{"id":16493,"date":"2026-04-11T20:23:30","date_gmt":"2026-04-11T18:23:30","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=16493"},"modified":"2026-04-11T20:23:51","modified_gmt":"2026-04-11T18:23:51","slug":"16493-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/16493-2\/","title":{"rendered":"Gv 20, 19-31"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<p>12.04.2026 II Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #4d3412;\">Dal Vangelo di Giovanni (20,19-31)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #4d3412;\">La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges\u00f9, stette in mezzo e disse loro: \u00abPace a voi!\u00bb. Detto questo, mostr\u00f2 loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.<a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Tommaso-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-16495 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Tommaso-300x218.jpg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"260\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Tommaso-300x218.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Tommaso-1024x743.jpg 1024w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Tommaso-768x558.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Tommaso-1536x1115.jpg 1536w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Tommaso-2048x1487.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #4d3412;\">Ges\u00f9 disse loro di nuovo: \u00abPace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi\u00bb. Detto questo, soffi\u00f2 e disse loro: \u00abRicevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #4d3412;\">Tommaso, uno dei Dodici, chiamato D\u00ecdimo, non era con loro quando venne Ges\u00f9. Gli dicevano gli altri discepoli: \u00abAbbiamo visto il Signore!\u00bb. Ma egli disse loro: \u00abSe non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #4d3412;\">Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c\u2019era con loro anche Tommaso. Venne Ges\u00f9, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: \u00abPace a voi!\u00bb. Poi disse a Tommaso: \u00abMetti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!\u00bb. Gli rispose Tommaso: \u00abMio Signore e mio Dio!\u00bb. Ges\u00f9 gli disse: \u00abPerch\u00e9 mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #4d3412;\">Ges\u00f9, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perch\u00e9 crediate che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo, il Figlio di Dio, e perch\u00e9, credendo, abbiate la vita nel suo nome.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La domenica che chiude l&#8217;ottava di Pasqua \u00e8 stata intitolata da san Giovanni Paolo II alla divina misericordia. Dalla veglia pasquale alla sera di questa domenica la liturgia ci guida nell&#8217;unico solennissimo giorno di Pasqua, sorgente della vita della Chiesa e della salvezza per ognuno di noi. Ogni giorno di questa ottava abbiamo ascoltato uno dei racconti evangelici che presentano i primi incontri con il Risorto. Siamo ora giunti alla sera di quello stesso giorno, la domenica di risurrezione. Il gruppo degli apostoli \u00e8 riunito dove aveva celebrato l&#8217;ultima cena con il Maestro. Sanno della tomba vuota, hanno ricevuto l&#8217;annuncio di Maria Maddalena, che ha incontrato il Signore Risorto. Ma quando Egli si presenta in mezzo a loro, la gioia \u00e8 la manifestazione della speranza che si fa certezza: non vale pi\u00f9 ci\u00f2 che altri hanno raccontato, hanno davanti a loro Ges\u00f9, con le piaghe della croce, ma vivo. La comunit\u00e0 credente si edifica proprio cos\u00ec; attorno al Signore crocifisso, morto e Risorto. Quella sera per\u00f2 \u00e8 assente Tommaso, cos\u00ec che per Lui ancora non vale l&#8217;esperienza che gli altri hanno fatto. E Tommaso non crede a ci\u00f2 che gli raccontano. Allora di nuovo la domenica successiva, che coincide proprio con questa domenica, ottavo giorno dalla Pasqua, Ges\u00f9 torna in mezzo ai suoi e si rivolge proprio a Tommaso, non con toni di rimprovero, ma con amore, con quella misericordia che sa accogliere anche me, con i miei dubbi, la mia fede debole e vacillante: vuoi toccarmi, dice Ges\u00f9, fallo pure! Ma Tommaso non ne ha pi\u00f9 bisogno, perch\u00e9 quell&#8217;accoglienza della sua fragilit\u00e0, \u00e8 molto pi\u00f9 che toccare le piaghe, \u00e8 sperimentare l&#8217;amore misericordioso e benevolo di Dio! Da questa esperienza di misericordia sgorga la pace che, come ci ha ricordato papa Leone fin dal giorno della sua elezione, \u00e8 il dono per eccellenza del Risorto. Oltre che un dono che possiamo trovare solo in Lui, \u00e8 anche un augurio, un auspicio, tanto prezioso in un tempo come il nostro, dove sembra che l&#8217;umanit\u00e0 non sappia pi\u00f9 come fare pace.