{"id":16799,"date":"2026-09-26T23:42:26","date_gmt":"2026-09-26T21:42:26","guid":{"rendered":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=16799"},"modified":"2026-09-26T23:42:38","modified_gmt":"2026-09-26T21:42:38","slug":"mt-2128-32-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mt-2128-32-2\/","title":{"rendered":"Mt 21, 28-32"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">27.09.2026 XXVI Domenica del Tempo Ordinario (anno A)<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #3b0a0a;\">Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 21, 28-32)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #3b0a0a;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7948 alignleft\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/parabola-dei-2-figli-nella-vigna-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"232\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/parabola-dei-2-figli-nella-vigna-300x225.jpeg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/parabola-dei-2-figli-nella-vigna-768x576.jpeg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/parabola-dei-2-figli-nella-vigna.jpeg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #3b0a0a;\">In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: \u00abChe ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va&#8217; a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pent\u00ec e vi and\u00f2. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: &#8220;S\u00ec, signore&#8221;. Ma non vi and\u00f2. Chi dei due ha compiuto la volont\u00e0 del padre?\u00bb. Risposero: \u00abIl primo\u00bb. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #3b0a0a;\">E Ges\u00f9 disse loro: \u00abIn verit\u00e0 io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti cos\u00ec da credergli\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Le parole di Ges\u00f9 che concludono questa pagina di vangelo sono durissime, ma \u00e8 bene che le ascoltiamo con attenzione, perch\u00e9 ci indicano il significato principale della parabola raccontata subito prima: \u201cNon vi siete nemmeno pentiti\u201d! Si pu\u00f2 sbagliare, si pu\u00f2 essere peccatori, siamo liberi di dire: \u201cNo\u201d, di dire: \u201cNon ne ho voglia\u201d, perfino a Dio. Ma se, come il primo figlio della parabola, abbiamo l&#8217;umilt\u00e0 di riconoscere di essere in errore e ci pentiamo, le porte del Regno dei cieli sono aperte per noi. Al contrario, quando pensiamo di poterci burlare del Signore, quando a parole diciamo: \u201cS\u00ec\u201d, ma il nostro cuore dice \u201cNo\u201d, come nel caso del secondo figlio, significa che crediamo di essere sempre dalla parte giusta, che non lasciamo che la Parola che il Signore ci rivolge ci metta in discussione. Abbiamo le nostre certezze, la nostra verit\u00e0, proprio come i farisei e i capi del popolo ai quali Ges\u00f9 si sta rivolgendo. E allora vedremo pubblicani e prostitute passarci avanti&#8230;! Il pentimento richiede l&#8217;umilt\u00e0 di tornare al nostro posto, di riconoscere che abbiamo sbagliato, di non vergognarci se non siamo perfetti, di fidarci prima di tutto del Signore e del suo amore incondizionato per noi. \u00c8 questa la strada che ci permette di andare oltre la pigrizia spirituale, che tante volte ci lascia preda dell&#8217;indolenza, dei \u201cNon ne ho voglia\u201d! Quando c&#8217;\u00e8 di mezzo il nostro lavoro, i nostri impegni quotidiani, \u00e8 pi\u00f9 facile resistere alla pigrizia, perch\u00e9 sappiamo che per mangiare dobbiamo lavorare; che comunque gli altri guardano e giudicano ci\u00f2 che facciamo. Nella vita spirituale, poich\u00e9 non vediamo Dio, \u00e8 molto facile cedere alla nostra debole volont\u00e0. Il problema non \u00e8 tanto la nostra debolezza, quanto il non volerla riconoscere, il fare spazio a una mollezza spirituale per cui lasciamo correre, non ci preoccupiamo dei nostri no, con il rischio che quella pigrizia diventi abitudinaria, normale. Questa \u00e8 la strada del vizio! Come i farisei del tempo di Ges\u00f9, chi vive cos\u00ec diventa spesso il primo giudice del prossimo; ma al tempo stesso vive nella paura di essere giudicato dagli altri. E siccome nessuno \u00e8 perfetto, nessuno \u00e8 pienamente giusto, finisce per fare spazio all&#8217;ipocrisia, alla doppiezza, alla falsit\u00e0.<br \/>\nSignore, Tu sei venuto a mostrarci il volto misericordioso del Padre e a ricordarci che possiamo affidarci a Lui, con l&#8217;umilt\u00e0 di chi riconosce la propria fragilit\u00e0, il proprio peccato. Mantieni in noi la volont\u00e0 di restare sempre in quell&#8217;abbraccio, nella Luce della tua Presenza, sapendo che non \u00e8 il peccato ad escluderci dal tuo Regno, ma la superbia di chi si ritiene giusto e quindi al di sopra del giudizio divino, pretendendo per\u00f2 di giudicare gli altri. Donami, Signore, un cuore umile, come il Tuo! Donami un cuore che sa dire: \u201cHo sbagliato. Mi pento\u201d: Cos\u00ec accoglier\u00f2 la tua salvezza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>27.09.2026 XXVI Domenica del Tempo Ordinario (anno A) &nbsp; Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 21, 28-32) In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: \u00abChe ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va&#8217; a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pent\u00ec e vi and\u00f2. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: &#8220;S\u00ec, signore&#8221;. Ma non vi and\u00f2. Chi dei due ha compiuto la volont\u00e0 del padre?\u00bb. Risposero: \u00abIl primo\u00bb. E Ges\u00f9 disse loro: \u00abIn verit\u00e0 io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti cos\u00ec da credergli\u00bb. &nbsp; Le parole di Ges\u00f9 che concludono questa pagina di vangelo sono durissime, ma \u00e8 bene che le ascoltiamo con attenzione, perch\u00e9 ci indicano il significato principale della parabola raccontata subito prima: \u201cNon vi siete nemmeno pentiti\u201d! Si pu\u00f2 sbagliare, si pu\u00f2 essere peccatori, siamo liberi di dire: \u201cNo\u201d, di dire: \u201cNon ne ho voglia\u201d, perfino a Dio. Ma se, come il primo figlio della parabola, abbiamo l&#8217;umilt\u00e0 di riconoscere di essere in errore e ci pentiamo, le porte del Regno dei cieli sono aperte per noi. 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