{"id":6297,"date":"2020-01-24T10:29:54","date_gmt":"2020-01-24T09:29:54","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=6297"},"modified":"2020-01-24T21:59:36","modified_gmt":"2020-01-24T20:59:36","slug":"aperuit-illis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/aperuit-illis\/","title":{"rendered":"26 gennaio 2020 &#8211; LA PRIMA DOMENICA DELLA PAROLA"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Con la Lettera apostolica in forma di Motu proprio \u201cAperuit illis\u201d, il Papa stabilisce che \u201cla III Domenica del Tempo ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio\u201d. Il documento \u00e8 stato pubblicato oggi, 30 settembre, nella memoria liturgica di San Girolamo, all\u2019inizio del 1600\u00b0 anniversario della morte del celebre traduttore della Bibbia in latino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-6295 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Bibbia-ritagliata-300x145.jpg\" alt=\"\" width=\"582\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Bibbia-ritagliata-300x145.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Bibbia-ritagliata-1024x495.jpg 1024w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Bibbia-ritagliata-768x371.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Bibbia-ritagliata.jpg 1467w\" sizes=\"auto, (max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300;\">LETTERA APOSTOLICA<br \/>\nIN FORMA DI \u00abMOTU PROPRIO\u00bb<\/span><\/p>\n<h3 class=\"western\" align=\"center\"><span style=\"color: #663300;\">DEL SOMMO PONTEFICE<\/span><\/h3>\n<h3 class=\"western\" align=\"center\"><span style=\"color: #663300;\">FRANCESCO<\/span><\/h3>\n<h3 class=\"western\" align=\"center\"><strong><span style=\"color: #663300;\">\u201c<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #663300;\"><span style=\"font-size: x-large;\">APERUIT ILLIS\u201d<\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300;\">CON LA QUALE VIENE ISTITUITA LA<br \/>\n<i><b>DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">1. \u00abApr\u00ec loro la mente per comprendere le Scritture\u00bb (<i>Lc<\/i>&nbsp;24,45). \u00c8 uno degli ultimi gesti compiuti dal Signore risorto, prima della sua Ascensione. Appare ai discepoli mentre sono radunati insieme, spezza con loro il pane e apre le loro menti all\u2019intelligenza delle Sacre Scritture. A quegli uomini impauriti e delusi rivela il senso del mistero pasquale: che cio\u00e8, secondo il progetto eterno del Padre, Ges\u00f9 doveva patire e risuscitare dai morti per offrire la conversione e il perdono dei peccati (cfr&nbsp;<i>Lc<\/i>&nbsp;24,26.46-47); e promette lo Spirito Santo che dar\u00e0 loro la forza di essere testimoni di questo Mistero di salvezza (cfr&nbsp;<i>Lc<\/i>&nbsp;24,49).<\/p>\n<p align=\"justify\">La relazione tra il Risorto, la comunit\u00e0 dei credenti e la Sacra Scrittura \u00e8 estremamente vitale per la nostra identit\u00e0. Senza il Signore che ci introduce \u00e8 impossibile comprendere in profondit\u00e0 la Sacra Scrittura, ma \u00e8 altrettanto vero il contrario: senza la Sacra Scrittura restano indecifrabili gli eventi della missione di Ges\u00f9 e della sua Chiesa nel mondo. Giustamente San Girolamo poteva scrivere: \u00abL\u2019ignoranza delle Scritture \u00e8 ignoranza di Cristo\u00bb (<i>In Is<\/i>., Prologo:&nbsp;<i>PL<\/i>&nbsp;24,17).<\/p>\n<p align=\"justify\">2. A conclusione del&nbsp;<i>Giubileo straordinario della misericordia&nbsp;<\/i>avevo chiesto che si pensasse a \u00abuna domenica dedicata interamente alla Parola di Dio, per comprendere l\u2019inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo\u00bb (Lett. ap.&nbsp;<i>Misericordia et misera<\/i>, 7). Dedicare in modo particolare una domenica dell\u2019Anno liturgico alla Parola di Dio consente, anzitutto, di far rivivere alla Chiesa il gesto del Risorto che apre anche per noi il tesoro della sua Parola perch\u00e9 possiamo essere nel mondo annunciatori di questa inesauribile ricchezza. Tornano alla mente in proposito gli insegnamenti di Sant\u2019Efrem: \u00abChi \u00e8 capace di comprendere, Signore, tutta la ricchezza di una sola delle tue parole? \u00c8 molto di pi\u00f9 ci\u00f2 che sfugge di quanto riusciamo a comprendere. Siamo proprio come gli assetati che bevono a una fonte. La tua parola offre molti aspetti diversi, come numerose sono le prospettive di quanti la studiano. Il Signore ha colorato la sua parola di bellezze svariate, perch\u00e9 coloro che la scrutano possano contemplare ci\u00f2 che preferiscono. Ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, perch\u00e9 ciascuno di noi trovi una ricchezza in ci\u00f2 che contempla\u00bb (<i>Commenti sul Diatessaron<\/i>, 1, 18).