{"id":6884,"date":"2020-04-18T15:45:43","date_gmt":"2020-04-18T13:45:43","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=6884"},"modified":"2020-04-18T21:37:42","modified_gmt":"2020-04-18T19:37:42","slug":"6884-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/6884-2\/","title":{"rendered":"Gv 20, 19-31"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<p>19.04.2020 II Domenica di Pasqua anno A<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Domenica della Divina Misericordia<\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/167284.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-6882 size-medium\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/167284-e1587217520126-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/167284-e1587217520126-218x300.jpg 218w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/167284-e1587217520126-745x1024.jpg 745w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/167284-e1587217520126-768x1056.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/167284-e1587217520126-1117x1536.jpg 1117w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/167284-e1587217520126-1489x2048.jpg 1489w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/167284-e1587217520126.jpg 1584w\" sizes=\"auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/a><span style=\"color: #6b1402;\">+&nbsp;Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #6b1402;\">La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges\u00f9, stette in mezzo e disse loro: \u00abPace a voi!\u00bb. Detto questo, mostr\u00f2 loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #6b1402;\">Ges\u00f9 disse loro di nuovo: \u00abPace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi\u00bb. Detto questo, soffi\u00f2 e disse loro: \u00abRicevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #6b1402;\">Tommaso, uno dei Dodici, chiamato D\u00ecdimo, non era con loro quando venne Ges\u00f9. Gli dicevano gli altri discepoli: \u00abAbbiamo visto il Signore!\u00bb. Ma egli disse loro: \u00abSe non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #6b1402;\">Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c\u2019era con loro anche Tommaso. Venne Ges\u00f9, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: \u00abPace a voi!\u00bb. Poi disse a Tommaso: \u00abMetti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!\u00bb. Gli rispose Tommaso: \u00abMio Signore e mio Dio!\u00bb. Ges\u00f9 gli disse: \u00abPerch\u00e9 mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #6b1402;\">Ges\u00f9, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perch\u00e9 crediate che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo, il Figlio di Dio, e perch\u00e9, credendo, abbiate la vita nel suo nome.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">_________________<\/p>\n<p align=\"justify\">La seconda domenica di Pasqua \u00e8 detta &#8220;domenica<em> in albis<\/em>&#8221; perch\u00e9 i catecumeni che avevano ricevuto il battesimo nella notte di Pasqua, indossavano la veste bianca per tutti gli otto giorni, fino a oggi, giorno in cui deponevano tale veste, perch\u00e9 da quel momento tutta la loro vita e non semplicemente un abito, doveva annunciare l&#8217;incontro con Cristo Risorto e Signore. In tempi pi\u00f9 recenti, Giovanni Paolo II ha definito questa domenica come la &#8220;domenica della misericordia&#8221;. E infatti leggiamo la parte conclusiva del capitolo 20 del Quarto Vangelo, pagina nella quale troviamo il comando di Ges\u00f9 sul perdono dei peccati, autorit\u00e0 data ai suoi, riuniti nel cenacolo. Ma \u00e8 importante osservare che questo \u201cpotere\u201d viene conferito dopo la Risurrezione, perch\u00e9 la liberazione dal peccato e dalla morte che ne \u00e8 la conseguenza ci \u00e8 data in modo definitivo nella Pasqua, attraverso il sacrificio di Cristo sulla croce. E le prime parole di Ges\u00f9 risorto rivolte agli Undici sono \u201cPace a voi\u201d! C\u2019\u00e8 una pace che avvolge la nostra vita, che non \u00e8 frutto del nostro impegno, n\u00e9 delle nostre capacit\u00e0, ma \u00e8 dono d\u2019amore conquistato per noi dal Signore Ges\u00f9 ed elargito a chi lo vuole accogliere. Questa pace abita la comunit\u00e0 credente riunita con il suo Signore e Maestro, che \u201cviene\u201d e \u201csta\u201d, cio\u00e8 resta, non se ne va, anche