempre e poi sempre nel nostro cuore la fiaccola della vostra carit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<hr>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>As <i>Salesiane 92<\/i><\/p>\n<p class=\"sdfootnote\">Ad <i>S. Domenico 93 <\/i><\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><i>S. Pietro 87<\/i> (?)<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> [\u2026] Testo omesso in una successiva utilizzazione dell\u2019omelia.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> [\u2026] Testo aggiunto per una successiva utilizzazione dell\u2019omelia.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> [\u2026] Testo aggiunto per una successiva utilizzazione dell\u2019omelia<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; (&#8230;)1 &nbsp; &nbsp; &nbsp;O quanto ci possiamo, o Revd\u0113 Madri, tenere fortunati di potere aprire il nostro cuore a Dio coll\u2019orazione. La nostra miseria, la nostra fiacchezza \u00e8 grande: i nemici onde siamo circondati sono feroci, i pericoli che ad ogni momento ci minacciano sono gravissimi; ma poich\u00e9 ci \u00e8 data l\u2019arme dell\u2019orazione non abbiamo nulla da temere. Per essa noi ci leviamo dal fango della terra; ci sottragghiamo alla tirannia dei sensi, ci facciamo superiori a tutto.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;L\u2019anima che in s\u00e9 raccolta si trattiene in dolci colloqui con Dio, si trova portata in una regione tranquilla, serena, celestiale: donde le cose pi\u00f9 sublimi del mondo compariscono ai suoi occhi cos\u00ec meschine ed ignobili da muovere a piet\u00e0. Chi apre confidentemente il suo cuore a Dio non pu\u00f2 esser povero di nulla; nulla lo pu\u00f2 sgomentare; nulla lo pu\u00f2 abbattere. Perocch\u00e9 mentre egli \u00e8 il padrone di tutte le cose, e tutto sta nella sua mano, desidera ardentemente, anzi e\u2019 si tiene sopra modo onorato che noi gli facciamo conoscere i nostri bisogni, a fine di potervi prontamente provvedere. Non appena, dice S. Agostino, la nostra preghiera ha cominciato a salire al trono di Dio, che gi\u00e0 la commiserazione di lui discende sopra di noi. &nbsp; &nbsp; &nbsp;Oh fortunato chi conosce l\u2019eccellenza e la efficacia dell\u2019orazione, e vi si abbandona con tutta l\u2019effusione dello spirito. Lo assaliranno le miserie del mondo? ma nella orazione trover\u00e0 forza a sostenerle. Lo perseguiteranno gli uomini? ma l\u2019orazione lo far\u00e0 sicuro della grazia di Dio, che sta sopra a qualunque umano favore. Lo colpiranno le disgrazie? ma l\u2019orazione gli far\u00e0 trovare un conforto ineffabile nello stesso dolore. Lo assaliranno le tentazioni? ma dinanzi all\u2019orazione esse si dilegueranno come nebbia al soffiar dei venti. Oh, o buon Padre celeste, quanto ci hai beneficati! Non solo hai voluto ricomperarci col sangue prezioso dell\u2019unigenito tuo Figlio, non solo ci hai colmati di ricchezze spirituali nei sacramenti, ma di pi\u00f9 ci hai aperto l\u2019adito a te, perch\u00e9 supplichevoli figli possiamo impetrare dal tuo cuore paterno tutto ci\u00f2 che ci pu\u00f2 esser profittevole alla salute nostra temporale e spirituale. Oh, s\u00ec noi amiamo meglio appellarti padre, che principe e Signore! Perocch\u00e9 dov\u2019\u00e8 quel principe, (sia pur buono ed amoroso), che tenga sempre aperte le porte del suo palazzo ai suoi sudditi pi\u00f9 poveri? Qual\u2019\u00e8 quel principe, (e sia pur benefico e liberale) il quale conceda benignamente e con prontezza tutto ci\u00f2 che con ragione egli sia richiesto? Qual\u2019\u00e8 quel principe (e sia pure umile ed alla mano), il quale trovi pi\u00f9 diletto nel conversare co\u2019 pi\u00f9 poverelli, co\u2019 pi\u00f9 infermi, co\u2019 pi\u00f9 meschini, che non coi pi\u00f9 grandi e potenti del suo regno? Ah, niuno, niuno ve n\u2019ha. Ma il Padre, il Padre che non fa egli pe\u2019 figli suoi? V\u2019\u00e8 sacrifizio cui non soggiace? v\u2019\u00e8 fatica che Ei non sostenga? v\u2019\u00e8 angustia che non gli sembri leggiera? v\u2019\u00e8 domanda, v\u2019\u00e8 bisogno, cui a costo anche della vita non sodisfaccia per la salute, per l\u2019onore, per la prosperit\u00e0 dei