{"id":16451,"date":"2026-04-03T22:00:47","date_gmt":"2026-04-03T20:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=16451"},"modified":"2026-04-03T20:43:03","modified_gmt":"2026-04-03T18:43:03","slug":"silenzio-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/silenzio-5\/","title":{"rendered":"Silenzio"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<p>04.04.2026 Sabato Santo<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Segoe Script', cursive; color: #801c00;\"><b><span style=\"font-size: xx-large;\">Il silenzio e l&#8217;attesa orante<\/span><\/b><\/span><\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #402514;\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/sab-e1711292660266.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13185 size-medium alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/sab-e1711292660266-300x233.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/sab-e1711292660266-300x233.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/sab-e1711292660266-1024x797.jpg 1024w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/sab-e1711292660266-768x597.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/sab-e1711292660266.jpg 1364w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span>Il sabato santo non prevede celebrazioni liturgiche, \u00e8 l&#8217;unico giorno dell&#8217;anno in cui la Chiesa tace. Non si tratta semplicemente del silenzio che segue alla morte; si fa silenzio per ascoltare e pregare. Ci fa da guida Maria, la madre del Signore. Era ai piedi della croce, ha preso in braccio il Figlio dopo la deposizione, per un&#8217;ultima volta. Maria sapeva che sarebbe risorto? Ovviamente non abbiamo una risposta certa, se non dettata dalla fede: s\u00ec, lo sapeva, perch\u00e9 era abitata dalla virt\u00f9 della speranza; perch\u00e9 quel Figlio lei lo aveva generato e donato al mondo come Salvatore e dunque la morte non poteva essere l&#8217;ultima parola. Anche Maria ha fatto silenzio in quel sabato che per i Giudei era giorno di festa, mentre era giorno di disperazione per i discepoli. Non lo era per Maria. Ecco perch\u00e9 da lei possiamo imparare a vivere questo silenzio, che riflette i tanti momenti della vita in cui siamo tentati di dire: \u201cNon c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente da fare&#8230;\u201d. In ogni doloroso silenzio della nostra esistenza, possiamo guardare a lei, donna e madre del sabato santo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Di seguito, riporto alcuni passaggi di una lettera pastorale di Mons. Carlo Maria Martini, che descrive proprio come Maria ci insegna a essere donne e uomini del sabato santo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\"><strong>Il Sabato santo di Maria (Mons. Carlo Maria Martini)<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Nel Venerd\u00ec santo, dopo la morte di Ges\u00f9, il discepolo Giovanni \u201cprese Maria con s\u00e9\u201d (<em>Gv<\/em> 19,27), nel suo cuore e nella sua casa. Non \u00e8 facile immaginare ci\u00f2 che questo vuol dire: si tratta di una casa in Gerusalemme? O di un semplice luogo di appoggio per i pellegrini della Galilea a Gerusalemme in occasione della Pasqua?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Cerco di introdurmi in questa casa dove la Madre di Ges\u00f9 vive il suo \u201cSabato santo\u201d e di iniziare, col permesso di Giovanni, un dialogo con lei. Un dialogo fatto anzitutto di contemplazione del suo modo di vivere questo momento drammatico.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Contemplo Maria: \u00e8 rimasta in silenzio ai piedi della croce nell\u2019immenso dolore della morte del Figlio e resta nel silenzio dell\u2019attesa senza perdere la fede nel Dio della vita, mentre il corpo del Crocifisso giace nel sepolcro. In questo tempo che sta tra l\u2019oscurit\u00e0 pi\u00f9 fitta \u2013 \u201csi fece buio su tutta la terra\u201d (<em>Mc<\/em> 15,33) \u2013 e l\u2019aurora del giorno di Pasqua \u2013 \u201cdi buon mattino, il primo giorno dopo il sabato\u2026 al levar del sole\u201d (Mc 16,2) \u2013 Maria rivive le grandi coordinate della sua vita, coordinate che risplendono sin dalla scena dell\u2019Annunciazione e caratterizzano il suo pellegrinaggio nella fede. Proprio cos\u00ec ella parla al nostro cuore, a noi, pellegrini nel \u201cSabato santo\u201d della storia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Che cosa ci dici, o Madre del Signore, dall\u2019abisso della tua sofferenza? Che cosa suggerisci ai discepoli smarriti?