{"id":13757,"date":"2024-08-14T20:32:59","date_gmt":"2024-08-14T18:32:59","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=13757"},"modified":"2025-02-01T22:15:46","modified_gmt":"2025-02-01T21:15:46","slug":"della-efficacia-della-divina-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/della-efficacia-della-divina-parola\/","title":{"rendered":"Della efficacia della divina parola"},"content":{"rendered":"<h4 align=\"justify\">&nbsp;<\/h4>\n<h4 align=\"justify\">Dai <em>Discorsi<\/em> del Servo di Dio Didaco Bessi<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel passato ragionamento, come io seppi il meglio, mi adoperai di richiamare la vostra attenzione, o Revd\u0113 Madri, sopra la privilegiata condizione nostra di potere nel seno della Chiesa Cattolica attingere a nostra rigenerazione e salute la vera parola di Dio, e mi trattenni alquanto a farvi conoscere quanto voi siate privilegiate anche sopra gli altri fedeli di Ges\u00f9 Cristo, essendo che voi potete ascoltarla con pi\u00f9 profitto, come adagiate in un porto di sicurezza, merc\u00e9 della vostra vocazione. Di qui venni alla conseguenza che bisogna esser grati a Dio di tanto favore, massimamente col porgere fedele orecchio e animo ben disposto a\u2019 suoi insegnamenti. Se il tempo me lo avesse allora consentito, io vi avrei parlato ancora della virt\u00f9 ed efficacia della divina parola, allorch\u00e9 ella sia bene ascoltata; essendoch\u00e9 questa parte era troppo necessaria allo svolgimento della proposta materia. Ma quello che per l\u2019angustia del tempo non potei fare allora, intendo di volerlo fare adesso, sperando che le riflessioni che, colla scorta della santa Scrittura e dei Padri della Chiesa, io vi verr\u00f2 facendo, non saranno per riuscire inutili al vostro spirituale profitto. Ed acci\u00f2 pi\u00f9 agevolmente la vostra attenzione e intelligenza possa accompagnare le mie povere parole; io voglio fino di bel principio mettervi innanzi l\u2019ordine che io intendo di seguire nel mio breve ragionamento. Prima dunque di entrare nella proposta materia io intendo di parlare come per modo di premessa, 1\u00b0 del precetto di ascoltar sempre, in tutti i momenti della nostra vita la divina parola; 2\u00b0 Come ci\u00f2 possa farsi anche senza aver sempre a fianco il Sacerdote che predichi. Nel terzo punto che occuper\u00e0 la maggior parte e pi\u00f9 sostanziale del nostro discorso, ricercher\u00f2 le ragioni di questo precetto, le quali sono riposte appunto nella efficacia della parola di Dio.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/ten-fragment-pisma-swietego-jest-instrukcja-obslugi-chrzescijanskiego-zycia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-13751 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/ten-fragment-pisma-swietego-jest-instrukcja-obslugi-chrzescijanskiego-zycia-300x192.jpg\" alt=\"\" width=\"447\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/ten-fragment-pisma-swietego-jest-instrukcja-obslugi-chrzescijanskiego-zycia-300x192.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/ten-fragment-pisma-swietego-jest-instrukcja-obslugi-chrzescijanskiego-zycia-768x492.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/ten-fragment-pisma-swietego-jest-instrukcja-obslugi-chrzescijanskiego-zycia.jpg 925w\" sizes=\"auto, (max-width: 447px) 100vw, 447px\" \/><\/a>S\u00ec nell\u2019antica che nella nuova legge non v\u2019ha cosa che Dio pi\u00f9 di frequente imponga quanto il porgere orecchio alla sua parola. <em><u>Israel<\/u><sup><u><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a><\/u><\/sup><u> audi praecepta, atque iudicia quae ego doceo te<\/u><\/em> (<em>Deut<\/em>.4.1.): Ascolta o Israele, i precetti e i giudizi che io t\u2019insegno. Colla qual parola <u>Giudizii<\/u> non altro \u00e8 da intendere che i divini insegnamenti<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\">2<\/a><\/sup> sono la regola onde giudicare e dirigere le nostre azioni. E per bocca di Salomone nei Proverbi, quante volte non ripete \u201c<em><u>Audite filii disciplinam Patris<\/u><\/em>: Udite, o figliuoli miei la disciplina del Padre. E altrove: <em><u>Fili mi, ausculta sermones meos<\/u><\/em>: Figlio mio ascolta la mia parola. (<em>Prov<\/em> 4.1.). Ma che fa bisogno che io vi adduca una lunga serie di testimonianze scritturali, per provarvi quanto ci stringa il precetto di ascoltare la divina parola? E non basta egli riflettervi alcun poco per conoscere che non pu\u00f2 essere altrimenti? Ed invero se Iddio ha creato l\u2019uomo