{"id":16764,"date":"2026-09-12T19:57:13","date_gmt":"2026-09-12T17:57:13","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=16764"},"modified":"2026-09-12T19:58:08","modified_gmt":"2026-09-12T17:58:08","slug":"mt-1821-35-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mt-1821-35-2\/","title":{"rendered":"Mt 18, 21-35"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">13.09.2026 XXIV Domenica del Tempo Ordinario (anno A)<\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/xxiva.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-7909 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/xxiva-300x221.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/xxiva-300x221.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/xxiva.jpg 570w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><span style=\"color: #024002;\">+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18, 21-35)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #024002;\">In quel tempo, Pietro si avvicino\u0300 a Gesu\u0300 e gli disse: \u00abSignore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovro\u0300 perdonargli? Fino a sette volte?\u00bb. E Gesu\u0300 gli rispose: \u00abNon ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #024002;\">Per questo, il regno dei cieli e\u0300 simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #024002;\">Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiche\u0301 costui non era in grado di restituire, il padrone ordino\u0300 che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e cosi\u0300 saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: \u201cAbbi pazienza con me e ti restituiro\u0300 ogni cosa\u201d. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lascio\u0300 andare e gli condono\u0300 il debito.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #024002;\">Appena uscito, quel servo trovo\u0300 uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: \u201cRestituisci quello che devi!\u201d. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: \u201cAbbi pazienza con me e ti restituiro\u0300\u201d. Ma egli non volle, ando\u0300 e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #024002;\"><a style=\"color: #024002;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/unnamed.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7911 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/unnamed.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"209\"><\/a>Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l\u2019accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell\u2019uomo e gli disse: \u201cServo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perche\u0301 tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pieta\u0300 del tuo compagno, cosi\u0300 come io ho avuto pieta\u0300 di te?\u201d. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finche\u0301 non avesse restituito tutto il dovuto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #024002;\">Cosi\u0300 anche il Padre mio celeste fara\u0300 con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Il tema di questa domenica \u00e8 evidentemente il perdono, che non \u00e8 mai qualcosa che si pu\u00f2 dare con un interesse. La parabola che Ges\u00f9 racconta mette in evidenza come ci sia sempre una sovrabbondanza, prima di tutto da parte di Dio verso di noi peccatori: non c&#8217;\u00e8 limite all&#8217;Amore divino, che perdona sempre. L&#8217;unica condizione \u00e8 che noi ci lasciamo perdonare, che desideriamo essere guariti da questo Amore infinito. E la conseguenza del perdono accolto \u00e8 necessariamente la capacit\u00e0 di perdonare, o meglio il desiderio di fare agli altri ci\u00f2 che noi abbiamo ricevuto gratuitamente e in modo umanamente indicibile da Dio. Il servo della parabola, che una volta ricevuto il condono di un debito insanabile nella sua enormit\u00e0, non sa fare lo stesso al suo compagno, in una misura anche molto pi\u00f9 piccola, \u00e8 chiaramente indice di un perdono non davvero compreso e accolto. In parole molto semplici, potremmo dire che questo servo \u201cmalvagio\u201d ha preso solo l&#8217;interesse nel condono ricevuto, senza comprendere la \u201clezione\u201d ricevuta. E il cuore che non accoglie la grazia si indurisce, invece di sciogliersi&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\">Signore, tante volte rischiamo di fare come il servo malvagio, perch\u00e9 Tu ci perdoni sempre, ma noi facciamo tanta fatica a perdonare il nostro prossimo! Facciamo fatica, perch\u00e9 perdonare \u00e8 difficile, ci richiede di mettere da parte il nostro orgoglio ferito, le conseguenze del male ricevuto, che ci portiamo nella carne e nel cuore&#8230; Eppure, imparare da Te a perdonare, lasciare che sia Tu a perdonare in noi e con noi, \u00e8 la sola strada percorribile, se davvero vogliamo che Tu ci perdoni, ci converta il cuore, ci guarisca con la forza del tuo infinito Amore. Aiutami, Signore, a crescere nella misericordia, nel desiderio di perdonare, perch\u00e9 la mia vita sia libera dal rancore e aperta solo alla grazia che salva, che sei Tu, Dio Onnipotente, sorgente di ogni bene!<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>13.09.2026 XXIV Domenica del Tempo Ordinario (anno A) &nbsp; + Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18, 21-35) In quel tempo, Pietro si avvicino\u0300 a Gesu\u0300 e gli disse: \u00abSignore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovro\u0300 perdonargli? Fino a sette volte?\u00bb. E Gesu\u0300 gli rispose: \u00abNon ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli e\u0300 simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiche\u0301 costui non era in grado di restituire, il padrone ordino\u0300 che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e cosi\u0300 saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: \u201cAbbi pazienza con me e ti restituiro\u0300 ogni cosa\u201d. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lascio\u0300 andare e gli condono\u0300 il debito. Appena uscito, quel servo trovo\u0300 uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: \u201cRestituisci quello che devi!\u201d. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: \u201cAbbi pazienza con me e ti restituiro\u0300\u201d. Ma egli non volle, ando\u0300 e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l\u2019accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell\u2019uomo e gli disse: \u201cServo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perche\u0301 tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pieta\u0300 del tuo compagno, cosi\u0300 come io ho avuto pieta\u0300 di te?\u201d. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finche\u0301 non avesse restituito tutto il dovuto. Cosi\u0300 anche il Padre mio celeste fara\u0300 con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello\u00bb. &nbsp; Il tema di questa domenica \u00e8 evidentemente il perdono, che non \u00e8 mai qualcosa che si pu\u00f2 dare con un interesse. La parabola che Ges\u00f9 racconta mette in evidenza come ci sia sempre una sovrabbondanza, prima di tutto da parte di Dio verso di noi peccatori: non c&#8217;\u00e8 limite all&#8217;Amore divino, che perdona sempre. L&#8217;unica condizione \u00e8 che noi ci lasciamo perdonare, che desideriamo essere guariti da questo Amore infinito. E la conseguenza del perdono accolto \u00e8 necessariamente la capacit\u00e0 di perdonare, o meglio il desiderio di fare agli altri ci\u00f2 che noi abbiamo ricevuto gratuitamente e in modo umanamente indicibile da Dio. Il servo della parabola, che una volta ricevuto il condono di un debito insanabile nella sua enormit\u00e0, non sa fare lo stesso al suo compagno, in una misura anche molto pi\u00f9 piccola, \u00e8 chiaramente indice di un perdono non davvero compreso e accolto. In parole molto semplici, potremmo dire che questo servo \u201cmalvagio\u201d ha preso solo l&#8217;interesse nel condono ricevuto, senza comprendere la \u201clezione\u201d ricevuta. 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