{"id":13689,"date":"2024-08-04T00:11:19","date_gmt":"2024-08-03T22:11:19","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=13689"},"modified":"2024-08-05T12:03:38","modified_gmt":"2024-08-05T10:03:38","slug":"gv-624-35-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/gv-624-35-2\/","title":{"rendered":"Gv 6, 24-35"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<p>04.08.2024&nbsp; XVIII Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno B<\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #151526;\">Dal Vangelo secondo Giovanni (6,24-35)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #151526;\"><a style=\"color: #151526;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/chleb.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-13708 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/chleb-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"377\" height=\"283\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/chleb-300x225.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/chleb-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/chleb-768x576.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/chleb-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/chleb.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 377px) 100vw, 377px\" \/><\/a>In quel tempo, quando la folla vide che Ges\u00f9 non era pi\u00f9 l\u00e0 e nemmeno i suoi discepoli, sal\u00ec sulle barche e si diresse alla volta di Caf\u00e0rnao alla ricerca di Ges\u00f9. Lo trovarono di l\u00e0 dal mare e gli dissero: \u00abRabb\u00ec, quando sei venuto qua?\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #151526;\">Ges\u00f9 rispose loro: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: voi mi cercate non perch\u00e9 avete visto dei segni, ma perch\u00e9 avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell\u2019uomo vi dar\u00e0. Perch\u00e9 su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #151526;\">Gli dissero allora: \u00abChe cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?\u00bb. Ges\u00f9 rispose loro: \u00abQuesta \u00e8 l\u2019opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #151526;\">Allora gli dissero: \u00abQuale segno tu compi perch\u00e9 vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: \u201cDiede loro da mangiare un pane dal cielo\u201d\u00bb. Rispose loro Ges\u00f9: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: non \u00e8 Mos\u00e8 che vi ha dato il pane dal cielo, ma \u00e8 il Padre mio che vi d\u00e0 il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio \u00e8 colui che discende dal cielo e d\u00e0 la vita al mondo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #151526;\">Allora gli dissero: \u00abSignore, dacci sempre questo pane\u00bb. Ges\u00f9 rispose loro: \u00abIo sono il pane della vita; chi viene a me non avr\u00e0 fame e chi crede in me non avr\u00e0 sete, mai!\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Continuiamo la lettura del capitolo 6 di Giovanni. Dopo aver sfamato la folla, Ges\u00f9 \u00e8 chiamato a rendere conto del gesto profetico che ha compiuto. \u00c8 passato un giorno, le folle seguono Ges\u00f9 e il motivo \u00e8 esplicitato dal Signore stesso: il cibo che hanno ricevuto dalle sue mani era diverso, era \u00abper la vita eterna\u00bb. Ma le folle non sanno andare oltre la superfice e capire cosa significa davvero il segno di cui sono state protagoniste. Cercano Ges\u00f9, ma aspettano da lui qualcosa di materiale, quel pane che hanno gustato, mentre c\u2019\u00e8 un cibo che Egli vuol donare loro e di cui quel pane \u00e8 insieme anticipazione e riferimento simbolico, un cibo che dura e che conduce alla vita eterna. Ma per comprendere tutto ci\u00f2 \u00e8 necessaria la fede. In effetti, ci\u00f2 che sembra stare pi\u00f9 a cuore all\u2019evangelista Giovanni in questa parte del discorso non \u00e8 tanto l&#8217;autorivelazione di Ges\u00f9, ma l\u2019incredulit\u00e0 che le sue parole suscitano. Infatti, a partire dalla domanda degli ascoltatori, emerge il tema della fede. Chi non crede resta privo di quel pane che viene dal cielo e \u00abd\u00e0 la vita al mondo\u00bb. L\u2019uomo non deve fare altro che accogliere il dono di Dio, cio\u00e8 Dio stesso, con fede. \u00c8 questa l\u2019opera che Dio aspetta da noi, non ci chiede altro che di credere. Alla folla che chiede cosa \u201cfare\u201d, Ges\u00f9 risponde che non c\u2019\u00e8 altro che da credere in Lui. Una cosa sola, ma che ha in s\u00e9 il significato e insieme la meta della nostra esistenza