perch\u00e9 debba servire alla sua gloria; e se egli ha parlato a lui, perch\u00e9 conosca la via per arrivare a questo suo primo fine della creazione, non \u00e8 forse manifesto, che l\u2019uomo non porgendo orecchio ai divini precetti, perde ogni ragione dell\u2019esser suo, e resta come tagliato fuori da questa mirabile armonia del creato? L\u2019osservanza dunque di questo precetto \u00e8 quella che lo costituisce uomo: \u00e8 come parte integrale della sua natura. Egli per\u00f2 \u00e8 tanto obbligato ad esso quanto alla legge naturale della respirazione. Le orecchie sue dunque debbono essere sempre aperte alla parola di Dio, sotto pena di perdere la sua ragionevole esistenza, facendo altrimenti. Ecco perch\u00e9 Dio dice in Giosu\u00e8 \u201c<em><u>Non recedat volumen legis hujus ab ore tuo: sed meditaberis in eo diebus ac noctibus<\/u><\/em> (<em>Ios.8<\/em>)\u201d. Il sacro volume della legge; il volume eterno dove sta registrata la divina volont\u00e0; il volume della parola di Dio, deve stare aperto dinanzi ai nostri occhi giorno e notte, <em><u>diebus ac noctibus<\/u><\/em>: che \u00e8 quanto dire che non ci dev\u2019essere momento alcuno della nostra vita in cui ci rimanghiamo dall\u2019udire la divina parola.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non occorre insistere davvantaggio su questa verit\u00e0 generale; imperocch\u00e9 voi la conoscete troppo bene, ed io non ho voluto che semplicemente ridurvela alla memoria. Piuttosto discendiamo ad altre verit\u00e0 pratiche che da essa derivano, e che per avventura possono essere pi\u00f9 utili alla vostra vita spirituale.<\/p>\n<p align=\"justify\">E primieramente io vedo necessario, se non per tutte voi, almeno per alcune, di sciogliere una difficolt\u00e0 che pu\u00f2 esser corsa alla mente. E la difficolt\u00e0 \u00e8 questa: come si pu\u00f2 egli sempre udire la parola di Dio? sar\u00e0 egli bisogno di star sempre a udir prediche? e quando pure volessimo potremmo noi forse colle ingerenze che ciascuna di noi deve sostenere per il buon regolamento della comunit\u00e0? E posto anche che potessimo, dove troveremmo noi un predicatore cos\u00ec instancabile, che sostenesse d\u2019istruirci dalla mattina alla sera?<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa \u00e8 una difficolt\u00e0 ben leggera, ed io non l\u2019avrei nemmeno affacciata, se avessi pensato che l\u2019acume della mente e l\u2019istruzione fosse in voi tutte eguale. Ma poich\u00e9 questo non \u00e8 possibile; poich\u00e9 in ogni comunit\u00e0 le intelligenze sono siffattamente digradate, che ci\u00f2 che per alcune \u00e8 chiaro, ha per altre bisogno di accurata dilucidazione; per\u00f2 soffrano le pi\u00f9 istruite, ch\u2019io mi trattenga un poco anche con queste loro sorelle, le quali hanno pi\u00f9 delle altre bisogno che sia loro spezzato il pane.<\/p>\n<p align=\"justify\">La parola di Dio dunque si pu\u00f2 udir sempre, giorno e notte, in ogni momento della vita, senza discapito veruno delle altre esigenze pur necessarie, e senza bisogno d\u2019aversi sempre legato a cintola il predicatore. E ci\u00f2 pu\u00f2 farsi in pi\u00f9 modi. Il primo modo pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 facile \u00e8 quello che voi tenete attualmente, cio\u00e8 di porgere attenzione al predicatore in quelle circostanze e in quei brevi momenti ch\u2019egli \u00e8 chiamato a parlarvi. Tra le diverse maniere di ascoltar la divina parola questa \u00e8 quella che \u00e8 accompagnata da maggiori grazie e da maggiori lumi di Dio. Quanto a questo primo modo di ascoltare, bisogna contentarsi di farlo quando le regole lo prescrivono, senza pretenderlo n\u00e9 pi\u00f9 frequente n\u00e9 pi\u00f9 prolungato. Imperciocch\u00e9 quando esso sia fatto a dovere, cio\u00e8 con attenzione e con desiderio acceso di profittare, egli \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente al nutrimento dell\u2019anima. Anzi se fosse troppo frequente e troppo lungo, tornerebbe dannoso. Non sono le molte parole che fanno frutto, ma le poche e ben meditate. E questo serva di regola a quelle, le quali esigerebbero che il direttore spirituale stesse sempre a bocca aperta per loro. Quando il seme \u00e8 gettato, bisogna che il resto lo faccia il terreno da s\u00e9: il terreno che da s\u00e9 non fa nulla non \u00e8 buono, n\u00e9 diverrebbe migliore per lunghe e spesse semente. Questo primo modo dunque di ascoltare la divina parola, sebbene molto efficace, \u00e8 ristretto a certi tempi ordinati, n\u00e9 pu\u00f2 aversi sempre. Oltrech\u00e9 