<\/p>\n<p align=\"justify\">Con questa Lettera, pertanto, intendo rispondere a tante richieste che mi sono giunte da parte del popolo di Dio, perch\u00e9 in tutta la Chiesa si possa celebrare in unit\u00e0 di intenti la&nbsp;<i>Domenica della Parola di Dio<\/i>. \u00c8 diventata ormai una prassi comune vivere dei momenti in cui la comunit\u00e0 cristiana si concentra sul grande valore che la Parola di Dio occupa nella sua esistenza quotidiana. Esiste nelle diverse Chiese locali una ricchezza di iniziative che rende sempre pi\u00f9 accessibile la Sacra Scrittura ai credenti, cos\u00ec da farli sentire grati di un dono tanto grande, impegnati a viverlo nel quotidiano e responsabili di testimoniarlo con coerenza.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il&nbsp;Concilio Ecumenico Vaticano II&nbsp;ha dato un grande impulso alla riscoperta della Parola di Dio con la Costituzione dogmatica&nbsp;<i>Dei Verbum<\/i>. Da quelle pagine, che sempre meritano di essere meditate e vissute, emerge in maniera chiara la natura della Sacra Scrittura, il suo essere tramandata di generazione in generazione (cap. II), la sua ispirazione divina (cap. III) che abbraccia Antico e Nuovo Testamento (capp. IV e V) e la sua importanza per la vita della Chiesa (cap. VI). Per incrementare quell\u2019insegnamento,&nbsp;Benedetto XVI&nbsp;convoc\u00f2&nbsp;nel 2008 un\u2019Assemblea del Sinodo dei Vescovi sul tema \u201cLa Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa\u201d, in seguito alla quale pubblic\u00f2 l\u2019Esortazione Apostolica&nbsp;<i>Verbum Domini<\/i>, che costituisce un insegnamento imprescindibile per le nostre comunit\u00e0.<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/motu_proprio\/documents\/papa-francesco-motu-proprio-20190930_aperuit-illis.html#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>&nbsp;In questo Documento, in modo particolare, viene approfondito il carattere performativo della Parola di Dio, soprattutto quando nell\u2019azione liturgica emerge il suo carattere propriamente sacramentale.<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/motu_proprio\/documents\/papa-francesco-motu-proprio-20190930_aperuit-illis.html#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 bene, pertanto, che non venga mai a mancare nella vita del nostro popolo questo rapporto decisivo con la Parola viva che il Signore non si stanca mai di rivolgere alla sua Sposa, perch\u00e9 possa crescere nell\u2019amore e nella testimonianza di fede.<\/p>\n<p align=\"justify\">3. Stabilisco, pertanto, che la III Domenica del Tempo Ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio. Questa&nbsp;<i>Domenica della Parola di Dio<\/i>&nbsp;verr\u00e0 cos\u00ec a collocarsi in un momento opportuno di quel periodo dell\u2019anno, quando siamo invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani. Non si tratta di una mera coincidenza temporale: celebrare la&nbsp;<i>Domenica della Parola di Dio<\/i>&nbsp;esprime una valenza ecumenica, perch\u00e9 la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da perseguire per giungere a un\u2019unit\u00e0 autentica e solida.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le comunit\u00e0 troveranno il modo per vivere questa&nbsp;<i>Domenica<\/i>&nbsp;come un giorno solenne. Sar\u00e0 importante, comunque, che nella celebrazione eucaristica si possa intronizzare il testo sacro, cos\u00ec da rendere evidente all\u2019assemblea il valore normativo che la Parola di Dio possiede. In questa domenica, in modo particolare, sar\u00e0 utile evidenziare la sua proclamazione e adattare l\u2019omelia per mettere in risalto il servizio che si rende alla Parola del Signore. I Vescovi potranno in questa Domenica celebrare il rito del Lettorato o affidare un ministero simile, per richiamare l\u2019importanza della proclamazione della Parola di Dio nella liturgia. \u00c8 fondamentale, infatti, che non venga meno ogni sforzo perch\u00e9 si preparino alcuni fedeli ad essere veri annunciatori della Parola con una preparazione adeguata, cos\u00ec come avviene in maniera ormai usuale per gli accoliti o i ministri straordinari della Comunione. Alla stessa stregua, i parroci potranno trovare le forme per la consegna della Bibbia, o di un suo libro, a tutta l\u2019assemblea in modo da far emergere l\u2019importanza di continuare nella vita quotidiana la lettura, l\u2019approfondimento e la preghiera con la Sacra Scrittura, con un particolare riferimento alla&nbsp;<i>lectio divina<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">4. Il ritorno del popolo d\u2019Israele in patria, dopo l\u2019esilio babilonese, fu segnato in modo significativo dalla lettura del libro della Legge. La Bibbia ci offre una commovente descrizione di quel momento nel libro di Neemia. Il popolo \u00e8 radunato a Gerusalemme nella piazza della Porta delle Acque in ascolto della Legge. Quel popolo era stato disperso con la deportazione, ma ora si ritrova radunato intorno alla Sacra Scrittura come fosse \u00abun solo uomo\u00bb&nbsp;(<i>Ne<\/i>&nbsp;8,1). Alla lettura del libro sacro, il popolo \u00abtendeva l\u2019orecchio\u00bb (<i>Ne<\/i>&nbsp;8,3), sapendo di ritrovare in quella parola il senso degli eventi vissuti. La reazione alla proclamazione di quelle parole fu la commozione e il pianto: \u00ab[I leviti] leggevano il libro della Legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e cos\u00ec facevano comprendere la lettura. Neemia, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: \u201cQuesto giorno \u00e8 consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!