umana: perch\u00e9 credere in Ges\u00f9 significa camminare sulle sue vie, significa abbandonarsi al suo amore, fidarsi della volont\u00e0 del Padre, senza resistenze. Abbiamo tutta la vita per compiere questo, ma sappiamo che da soli non lo possiamo fare. Ecco perch\u00e9 la fede \u00e8 l\u2019opera di Dio: come detto, la fede \u00e8 un nostro atto libero, ma \u00e8 una risposta, perch\u00e9 il dono viene da Dio, a noi sta la scelta di accoglierlo. Nutrirci del pane della vita, che \u00e8 Ges\u00f9, e insieme della Parola di vita, che \u00e8 sempre il Signore, ci sostiene in questa scelta, che non \u00e8 mai fatta una volta per sempre. Dunque, siamo chiamati a un cammino impegnativo, ma sappiamo che lo facciamo sempre con Lui, che, come afferma Caterina da Siena, \u201cdandoci se stesso, ci d\u00e0 tutto\u201d!<\/p>\n<p align=\"justify\">Signore, davvero tu ci doni tutto e ci chiedi solo di fidarci del tuo dono, di abbandonarci al tuo amore misericordioso. Aumenta la nostra fede, guidaci sulle tue vie, donaci il tuo Spirito perch\u00e9 riconosciamo la tua Voce e ti seguiamo sempre e senza esitazioni, nutriti dal tuo Pane per l\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p>Sr. Marinella op<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>04.08.2024&nbsp; XVIII Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno B &nbsp; Dal Vangelo secondo Giovanni (6,24-35) In quel tempo, quando la folla vide che Ges\u00f9 non era pi\u00f9 l\u00e0 e nemmeno i suoi discepoli, sal\u00ec sulle barche e si diresse alla volta di Caf\u00e0rnao alla ricerca di Ges\u00f9. Lo trovarono di l\u00e0 dal mare e gli dissero: \u00abRabb\u00ec, quando sei venuto qua?\u00bb. 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Rispose loro Ges\u00f9: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: non \u00e8 Mos\u00e8 che vi ha dato il pane dal cielo, ma \u00e8 il Padre mio che vi d\u00e0 il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio \u00e8 colui che discende dal cielo e d\u00e0 la vita al mondo\u00bb. Allora gli dissero: \u00abSignore, dacci sempre questo pane\u00bb. Ges\u00f9 rispose loro: \u00abIo sono il pane della vita; chi viene a me non avr\u00e0 fame e chi crede in me non avr\u00e0 sete, mai!\u00bb. &nbsp; Continuiamo la lettura del capitolo 6 di Giovanni. Dopo aver sfamato la folla, Ges\u00f9 \u00e8 chiamato a rendere conto del gesto profetico che ha compiuto. \u00c8 passato un giorno, le folle seguono Ges\u00f9 e il motivo \u00e8 esplicitato dal Signore stesso: il cibo che hanno ricevuto dalle sue mani era diverso, era \u00abper la vita eterna\u00bb. Ma le folle non sanno andare oltre la superfice e capire cosa significa davvero il segno di cui sono state protagoniste. Cercano Ges\u00f9, ma aspettano da lui qualcosa di materiale, quel pane che hanno gustato, mentre c\u2019\u00e8 un cibo che Egli vuol donare loro e di cui quel pane \u00e8 insieme anticipazione e riferimento simbolico, un cibo che dura e che conduce alla vita eterna. Ma per comprendere tutto ci\u00f2 \u00e8 necessaria la fede. In effetti, ci\u00f2 che sembra stare pi\u00f9 a cuore all\u2019evangelista Giovanni in questa parte del discorso non \u00e8 tanto l&#8217;autorivelazione di Ges\u00f9, ma l\u2019incredulit\u00e0 che le sue parole suscitano. Infatti, a partire dalla domanda degli ascoltatori, emerge il tema della fede. Chi non crede resta privo di quel pane che viene dal cielo e \u00abd\u00e0 la vita al mondo\u00bb. L\u2019uomo non deve fare altro che accogliere il dono di Dio, cio\u00e8 Dio stesso, con fede. \u00c8 questa l\u2019opera che Dio aspetta da noi, non ci chiede altro che di credere. Alla folla che chiede cosa \u201cfare\u201d, Ges\u00f9 risponde che non c\u2019\u00e8 altro che da credere in Lui. Una cosa sola, ma che ha in s\u00e9 il significato e insieme la meta della nostra esistenza umana: perch\u00e9 credere in Ges\u00f9 significa camminare sulle sue vie, significa abbandonarsi al suo amore, fidarsi della volont\u00e0 del Padre, senza resistenze. Abbiamo tutta la vita per compiere questo, ma sappiamo che da soli non lo possiamo fare. Ecco perch\u00e9 la fede \u00e8 l\u2019opera di Dio: come detto, la fede \u00e8 un nostro atto libero, ma \u00e8 una risposta, perch\u00e9 il dono viene da Dio, a noi sta la scelta di accoglierlo. Nutrirci del pane della vita, che \u00e8 Ges\u00f9, e insieme della Parola di vita, che \u00e8 sempre il Signore, ci sostiene in questa scelta, che non \u00e8 mai fatta una volta per sempre. 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