egli \u00e8 tale che non pu\u00f2 accordarsi con altre occupazioni s\u00ec materiali che di pensiero, ed esige tutta intiera la nostra mente e il nostro corpo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma ve n\u2019ha un altro che \u00e8 pi\u00f9 alla mano, e che ha pur esso le grandi utilit\u00e0; non solo quanto alla sua propria virt\u00f9, ma anche perch\u00e9 pu\u00f2 aversi pi\u00f9 spesso del primo; e chi faccia buona economia del tempo ed usi una certa pi\u00f9 industria, pu\u00f2 aversi anche tutti i giorni. Questa \u00e8 la lettura dei buoni libri, che hanno per intento di esercitare lo spirito. Un buon libro \u00e8 un maestro che possiamo aver con noi ad ogni momento. Quando le faccende ci lasciano alcun tempo di respiro, un buon libro \u00e8 come un caro amico, che seguendoci nel ritiro viene a ricrearci l\u2019animo affaticato con santi colloqui, con istruttivi e piacevoli ragionamenti. Esso c\u2019illumina l\u2019intelletto, spiegandoci i luoghi pi\u00f9 difficili delle Sante Scritture, facendoci meglio conoscere le verit\u00e0 eterne: rompe il ghiaccio del cuore col caldo dei santi affetti: ci mette in orrore il peccato, e ci fa conoscere molte mancanze, alle quali non avevamo posto mente: ci da coraggio a combattere contro la tentazione: fortifica la fede, tien desta la speranza, nutrisce la carit\u00e0: ci anima coll\u2019esempio dei Santi, e c\u2019insegna mille modi di farci sempre pi\u00f9 amici di Dio. O felice chi porta affetto alla lettura dei libri, nei quali i Santi hanno deposto la parte pi\u00f9 soave e pi\u00f9 recondita della Sapienza Divina.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma , ohim\u00e9, mi direte: ohim\u00e9! che questo mezzo non pu\u00f2 essere adoperato da tutti! ohim\u00e9, che per alcuni i libri son muti! o se pure, con fatica possono rilevarci qualche cosa, la poca speditezza nel leggere fa ostacolo alla intelligenza, ed il tempo \u00e8 perduto. Ma neppur questi hanno da perdersi d\u2019animo; perch\u00e9 vi ha un altro mezzo di pascersi della divina parola, ed \u00e8 il pi\u00f9 importante di tutti; il pi\u00f9 efficace di tutti; \u00e8 quello anzi senza del quale nulla varrebbero gli altri due che ho sopra accennati. Gi\u00e0 io vi dissi che l\u2019udir sempre, non sarebbe utile, anzi dannoso; perch\u00e9 quella moltitudine di cose s\u00ec rimarrebbe indigesta e non farebbe alcun pro. Lo stesso deve dirsi di chi volesse sempre leggere; perch\u00e9 ci\u00f2 infine non si ridurrebbe che a una mera curiosit\u00e0, a un semplice passatempo. Come mai dunque si pu\u00f2 ascoltare la divina parola senza predicatori e senza libri? La cosa \u00e8 facilissima, perch\u00e9 quand\u2019io dico \u2013 senza predicatori e senza libri \u2013 voi non prendiate le mie parole s\u00ec a rigore, da intendere di chi non abbia mai sentito parlare di legge di Dio, e nemmeno uditone leggere in alcun libro; imperocch\u00e9 voi mi darete allora un\u2019anima selvaggia, senza principio di religione, che non pu\u00f2 trovarsi tra noi. Chi \u00e8 che, portando il nome di Cristo, non abbia appreso fin da fanciullo la sua dottrina? Nel vostro numero ve ne sono state mai di quelle, che non hanno potuto istruirsi colla lettura? esse peraltro avranno udito pi\u00f9 volte le sacre istruzioni e dai predicatori e dai direttori; quasi ogni giorno avranno assistito alle letture comuni. Esse dunque debbono aver fatto tesoro nella mente della divina parola. Dunque anch\u2019esse erano in grado di poterla continuamente ascoltare. Forse questa non vi parr\u00e0 buona conseguenza; ma rifletteteci alcun poco e vedrete che non ho detto male. Infatti \u00e8 vero che non si ascolta solamente colle orecchie del corpo? ma molto pi\u00f9, e molto meglio si ascolta colle orecchie del cuore? Chi ha nella memoria le verit\u00e0 di Dio, le consideri e le mediti nel suo cuore; e questo sar\u00e0 un ascoltarle molto pi\u00f9 efficacemente che non si fa colle orecchie materiali del corpo. In questo modo la parola di Dio si pu\u00f2 ascoltar sempre, anzi si deve: si pu\u00f2 ascoltare in Chiesa e fuori; nel tempo dello spasso e nel tempo del lavoro; nel tempo di giorno e nel tempo di notte. Ed in questo interno ascoltamento si accendono le fiamme della carit\u00e0: <em><u>in meditatione mea exardescit ignis<\/u><\/em>. Nulla giova l\u2019ascoltar molte prediche; nulla lo starsi leggendo molti libri, se non si raggiunge questo interno ascoltamento, che solo pu\u00f2 fecondare e condurre a frutto il seme della divina parola: Oh troppo dura cosa