\u201d. Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della Legge. [\u2026] \u201cNon vi rattristate, perch\u00e9 la gioia del Signore \u00e8 la vostra forza\u201d\u00bb (<i>Ne<\/i>&nbsp;8,8-10).<\/p>\n<p align=\"justify\">Queste parole contengono un grande insegnamento.&nbsp;La Bibbia non pu\u00f2 essere solo patrimonio di alcuni e tanto meno una raccolta di libri per pochi privilegiati. Essa appartiene, anzitutto, al popolo convocato per ascoltarla e riconoscersi in quella Parola. Spesso, si verificano tendenze che cercano di monopolizzare il testo sacro relegandolo ad alcuni circoli o a gruppi prescelti. Non pu\u00f2 essere cos\u00ec. La Bibbia \u00e8 il libro del popolo del Signore che nel suo ascolto passa dalla dispersione e dalla divisione all\u2019unit\u00e0. La Parola di Dio unisce i credenti e li rende un solo popolo.<\/p>\n<p align=\"justify\">5. In questa unit\u00e0, generata dall\u2019ascolto, i Pastori in primo luogo hanno la grande responsabilit\u00e0 di spiegare e permettere a tutti di comprendere la Sacra Scrittura. Poich\u00e9 essa \u00e8 il libro del popolo, quanti hanno la vocazione di essere ministri della Parola devono sentire forte l\u2019esigenza di renderla accessibile alla propria comunit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019omelia, in particolare, riveste una funzione del tutto peculiare, perch\u00e9 possiede \u00abun carattere quasi sacramentale\u00bb (Esort. ap.&nbsp;<i>Evangelii gaudium<\/i>, 142). Far entrare in profondit\u00e0 nella Parola di Dio, con un linguaggio semplice e adatto a chi ascolta, permette al sacerdote di far scoprire anche la \u00abbellezza delle immagini che il Signore utilizzava per stimolare la pratica del bene\u00bb (<i>ibid<\/i>.). Questa \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 pastorale da non perdere!<\/p>\n<p align=\"justify\">Per molti dei nostri fedeli, infatti, questa \u00e8 l\u2019unica occasione che possiedono per cogliere la bellezza della Parola di Dio e vederla riferita alla loro vita quotidiana. \u00c8 necessario, quindi, che si dedichi il tempo opportuno per la preparazione dell\u2019omelia. Non si pu\u00f2 improvvisare il commento alle letture sacre. A noi predicatori \u00e8 richiesto, piuttosto, l\u2019impegno a non dilungarci oltre misura con omelie saccenti o argomenti estranei. Quando ci si ferma a meditare e pregare sul testo sacro, allora si \u00e8 capaci di parlare con il cuore per raggiungere il cuore delle persone che ascoltano, cos\u00ec da esprimere l\u2019essenziale che viene colto e che produce frutto. Non stanchiamoci mai di dedicare tempo e preghiera alla Sacra Scrittura, perch\u00e9 venga accolta \u00abnon come parola di uomini ma, qual \u00e8 veramente, come parola di Dio\u00bb (<i>1Ts<\/i>&nbsp;2,13).<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 bene che anche i catechisti, per il ministero che rivestono di aiutare a crescere nella fede, sentano l\u2019urgenza di rinnovarsi attraverso la familiarit\u00e0 e lo studio delle Sacre Scritture, che consentano loro di favorire un vero dialogo tra quanti li ascoltano e la Parola di Dio.<\/p>\n<p align=\"justify\">6. Prima di raggiungere i discepoli, chiusi in casa, e aprirli all\u2019intelligenza della Sacra Scrittura (cfr&nbsp;<i>Lc<\/i>&nbsp;24,44-45), il Risorto appare a due di loro lungo la via che porta da Gerusalemme a Emmaus (cfr&nbsp;<i>Lc<\/i>&nbsp;24,13-35). Il racconto dell\u2019evangelista Luca nota che \u00e8 il giorno stesso della Risurrezione, cio\u00e8 la domenica. Quei due discepoli discutono sugli ultimi avvenimenti della passione e morte di Ges\u00f9. Il loro cammino \u00e8 segnato dalla tristezza e dalla delusione per la tragica fine di Ges\u00f9. Avevano sperato in Lui come Messia liberatore, e si trovano di fronte allo scandalo del Crocifisso. Con discrezione, il Risorto stesso si avvicina e cammina con i discepoli, ma quelli non lo riconoscono (cfr v. 16). Lungo la strada, il Signore li interroga, rendendosi conto che non hanno compreso il senso della sua passione e morte; li chiama \u00abstolti e lenti di cuore\u00bb (v. 25) e \u00abcominciando da Mos\u00e8 e da tutti i profeti, spieg\u00f2 loro in tutte le Scritture ci\u00f2 che si riferiva a lui\u00bb (v. 27). Cristo \u00e8 il primo esegeta! Non solo le Scritture antiche hanno anticipato quanto Egli avrebbe realizzato, ma Lui stesso ha voluto essere fedele a quella Parola per rendere evidente l\u2019unica storia della salvezza che trova in Cristo il suo compimento.