{"id":13892,"date":"2024-09-20T15:37:50","date_gmt":"2024-09-20T13:37:50","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=13892"},"modified":"2024-10-07T15:39:01","modified_gmt":"2024-10-07T13:39:01","slug":"professione-solenne-di-emma-ivona-alessandra-omelia-del-vescovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/professione-solenne-di-emma-ivona-alessandra-omelia-del-vescovo\/","title":{"rendered":"Professione solenne di Emma, Ivona, Alessandra &#8211; Omelia del Vescovo"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG-20240923-WA0001.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-13891 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG-20240923-WA0001-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"356\" height=\"632\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG-20240923-WA0001-169x300.jpg 169w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG-20240923-WA0001-577x1024.jpg 577w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG-20240923-WA0001-768x1362.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG-20240923-WA0001-866x1536.jpg 866w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG-20240923-WA0001.jpg 902w\" sizes=\"auto, (max-width: 356px) 100vw, 356px\" \/><\/a>Iolo 14.09.2024<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Carissime Alessandra, Emma e Ivona, Madre Maria e consorelle, e tutti voi presenti,<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> \u00e8 questo un momento molto importante per il vostro istituto religioso, per la Chiesa intera e soprattutto per queste tre sorelle che decidono di mettere in gioco la loro esistenza, TUTTA INTERA e per SEMPRE nella professione religiosa solenne. Sono questi due termini, \u201ctutta intera\u201d e \u201cper sempre\u201d mal digeriti dalla sensibilit\u00e0 moderna che preferisce ad essi espressioni pi\u00f9 edulcorate come: FINCHE\u2019 MI VA\u2026. Noi comprendiamo che questo limite che si riscontrano in tutti gli ambiti, vita matrimoniale, consacrazioni, sacerdozio \u00e8 il frutto delle nostre paure e del nostro egoismo che fanno sempre fatica a morire, a renderci veramente generosi nel dono di noi stessi, ed alle prime difficolt\u00e0 ci spingono a guardare alle spalle la vecchia strada, a voler tornare indietro quasi che Dio non potesse compiere un capolavoro della nostra vita rendendola bella, compiuta e felice. D\u2019altra parte come si fa a chiamare dono ci\u00f2 che mi riprendo dopo averlo consegnato\u2026.Questo \u00e8 un PRESTITO NON UN DONO. Mi pare allora molto importante per tutti noi, accogliere la domanda di Ges\u00f9 nel Vangelo: \u201cVoi chi dite che io sia\u201d? Il buon Pietro ci mostra come la risposta sia al tempo stesso semplice per ispirazione delle Spirito, ma davvero difficile da comprendere compiutamente, tanto da determinare anche nella persona meglio e sinceramente disposta come Pietro un equivoco terribile da fargli meritare il durissimo rimprovero di Ges\u00f9: rimettiti dietro satana! Non posso dire \u201cGes\u00f9\u201d e poi proiettare in questo nome e nella sua missione le mie aspettative che poi sono mondane, e che mi vorrebbero sempre la al riparo da ogni male, da ogni incomprensione, da ogni ferita. Dire Ges\u00f9 \u00e8 aderire al progetto salvifico di Dio che passa inevitabilmente per il Calvario, fa tappa costantemente sotto la croce, non quella nobile, preziosa che a volte si trova sull\u2019altare ma quella volgare che il Signore ha portato sulle spalle. La reazione scandalizzata e negativa di Pietro alle dichiarazioni di Ges\u00f9 dice che il nostro IO superbo ed egoista \u00e8 INCOMPATIBILE con il progetto del Padre realizzato da Cristo, gli fa anzi guerra, lo combatte. Ecco allora la parola di Ges\u00f9 che completa il discorso. Non \u00e8 sufficiente fare una professione di fede a parole ma si tratta ogni giorno di rinnegare se stessi. Cosa vuol dire rinnegare se stessi se non dire di no alla nostra volont\u00e0, ai propri desideri e voleri, mettere sotto i piedi le nostre aspettative per creare in noi uno spazio autentico di accoglienza di ci\u00f2 che Dio ha preparato per noi. Sorelle carissime, Alessandra, Emma, Ivona, il nostro \u201cIO\u201d non muore mai sopravvive alle penitenze e digiuni e fa fatica sempre a riconoscere i propri capricci e la croce di Cristo da abbracciare. A volte a questo si aggiungono le nostre ingenuit\u00e0: Si sogna di seguire e servire Cristo, ma non si accettano le difficolt\u00e0 che si incontrano; si vorrebbe convertire i pagani ma non si tollera che qualcuno la pensi diversamente da noi, si cerca di amare il prossimo e non si sopporta la sorella che mi sta accanto e che \u00e8 veramente insopportabile. Non riusciamo ad accettare che l\u2019ambiente dove viviamo, le nostre stesse consorelle siano parte di quella croce che ci fa soffrire e che per\u00f2 dovremmo sapere amare ed accogliere. A volte siamo tentati subdolamente: \u201cIo ho questi talenti ma la mia superiora non li riconosce\u201d. Sarei perfetta per quel compito ma \u00e8 stato affidato ad un\u2019altra\u201d. \u201cNon mi sento adeguatamente compresa e valorizzata\u201d e cos\u00ec via. L\u2019apostolo Paolo \u00e8 come sempre sconcertante nel suo realismo che a volte ci pare eccessivo e impossibile da vivere. Ai Corinzi, famosi per i loro contrasti e divisioni, egli dice: \u201cE\u2019 gi\u00e0 una sconfitta per