sarebbe se non potesse pascersi della divina parola altri che colui che sa leggere, o che ha comodit\u00e0 di udire molte prediche. Questo celeste nutrimento, questa manna dell\u2019anima \u00e8 apprestata a tutti egualmente, al dotto e all\u2019idiota, al povero e al ricco. Tutti possono e devono pascersene in ogni momento della vita: \u201c<em><u>Non recedat volumen legis hujus ab ore tuo: sed meditaberis in eo diebus ac noctibus<\/u><\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Eccovi dimostrato quanto basta, o Revd\u0113 Madri, come il precetto di<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\">3<\/a><\/sup> ascoltare la divina parola ci obblighi sempre in ogni momento della vita, e com\u2019esso possa adempirsi. Ora ci resta ad esaminare le ragioni di questo precetto: lo che faremo ora nel modo che sapremo migliore, acci\u00f2 questa considerazione ci torni di profitto.<\/p>\n<p align=\"justify\">E\u2019 certo che tutta la perfezione del Cristiano sta nel confermare il proprio volere al volere di Dio. Ma come potrebbe farsi questo se la divina volont\u00e0 non ci stesse sempre con tutta chiarezza e distinzione presente all\u2019intelletto? senza questa cognizione andremmo incontro a infiniti e gravissimi errori. E\u2019 impossibile che possa piacere al padrone quel servo che, prima di far qualche cosa, non cerca di conoscer bene il desiderio del padrone medesimo. Di qui nasce la necessit\u00e0 di udir sempre o per la predica o per la lettura o per la meditazione, la divina parola; perch\u00e9 veramente \u00e8 qui dov\u2019egli ha fatto conoscere all\u2019uomo la sua volont\u00e0: <em><u>in lege Domini voluntas ejus, et in lege ejus meditabitur die et nocte<\/u><\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\">E qui notate una cosa nella quale risplende grandemente la misericordia e la sapienza divina. E\u2019 un effetto della misericordia di Dio l\u2019aver Egli voluto che la sua legge sia breve e facilissima ad apprendersi anche dall\u2019uomo il pi\u00f9 rozzo e pi\u00f9 sfornito d\u2019ingegno e d\u2019istruzione. Che cosa di pi\u00f9 facile che mettersi nella memoria i dieci comandamenti di Dio? Chi \u00e8 quel fanciullo che non gli sappia? Eppure tutta la legge sta qui. Anzi non sarebbe nemmen necessario di sapergli tutti e dieci: e chi non sapesse apprendere se non questi due soli: Ama Dio con tutto il tuo cuore; Ama il prossimo come te stesso; basterebbe: perch\u00e9 tutti gli altri si compendiano i questi due: <em><u>in his duobus mandatis universa Lex pendet et prophetae<\/u><\/em>: tutta quanta la legge; tutta quanta la dottrina dei profeti, degli Apostoli, dei Padri, dei Predicatori, dei santi scrittori d\u2019ogni genere \u00e8 racchiusa in questi due semplicissimi precetti. Tanto la divina misericordia ha voluto facilitare all\u2019uomo la via della salute! Qual tenera gratitudine non gli dobbiamo noi! Ma se la misericordia di Dio ha voluto che s\u00ec facile ad apprendersi sia la via della salute, perch\u00e9 a tutti sia aperta; la sapienza di Dio non ha mica voluto dispensare l\u2019uomo dalla fatica, dallo studio, dalla premura. Altrimenti che merito sarebbe il suo? la via da percorrere \u00e8 agli occhi di tutti: essa \u00e8 direttissima e non v\u2019ha pericolo di sbagliarla: basta tenere gli occhi aperti, e star bene in gambe. Ma qui sta il forte: qui sta il contrasto ed anche il merito. Tenere gli occhi aperti; qual condizione pi\u00f9 giusta di questa? ma insieme quanto difficile ad eseguirsi per l\u2019uomo, che in pena del suo primo peccato, \u00e8 continuamente avvolto in fitte tenebre d\u2019ignoranza? star bene in gambe: anche questo ben s\u2019intende esser troppo necessario a chi vuol viaggiare. Ed anche questa condizione sarebbe facile all\u2019uomo, se non avesse sofferto quella prima mortalissima caduta, dalla quale riport\u00f2 s\u00ec fiacche e slogate le ossa s\u00ec peste e macere le carni, che se non era la divina misericordia non si sarebbe mai pi\u00f9 rialzato. Egli dunque per tenere gli occhi aperti e per reggersi bene sui piedi ha mestieri di un continuo sforzo, d\u2019un contrasto penoso. Di pi\u00f9, lungo quella via sono appostati molti nemici insidiosi, che ad ogni passo tentano di gettarlo a terra. Ed oh infelice! se non avesse una cara voce continuamente alle orecchie, che gli desse animo e lo avvertisse dei pericoli e gli insegnasse a schivarli; infelice! egli non potrebbe mai da s\u00e9 arrivare al beatissimo e desiato termine di quella via! Ma per sua gran ventura questa voce amica