<\/p>\n<p align=\"justify\">7. La Bibbia, pertanto, in quanto Sacra Scrittura, parla di Cristo e lo annuncia come colui che deve attraversare le sofferenze per entrare nella gloria (cfr v. 26). Non una sola parte, ma tutte le Scritture parlano di Lui. La sua morte e risurrezione sono indecifrabili senza di esse. Per questo una delle confessioni di fede pi\u00f9 antiche sottolinea che Cristo \u00abmor\u00ec per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che \u00e8 risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa\u00bb (<i>1Cor<\/i>&nbsp;15,3-5). Poich\u00e9 le Scritture parlano di Cristo, permettono di credere che la sua morte e risurrezione non appartengono alla mitologia, ma alla storia e si trovano al centro della fede dei suoi discepoli.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 profondo il vincolo tra la Sacra Scrittura e la fede dei credenti. Poich\u00e9 la fede proviene dall\u2019ascolto e l\u2019ascolto \u00e8 incentrato sulla parola di Cristo (cfr&nbsp;<i>Rm<\/i>&nbsp;10,17), l\u2019invito che ne scaturisce \u00e8 l\u2019urgenza e l\u2019importanza che i credenti devono riservare all\u2019ascolto della Parola del Signore sia nell\u2019azione liturgica, sia nella preghiera e riflessione personali.<\/p>\n<p align=\"justify\">8. Il \u201cviaggio\u201d del Risorto con i discepoli di Emmaus si chiude con la cena. Il misterioso Viandante accetta l\u2019insistente richiesta che gli rivolgono i due: \u00abResta con noi, perch\u00e9 si fa sera e il giorno \u00e8 ormai al tramonto\u00bb (<i>Lc<\/i>&nbsp;24,29). Si siedono a tavola, Ges\u00f9&nbsp;prende il pane, recita la benedizione, lo spezza e lo offre a loro. In quel momento i loro occhi si aprono e lo riconoscono (cfr v. 31).<\/p>\n<p align=\"justify\">Comprendiamo da questa scena quanto sia inscindibile il rapporto tra la Sacra Scrittura e l\u2019Eucaristia. Il&nbsp;Concilio Vaticano II&nbsp;insegna: \u00abLa Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli\u00bb (<i>Dei Verbum<\/i>, 21).<\/p>\n<p align=\"justify\">La frequentazione costante della Sacra Scrittura e la celebrazione dell\u2019Eucaristia rendono possibile il riconoscimento fra persone che si appartengono. Come cristiani siamo un solo popolo che cammina nella storia, forte della presenza del Signore in mezzo a noi che ci parla e ci nutre. Il giorno dedicato alla Bibbia vuole essere non \u201cuna volta all\u2019anno\u201d, ma una volta per tutto l\u2019anno, perch\u00e9 abbiamo urgente necessit\u00e0 di diventare familiari e intimi della Sacra Scrittura e del Risorto, che non cessa di spezzare la Parola e il Pane nella comunit\u00e0 dei credenti. Per questo abbiamo bisogno di entrare in confidenza costante con la Sacra Scrittura, altrimenti il cuore resta freddo e gli occhi rimangono chiusi, colpiti come siamo da innumerevoli forme di cecit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sacra Scrittura e Sacramenti tra loro sono inseparabili. Quando i Sacramenti sono introdotti e illuminati dalla Parola, si manifestano pi\u00f9 chiaramente come la meta di un cammino dove Cristo stesso apre la mente e il cuore a riconoscere la sua azione salvifica. \u00c8 necessario, in questo contesto, non dimenticare l\u2019insegnamento che viene dal libro dell\u2019Apocalisse. Qui viene insegnato che il Signore sta alla porta e bussa. Se qualcuno ascolta la sua voce e gli apre, Egli entra per cenare insieme (cfr 3,20). Cristo Ges\u00f9 bussa alla nostra porta attraverso la Sacra Scrittura; se ascoltiamo e apriamo la porta della mente e del cuore, allora entra nella nostra vita e rimane con noi.<\/p>\n<p align=\"justify\">9.&nbsp;Nella Seconda Lettera a Timoteo, che costituisce in qualche modo il suo testamento spirituale, San Paolo raccomanda al suo fedele collaboratore di frequentare costantemente la Sacra Scrittura. L\u2019Apostolo \u00e8 convinto che \u00abtutta la Sacra Scrittura, ispirata da Dio, \u00e8 anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare\u00bb (3,16). Questa raccomandazione di Paolo a Timoteo costituisce una base su cui la Costituzione conciliare&nbsp;<i>Dei Verbum&nbsp;<\/i>affronta il grande tema dell\u2019ispirazione della Sacra Scrittura, una base da cui emergono in particolare la&nbsp;<i>finalit\u00e0 salvifica<\/i>, la&nbsp;<i>dimensione spirituale<\/i>&nbsp;e il&nbsp;<i>principio dell\u2019incarnazione<\/i>&nbsp;per la Sacra Scrittura.<\/p>\n<p align=\"justify\">Richiamando anzitutto la raccomandazione di Paolo a Timoteo, la&nbsp;<i>Dei Verbum<\/i>&nbsp;sottolinea che \u00abi&nbsp;libri della Scrittura insegnano con certezza, fedelmente e senza errore la verit\u00e0 che Dio, per la nostra salvezza, volle fosse consegnata nelle sacre Scritture\u00bb (n. 11). Poich\u00e9 queste istruiscono in vista della salvezza per la fede in Cristo (cfr&nbsp;<i>2Tm<\/i>&nbsp;3,15), le verit\u00e0 contenute in esse servono per la nostra salvezza. La Bibbia non \u00e8 una raccolta di libri di storia, n\u00e9 di cronaca, ma \u00e8 interamente rivolta alla salvezza integrale della persona. L\u2019innegabile radicamento storico dei libri contenuti nel testo sacro non deve far dimenticare questa finalit\u00e0 primordiale: la nostra salvezza. Tutto \u00e8 indirizzato a questa finalit\u00e0 iscritta nella natura stessa della Bibbia,&nbsp;che \u00e8 composta come storia di salvezza in cui Dio parla e agisce per andare incontro a tutti gli uomini e salvarli dal male e dalla morte.