{"id":13581,"date":"2024-06-16T00:52:38","date_gmt":"2024-06-15T22:52:38","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=13581"},"modified":"2024-06-16T00:52:38","modified_gmt":"2024-06-15T22:52:38","slug":"mc-426-34-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mc-426-34-2\/","title":{"rendered":"Mc 4,26-34"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<p>16.06.2024&nbsp; XI Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno B<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0c4545;\">Dal Vangelo secondo Marco (4,26-34)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0c4545;\"><a style=\"color: #0c4545;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/xkielkowanie-nasiono.jpg.pagespeed.ic_.hlp8NPBpJ-.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-13593 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/xkielkowanie-nasiono.jpg.pagespeed.ic_.hlp8NPBpJ--300x153.jpg\" alt=\"\" height=\"174\" width=\"341\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/xkielkowanie-nasiono.jpg.pagespeed.ic_.hlp8NPBpJ--300x153.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/xkielkowanie-nasiono.jpg.pagespeed.ic_.hlp8NPBpJ--768x391.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/xkielkowanie-nasiono.jpg.pagespeed.ic_.hlp8NPBpJ-.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><\/a>In quel tempo, Ges\u00f9 diceva [alla folla]: \u00abCos\u00ec \u00e8 il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto \u00e8 maturo, subito egli manda la falce, perch\u00e9 \u00e8 arrivata la mietitura\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0c4545;\">Diceva: \u00abA che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? \u00c8 come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, \u00e8 il pi\u00f9 piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa pi\u00f9 grande di tutte le piante dell\u2019orto e fa rami cos\u00ec grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0c4545;\">Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Il capitolo 4 di Marco, dal quale \u00e8 tratto il vangelo di oggi, \u00e8 dedicato in gran parte alle parabole del Regno di Dio. Ne ascoltiamo due, che ci danno immagini diverse, ma per certi aspetti simili. Ci\u00f2 che le accomuna \u00e8 l&#8217;imprevedibilit\u00e0, la sorpresa, perch\u00e9 in entrambe ci\u00f2 che avviene non segue la logica umana. Il seme gettato nel terreno cresce e porta frutti abbondanti, indipendentemente dal lavoro dell&#8217;uomo, perch\u00e9 ha in s\u00e9 la forza per diventare grano maturo. Il granellino di senape \u00e8 il pi\u00f9 piccolo dei semi, ma il suo frutto \u00e8 un albero ombroso. Questi semi sono il Signore Ges\u00f9 stesso, che si \u00e8 fatto piccolo, che agisce con la forza della sua presenza e della sua Parola, e porta a compimento il piano di salvezza, in modo misterioso, umanamente incomprensibile, se non nella fede. Ges\u00f9 \u00e8 il Regno in mezzo a noi. E il Regno ha in s\u00e9 la forza di crescere e diventare luogo di riparo, ombra che copre e rifugio sicuro, abbondanza di gioia e di frutti maturi. Allora la nostra opera a cosa serve? Misteriosamente, il Signore ci chiama a lavorare per il Regno. Ma il nostro primo e pi\u00f9 importante lavoro \u00e8 credere che in Ges\u00f9 Cristo siamo amati e salvati, che nella nostra condizione di peccatori siamo avvolti dalla misericordia di Dio. E cos\u00ec come siamo annunciamo che il Regno \u00e8 qui, perch\u00e9 lo abbiamo incontrato e ha cambiato la nostra vita. Il Regno ha in s\u00e9 la forza di crescere e di giungere la pienezza, ma il Signore, nella sua misericordia, vuole servirsi anche di noi perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga.<\/p>\n<p align=\"justify\">Signore, per vedere il Regno che cresce in mezzo a noi abbiamo bisogno dei tuoi occhi, del tuo cuore. Tu ci doni la tua Parola, ci doni il tuo Corpo e il tuo Sangue, perch\u00e9 siamo una cosa sola in Te. Fammi crescere nella consapevolezza del tuo Amore, perch\u00e9 io possa restare unita a Te e possa credere sempre che Tu mi ami come sono. Allora la mia vita parler\u00e0 di Te e anche attraverso di me sar\u00e0 possibile vedere il Regno di Dio Amore che cresce, per portare tutti gli uomini alla salvezza.<\/p>\n<p>Sr. Marinella op<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>16.06.2024&nbsp; XI Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno B &nbsp; Dal Vangelo secondo Marco (4,26-34) In quel tempo, Ges\u00f9 diceva [alla folla]: \u00abCos\u00ec \u00e8 il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto \u00e8 maturo, subito egli manda la falce, perch\u00e9 \u00e8 arrivata la mietitura\u00bb. Diceva: \u00abA che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? \u00c8 come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, \u00e8 il pi\u00f9 piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa pi\u00f9 grande di tutte le piante dell\u2019orto e fa rami cos\u00ec grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra\u00bb. Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa. &nbsp; Il capitolo 4 di Marco, dal quale \u00e8 tratto il vangelo di oggi, \u00e8 dedicato in gran parte alle parabole del Regno di Dio. Ne ascoltiamo due, che ci danno immagini diverse, ma per certi aspetti simili. Ci\u00f2 che le accomuna \u00e8 l&#8217;imprevedibilit\u00e0, la sorpresa, perch\u00e9 in entrambe ci\u00f2 che avviene non segue la logica umana. 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Ma il nostro primo e pi\u00f9 importante lavoro \u00e8 credere che in Ges\u00f9 Cristo siamo amati e salvati, che nella nostra condizione di peccatori siamo avvolti dalla misericordia di Dio. E cos\u00ec come siamo annunciamo che il Regno \u00e8 qui, perch\u00e9 lo abbiamo incontrato e ha cambiato la nostra vita. Il Regno ha in s\u00e9 la forza di crescere e di giungere la pienezza, ma il Signore, nella sua misericordia, vuole servirsi anche di noi perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga. Signore, per vedere il Regno che cresce in mezzo a noi abbiamo bisogno dei tuoi occhi, del tuo cuore. Tu ci doni la tua Parola, ci doni il tuo Corpo e il tuo Sangue, perch\u00e9 siamo una cosa sola in Te. Fammi crescere nella consapevolezza del tuo Amore, perch\u00e9 io possa restare unita a Te e possa credere sempre che Tu mi ami come sono. Allora la mia vita parler\u00e0 di Te e anche attraverso di me sar\u00e0 possibile vedere il Regno di Dio Amore che cresce, per portare tutti gli uomini alla salvezza. 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