e pietosa a lui non manca. Ella lo avverte continuamente, dicendogli \u201cSu coraggio, o poveretto; il sonno ti opprime, lo vedo; ma fa\u2019 di tutto per non lasciar cader le palpebre: un sol momento che tu le chiudessi, saresti perduto: usa tutte le tue forze; la pena sar\u00e0 breve, tu mal ti reggi pel gli infermi tuoi piedi, me ne accorgo; ma rinfrancati, presto sarai al riposo; coraggio\u201d. Ecco come parla ad ognuno di noi questa cara e pietosa voce! ecco con quanto amore ci avverte. E questa voce la riconoscete voi, o Dilettissime nel Signore? Oh s\u00ec certamente voi la riconoscete, essa \u00e8 la parola di Dio. Parola che sta tutta in quei due precetti che dianzi ho detto; ma che per\u00f2 \u00e8 stata da Ges\u00f9 Cristo nel Suo Vangelo spiegata, e dagli Apostoli propagata, e da\u2019 santi uomini loro successori predicata e sulle cattedre di verit\u00e0 e nei libri; parola che la Chiesa, nostra buona madre, la quale ne \u00e8 la depositaria e custode, non cessa mai di dispensarci; parola che se noi udiremo fedelmente e la custodiremo nel nostro cuore, non sar\u00e0 mai possibile che noi ci perdiamo. Imperocch\u00e9 tanti sono i maravigliosi effetti che ella produce sull\u2019anima nostra, che ben disse S. Bernardo, essere essa il tutto per tutti quanto alla glorificazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quello che la parola di Dio oper\u00f2 nella creazione dell\u2019universo, facendo sorgere dal nulla le cose tutte, lo stesso ella opera nell\u2019uomo. Prima che Dio parlasse egli era solo, col\u00e0 dove la povera nostra mente non arriva a concepirlo e a raffigurarselo. Parl\u00f2, e tosto apparvero negli immensi spazii gli elementi, onde si compone questa macchina maravigliosa dell\u2019universo. L\u2019uomo dopo la sua caduta era nulla. Ma Iddio parla, ed eccolo sorgere ed alzare la fronte, e divenire suo figlio ed erede del suo regno. Sopra i creati elementi giacevano le tenebre che gli rendevano confusi. Iddio parla, ed ecco sfolgorare il sole, splendere soavemente la luna, brillare le stelle; ed a questa luce vitale, ecco popolarsi il mondo d\u2019una immensa famiglia di animali, vestirsi la terra di varie piante, di erbe di fiori e di frutti. L\u2019uomo era perduto nelle tenebre del peccato e della ignoranza; egli col\u00e0 cieco brancolava avvolgendosi ognora pi\u00f9 nella sua perdizione. Ma parla Iddio e le tenebre si disperdono alla luce potente e benefica della grazia che ricrea l\u2019uomo, e lo fa essere nuova creatura. O parola di Dio quanto \u00e8 meravigliosa la tua potenza! quanto sono benefici i tuoi effetti! quanto \u00e8 mai efficace il tuo suono, allorch\u00e9 si fa sentire nei nostri cuori! Con quanta ragione pertanto non \u00e8 detto nel Vangelo \u201c<em><u>Beati qui audiunt verbum Dei et custodiunt illud!<\/u><\/em>\u201d. Volete voi conoscere, dice S. Bernardo, quanto siano beati? Primieramente la voce divina che risuona nelle nostre orecchie sebbene ella conturba, atterrisce e giudica; pure nell\u2019istesso tempo, se bene si consideri, ella vivifica, ammolisce, illumina, riscalda, asterge e monda il nostro cuore. Analizziamo brevemente queste parole del S. Dottore. La voce di Dio dapprima conturba. Ma oh quanto \u00e8 salutare questo turbamento. Imperocch\u00e9 l\u2019uomo, merc\u00e9 di essa, conoscendo di avere in pi\u00f9 cose mal corrisposto alla divina volont\u00e0, ne sente rammarico, si riempie di un santo timore, si umilia e chiede perdono, ed entra in diffidenza di se stesso, e chiede con pi\u00f9 di fervore il divino ajuto, nel quale trova ben presto nuove forze, e nuovi attestati di misericordia. La voce di Dio atterrisce. Ma come atterrisce? forse col mettere nel cuore lo sgomento e la disperazione? oh no: ella atterrisce<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\">4<\/a><\/sup> col metterci dinanzi la giustizia di Dio, acci\u00f2 ci adoperiamo di sfuggirne i rigori. Anche il savio e amorevole padre fa vedere il flagello al figliuolo, non gi\u00e0 per abbatterlo, ma per dargli sprone a proseguire nella via del bene. Nell\u2019istesso modo atterrisce la parola di Dio. Anch\u2019essa ha i suoi flagelli; ma sono flagelli di padre. Ci mette dinanzi lo sdegno di Dio, le divine vendette, il purgatorio, l\u2019inferno; perch\u00e9 l\u2019anima sbigottita da quelle orride<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\">5<\/a><\/sup> immagini, senta meno violente le attrattive del vizio che vorrebbe seco trascinarla in perdizione. La parola di Dio giudica. E che cosa vuol dir