se fisicamente non ne vediamo la presenza. Lo sappiamo fin dal prologo del Vangelo di Giovanni, che la venuta nella nostra carne del Figlio di Dio \u00e8 definitiva, perch\u00e9 \u201cha posto la sua tenda in mezzo a noi\u201d. Con la Pasqua questa presenza \u00e8 nuova, perch\u00e9 ci\u00f2 che ha motivato l\u2019incarnazione si \u00e8 gi\u00e0 compiuto, noi siamo il popolo dei salvati. Ecco allora la pace vera! Per trovarla, a noi \u00e8 chiesto di guardare a Lui, come fanno gli Undici, compreso Tommaso. Ges\u00f9 lo invita a toccare, ma a Tommaso basta vedere\u2026 Eppure c\u2019\u00e8 una beatitudine che \u00e8 rivolta a coloro che crederanno anche senza vedere. Tommaso pronuncia la professione di fede pi\u00f9 perfetta che troviamo nei vangeli. E l\u2019evangelista commenta con una frase che suona come una conclusione, tanto che per molti studiosi il quarto vangelo si concludeva qui, mentre il capitolo 21 sarebbe un&#8217;aggiunta successiva. Cosa dice questa conclusione? Apre al tempo della Chiesa, la comunit\u00e0 dei credenti, beati perch\u00e9 credono pur senza aver visto, beati perch\u00e9 guidati dal dono dello Spirito Paraclito che Ges\u00f9 effonde sulla Chiesa, beati perch\u00e9 in Ges\u00f9 morto e risorto siamo gi\u00e0 entrati nella nuova dimensione dell\u2019eternit\u00e0, dove il peccato e la morte sono gi\u00e0 vinti e dove la vita trionfa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa pagina di Vangelo \u00e8 preziosa, perch\u00e9 ci indica anche il tempo del nostro riunirci come comunit\u00e0 cristiana, l\u2019ottavo giorno, cio\u00e8 la domenica successiva alla Pasqua, e da l\u00ec ogni ottavo giorno. La Chiesa ha messo da subito in atto questo invito, nella scansione della settimana, fino alla pasqua della settimana che \u00e8 appunto la domenica.<\/p>\n<p align=\"justify\">E come ha ricordato papa Francesco in questi giorni, la\u201cfamiliarit\u00e0 con il Signore, dei cristiani, \u00e8 sempre comunitaria. S\u00ec, \u00e8 intima, \u00e8 personale ma in comunit\u00e0. Una familiarit\u00e0 senza comunit\u00e0, una familiarit\u00e0 senza il pane, una familiarit\u00e0 senza la Chiesa, senza il popolo, senza i sacramenti \u00e8 pericolosa. Pu\u00f2 diventare una familiarit\u00e0 \u2013 diciamo \u2013 gnostica, una familiarit\u00e0 per me soltanto, staccata dal popolo di Dio. La familiarit\u00e0 degli apostoli con il Signore sempre era comunitaria, sempre era a tavola, segno della comunit\u00e0. Sempre era con il Sacramento, con il pane\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il cenacolo \u00e8 il luogo dove Ges\u00f9 ritrova i suoi dopo la Pasqua. In tempo di coronavirus non ci \u00e8 dato di incontrarci come comunit\u00e0 intorno alla mensa eucaristica. Ma, mentre viviamo la fatica di questo periodo lontano dai sacramenti, manteniamo vivo il desiderio di nutrirci del pane di vita, chiediamo il dono dello Spirito, che ci sostenga e ci mantenga fedeli e fiduciosi, nella pace di Cristo. Nella \u201cnostalgia\u201d della comunit\u00e0 riunita, accogliamo il dono prezioso della misericordia di Dio, che ci lava, ci guarisce, ci salva.<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>19.04.2020 II Domenica di Pasqua anno A Domenica della Divina Misericordia &nbsp; +&nbsp;Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31) La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges\u00f9, stette in mezzo e disse loro: \u00abPace a voi!\u00bb. Detto questo, mostr\u00f2 loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Ges\u00f9 disse loro di nuovo: \u00abPace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi\u00bb. Detto questo, soffi\u00f2 e disse loro: \u00abRicevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati\u00bb. Tommaso, uno dei Dodici, chiamato D\u00ecdimo, non era con loro quando venne Ges\u00f9. Gli dicevano gli altri discepoli: \u00abAbbiamo visto il Signore!\u00bb. Ma egli disse loro: \u00abSe non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo\u00bb. Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c\u2019era con loro anche Tommaso. Venne Ges\u00f9, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: \u00abPace a voi!\u00bb. Poi disse a Tommaso: \u00abMetti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!\u00bb. Gli rispose Tommaso: \u00abMio Signore e mio Dio!