{"id":14582,"date":"2025-03-29T18:53:57","date_gmt":"2025-03-29T17:53:57","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=14582"},"modified":"2025-03-29T18:54:43","modified_gmt":"2025-03-29T17:54:43","slug":"lc-151-32-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/lc-151-32-3\/","title":{"rendered":"Lc 15, 1-32"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">30.03.2025&nbsp; IV Domenica di Quaresima &#8211; anno C<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #09295e;\">Dal Vangelo di Luca (15 ,1-3.11-32)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #09295e;\"><a style=\"color: #09295e;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC00198icona-figlio-prodigo-gp-bardini-scaled-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-14584 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC00198icona-figlio-prodigo-gp-bardini-scaled-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"455\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC00198icona-figlio-prodigo-gp-bardini-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC00198icona-figlio-prodigo-gp-bardini-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC00198icona-figlio-prodigo-gp-bardini-scaled-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC00198icona-figlio-prodigo-gp-bardini-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC00198icona-figlio-prodigo-gp-bardini-scaled-1-2048x1366.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 455px) 100vw, 455px\" \/><\/a>In quel tempo, si avvicinavano a Ges\u00f9 tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: \u00abCostui accoglie i peccatori e mangia con loro\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #09295e;\">Ed egli disse loro questa parabola: \u00abUn uomo aveva due figli. Il pi\u00f9 giovane dei due disse al padre: \u201cPadre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta\u201d. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio pi\u00f9 giovane, raccolte tutte le sue cose, part\u00ec per un paese lontano e l\u00e0 sperper\u00f2 il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominci\u00f2 a trovarsi nel bisogno. Allora and\u00f2 a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mand\u00f2 nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritorn\u00f2 in s\u00e9 e disse: \u201cQuanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzer\u00f2, andr\u00f2 da mio padre e gli dir\u00f2: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono pi\u00f9 degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati\u201d. Si alz\u00f2 e torn\u00f2 da suo padre.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #09295e;\">Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gett\u00f2 al collo e lo baci\u00f2. Il figlio gli disse: \u201cPadre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono pi\u00f9 degno di essere chiamato tuo figlio\u201d. Ma il padre disse ai servi: \u201cPresto, portate qui il vestito pi\u00f9 bello e fateglielo indossare, mettetegli l\u2019anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perch\u00e9 questo mio figlio era morto ed \u00e8 tornato in vita, era perduto ed \u00e8 stato ritrovato\u201d. E cominciarono a far festa.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #09295e;\">Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, ud\u00ec la musica e le danze; chiam\u00f2 uno dei servi e gli domand\u00f2 che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: \u201cTuo fratello \u00e8 qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perch\u00e9 lo ha riavuto sano e salvo\u201d. Egli si indign\u00f2, e non voleva entrare. Suo padre allora usc\u00ec a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: \u201cEcco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che \u00e8 tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso\u201d. Gli rispose il padre: \u201cFiglio, tu sei sempre con me e tutto ci\u00f2 che \u00e8 mio \u00e8 tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perch\u00e9 questo tuo fratello era morto ed \u00e8 tornato in vita, era perduto ed \u00e8 stato ritrovato\u201d\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">La domenica della letizia, dove anche i paramenti liturgici ci ricordano che la gioia della Pasqua \u00e8 vicina, quest&#8217;anno ci dona la celeberrima parabola del padre misericordioso, che \u00e8 stata definita \u201cvangelo nel vangelo\u201d: se la \u201cnotizia bella\u201d \u00e8 che Dio ci ama al punto da farsi uomo e salire sulla croce dando la vita per noi peccatori, questa pagina dell&#8217;evangelista Luca ci rivela le viscere di misericordia del Padre, quell&#8217;amore infinito e umanamente impensabile, che vediamo nel padre della parabola. C&#8217;\u00e8 un figlio che se ne va di casa considerando il padre come morto, finch\u00e9 non decide di tornare perch\u00e9 non vede altre possibilit\u00e0 di sopravvivenza; c&#8217;\u00e8 un altro figlio che resta con il padre, ma non vive da figlio, n\u00e9 tantomeno da fratello. Per entrambi il padre \u00e8 pronto a muoversi, ad andare incontro, a giustificare, a perdonare, a promuovere una fraternit\u00e0 autentica e libera da gelosie e confronti. \u00c8 vero, noi spesso viviamo di confronti, ma questo significa giudicare il prossimo. Mentre l&#8217;unico che pu\u00f2 giudicare, perch\u00e9 ci conosce fino in fondo, desidera solo giustificare e tenerci uniti al suo Amore, desidera solo fare festa! Ecco perch\u00e9 questa pagina di vangelo \u00e8 posta nella domenica della gioia: per chi torna a casa dal Padre, completando il cammino di conversione che comunque parte dalla certezza della misericordia di Dio, la festa \u00e8 pronta. Ma tutti sono invitati alla festa, anche chi nella casa del Padre ci \u00e8 rimasto, a patto che non pretenda di chiudere la porta. Il Signore infatti \u00e8 venuto per giustificare e salvare tutti, a partire dai pi\u00f9 lontani.