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per raggiungere tale finalit\u00e0 salvifica, la Sacra Scrittura sotto l\u2019azione dello Spirito Santo trasforma in Parola di Dio la parola degli uomini scritta in maniera umana (cfr&nbsp;<i>Dei Verbum<\/i>, 12). Il ruolo dello Spirito Santo nella Sacra Scrittura \u00e8 fondamentale. Senza la sua azione, il rischio di rimanere rinchiusi nel solo testo scritto sarebbe sempre all\u2019erta, rendendo facile l\u2019interpretazione fondamentalista, da cui bisogna rimanere lontani per non tradire il carattere ispirato, dinamico e spirituale che il testo sacro possiede. Come ricorda l\u2019Apostolo \u00abLa lettera uccide, lo Spirito invece d\u00e0 vita\u00bb(<i>2Cor<\/i>&nbsp;3,6). Lo Spirito Santo, dunque, trasforma la Sacra Scrittura in Parola vivente di Dio, vissuta e trasmessa nella fede del suo popolo santo.<\/p>\n<p align=\"justify\">10. L\u2019azione dello Spirito Santo non riguarda soltanto la formazione della Sacra Scrittura, ma opera anche in coloro che si pongono in ascolto della Parola di Dio. \u00c8 importante l\u2019affermazione dei Padri conciliari secondo cui la Sacra Scrittura deve essere \u00abletta e interpretata alla luce dello stesso Spirito mediante il quale \u00e8 stata scritta\u00bb (<i>Dei Verbum<\/i>, 12). Con Ges\u00f9 Cristo la rivelazione di Dio raggiunge&nbsp;il suo compimento e la sua pienezza; eppure, lo Spirito Santo continua la sua azione. Sarebbe riduttivo, infatti, limitare l\u2019azione dello Spirito Santo solo alla natura divinamente ispirata della Sacra Scrittura e ai suoi diversi autori. \u00c8 necessario, pertanto, avere fiducia nell\u2019azione dello Spirito Santo che continua a realizzare una sua peculiare forma di ispirazione quando la Chiesa insegna la Sacra Scrittura, quando il Magistero la interpreta autenticamente (cfr&nbsp;<i>ibid.<\/i>, 10) e quando ogni credente ne fa la propria norma spirituale. In questo senso possiamo comprendere le parole di Ges\u00f9 quando, ai discepoli che confermano di aver afferrato il significato delle sue parabole, dice: \u00abOgni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, \u00e8 simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche\u00bb (<i>Mt<\/i>&nbsp;13,52).<\/p>\n<p align=\"justify\">11. La&nbsp;<i>Dei Verbum<\/i>, infine, precisa che \u00able parole di Dio espresse con lingue umane, si sono fatte simili al parlare dell\u2019uomo, come gi\u00e0 il Verbo dell\u2019eterno Padre, avendo assunto le debolezze dell\u2019umana natura, si fece simile all\u2019uomo\u00bb (n. 13). \u00c8 come dire che l\u2019Incarnazione del Verbo di Dio d\u00e0 forma e senso alla relazione tra la Parola di Dio e il linguaggio umano, con le sue condizioni storiche e culturali. \u00c8 in questo evento che prende forma la Tradizione, che \u00e8 anch\u2019essa Parola di Dio (cfr&nbsp;<i>ibid.<\/i>, 9). Spesso si corre il rischio di separare tra loro la Sacra Scrittura e la Tradizione, senza comprendere che insieme sono l\u2019unica fonte della Rivelazione. Il carattere scritto della prima nulla toglie al suo essere pienamente parola viva; cos\u00ec come la Tradizione viva della Chiesa, che la trasmette incessantemente nel corso dei secoli di generazione in generazione, possiede quel libro sacro come la \u00abregola suprema della fede\u00bb (<i>ibid.<\/i>, 21). D\u2019altronde, prima di diventare un testo scritto, la Parola di Dio \u00e8 stata trasmessa oralmente e mantenuta viva dalla fede di un popolo che la riconosceva come sua storia e principio di identit\u00e0 in mezzo a tanti altri popoli. La fede biblica, pertanto, si fonda sulla Parola viva, non su un libro.<\/p>\n<p align=\"justify\">12. Quando la Sacra Scrittura \u00e8 letta nello stesso Spirito con cui \u00e8 stata scritta, permane sempre nuova. L\u2019Antico Testamento non \u00e8 mai vecchio una volta che \u00e8 parte del Nuovo, perch\u00e9 tutto \u00e8 trasformato dall\u2019unico Spirito che lo ispira. L\u2019intero testo sacro possiede una funzione profetica: essa non riguarda il futuro, ma l\u2019oggi di chi si nutre di questa Parola. Ges\u00f9 stesso lo afferma chiaramente all\u2019inizio del suo ministero: \u00abOggi si \u00e8 adempiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato\u00bb (<i>Lc<\/i>&nbsp;4,21). Chi si nutre ogni giorno della Parola di Dio si fa, come Ges\u00f9, contemporaneo delle persone che incontra; non \u00e8 tentato di cadere in nostalgie sterili per il passato, n\u00e9 in utopie disincarnate verso il futuro.