{"id":16647,"date":"2026-06-13T23:01:12","date_gmt":"2026-06-13T21:01:12","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=16647"},"modified":"2026-06-13T23:04:16","modified_gmt":"2026-06-13T21:04:16","slug":"mt-936-108-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mt-936-108-2\/","title":{"rendered":"Mt 9,36-10,8"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">14.06.2026 XI Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno A<\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #423408;\">Dal Vangelo secondo Matteo (9,36-10,8)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #423408;\">In quel tempo, Ges\u00f9, vedendo le folle, ne sent\u00ec compassione, perch\u00e9 erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: \u00abLa messe \u00e8 abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perch\u00e9 mandi operai nella sua messe!\u00bb.<a style=\"color: #423408;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Grano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-16648 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Grano-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Grano-300x200.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Grano-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Grano-768x512.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Grano-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Grano.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #423408;\">Chiamati a s\u00e9 i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #423408;\">I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebed\u00e8o, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l\u2019Iscariota, colui che poi lo trad\u00ec.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #423408;\">Questi sono i Dodici che Ges\u00f9 inv\u00f2, ordinando loro: \u00abNon andate fra i pagani e non entrate nelle citt\u00e0 dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d\u2019Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli \u00e8 vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i dem\u00f2ni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">La pagina di vangelo di oggi, tra la fine del capitolo 9 e l&#8217;inizio del 10, ci riporta alla lettura continua di Matteo, dopo le importanti feste e solennit\u00e0 delle ultime domeniche. Iniziamo cos\u00ec ad ascoltare il secondo grande discorso di Ges\u00f9, questa volta non rivolto alla folla, ma ai suoi discepoli (quindi a noi!), il discorso sulla missione, di cui leggeremo poi la parte finale nelle prossime due domeniche. Le prime parole del Signore sono un invito prezioso alla preghiera, con due immagini dalla forte valenza simbolica in ambito biblico: il pastore e il gregge da una parte, dall&#8217;altra la mietitura. Ci\u00f2 che precede queste immagini \u00e8 la chiave di lettura di tutto il discorso: Ges\u00f9 si commuove alla vista delle folle! Questa commozione, che \u00e8 espressa con una parola che indica un profondo turbamento, fin nelle viscere, come quello di una madre davanti al frutto del suo grembo, \u00e8 ci\u00f2 che prova Ges\u00f9 quando ci guarda, nelle nostre debolezze, nelle nostre vie sbagliate, nella confusione che ci agita, ci spaventa, ci blocca. \u00c8 un altro modo per dire che il giudizio di Dio su di noi \u00e8 la misericordia! Abbiamo bisogno di guide sicure e per questo dobbiamo pregare; e lo dobbiamo fare soprattutto noi che riconosciamo in Dio questa compassione profonda per l&#8217;umanit\u00e0. E dobbiamo pregare perch\u00e9 questa messe abbondante, che \u00e8 appunto l&#8217;umanit\u00e0, giunga al momento della mietitura nel pieno del suo rigoglio, e non come pula da bruciare. Proprio davanti all&#8217;uomo confuso e fragile, Ges\u00f9 sceglie e manda i Dodici, perch\u00e9 facciano quello che hanno visto fare da Lui. Ma i Dodici sono persone piene di limiti, lo sappiamo, il vangelo non lo nasconde mai, a partire da Pietro, che rinnegher\u00e0 il Signore, per arrivare a Giuda che lo tradir\u00e0 vendendolo per poche monete. Questi erano i Dodici, cos\u00ec siamo anche noi. Ma il bello \u00e8 che Ges\u00f9, che ci conosce fino in fondo, continua a chiamarci proprio nella nostra grande debolezza, nel nostro limite, nel nostro essere peccatori. E ci manda a tutti, a quel gregge smarrito, soprattutto a chi \u00e8 pi\u00f9 lontano, a chi \u00e8 \u201cperduto\u201d, perch\u00e9 non \u00e8 perduto per sempre, fino all&#8217;ultimo respiro pu\u00f2 incontrare Cristo, pu\u00f2 dire \u201cs\u00ec\u201d all&#8217;abbraccio della sua infinita misericordia. Noi siamo gli strumenti scelti e inviati perch\u00e9 avvenga questo incontro. Non facciamo tutto noi, anzi, proprio perch\u00e9 siamo cos\u00ec limitati, siamo chiamati a farci trasparenza di Lui, a partire da un cuore pieno di compassione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Signore, grazie perch\u00e9 mi chiami cos\u00ec come sono, non ti scandalizzi di me. Grazie per il tuo Cuore pieno di compassione, che accoglie me, cos\u00ec che io possa accogliere tutti nel tuo Nome. Grazie per la fiducia che riponi in chi gi\u00e0 sai che ti tradir\u00e0, ti volter\u00e0 le spalle; ma Tu sei misericordia infinita, non ti rassegni davanti ai nostri \u201cno\u201d, non vuoi che alcuno vada perduto! E per questo hai dato tutto, gratuitamente. Fa&#8217; che anch&#8217;io doni tutto, sapendo che tutto ho ricevuto. Grazie, Signore!