voi avere liti tra di voi. Perch\u00e9 non subire piuttosto ingiustizie (sottinteso anzich\u00e9 litigare) Perch\u00e9 non lasciarci piuttosto privare di ci\u00f2 che ci appartiene\u201d! Questo \u00e8 un verbo sconosciuto: \u201cSubire\u201d! S\u00ec c\u2019\u00e8 il momento in cui si discute, si cerca di chiarire, nel quale si spiega la nostra posizione rispettando l\u2019altro, ma poi viene il momento nel quale la nostra sequela diventa autentica, brilla in un certo qual modo agli occhi di Dio perch\u00e9 accetti di \u201csubire\u201d in silenzio. Basta una ricognizione della passione di Ges\u00f9 per capire bene di che parlo. Pietro scriver\u00e0 sinteticamente: \u201cInsultato non rispondeva con insulti, maltrattato non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia\u201d. La prima lettura esemplifica ulteriormente il dinamismo della sequela: Io mi sono offerto, mi sono lasciato istruire, altri poi mi hanno maltrattato. La mia forza, la mia consolazione, il mio premio, il mio successo \u00e8 il Signore. Perci\u00f2 sorelle quando ci troviamo davanti le difficolt\u00e0 ricordiamoci che non abbiamo sbagliato strada e neppure che il Signore si \u00e8 dimenticato di noi: Tutt\u2019altro. Stiamo percorrendo quella giusta e dobbiamo continuare il cammino, speditamente. Dove cercare aiuto? Troverete una forza straordinaria una dolcissima consolazione nell\u2019amore dello Sposo che non delude, non viene mai meno. Imparate a dedicare a Lui i momenti migliori della vostra giornata, a rimanere in ginocchio davanti all\u2019Eucarestia, a lui presentate le vostre fatiche e le vostre lacrime, gridate pure la vostra protesta per ci\u00f2 che soffrite ma poi rimanete l\u00ec perch\u00e9 \u00e8 bene aspettare in silenzio la consolazione del Signore. Egli non delude, non viene mai meno alle sue promesse. Uscirete da questi incontri raggianti, pronte senza esserne consapevoli, a rendere la vostra testimonianza. Non saranno le vostre parole a parlare saranno la vostra fedelt\u00e0 e costanza nella prova a rendervi credibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Iolo 14.09.2024 Carissime Alessandra, Emma e Ivona, Madre Maria e consorelle, e tutti voi presenti, \u00e8 questo un momento molto importante per il vostro istituto religioso, per la Chiesa intera e soprattutto per queste tre sorelle che decidono di mettere in gioco la loro esistenza, TUTTA INTERA e per SEMPRE nella professione religiosa solenne. Sono questi due termini, \u201ctutta intera\u201d e \u201cper sempre\u201d mal digeriti dalla sensibilit\u00e0 moderna che preferisce ad essi espressioni pi\u00f9 edulcorate come: FINCHE\u2019 MI VA\u2026. 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Il buon Pietro ci mostra come la risposta sia al tempo stesso semplice per ispirazione delle Spirito, ma davvero difficile da comprendere compiutamente, tanto da determinare anche nella persona meglio e sinceramente disposta come Pietro un equivoco terribile da fargli meritare il durissimo rimprovero di Ges\u00f9: rimettiti dietro satana! Non posso dire \u201cGes\u00f9\u201d e poi proiettare in questo nome e nella sua missione le mie aspettative che poi sono mondane, e che mi vorrebbero sempre la al riparo da ogni male, da ogni incomprensione, da ogni ferita. Dire Ges\u00f9 \u00e8 aderire al progetto salvifico di Dio che passa inevitabilmente per il Calvario, fa tappa costantemente sotto la croce, non quella nobile, preziosa che a volte si trova sull\u2019altare ma quella volgare che il Signore ha portato sulle spalle. La reazione scandalizzata e negativa di Pietro alle dichiarazioni di Ges\u00f9 dice che il nostro IO superbo ed egoista \u00e8 INCOMPATIBILE con il progetto del Padre realizzato da Cristo, gli fa anzi guerra, lo combatte. Ecco allora la parola di Ges\u00f9 che completa il discorso. Non \u00e8 sufficiente fare una professione di fede a parole ma si tratta ogni giorno di rinnegare se stessi. Cosa vuol dire rinnegare se stessi se non dire di no alla nostra volont\u00e0, ai propri desideri e voleri, mettere sotto i piedi le nostre aspettative per creare in noi uno spazio autentico di accoglienza di ci\u00f2 che Dio ha preparato per noi. Sorelle carissime, Alessandra, Emma, Ivona, il nostro \u201cIO\u201d non muore mai sopravvive alle penitenze e digiuni e fa fatica sempre a riconoscere i propri capricci e la croce di Cristo da abbracciare. A volte a questo si aggiungono le nostre ingenuit\u00e0: Si sogna di seguire e servire Cristo, ma non si accettano le difficolt\u00e0 che si incontrano; si vorrebbe convertire i pagani ma non si tollera che qualcuno la pensi diversamente da noi, si cerca di amare il prossimo e non si sopporta la sorella che mi sta accanto e che \u00e8 veramente insopportabile. Non riusciamo ad accettare che l\u2019ambiente dove viviamo, le nostre stesse consorelle siano parte di quella croce che ci fa soffrire e che per\u00f2 dovremmo sapere amare ed accogliere. A volte siamo tentati subdolamente: \u201cIo ho questi talenti ma la mia superiora non li riconosce\u201d. Sarei perfetta per quel compito ma \u00e8 stato affidato ad un\u2019altra\u201d. \u201cNon mi sento adeguatamente compresa e valorizzata\u201d e cos\u00ec via. L\u2019apostolo Paolo \u00e8 come sempre sconcertante nel suo realismo che a volte ci pare eccessivo e impossibile da vivere. 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