figli suoi? E se alcuno di essi sia infermo, sia disgraziato, sia afflitto, non veglia forse pi\u00f9 volentieri al suo fianco, che non a quello degli altri che sono in migliore condizione? Non si poteva dunque trovare nome che fosse meglio acconcio di questo a significare il cuore di Dio verso degli uomini; n\u00e8 gli uomini possono usare nome pi\u00f9 dolce, pi\u00f9 rassicurante, pi\u00f9 vero per rivolgersi al cuore di Dio. E come poteva essere altrimenti? O anime redente sentite, sentite come Dio vi parla per invitarvi a se, per consolarvi, per farvi ricche e felici! Sentite, sentite, ecco le sue parole e poi ditemi se esse non sono veramente parole di un Padre! O voi tutti, egli dice, che siete afflitti ed aggravati dalle miserie del mondo, venite, venite a me, gettatevi nelle mie braccia, apritemi il vostro cuore, ed io vi consoler\u00f2. Venite ad me omnes qui onerati et gravati estis et ego reficiam vos. Dietro cos\u00ec amorevoli e rassicuranti parole, noi non abbiamo, n\u00f2, pi\u00f9 ragione di dolerci delle nostre miserie, della nostra fragilit\u00e0, della nostra fiacchezza. Perocch\u00e9 quando noi vogliamo davvero, possiamo esser forti, essere invincibili, esser provveduti di tutto che fa mestieri alla nostra salute, purch\u00e9 ricorriamo confidentemente colla orazione al Padre nostro che \u00e8 nei cieli. &nbsp; &nbsp; &nbsp;S\u00ec, bisogna pur confessarlo, se noi ci troviamo sopraffatti dalle spirituali tribolazioni, \u00e8 tutta colpa nostra. Se noi ci troviamo poveri \u00e8 perch\u00e9 non chiediamo, se ci troviamo deboli \u00e8 perch\u00e9 non cerchiamo le forze. Se noi cadiamo con facilit\u00e0, \u00e8 perch\u00e9 noi non cerchiamo d\u2019ajuto. Oh come di qui emerge necessaria l\u2019assiduit\u00e0 dell\u2019orazione! Perocch\u00e9 se armati di essa nulla abbiam da temere dalla nostra corrotta natura; sprovveduti, o poco ben forniti di essa non v\u2019ha pericolo, anco leggiero, che per noi non possa esser fatale. Ed \u00e8 questo che io vorrei fosse particolarmente inteso, ed a cui sono volte pi\u00f9 che altro le mie parole. Imperocch\u00e9, parlare a voi, o Revd\u0113 Madri, della eccellenza e dell\u2019assiduit\u00e0 nell\u2019orazione, a voi che fate vita monastica, vita, cio\u00e8, tutta composta di bene ordinate e non preteribili preghiere, potrebbe sembrare cosa affatto vana e inutile. Ma non vano n\u00e8 inutile pu\u00f2 essere, nemmeno da voi stesse stimato il considerare seriamente quanto danno spirituale recar possa il raffreddarsi nell\u2019orazione. Perciocch\u00e9 in due modi pu\u00f2 seguire questo raffreddamento, e tutti e due sono ugualmente pregiudicevoli. &nbsp; &nbsp; &nbsp;Il primo sarebbe quello di tralasciare o per negligenza o per lieve cagione alcuna di quelle pratiche di orazione, o che dal regolamento della comunit\u00e0 sono prescritte, o che una abbia particolarmente imposto a se stessa. Questo primo modo di raffreddamento, confesso, \u00e8 difficile a darsi tra voi, o Dilettissime nel Signore, perocch\u00e9 oltre all\u2019esser voi osservanti delle regole (e di ci\u00f2 ne sia lode a Dio), \u00e8 da considerarsi inoltre che allorquando \u00e8 presa un\u2019abitudine, difficilmente uno si diparte da quella. &nbsp; &nbsp; &nbsp;Ma appunto da ci\u00f2 scaturisce il secondo modo di raffreddamento, che non di rado pu\u00f2 trovarsi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":12735,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[220],"tags":[],"class_list":["post-12738","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-discorsi-don-didaco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12738","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12738"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12738\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12753,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12738\/revisions\/12753"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12735"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12738"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12738"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12738"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}