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Mi pare che tu ci sussurri una parola, simile a quella detta un giorno dal tuo Figlio: \u201cSe avrete fede pari a un granellino di senapa\u2026!\u201d (<em>Mt<\/em> 17,20).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Che cosa vuoi comunicarci? Tu vorresti che noi, partecipi del tuo dolore, partecipassimo anche della tua consolazione. Tu sai, infatti, che Dio \u201cci consola in ogni nostra tribolazione perch\u00e9 possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio\u201d (2<em>Cor<\/em> 1,4).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">\u00e8 la consolazione che viene dalla fede. Tu, o Maria, nel Sabato santo sei e rimani la <em>Virgo fidelis,<\/em> la Vergine credente, tu porti a compimento la spiritualit\u00e0 di Israele, nutrita di ascolto e di fiducia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Che cosa ci dici ancora, o Maria, dal silenzio che ti avvolge? Ti sento ripetere, come un sospiro, la parola del tuo Figlio: \u201cCon la vostra perseveranza salverete le vostre anime\u201d (Lc 21,19).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">La parola \u201cperseveranza\u201d pu\u00f2 essere tradotta anche con \u201cpazienza\u201d. La pazienza e la perseveranza sono le virt\u00f9 di chi attende, di chi ancora non vede eppure continua a sperare: le virt\u00f9 che ci sostengono di fronte agli \u201cschernitori beffardi, i quali gridano: \u2018Dov\u2019\u00e8 la promessa della sua venuta? Dal giorno in cui i nostri padri chiusero gli occhi tutto rimane come al principio della creazione\u2019\u201d (2<em>Pt<\/em> 3,3-4).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Tu, o Maria, hai imparato ad attendere e a sperare. Hai atteso con fiducia la nascita del tuo Figlio proclamata dall\u2019angelo, hai perseverato nel credere alla parola di Gabriele anche nei tempi lunghi in cui non capitava niente, hai sperato contro ogni speranza sotto alla croce e fino al sepolcro, hai vissuto il Sabato santo infondendo speranza ai discepoli smarriti e delusi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Tu, o Madre della speranza, hai pazientato con pace nel Sabato santo e ci insegni a guardare con pazienza e perseveranza a ci\u00f2 che viviamo in questo sabato della storia, quando molti, anche cristiani, sono tentati di non sperare pi\u00f9 nella vita eterna e neppure nel ritorno del Signore. L\u2019impazienza e la fretta caratteristiche della nostra cultura tecnologica ci fanno sentire pesante ogni ritardo nella manifestazione svelata del disegno divino e della vittoria del Risorto. La nostra poca fede nel leggere i segni della presenza di Dio nella storia si traduce in impazienza e fuga, proprio come accadde ai due di Emmaus che, pur messi di fronte ad alcuni segnali del Risorto, non ebbero la forza di aspettare lo sviluppo degli eventi e se ne andarono da Gerusalemme (cf <em>Lc<\/em> 24,13-35).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Noi ti preghiamo, o madre della speranza e della pazienza: chiedi al tuo Figlio che abbia misericordia di noi e ci venga a cercare sulla strada delle nostre fughe e impazienze, come ha fatto con i discepoli di Emmaus. Chiedi che ancora una volta la sua parola riscaldi il nostro cuore (cf <em>Lc<\/em> 24,32).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Intercedi per noi affinch\u00e9 viviamo nel tempo con la speranza dell\u2019eternit\u00e0, con la certezza che il disegno di Dio sul mondo si compir\u00e0 a suo tempo e noi potremo contemplare con gioia la gloria del Risorto, gloria che gi\u00e0 \u00e8 presente, pur se in maniera velata, nel mistero della storia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">A questo punto, o Maria, azzardo un\u2019ultima domanda: ma che senso ha tanto tuo soffrire? Come puoi rimanere salda mentre gli amici del tuo Figlio fuggono, si disperdono, si nascondono? Come fai a dare significato alla tragedia che stai vivendo? Mi pare che tu risponda di nuovo con le parole del tuo Figlio: \u201cSe il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto\u201d (<em>Gv<\/em> 12,24).