{"id":13429,"date":"2024-04-27T20:43:03","date_gmt":"2024-04-27T18:43:03","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=13429"},"modified":"2024-04-27T22:44:02","modified_gmt":"2024-04-27T20:44:02","slug":"gv-151-8-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/gv-151-8-2\/","title":{"rendered":"Gv 15,1-8"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<p>28.04.2024 V Domenica di Pasqua &#8211; anno B<\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #2b1505;\">Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-8)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #2b1505;\"><a style=\"color: #2b1505;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/il_fullxfull.3210416552_3b0j.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-13430 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/il_fullxfull.3210416552_3b0j-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"260\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/il_fullxfull.3210416552_3b0j-300x300.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/il_fullxfull.3210416552_3b0j-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/il_fullxfull.3210416552_3b0j-150x150.jpg 150w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/il_fullxfull.3210416552_3b0j-768x768.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/il_fullxfull.3210416552_3b0j-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/il_fullxfull.3210416552_3b0j.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/><\/a>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli:<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #2b1505;\">\u00abIo sono la vite vera e il Padre mio \u00e8 l\u2019agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto. Voi siete gi\u00e0 puri, a causa della parola che vi ho annunciato.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #2b1505;\">Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu\u00f2 portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #2b1505;\">Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sar\u00e0 fatto. In questo \u00e8 glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dopo l&#8217;immagine del Pastore bello, questa domenica ci propone un&#8217;altra allegoria preziosa, quella della vite e dei tralci, sempre tratta dal Vangelo di Giovanni, inserita nella sezione dei discorsi durante l&#8217;ultima cena. Siamo per\u00f2 nel tempo pasquale e questa immagine diventa fondamentale per descrivere la presenza del Risorto nella comunit\u00e0 credente: Lui \u00e8 la vera vite, cio\u00e8 l&#8217;unica dalla quale si pu\u00f2 trarre buon frutto. E ci\u00f2 \u00e8 possibile solo per i tralci che restano uniti alla vite, cosa ovvia per chiunque sappia qualcosa di viticoltura. Ma cosa significa questo concretamente per noi discepoli di Ges\u00f9? Come possiamo essere tralci che portano frutto? In altre parole, come possiamo restare saldamente uniti a Lui? Il verbo \u201crimanere\u201d, \u201cdimorare\u201d, \u00e8 centrale in questo passo, tanto da ricorrere sette volte in pochi versetti. Ges\u00f9 afferma che questo rimanere \u00e8 reciproco, noi in Lui e Lui in noi, attraverso le sue Parole. Quella stessa Parola che ha la forza di purificarci, ci tiene uniti a Lui, che desidera essere in noi. E il frutto \u00e8 straordinario: ottenere ci\u00f2 che chiediamo e diventare suoi discepoli. Mi sembra molto importante che discepoli non siamo, ma diventiamo: significa che c&#8217;\u00e8 un cammino da compiere, che di fatto \u00e8 la nostra stessa vita, per giungere a essere davvero discepoli di Ges\u00f9, uniti saldamente a Lui. \u00c8 bello ricordarcelo, perch\u00e9 ci aiuta nelle situazioni in cui ci sembra di esserci allontanati dal Signore, di aver fatto o detto o pensato cose che non sono secondo la sua Parola: allora sappiamo che possiamo tornare a metterci in ascolto, perch\u00e9 quando in noi dimora la Parola, noi dimoriamo in Dio e questo ci rende davvero discepoli. Solo chi \u00e8 abitato in pienezza dalla Parola ed \u00e8 unito a Cristo, Vera Vite, ottiene ci\u00f2 che chiede, perch\u00e9 sa cosa chiedere e come chiedere. Il modello di ogni nostra preghiera \u00e8 il Padre nostro, nel quale chiediamo a Dio Padre che sia fatta la sua volont\u00e0. Se \u00e8 questo ci\u00f2 che chiediamo, sappiamo che lo otterremo! E la volont\u00e0 di Dio, che ci \u00e8 svelata dalla Parola fatta Carne, \u00e8 che ogni uomo sia salvo nel suo Figlio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Signore, oggi ci fai promesse grandi e quasi si fatica a credere che sia davvero cos\u00ec: chi \u00e8 abitato dalla tua Parola ed \u00e8 unito a Te saldamente come il buon tralcio alla vite, ottiene da Dio tutto ci\u00f2 che chiede e diventa tuo discepolo! Sembra di dover scalare l&#8217;Everest per poter giungere a questi traguardi&#8230; E invece non mi chiedi di fare, ma di lasciar fare a Te, di tenere il cuore aperto alla tua Parola. Solo cos\u00ec cresce in me il desiderio di non staccarmi da Te, ma piuttosto di unirmi sempre pi\u00f9 alla vera Vite, per vivere della tua stessa vita: soltanto in questo dimorare in Te, scorre in me la linfa dell&#8217;Amore che sa solo donare, che chiede solo di imparare a donare di pi\u00f9 e meglio, perch\u00e9 il Regno di Dio trasformi il mondo in un giardino di pace e fraternit\u00e0 autentica e duratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>28.04.2024 V Domenica di Pasqua &#8211; anno B &nbsp; Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-8) In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abIo sono la vite vera e il Padre mio \u00e8 l\u2019agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto. Voi siete gi\u00e0 puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu\u00f2 portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sar\u00e0 fatto. 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