<\/p>\n<p>Sr. Marinella op<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14.06.2026 XI Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno A &nbsp; Dal Vangelo secondo Matteo (9,36-10,8) In quel tempo, Ges\u00f9, vedendo le folle, ne sent\u00ec compassione, perch\u00e9 erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: \u00abLa messe \u00e8 abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perch\u00e9 mandi operai nella sua messe!\u00bb. Chiamati a s\u00e9 i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermit\u00e0. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebed\u00e8o, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l\u2019Iscariota, colui che poi lo trad\u00ec. Questi sono i Dodici che Ges\u00f9 inv\u00f2, ordinando loro: \u00abNon andate fra i pagani e non entrate nelle citt\u00e0 dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d\u2019Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli \u00e8 vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i dem\u00f2ni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date\u00bb. &nbsp; La pagina di vangelo di oggi, tra la fine del capitolo 9 e l&#8217;inizio del 10, ci riporta alla lettura continua di Matteo, dopo le importanti feste e solennit\u00e0 delle ultime domeniche. Iniziamo cos\u00ec ad ascoltare il secondo grande discorso di Ges\u00f9, questa volta non rivolto alla folla, ma ai suoi discepoli (quindi a noi!), il discorso sulla missione, di cui leggeremo poi la parte finale nelle prossime due domeniche. Le prime parole del Signore sono un invito prezioso alla preghiera, con due immagini dalla forte valenza simbolica in ambito biblico: il pastore e il gregge da una parte, dall&#8217;altra la mietitura. Ci\u00f2 che precede queste immagini \u00e8 la chiave di lettura di tutto il discorso: Ges\u00f9 si commuove alla vista delle folle! Questa commozione, che \u00e8 espressa con una parola che indica un profondo turbamento, fin nelle viscere, come quello di una madre davanti al frutto del suo grembo, \u00e8 ci\u00f2 che prova Ges\u00f9 quando ci guarda, nelle nostre debolezze, nelle nostre vie sbagliate, nella confusione che ci agita, ci spaventa, ci blocca. \u00c8 un altro modo per dire che il giudizio di Dio su di noi \u00e8 la misericordia! Abbiamo bisogno di guide sicure e per questo dobbiamo pregare; e lo dobbiamo fare soprattutto noi che riconosciamo in Dio questa compassione profonda per l&#8217;umanit\u00e0. E dobbiamo pregare perch\u00e9 questa messe abbondante, che \u00e8 appunto l&#8217;umanit\u00e0, giunga al momento della mietitura nel pieno del suo rigoglio, e non come pula da bruciare. Proprio davanti all&#8217;uomo confuso e fragile, Ges\u00f9 sceglie e manda i Dodici, perch\u00e9 facciano quello che hanno visto fare da Lui. Ma i Dodici sono persone piene di limiti, lo sappiamo, il vangelo non lo nasconde mai, a partire da Pietro, che rinnegher\u00e0 il Signore, per arrivare a Giuda che lo tradir\u00e0 vendendolo per poche monete. Questi erano i Dodici, cos\u00ec siamo anche noi. Ma il bello \u00e8 che Ges\u00f9, che ci conosce fino in fondo, continua a chiamarci proprio nella nostra grande debolezza, nel nostro limite, nel nostro essere peccatori. E ci manda a tutti, a quel gregge smarrito, soprattutto a chi \u00e8 pi\u00f9 lontano, a chi \u00e8 \u201cperduto\u201d, perch\u00e9 non \u00e8 perduto per sempre, fino all&#8217;ultimo respiro pu\u00f2 incontrare Cristo, pu\u00f2 dire \u201cs\u00ec\u201d all&#8217;abbraccio della sua infinita misericordia. Noi siamo gli strumenti scelti e inviati perch\u00e9 avvenga questo incontro. Non facciamo tutto noi, anzi, proprio perch\u00e9 siamo cos\u00ec limitati, siamo chiamati a farci trasparenza di Lui, a partire da un cuore pieno di compassione. Signore, grazie perch\u00e9 mi chiami cos\u00ec come sono, non ti scandalizzi di me. Grazie per il tuo Cuore pieno di compassione, che accoglie me, cos\u00ec che io possa accogliere tutti nel tuo Nome. Grazie per la fiducia che riponi in chi gi\u00e0 sai che ti tradir\u00e0, ti volter\u00e0 le spalle; ma Tu sei misericordia infinita, non ti rassegni davanti ai nostri \u201cno\u201d, non vuoi che alcuno vada perduto! 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