<\/p>\n<p align=\"justify\">La Sacra Scrittura svolge la sua azione profetica anzitutto nei confronti di chi l\u2019ascolta. Essa provoca dolcezza e amarezza. Tornano alla mente le parole del profeta Ezechiele quando, invitato dal Signore a mangiare il rotolo del libro, confida: \u00abFu per la mia bocca dolce come il miele\u00bb (3,3). Anche l\u2019evangelista Giovanni sull\u2019isola di Patmos rivive la stessa esperienza di Ezechiele di mangiare il libro, ma aggiunge qualcosa di pi\u00f9 specifico: \u00abIn bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l\u2019ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l\u2019amarezza\u00bb (<i>Ap<\/i>&nbsp;10,10).<\/p>\n<p align=\"justify\">La dolcezza della Parola di Dio ci spinge a parteciparla a quanti incontriamo nella nostra vita per esprimere la certezza della speranza che essa contiene (cfr&nbsp;<i>1Pt<\/i>&nbsp;3,15-16). L\u2019amarezza, a sua volta, \u00e8 spesso offerta dal verificare quanto difficile diventi per noi doverla vivere con coerenza, o toccare con mano che essa viene rifiutata perch\u00e9 non ritenuta valida per dare senso alla vita. \u00c8 necessario, pertanto, non assuefarsi mai alla Parola di Dio, ma nutrirsi di essa per scoprire e vivere in profondit\u00e0 la nostra relazione con Dio e i fratelli.<\/p>\n<p align=\"justify\">13. Un\u2019ulteriore provocazione che proviene dalla Sacra Scrittura \u00e8 quella che riguarda la carit\u00e0. Costantemente la Parola di Dio richiama all\u2019amore misericordioso del Padre che chiede ai figli di vivere nella carit\u00e0. La vita di Ges\u00f9 \u00e8 l\u2019espressione piena e perfetta di questo amore divino che non trattiene nulla per s\u00e9, ma a tutti offre s\u00e9 stesso senza riserve. Nella parabola del povero Lazzaro troviamo un\u2019indicazione preziosa. Quando Lazzaro e il ricco muoiono, questi, vedendo il povero nel seno di Abramo, chiede che venga inviato ai suoi fratelli perch\u00e9 li ammonisca a vivere l\u2019amore del prossimo, per evitare che anch\u2019essi subiscano i suoi stessi tormenti. La risposta di Abramo \u00e8 pungente: \u00abHanno Mos\u00e8 e i profeti ascoltino loro\u00bb (<i>Lc<\/i>&nbsp;16,29). Ascoltare le Sacre Scritture per praticare la misericordia: questa \u00e8 una grande sfida posta dinanzi alla nostra vita. La Parola di Dio \u00e8 in grado di aprire i nostri occhi per permetterci di uscire dall\u2019individualismo che conduce all\u2019asfissia e alla sterilit\u00e0 mentre spalanca la strada della condivisione e della solidariet\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">14. Uno degli episodi pi\u00f9 significativi del rapporto tra Ges\u00f9 e i discepoli \u00e8 il racconto della Trasfigurazione. Ges\u00f9 sale sul monte a pregare con Pietro, Giacomo e Giovanni. Gli evangelisti ricordano che mentre il volto e le vesti di Ges\u00f9 risplendevano, due uomini conversavano con Lui: Mos\u00e8 ed Elia, che impersonano rispettivamente la Legge e i Profeti, cio\u00e8 le Sacre Scritture. La reazione di Pietro, a quella vista, \u00e8 piena di gioiosa meraviglia: \u00abMaestro, \u00e8 bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mos\u00e8 e una per Elia\u00bb (<i>Lc<\/i>&nbsp;9,33). In quel momento una nube li copre con la sua ombra e i discepoli sono colti dalla paura.<\/p>\n<p align=\"justify\">La Trasfigurazione richiama la festa delle capanne, quando Esdra e Neemia leggevano il testo sacro al popolo, dopo il ritorno dall\u2019esilio. Nello stesso tempo, essa anticipa la gloria di Ges\u00f9 in preparazione allo scandalo della passione, gloria divina che viene evocata anche dalla nube che avvolge i discepoli, simbolo della presenza del Signore. Questa Trasfigurazione \u00e8 simile a quella della Sacra Scrittura, che trascende s\u00e9 stessa quando nutre la vita dei credenti. Come ricorda la&nbsp;<i>Verbum Domini<\/i>: \u00abNel recupero dell\u2019articolazione tra i diversi sensi scritturistici diventa allora decisivo cogliere&nbsp;<i>il passaggio tra lettera e spirito<\/i>. Non si tratta di un passaggio automatico e spontaneo; occorre piuttosto un trascendimento della lettera\u00bb (n. 38).<\/p>\n<p align=\"justify\">15. Nel cammino di accoglienza della Parola di Dio, ci accompagna la Madre del Signore, riconosciuta come beata perch\u00e9 ha creduto nell\u2019adempimento di ci\u00f2 che il Signore le aveva detto (cfr&nbsp;<i>Lc<\/i>&nbsp;1,45). La beatitudine di Maria precede tutte le beatitudini pronunciate da Ges\u00f9 per i poveri, gli afflitti, i miti, i pacificatori e coloro che sono perseguitati, perch\u00e9 \u00e8 la condizione necessaria per qualsiasi altra beatitudine. Nessun povero \u00e8 beato perch\u00e9 povero; lo diventa se, come Maria, crede nell\u2019adempimento della Parola di Dio. Lo ricorda un grande discepolo e maestro della Sacra Scrittura, Sant\u2019Agostino: \u00abQualcuno in mezzo alla folla, particolarmente preso dall\u2019entusiasmo, esclam\u00f2: \u201cBeato il seno che ti ha portato\u201d. E lui: \u201cBeati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio, e la custodiscono\u201d. Come dire: anche mia madre, che tu chiami beata, \u00e8 beata appunto perch\u00e9 custodisce la parola di Dio, non perch\u00e9 in lei il Verbo si \u00e8 fatto carne e abit\u00f2 fra noi, ma perch\u00e9 custodisce il Verbo stesso di Dio per mezzo del quale \u00e8 stata fatta, e che in lei si \u00e8 fatto carne\u00bb (<i>Sul Vang. di Giov.