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Il senso del tuo soffrire, o Maria, \u00e8 dunque la generazione di un popolo di credenti. Tu nel Sabato santo ci stai davanti come madre amorosa che genera i suoi figli a partire dalla croce, intuendo che n\u00e9 il tuo sacrificio n\u00e9 quello del Figlio sono vani. Se lui ci ha amato e ha dato s\u00e9 stesso per noi (cf <em>Gal<\/em> 2,20), se il Padre non lo ha risparmiato, ma lo ha consegnato per tutti noi (cf <em>Rm<\/em> 8,32), tu hai unito il tuo cuore materno all\u2019infinita carit\u00e0 di Dio con la certezza della sua fecondit\u00e0. Ne \u00e8 nato un popolo, \u201cuna moltitudine immensa\u2026 di ogni nazione, razza, popolo e lingua\u201d (<em>Ap<\/em> 7,9); il discepolo prediletto che ti \u00e8 stato affidato ai piedi della croce (\u201cDonna, ecco il tuo figlio\u201d, <em>Gv<\/em> 19,26) \u00e8 il simbolo di questa moltitudine.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Tu conosci, o Maria, probabilmente per esperienza personale, come il buio del Sabato santo possa talora penetrare fino in fondo all\u2019anima pur nella completa dedizione della volont\u00e0 al disegno di Dio. Tu ci ottieni sempre, o Maria, questa consolazione che sostiene lo spirito senza che ne abbiamo coscienza, e ci darai, a suo tempo, di vedere i frutti del nostro \u201ctener duro\u201d, intercedendo per la nostra fecondit\u00e0 spirituale. Non ci si pente mai di aver continuato a voler bene! Ci accorgeremo allora di aver vissuto un\u2019esperienza simile a quella di Paolo che scriveva ai Corinti: \u201cIn noi opera la morte, ma in voi la vita\u201d (2<em>Cor<\/em> 4,12).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Tu, o Maria, sei madre del dolore, tu sei colei che non cessa di amare Dio nonostante la sua apparente assenza, e in Lui non si stanca di amare i suoi figli, custodendoli nel silenzio dell\u2019attesa. Nel tuo Sabato santo, o Maria, sei l\u2019icona della Chiesa dell\u2019amore, sostenuta dalla fede pi\u00f9 forte della morte e viva nella carit\u00e0 che supera ogni abbandono. O Maria, ottienici quella consolazione profonda che ci permette di amare anche nella notte della fede e della speranza e quando ci sembra di non vedere neppure pi\u00f9 il volto del fratello!<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #210a03;\">Tu, o Maria, ci insegni che l\u2019apostolato, la proclamazione del Vangelo, il servizio pastorale, l\u2019impegno di educare alla fede, di generare un popolo di credenti, ha un prezzo, si paga \u201ca caro prezzo\u201d: \u00e8 cos\u00ec che Ges\u00f9 ci ha acquistati: \u201cVoi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l\u2019argento e l\u2019oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo\u201d (1<em>Pt<\/em> 1,18-19). Donaci quell\u2019intima consolazione della vita che accetta di pagare volentieri, in unione col cuore di Cristo, questo prezzo della salvezza. Fa\u2019 che il nostro piccolo seme accetti di morire per portare molto frutto!<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/novena-alla-divina-misericordia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"font-family: 'Segoe Script', cursive; color: #800000;\"><span style=\"font-size: x-large;\"><b>Secondo giorno della novena alla Divina Misericordia<\/b><\/span><\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>04.04.2026 Sabato Santo Il silenzio e l&#8217;attesa orante &nbsp; Il sabato santo non prevede celebrazioni liturgiche, \u00e8 l&#8217;unico giorno dell&#8217;anno in cui la Chiesa tace. Non si tratta semplicemente del silenzio che segue alla morte; si fa silenzio per ascoltare e pregare. Ci fa da guida Maria, la madre del Signore. 