questo? Vuol dire che essa \u00e8 la regola delle nostre azioni: \u00e8 come la pietra del paragone per distinguere l\u2019oro puro dalla lega vile. L\u2019uomo opera, e per l\u2019inganno dell\u2019amor proprio e delle altre lusinghiere passioni, molte volte egli crede di fare azioni indifferenti ed anche buone, mentre in verit\u00e0 elle sono peccaminose. Ma in quest\u2019inganno egli pu\u00f2 rimanersi finch\u00e9 non presti orecchio alla parola di Dio. Se questa discende nel suo cuore, ella tosto pronunzia alla conscienza un giudizio sopra quelle azioni, e allora esse ci compariscono veramente quali sono. Ed infatti quante volte dopo avere udito una predica, o dopo aver letto un buon libro, o dopo avere meditato sulle verit\u00e0 eterne, quante volte non troviamo in noi azioni da dover correggere, che innanzi riputavamo innocenti? La parola di Dio, prosegue il Santo, vivifica, e non solamente col dare la vita di grazia; ma ancora coll\u2019infondere coraggio a quelle anime, le quali, sebbene sieno vive, pure si sono lasciate sorprendere da certo abbattimento, che potrebbe toglierle di vita. Essa d\u00e0 loro sprone e le desta. La parola di Dio ancora ammollisce, cio\u00e8 vince le durezze del nostro cuore. Oh chi pu\u00f2 resistere alla soavit\u00e0 della voce di Dio? Non adopera egli le pi\u00f9 dolci espressioni per invitare l\u2019anima ad amarlo? Non le fa egli vedere quanto abbia fatto per la sua salute? forse non l\u2019alletta con promesse? forse non le fa sentire anche in questa vita alcuna parte di quel premio che le riserba nel Cielo? e se ella si smarrisce, non le si presenta egli forse sotto l\u2019amorosa sembianza di un pastore che va in traccia della smarrita pecorella, per ricondurla all\u2019ovile? Per\u00f2 quante volte, O Dilettissime nel Signore, ci troviamo il cuore arido e secco, ricorriamo alla divina parola o colla meditazione o colla lettura, e tosto ne proveremo il benefico effetto. Imperocch\u00e9 quella durezza essendo prodotta dal raffreddamento della carit\u00e0, la parola di Dio penetrer\u00e0 ad uccidere il male, fino nella sua radice: imperciocch\u00e9 tra le altre sue virt\u00f9 essa ha pur quella, come avete udito dalle parole del Santo Dottore, ha pur quella di riscaldare. Ed infatti nelle Sante Scritture la parola di Dio \u00e8 rassomigliata a una spada infuocata: <u>gladius ignitus<\/u>. Ecco dunque come<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\">6<\/a><\/sup> con verit\u00e0 pot\u00e9 dire S. Bernardo: <em><u>tonans in auribus vox divina conturbat, terret, judicatque<\/u><sup><u><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\">7<\/a><\/u><\/sup><u>; sed continuo si bene adverteris, vivificat, liquefacit, calefacit, illuminat, mondat<\/u><\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma io sarei infinito se tutte volessi qui dichiarare le virt\u00f9 della divina parola. Le raccoglier\u00f2 brevemente. Ella arricchisce l\u2019intelletto della vera sapienza, di quella sapienza che non pu\u00f2 dare il mondo, e dinanzi alla quale la sapienza del secolo impallidisce \u201c<em><u>Audite, filii, disciplinam patris, et attendite ut sciatis prudentiam<\/u><\/em>\u201d. Figliuoli ascoltate i documenti del padre, e state attenti ad apparar la prudenza (<em>Prov<\/em>. c.4.1.). Ella presta le armi contro le tentazioni. Vedete i discepoli di Ges\u00f9 Cristo nel mare di Tiberiade: la loro navicella \u00e8 agitata dai venti: le onde incalzano: ella \u00e8 presso a sommergersi. I discepoli sbigottiti risvegliano Ges\u00f9. Egli parla: comanda ai venti, e il mare tosto ritorna in calma. <em><span lang=\"fr-FR\"><u>Ille surgens increpavit ventum et tempestatum aquae, et cessavit, et facta est tranquillitas<\/u><\/span><\/em><span lang=\"fr-FR\"> (<em>Luc<\/em>. 8.24). <\/span>Lo stesso avviene nelle tempeste delle tentazioni: sieno pur esse violente, sieno pure incalzanti; la nostra navicella non potr\u00e0 mai perire, se pronti risvegliamo Ges\u00f9, perch\u00e9 Egli comandi ai venti e al mare. <em><u>Domine salva nos perimus<\/u>,<\/em> esclamiamo con gli Apostoli: Signore, salvaci, noi facciamo naufragio. Ed il Signore sar\u00e0 pronto, ed egli parler\u00e0, e la calma sar\u00e0 ristabilita. Chi ha il petto armato della divina parola, non pu\u00f2 temere di niente: <em><u>si consistant adversum castra non timebit cor meum<\/u><\/em>: Quand\u2019anche si ordini contro di me un esercito armato, n\u00f2, per questo non tremerebbe il mio cuore.