<\/i>, 10, 3).<\/p>\n<p align=\"justify\">La domenica dedicata alla Parola possa far crescere nel popolo di Dio la religiosa e assidua familiarit\u00e0 con le Sacre Scritture, cos\u00ec come l\u2019autore sacro insegnava gi\u00e0 nei tempi antichi: \u00abQuesta parola \u00e8 molto vicina a te, \u00e8 nella tua bocca e nel tuo cuore, perch\u00e9 tu la metta in pratica\u00bb (<i>Dt<\/i>&nbsp;30,14).<\/p>\n<p align=\"justify\">Dato a Roma, presso San Giovanni in Laterano, 30 Settembre 2019<\/p>\n<p align=\"justify\">Memoria liturgica di San Girolamo nell\u2019inizio del 1600\u00b0 anniversario della morte<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>FRANCESCO<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"250\">\n<div id=\"ftn1\" dir=\"ltr\">\n<p align=\"justify\">&nbsp;<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/motu_proprio\/documents\/papa-francesco-motu-proprio-20190930_aperuit-illis.html#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>&nbsp;Cfr&nbsp;<i>AAS<\/i>&nbsp;102 (2010), 692-787.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/motu_proprio\/documents\/papa-francesco-motu-proprio-20190930_aperuit-illis.html#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>&nbsp;\u00abLa sacramentalit\u00e0 della Parola si lascia cos\u00ec comprendere in analogia alla presenza reale di Cristo sotto le specie del pane e del vino consacrati.&nbsp;Accostandoci all\u2019altare e prendendo parte al banchetto eucaristico noi comunichiamo realmente al corpo e al sangue di Cristo. La proclamazione della Parola di Dio nella celebrazione comporta il riconoscere che sia Cristo stesso ad essere presente e a rivolgersi a noi per essere accolto\u00bb&nbsp;(<i>Verbum Domini<\/i>, 56).<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonti:<\/p>\n<p>http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/motu_proprio\/documents\/papa-francesco-motu-proprio-20190930_aperuit-illis.html<\/p>\n<p>https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/papa\/news\/2019-09\/papa-istituisce-domenica-parola-dio-motu-proprio.html<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Con la Lettera apostolica in forma di Motu proprio \u201cAperuit illis\u201d, il Papa stabilisce che \u201cla III Domenica del Tempo ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio\u201d. Il documento \u00e8 stato pubblicato oggi, 30 settembre, nella memoria liturgica di San Girolamo, all\u2019inizio del 1600\u00b0 anniversario della morte del celebre traduttore della Bibbia in latino. &nbsp; &nbsp; &nbsp; LETTERA APOSTOLICA IN FORMA DI \u00abMOTU PROPRIO\u00bb DEL SOMMO PONTEFICE FRANCESCO \u201cAPERUIT ILLIS\u201d CON LA QUALE VIENE ISTITUITA LA DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO &nbsp; 1. \u00abApr\u00ec loro la mente per comprendere le Scritture\u00bb (Lc&nbsp;24,45). \u00c8 uno degli ultimi gesti compiuti dal Signore risorto, prima della sua Ascensione. Appare ai discepoli mentre sono radunati insieme, spezza con loro il pane e apre le loro menti all\u2019intelligenza delle Sacre Scritture. A quegli uomini impauriti e delusi rivela il senso del mistero pasquale: che cio\u00e8, secondo il progetto eterno del Padre, Ges\u00f9 doveva patire e risuscitare dai morti per offrire la conversione e il perdono dei peccati (cfr&nbsp;Lc&nbsp;24,26.46-47); e promette lo Spirito Santo che dar\u00e0 loro la forza di essere testimoni di questo Mistero di salvezza (cfr&nbsp;Lc&nbsp;24,49). La relazione tra il Risorto, la comunit\u00e0 dei credenti e la Sacra Scrittura \u00e8 estremamente vitale per la nostra identit\u00e0. Senza il Signore che ci introduce \u00e8 impossibile comprendere in profondit\u00e0 la Sacra Scrittura, ma \u00e8 altrettanto vero il contrario: senza la Sacra Scrittura restano indecifrabili gli eventi della missione di Ges\u00f9 e della sua Chiesa nel mondo. Giustamente San Girolamo poteva scrivere: \u00abL\u2019ignoranza delle Scritture \u00e8 ignoranza di Cristo\u00bb (In Is., Prologo:&nbsp;PL&nbsp;24,17). 2. A conclusione del&nbsp;Giubileo straordinario della misericordia&nbsp;avevo chiesto che si pensasse a \u00abuna domenica dedicata interamente alla Parola di Dio, per comprendere l\u2019inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo\u00bb (Lett. ap.