{"id":13781,"date":"2024-09-07T17:33:00","date_gmt":"2024-09-07T15:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=13781"},"modified":"2024-09-07T23:40:12","modified_gmt":"2024-09-07T21:40:12","slug":"mc-731-37","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mc-731-37\/","title":{"rendered":"Mc 7, 31-37"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<p>08.09.2024&nbsp; XXIII Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno B<\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #593004;\">Dal Vangelo secondo Marco (7, 31-37)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #593004;\"><a style=\"color: #593004;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/icona-e1724351360641.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13782 size-medium alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/icona-e1724351360641-229x300.jpg\" alt=\"\" width=\"229\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/icona-e1724351360641-229x300.jpg 229w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/icona-e1724351360641.jpg 689w\" sizes=\"auto, (max-width: 229px) 100vw, 229px\" \/><\/a>In quel tempo, Ges\u00f9, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sid\u00f2ne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Dec\u00e0poli.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #593004;\">Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli tocc\u00f2 la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: \u00abEffat\u00e0\u00bb, cio\u00e8: \u00abApriti!\u00bb. E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #593004;\">E comand\u00f2 loro di non dirlo a nessuno. Ma pi\u00f9 egli lo proibiva, pi\u00f9 essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: \u00abHa fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Proseguendo nella lettura del capitolo 7 di Marco, leggiamo oggi il racconto dell\u2019incontro tra Ges\u00f9 e un sordomuto. Siamo in territorio pagano e il sordomuto viene condotto da Ges\u00f9: non va da s\u00e9, non \u00e8 un aspirante discepolo, \u00e8 solo un uomo straniero sofferente. Il Signore lo porta lontano dalla folla, in disparte; ma ci sono anche altri, forse quelli che hanno accompagnato l\u2019uomo, tanto che Ges\u00f9 dopo la guarigione si rivolge a loro. Per\u00f2 \u201cin disparte\u201d significa anche nell\u2019intimit\u00e0, nel calore di un incontro personale. E i gesti che Ges\u00f9 compie richiedono questa intimit\u00e0: il Signore tocca proprio le parti dell\u2019uomo che sono inutilizzabili, le orecchie e la lingua. Addirittura pone la sua saliva sulla lingua dell\u2019uomo! E poi pronuncia quella parola aramaica che \u00e8 rimasta anche nel rito del Battesimo: \u201cEffat\u00e0\u201d, cio\u00e8 \u201cApriti!\u201d. L\u2019effetto di questo comando \u00e8 immediato. L\u2019uomo ci sente e parla come se non avesse mai avuto alcuna difficolt\u00e0.<br \/>\nLa sordit\u00e0 nella Scrittura ha sempre il valore simbolico della chiusura del cuore alla Parola di Dio. Il sordomuto non pu\u00f2 parlare perch\u00e9 non pu\u00f2 ascoltare, simbolicamente non pu\u00f2 farsi testimone di un Dio del quale non sente la Parola. La guarigione di un sordomuto equivale quindi a un vero e proprio cammino di conversione, che apre all&#8217;incontro con Dio nella sua Parola.<br \/>\nQuesta domenica coincide quest&#8217;anno con la festa della nativit\u00e0 di Maria, che per noi a Prato \u00e8 solennit\u00e0. Ascolteremo letture diverse, ma \u00e8 interessante notare come la liturgia della Parola di questa solennit\u00e0 ponga la \u201cfesteggiata\u201d, Maria, quasi sullo sfondo. Ecco, la Madre di Dio \u00e8 proprio l&#8217;esempio opposto del sordomuto: lei ha sempre tenuto il cuore aperto all&#8217;ascolto della Parola e, nel nascondimento, nell&#8217;umilt\u00e0, \u00e8 rimasta sempre unita a Ges\u00f9, docile alla Parola, testimone fedele.<br \/>\nCi affidiamo a Maria, perch\u00e9 ci insegni ad ascoltare il Signore come ha fatto lei. Donaci, o Dio, un cuore docile. Nel Battesimo ci hai aperto le orecchie perch\u00e9 ascoltassimo la tua Parola, ci hai sciolto la lingua perch\u00e9 la potessimo annunciare a tutti. Fa&#8217; che, come Maria, non lasciamo che qualcuno o qualcosa ci separi da Te, che hai fatto bene ogni cosa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>08.09.2024&nbsp; XXIII Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno B &nbsp; Dal Vangelo secondo Marco (7, 31-37) In quel tempo, Ges\u00f9, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sid\u00f2ne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Dec\u00e0poli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. 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