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Da una domenica all&#8217;altra, la comunit\u00e0 si riunisce e in mezzo c&#8217;\u00e8 Ges\u00f9: \u00e8 la stessa nostra esperienza della celebrazione eucaristica, che fa di ogni domenica una Pasqua. E Ges\u00f9 non \u00e8 presente solo con il dono della suo corpo, ma anche con quella Parola che \u00e8 stata scritta perch\u00e9 crediamo e, credendo, abbiamo la vita nel suo nome!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Signore, grazie perch\u00e9 vuoi donarci la pace! Grazie perch\u00e9 ci ricordi che solo in Te la troviamo e che Tu per questo sei venuto nel mondo. Abita in me, abita nella mia comunit\u00e0, con la tua presenza di misericordia, con il fuoco della tua Parola, perch\u00e9 io trovi in Te la via per portare al mondo quei semi di pace, di bene, di amore, che Tu mi chiami a seminare nel tuo nome!<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<h3 align=\"justify\">&nbsp;<\/h3>\n<h3 align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/domenica-della-divina-misericordia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA<\/a><\/h3>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>12.04.2026 II Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia &nbsp; Dal Vangelo di Giovanni (20,19-31) La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges\u00f9, stette in mezzo e disse loro: \u00abPace a voi!\u00bb. Detto questo, mostr\u00f2 loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Ges\u00f9 disse loro di nuovo: \u00abPace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi\u00bb. Detto questo, soffi\u00f2 e disse loro: \u00abRicevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati\u00bb. Tommaso, uno dei Dodici, chiamato D\u00ecdimo, non era con loro quando venne Ges\u00f9. Gli dicevano gli altri discepoli: \u00abAbbiamo visto il Signore!\u00bb. Ma egli disse loro: \u00abSe non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo\u00bb. Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c\u2019era con loro anche Tommaso. Venne Ges\u00f9, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: \u00abPace a voi!\u00bb. Poi disse a Tommaso: \u00abMetti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!\u00bb. Gli rispose Tommaso: \u00abMio Signore e mio Dio!\u00bb. Ges\u00f9 gli disse: \u00abPerch\u00e9 mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!\u00bb. Ges\u00f9, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perch\u00e9 crediate che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo, il Figlio di Dio, e perch\u00e9, credendo, abbiate la vita nel suo nome. &nbsp; La domenica che chiude l&#8217;ottava di Pasqua \u00e8 stata intitolata da san Giovanni Paolo II alla divina misericordia. Dalla veglia pasquale alla sera di questa domenica la liturgia ci guida nell&#8217;unico solennissimo giorno di Pasqua, sorgente della vita della Chiesa e della salvezza per ognuno di noi. Ogni giorno di questa ottava abbiamo ascoltato uno dei racconti evangelici che presentano i primi incontri con il Risorto. Siamo ora giunti alla sera di quello stesso giorno, la domenica di risurrezione. Il gruppo degli apostoli \u00e8 riunito dove aveva celebrato l&#8217;ultima cena con il Maestro. Sanno della tomba vuota, hanno ricevuto l&#8217;annuncio di Maria Maddalena, che ha incontrato il Signore Risorto. Ma quando Egli si presenta in mezzo a loro, la gioia \u00e8 la manifestazione della speranza che si fa certezza: non vale pi\u00f9 ci\u00f2 che altri hanno raccontato, hanno davanti a loro Ges\u00f9, con le piaghe della croce, ma vivo. La comunit\u00e0 credente si edifica proprio cos\u00ec; attorno al Signore crocifisso, morto e Risorto. Quella sera per\u00f2 \u00e8 assente Tommaso, cos\u00ec che per Lui ancora non vale l&#8217;esperienza che gli altri hanno fatto. E Tommaso non crede a ci\u00f2 che gli raccontano. Allora di nuovo la domenica successiva, che coincide proprio con questa domenica, ottavo giorno dalla Pasqua, Ges\u00f9 torna in mezzo ai suoi e si rivolge proprio a Tommaso, non con toni di rimprovero, ma con amore, con quella misericordia che sa accogliere anche me, con i miei dubbi, la mia fede debole e vacillante: vuoi toccarmi, dice Ges\u00f9, fallo pure! Ma Tommaso non ne ha pi\u00f9 bisogno, perch\u00e9 quell&#8217;accoglienza della sua fragilit\u00e0, \u00e8 molto pi\u00f9 che toccare le piaghe, \u00e8 sperimentare l&#8217;amore misericordioso e benevolo di Dio! Da questa esperienza di misericordia sgorga la pace che, come ci ha ricordato papa Leone fin dal giorno della sua elezione, \u00e8 il dono per eccellenza del Risorto. Oltre che un dono che possiamo trovare solo in Lui, \u00e8 anche un augurio, un auspicio, tanto prezioso in un tempo come il nostro, dove sembra che l&#8217;umanit\u00e0 non sappia pi\u00f9 come fare pace. 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