<\/p>\n<p align=\"justify\">O Revd\u0113 Madri, e chi pi\u00f9 di voi deve amare la divina parola? Ella \u00e8 la voce dello sposo vostro del vostro diletto. Voi lo avete cercato nella solitudine, rinunziando per esso al mondo. Voi lo avete cercato, ed egli vi ha accolte con amore: vi ha scelte per sua prediletta porzione: vi ha circondato al collo il prezioso e incorruttibile monile della sua grazia: vi ha cinto la fronte del velo candidissimo della fede; vi ha strinto i fianchi col cingolo odorosissimo della verginit\u00e0, e ha detto: ecco le dilette spose mie che io voglio fare perfette: ecco le spose mie, alle quali ho preparato un talamo regale nei secoli eterni. Quello che egli vi ha promesso lo manterr\u00e0. Ma voi non vi allontanate da lui; non vi sia momento nella vostra vita che le orecchie vostre si volgano ad ascoltare altra voce che la sua. Ditegli colla sposa dei Cantici: <em><u>Sonet vox tua in auribus meis<\/u><\/em>. La voce del mondo, che pur cost\u00e0 potrebbe far sentire il suo eco, non sia mai che disturbi i celestiali colloqui del diletto vostro; e come egli vi ha scelte a sue spose nel tempo, cos\u00ec vi confermer\u00e0 nell\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Le <i>Isdrael<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Le <i>insegnamenti che sono&#8230;<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> A <i>della<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> Le <i>atterisce<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a> Le <i>orridi<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a> I <i>come<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a> Le <i>diudicatque<\/i><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Dai Discorsi del Servo di Dio Didaco Bessi &nbsp; Nel passato ragionamento, come io seppi il meglio, mi adoperai di richiamare la vostra attenzione, o Revd\u0113 Madri, sopra la privilegiata condizione nostra di potere nel seno della Chiesa Cattolica attingere a nostra rigenerazione e salute la vera parola di Dio, e mi trattenni alquanto a farvi conoscere quanto voi siate privilegiate anche sopra gli altri fedeli di Ges\u00f9 Cristo, essendo che voi potete ascoltarla con pi\u00f9 profitto, come adagiate in un porto di sicurezza, merc\u00e9 della vostra vocazione. Di qui venni alla conseguenza che bisogna esser grati a Dio di tanto favore, massimamente col porgere fedele orecchio e animo ben disposto a\u2019 suoi insegnamenti. Se il tempo me lo avesse allora consentito, io vi avrei parlato ancora della virt\u00f9 ed efficacia della divina parola, allorch\u00e9 ella sia bene ascoltata; essendoch\u00e9 questa parte era troppo necessaria allo svolgimento della proposta materia. Ma quello che per l\u2019angustia del tempo non potei fare allora, intendo di volerlo fare adesso, sperando che le riflessioni che, colla scorta della santa Scrittura e dei Padri della Chiesa, io vi verr\u00f2 facendo, non saranno per riuscire inutili al vostro spirituale profitto. Ed acci\u00f2 pi\u00f9 agevolmente la vostra attenzione e intelligenza possa accompagnare le mie povere parole; io voglio fino di bel principio mettervi innanzi l\u2019ordine che io intendo di seguire nel mio breve ragionamento. Prima dunque di entrare nella proposta materia io intendo di parlare come per modo di premessa, 1\u00b0 del precetto di ascoltar sempre, in tutti i momenti della nostra vita la divina parola; 2\u00b0 Come ci\u00f2 possa farsi anche senza aver sempre a fianco il Sacerdote che predichi. Nel terzo punto che occuper\u00e0 la maggior parte e pi\u00f9 sostanziale del nostro discorso, ricercher\u00f2 le ragioni di questo precetto, le quali sono riposte appunto nella efficacia della parola di Dio. S\u00ec nell\u2019antica che nella nuova legge non v\u2019ha cosa che Dio pi\u00f9 di frequente imponga quanto il porgere orecchio alla sua parola. Israel1 audi praecepta, atque iudicia quae ego doceo te (Deut.4.1.): Ascolta o Israele, i precetti e i giudizi che io t\u2019insegno. Colla qual parola Giudizii non altro \u00e8 da intendere che i divini insegnamenti2 sono la regola onde giudicare e dirigere le nostre azioni. E per bocca di Salomone nei Proverbi, quante volte non ripete \u201cAudite filii disciplinam Patris: Udite, o figliuoli miei la disciplina del Padre. E altrove: Fili mi, ausculta sermones meos: Figlio mio ascolta la mia parola. (Prov 4.1.). Ma che fa bisogno che io vi adduca una lunga serie di testimonianze scritturali, per provarvi quanto ci stringa il precetto di ascoltare la divina parola? E non basta egli riflettervi alcun poco per conoscere che