\u00bb. Ges\u00f9 gli disse: \u00abPerch\u00e9 mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!\u00bb. Ges\u00f9, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perch\u00e9 crediate che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo, il Figlio di Dio, e perch\u00e9, credendo, abbiate la vita nel suo nome. _________________ La seconda domenica di Pasqua \u00e8 detta &#8220;domenica in albis&#8221; perch\u00e9 i catecumeni che avevano ricevuto il battesimo nella notte di Pasqua, indossavano la veste bianca per tutti gli otto giorni, fino a oggi, giorno in cui deponevano tale veste, perch\u00e9 da quel momento tutta la loro vita e non semplicemente un abito, doveva annunciare l&#8217;incontro con Cristo Risorto e Signore. In tempi pi\u00f9 recenti, Giovanni Paolo II ha definito questa domenica come la &#8220;domenica della misericordia&#8221;. E infatti leggiamo la parte conclusiva del capitolo 20 del Quarto Vangelo, pagina nella quale troviamo il comando di Ges\u00f9 sul perdono dei peccati, autorit\u00e0 data ai suoi, riuniti nel cenacolo. Ma \u00e8 importante osservare che questo \u201cpotere\u201d viene conferito dopo la Risurrezione, perch\u00e9 la liberazione dal peccato e dalla morte che ne \u00e8 la conseguenza ci \u00e8 data in modo definitivo nella Pasqua, attraverso il sacrificio di Cristo sulla croce. E le prime parole di Ges\u00f9 risorto rivolte agli Undici sono \u201cPace a voi\u201d! C\u2019\u00e8 una pace che avvolge la nostra vita, che non \u00e8 frutto del nostro impegno, n\u00e9 delle nostre capacit\u00e0, ma \u00e8 dono d\u2019amore conquistato per noi dal Signore Ges\u00f9 ed elargito a chi lo vuole accogliere. Questa pace abita la comunit\u00e0 credente riunita con il suo Signore e Maestro, che \u201cviene\u201d e \u201csta\u201d, cio\u00e8 resta, non se ne va, anche se fisicamente non ne vediamo la presenza. Lo sappiamo fin dal prologo del Vangelo di Giovanni, che la venuta nella nostra carne del Figlio di Dio \u00e8 definitiva, perch\u00e9 \u201cha posto la sua tenda in mezzo a noi\u201d. Con la Pasqua questa presenza \u00e8 nuova, perch\u00e9 ci\u00f2 che ha motivato l\u2019incarnazione si \u00e8 gi\u00e0 compiuto, noi siamo il popolo dei salvati. Ecco allora la pace vera! Per trovarla, a noi \u00e8 chiesto di guardare a Lui, come fanno gli Undici, compreso Tommaso. Ges\u00f9 lo invita a toccare, ma a Tommaso basta vedere\u2026 Eppure c\u2019\u00e8 una beatitudine che \u00e8 rivolta a coloro che crederanno anche senza vedere. Tommaso pronuncia la professione di fede pi\u00f9 perfetta che troviamo nei vangeli. E l\u2019evangelista commenta con una frase che suona come una conclusione, tanto che per molti studiosi il quarto vangelo si concludeva qui, mentre il capitolo 21 sarebbe un&#8217;aggiunta successiva. Cosa dice questa conclusione? Apre al tempo della Chiesa, la comunit\u00e0 dei credenti, beati perch\u00e9 credono pur senza aver visto, beati perch\u00e9 guidati dal dono dello Spirito Paraclito che Ges\u00f9 effonde sulla Chiesa, beati perch\u00e9 in Ges\u00f9 morto e risorto siamo gi\u00e0 entrati nella nuova dimensione dell\u2019eternit\u00e0, dove il peccato e la morte sono gi\u00e0 vinti e dove la vita trionfa. Questa pagina di Vangelo \u00e8 preziosa, perch\u00e9 ci indica anche il tempo del nostro riunirci come comunit\u00e0 cristiana, l\u2019ottavo giorno, cio\u00e8 la domenica successiva alla Pasqua, e da l\u00ec ogni ottavo giorno. La Chiesa ha messo da subito in atto questo invito, nella scansione della settimana, fino alla pasqua della settimana che \u00e8 appunto la domenica. E come ha ricordato papa Francesco in questi giorni, la\u201cfamiliarit\u00e0 con il Signore, dei cristiani, \u00e8 sempre comunitaria. S\u00ec, \u00e8 intima, \u00e8 personale ma in comunit\u00e0. Una familiarit\u00e0 senza comunit\u00e0, una familiarit\u00e0 senza il pane, una familiarit\u00e0 senza la Chiesa, senza il popolo, senza i sacramenti \u00e8 pericolosa. Pu\u00f2 diventare una familiarit\u00e0 \u2013 diciamo \u2013 gnostica, una familiarit\u00e0 per me soltanto, staccata dal popolo di Dio. La familiarit\u00e0 degli apostoli con il Signore sempre era comunitaria, sempre era a tavola, segno della comunit\u00e0. Sempre era con il Sacramento, con il pane\u201d. Il cenacolo \u00e8 il luogo dove Ges\u00f9 ritrova i suoi dopo la Pasqua. 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