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Carlo Maria Martini, che descrive proprio come Maria ci insegna a essere donne e uomini del sabato santo. Sr. Marinella op &nbsp; Il Sabato santo di Maria (Mons. Carlo Maria Martini) Nel Venerd\u00ec santo, dopo la morte di Ges\u00f9, il discepolo Giovanni \u201cprese Maria con s\u00e9\u201d (Gv 19,27), nel suo cuore e nella sua casa. Non \u00e8 facile immaginare ci\u00f2 che questo vuol dire: si tratta di una casa in Gerusalemme? O di un semplice luogo di appoggio per i pellegrini della Galilea a Gerusalemme in occasione della Pasqua? Cerco di introdurmi in questa casa dove la Madre di Ges\u00f9 vive il suo \u201cSabato santo\u201d e di iniziare, col permesso di Giovanni, un dialogo con lei. Un dialogo fatto anzitutto di contemplazione del suo modo di vivere questo momento drammatico. Contemplo Maria: \u00e8 rimasta in silenzio ai piedi della croce nell\u2019immenso dolore della morte del Figlio e resta nel silenzio dell\u2019attesa senza perdere la fede nel Dio della vita, mentre il corpo del Crocifisso giace nel sepolcro. In questo tempo che sta tra l\u2019oscurit\u00e0 pi\u00f9 fitta \u2013 \u201csi fece buio su tutta la terra\u201d (Mc 15,33) \u2013 e l\u2019aurora del giorno di Pasqua \u2013 \u201cdi buon mattino, il primo giorno dopo il sabato\u2026 al levar del sole\u201d (Mc 16,2) \u2013 Maria rivive le grandi coordinate della sua vita, coordinate che risplendono sin dalla scena dell\u2019Annunciazione e caratterizzano il suo pellegrinaggio nella fede. Proprio cos\u00ec ella parla al nostro cuore, a noi, pellegrini nel \u201cSabato santo\u201d della storia. Che cosa ci dici, o Madre del Signore, dall\u2019abisso della tua sofferenza? Che cosa suggerisci ai discepoli smarriti? Mi pare che tu ci sussurri una parola, simile a quella detta un giorno dal tuo Figlio: \u201cSe avrete fede pari a un granellino di senapa\u2026!\u201d (Mt 17,20). Che cosa vuoi comunicarci? Tu vorresti che noi, partecipi del tuo dolore, partecipassimo anche della tua consolazione. Tu sai, infatti, che Dio \u201cci consola in ogni nostra tribolazione perch\u00e9 possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio\u201d (2Cor 1,4). \u00e8 la consolazione che viene dalla fede. Tu, o Maria, nel Sabato santo sei e rimani la Virgo fidelis, la Vergine credente, tu porti a compimento la spiritualit\u00e0 di Israele, nutrita di ascolto e di fiducia. Che cosa ci dici ancora, o Maria, dal silenzio che ti avvolge? Ti sento ripetere, come un sospiro, la parola del tuo Figlio: \u201cCon la vostra perseveranza salverete le vostre anime\u201d (Lc 21,19). 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Tu, o Madre della speranza, hai pazientato con pace nel Sabato santo e ci insegni a guardare con pazienza e perseveranza a ci\u00f2 che viviamo in questo sabato della storia, quando molti, anche cristiani, sono tentati di non sperare pi\u00f9 nella vita eterna e neppure nel ritorno del Signore. L\u2019impazienza e la fretta caratteristiche della nostra cultura tecnologica ci fanno sentire pesante ogni ritardo nella manifestazione svelata del disegno divino e della vittoria del Risorto. La nostra poca fede nel leggere i segni della presenza di Dio nella storia si traduce in impazienza e fuga, proprio come accadde ai due di Emmaus che, pur messi di fronte ad alcuni segnali del Risorto, non ebbero la forza di aspettare lo sviluppo degli eventi e se ne andarono da Gerusalemme (cf Lc 24,13-35). Noi ti preghiamo, o madre della speranza e della pazienza: chiedi al tuo Figlio che abbia misericordia di noi e ci venga a cercare sulla strada delle nostre fughe e impazienze, come ha fatto con i discepoli di Emmaus. Chiedi che ancora una volta la sua parola riscaldi il nostro cuore (cf Lc 24,32). Intercedi per noi affinch\u00e9 viviamo nel tempo con la speranza dell\u2019eternit\u00e0, con la certezza che il disegno di Dio sul mondo si compir\u00e0 a suo tempo e noi potremo contemplare con gioia la gloria del Risorto, gloria che gi\u00e0 \u00e8 presente, pur se in maniera velata, nel mistero della storia. A questo punto, o Maria, azzardo un\u2019ultima domanda: ma che senso ha tanto tuo soffrire? 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