non pu\u00f2 essere altrimenti? Ed invero se Iddio ha creato l\u2019uomo perch\u00e9 debba servire alla sua gloria; e se egli ha parlato a lui, perch\u00e9 conosca la via per arrivare a questo suo primo fine della creazione, non \u00e8 forse manifesto, che l\u2019uomo non porgendo orecchio ai divini precetti, perde ogni ragione dell\u2019esser suo, e resta come tagliato fuori da questa mirabile armonia del creato? L\u2019osservanza dunque di questo precetto \u00e8 quella che lo costituisce uomo: \u00e8 come parte integrale della sua natura. Egli per\u00f2 \u00e8 tanto obbligato ad esso quanto alla legge naturale della respirazione. Le orecchie sue dunque debbono essere sempre aperte alla parola di Dio, sotto pena di perdere la sua ragionevole esistenza, facendo altrimenti. Ecco perch\u00e9 Dio dice in Giosu\u00e8 \u201cNon recedat volumen legis hujus ab ore tuo: sed meditaberis in eo diebus ac noctibus (Ios.8)\u201d. Il sacro volume della legge; il volume eterno dove sta registrata la divina volont\u00e0; il volume della parola di Dio, deve stare aperto dinanzi ai nostri occhi giorno e notte, diebus ac noctibus: che \u00e8 quanto dire che non ci dev\u2019essere momento alcuno della nostra vita in cui ci rimanghiamo dall\u2019udire la divina parola. Non occorre insistere davvantaggio su questa verit\u00e0 generale; imperocch\u00e9 voi la conoscete troppo bene, ed io non ho voluto che semplicemente ridurvela alla memoria. Piuttosto discendiamo ad altre verit\u00e0 pratiche che da essa derivano, e che per avventura possono essere pi\u00f9 utili alla vostra vita spirituale. E primieramente io vedo necessario, se non per tutte voi, almeno per alcune, di sciogliere una difficolt\u00e0 che pu\u00f2 esser corsa alla mente. E la difficolt\u00e0 \u00e8 questa: come si pu\u00f2 egli sempre udire la parola di Dio? sar\u00e0 egli bisogno di star sempre a udir prediche? e quando pure volessimo potremmo noi forse colle ingerenze che ciascuna di noi deve sostenere per il buon regolamento della comunit\u00e0? E posto anche che potessimo, dove troveremmo noi un predicatore cos\u00ec instancabile, che sostenesse d\u2019istruirci dalla mattina alla sera? Questa \u00e8 una difficolt\u00e0 ben leggera, ed io non l\u2019avrei nemmeno affacciata, se avessi pensato che l\u2019acume della mente e l\u2019istruzione fosse in voi tutte eguale. Ma poich\u00e9 questo non \u00e8 possibile; poich\u00e9 in ogni comunit\u00e0 le intelligenze sono siffattamente digradate, che ci\u00f2 che per alcune \u00e8 chiaro, ha per altre bisogno di accurata dilucidazione; per\u00f2 soffrano le pi\u00f9 istruite, ch\u2019io mi trattenga un poco anche con queste loro sorelle, le quali hanno pi\u00f9 delle altre bisogno che sia loro spezzato il pane. La parola di Dio dunque si pu\u00f2 udir sempre, giorno e notte, in ogni momento della vita, senza discapito veruno delle altre esigenze pur necessarie, e senza bisogno d\u2019aversi sempre legato a cintola il predicatore. E ci\u00f2 pu\u00f2 farsi in pi\u00f9 modi. Il primo modo pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 facile \u00e8 quello che voi tenete attualmente, cio\u00e8 di porgere attenzione al predicatore in quelle circostanze e in quei brevi momenti ch\u2019egli \u00e8 chiamato a parlarvi. Tra le diverse maniere di ascoltar la divina parola questa \u00e8 quella che \u00e8 accompagnata da maggiori grazie e da maggiori lumi di Dio. Quanto a questo primo modo di ascoltare, bisogna contentarsi di farlo quando le regole lo prescrivono, senza pretenderlo n\u00e9 pi\u00f9 frequente n\u00e9 pi\u00f9 prolungato. Imperciocch\u00e9 quando esso sia fatto a dovere, cio\u00e8 con attenzione e con desiderio acceso di profittare, egli \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":13751,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[220],"tags":[],"class_list":["post-13757","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-discorsi-don-didaco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13757","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13757"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13757\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13767,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13757\/revisions\/13767"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13751"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13757"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13757"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13757"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}