<\/p>\n<p align=\"justify\">Signore, tu tiene la porta della tua casa sempre aperta. Sarebbe pi\u00f9 facile chiuderla, cos\u00ec chi \u00e8 dentro non pu\u00f2 uscire. Tu per\u00f2 non vuoi servi, ma figli, amici, che liberamente desiderano stare con Te. E non lasci perdere nessuno, non vuoi che alcuno si smarrisca. Signore, fa&#8217; che la festa in cielo sia anche per me, che io non abbandoni mai la tua casa e sia sempre pronta a ritornarvi. E fa&#8217; di me una testimone della tua misericordia, che chiama e accoglie tutti nel tuo abbraccio di Padre.<\/p>\n<p>Sr. Marinella op<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>30.03.2025&nbsp; IV Domenica di Quaresima &#8211; anno C &nbsp; Dal Vangelo di Luca (15 ,1-3.11-32) In quel tempo, si avvicinavano a Ges\u00f9 tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: \u00abCostui accoglie i peccatori e mangia con loro\u00bb. Ed egli disse loro questa parabola: \u00abUn uomo aveva due figli. Il pi\u00f9 giovane dei due disse al padre: \u201cPadre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta\u201d. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio pi\u00f9 giovane, raccolte tutte le sue cose, part\u00ec per un paese lontano e l\u00e0 sperper\u00f2 il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominci\u00f2 a trovarsi nel bisogno. Allora and\u00f2 a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mand\u00f2 nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritorn\u00f2 in s\u00e9 e disse: \u201cQuanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzer\u00f2, andr\u00f2 da mio padre e gli dir\u00f2: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono pi\u00f9 degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati\u201d. Si alz\u00f2 e torn\u00f2 da suo padre. 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Egli si indign\u00f2, e non voleva entrare. Suo padre allora usc\u00ec a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: \u201cEcco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che \u00e8 tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso\u201d. Gli rispose il padre: \u201cFiglio, tu sei sempre con me e tutto ci\u00f2 che \u00e8 mio \u00e8 tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perch\u00e9 questo tuo fratello era morto ed \u00e8 tornato in vita, era perduto ed \u00e8 stato ritrovato\u201d\u00bb. &nbsp; La domenica della letizia, dove anche i paramenti liturgici ci ricordano che la gioia della Pasqua \u00e8 vicina, quest&#8217;anno ci dona la celeberrima parabola del padre misericordioso, che \u00e8 stata definita \u201cvangelo nel vangelo\u201d: se la \u201cnotizia bella\u201d \u00e8 che Dio ci ama al punto da farsi uomo e salire sulla croce dando la vita per noi peccatori, questa pagina dell&#8217;evangelista Luca ci rivela le viscere di misericordia del Padre, quell&#8217;amore infinito e umanamente impensabile, che vediamo nel padre della parabola. C&#8217;\u00e8 un figlio che se ne va di casa considerando il padre come morto, finch\u00e9 non decide di tornare perch\u00e9 non vede altre possibilit\u00e0 di sopravvivenza; c&#8217;\u00e8 un altro figlio che resta con il padre, ma non vive da figlio, n\u00e9 tantomeno da fratello. Per entrambi il padre \u00e8 pronto a muoversi, ad andare incontro, a giustificare, a perdonare, a promuovere una fraternit\u00e0 autentica e libera da gelosie e confronti. \u00c8 vero, noi spesso viviamo di confronti, ma questo significa giudicare il prossimo. Mentre l&#8217;unico che pu\u00f2 giudicare, perch\u00e9 ci conosce fino in fondo, desidera solo giustificare e tenerci uniti al suo Amore, desidera solo fare festa! Ecco perch\u00e9 questa pagina di vangelo \u00e8 posta nella domenica della gioia: per chi torna a casa dal Padre, completando il cammino di conversione che comunque parte dalla certezza della misericordia di Dio, la festa \u00e8 pronta. Ma tutti sono invitati alla festa, anche chi nella casa del Padre ci \u00e8 rimasto, a patto che non pretenda di chiudere la porta. Il Signore infatti \u00e8 venuto per giustificare e salvare tutti, a partire dai pi\u00f9 lontani. Signore, tu tiene la porta della tua casa sempre aperta. Sarebbe pi\u00f9 facile chiuderla, cos\u00ec chi \u00e8 dentro non pu\u00f2 uscire. Tu per\u00f2 non vuoi servi, ma figli, amici, che liberamente desiderano stare con Te. E non lasci perdere nessuno, non vuoi che alcuno si smarrisca. Signore, fa&#8217; che la festa in cielo sia anche per me, che io non abbandoni mai la tua casa e sia sempre pronta a ritornarvi. E fa&#8217; di me una testimone della tua misericordia, che chiama e accoglie tutti nel tuo abbraccio di Padre. 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