&nbsp;Misericordia et misera, 7). Dedicare in modo particolare una domenica dell\u2019Anno liturgico alla Parola di Dio consente, anzitutto, di far rivivere alla Chiesa il gesto del Risorto che apre anche per noi il tesoro della sua Parola perch\u00e9 possiamo essere nel mondo annunciatori di questa inesauribile ricchezza. Tornano alla mente in proposito gli insegnamenti di Sant\u2019Efrem: \u00abChi \u00e8 capace di comprendere, Signore, tutta la ricchezza di una sola delle tue parole? \u00c8 molto di pi\u00f9 ci\u00f2 che sfugge di quanto riusciamo a comprendere. Siamo proprio come gli assetati che bevono a una fonte. La tua parola offre molti aspetti diversi, come numerose sono le prospettive di quanti la studiano. Il Signore ha colorato la sua parola di bellezze svariate, perch\u00e9 coloro che la scrutano possano contemplare ci\u00f2 che preferiscono. Ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, perch\u00e9 ciascuno di noi trovi una ricchezza in ci\u00f2 che contempla\u00bb (Commenti sul Diatessaron, 1, 18). Con questa Lettera, pertanto, intendo rispondere a tante richieste che mi sono giunte da parte del popolo di Dio, perch\u00e9 in tutta la Chiesa si possa celebrare in unit\u00e0 di intenti la&nbsp;Domenica della Parola di Dio. \u00c8 diventata ormai una prassi comune vivere dei momenti in cui la comunit\u00e0 cristiana si concentra sul grande valore che la Parola di Dio occupa nella sua esistenza quotidiana. Esiste nelle diverse Chiese locali una ricchezza di iniziative che rende sempre pi\u00f9 accessibile la Sacra Scrittura ai credenti, cos\u00ec da farli sentire grati di un dono tanto grande, impegnati a viverlo nel quotidiano e responsabili di testimoniarlo con coerenza. Il&nbsp;Concilio Ecumenico Vaticano II&nbsp;ha dato un grande impulso alla riscoperta della Parola di Dio con la Costituzione dogmatica&nbsp;Dei Verbum. Da quelle pagine, che sempre meritano di essere meditate e vissute, emerge in maniera chiara la natura della Sacra Scrittura, il suo essere tramandata di generazione in generazione (cap. II), la sua ispirazione divina (cap. III) che abbraccia Antico e Nuovo Testamento (capp. IV e V) e la sua importanza per la vita della Chiesa (cap. VI). Per incrementare quell\u2019insegnamento,&nbsp;Benedetto XVI&nbsp;convoc\u00f2&nbsp;nel 2008 un\u2019Assemblea del Sinodo dei Vescovi sul tema \u201cLa Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa\u201d, in seguito alla quale pubblic\u00f2 l\u2019Esortazione Apostolica&nbsp;Verbum Domini, che costituisce un insegnamento imprescindibile per le nostre comunit\u00e0.[1]&nbsp;In questo Documento, in modo particolare, viene approfondito il carattere performativo della Parola di Dio, soprattutto quando nell\u2019azione liturgica emerge il suo carattere propriamente sacramentale.[2] \u00c8 bene, pertanto, che non venga mai a mancare nella vita del nostro popolo questo rapporto decisivo con la Parola viva che il Signore non si stanca mai di rivolgere alla sua Sposa, perch\u00e9 possa crescere nell\u2019amore e nella testimonianza di fede. 3. Stabilisco, pertanto, che la III Domenica del Tempo Ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio. Questa&nbsp;Domenica della Parola di Dio&nbsp;verr\u00e0 cos\u00ec a collocarsi in un momento opportuno di quel periodo dell\u2019anno, quando siamo invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani. Non si tratta di una mera coincidenza temporale: celebrare la&nbsp;Domenica della Parola di Dio&nbsp;esprime una valenza ecumenica, perch\u00e9 la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da perseguire per giungere a un\u2019unit\u00e0 autentica e solida. Le comunit\u00e0 troveranno il modo per vivere questa&nbsp;Domenica&nbsp;come un giorno solenne. Sar\u00e0 importante, comunque, che nella celebrazione eucaristica si possa intronizzare il testo sacro, cos\u00ec da rendere evidente all\u2019assemblea il valore normativo che la Parola di Dio possiede. In questa domenica, in modo particolare, sar\u00e0 utile evidenziare la sua proclamazione e adattare l\u2019omelia per mettere in risalto il servizio che si rende alla Parola del Signore. I Vescovi potranno in questa Domenica celebrare il rito del Lettorato o affidare un ministero simile, per richiamare l\u2019importanza della proclamazione della Parola di Dio nella liturgia. \u00c8 fondamentale, infatti, che non venga meno ogni sforzo perch\u00e9 si preparino alcuni fedeli ad essere veri annunciatori della Parola con una preparazione adeguata, cos\u00ec come avviene in maniera ormai usuale per gli accoliti o i ministri straordinari della Comunione. Alla stessa stregua, i parroci potranno trovare le forme per la consegna della Bibbia, o di un suo libro, a tutta l\u2019assemblea in modo da far emergere l\u2019importanza di continuare nella vita quotidiana la lettura, l\u2019approfondimento [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":6295,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-6297","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6297"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6297\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6438,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6297\/revisions\/6438"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6295"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}