{"id":7446,"date":"2020-07-25T20:15:59","date_gmt":"2020-07-25T18:15:59","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=7446"},"modified":"2020-07-25T23:00:19","modified_gmt":"2020-07-25T21:00:19","slug":"mt-13-44-52","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mt-13-44-52\/","title":{"rendered":"Mt 13, 44-52"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<p>26.07.2020&nbsp; XVII Domenica del Tempo Ordinario (anno A)<\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #094509;\">Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13, 44-52)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #094509;\"><a style=\"color: #094509;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/rembrandt.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7449 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/rembrandt-300x230.jpg\" alt=\"\" width=\"330\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/rembrandt-300x230.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/rembrandt.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 330px) 100vw, 330px\" \/><\/a>In quel tempo Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abIl regno dei cieli \u00e8 simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #094509;\"> Il regno dei cieli \u00e8 simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli \u00e8 simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando \u00e8 piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Cos\u00ec sar\u00e0 alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sar\u00e0 pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?\u00bb. Gli risposero: \u00abS\u00ec\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #094509;\">Ed egli disse loro: \u00abPer questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, \u00e8 simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #094509;\">Parola del Signore.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">_____________<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Con il vangelo di questa XVII domenica del tempo ordinario dell\u2019anno A si conclude la lettura del \u201cdiscorso in parabole\u201d del vangelo di Matteo. Le tre brevi parabole conclusive sono rivolte ai discepoli, ai quali Ges\u00f9 aveva spiegato il significato delle due parabole \u201cmaggiori\u201d del capitolo, quelle del seminatore e della zizzania. Anche al termine di queste parabole il Maestro si preoccupa che i suoi abbiano capito il significato delle sue parole. Il versetto conclusivo per molti commentatori costituisce una firma dell\u2019evangelista: pare infatti che Matteo fosse uno scriba, cio\u00e8 un esperto conoscitore della Legge, che si era convertito al Cristo. Ecco allora che sarebbe lui lo \u201cscriba divenuto discepolo del regno\u201d: chi dall\u2019antica Legge inizia a seguire Ges\u00f9, ha nel suo cuore il duplice tesoro della Parola antica e nuova di Dio. Ascoltare la Parola del Signore permette di scoprire quel tesoro di cui parlano le prime due parabole. Il termine di paragone \u00e8 sempre ci\u00f2 che avviene nel regno dei cieli.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le prime due parabole paiono molto simili: c\u2019\u00e8 un tesoro in un campo e una perla preziosa. Chi trova ci\u00f2, lascia tutto per possedere quell\u2019unico tesoro che ha trovato. Ma, mentre il tesoro sembra trovato per caso nel campo, il mercante va alla ricerca di ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 prezioso. Non c\u2019\u00e8 un\u2019unica modalit\u00e0 per trovare il tesoro pi\u00f9 grande, il Signore Ges\u00f9. Lo posso anche incontrare, almeno apparentemente, per caso, cio\u00e8 senza essermi messo alla sua ricerca. Ma ci\u00f2 che conta \u00e8 quello che decido di fare quando l\u2019ho incontrato: posso anche passare oltre, non avere il coraggio di lasciare tutto il resto\u2026 L\u2019uomo della parabola fa invece una cosa forse un po\u2019 strana: non compra il pezzetto di terra dove sa che si nasconde il tesoro, compra invece l\u2019intero campo! Questo gli costa \u201ctutti i suoi averi\u201d! E poi? Poi ha tutta la vita per scoprire l\u2019immenso tesoro di cui \u00e8 entrato in possesso, davanti al quale tutti i beni del mondo perdono significato. Ma proprio perch\u00e9 il tesoro \u00e8 cos\u00ec grande, non me ne posso impadronire da un giorno all\u2019altro: lavoro quel campo, giorno per giorno, mi avvicino sempre pi\u00f9 alla conoscenza di quel tesoro\u2026 e pi\u00f9 lo scopro, pi\u00f9 ne comprendo il valore, pi\u00f9 mi rendo conto che so ancora cos\u00ec poco\u2026 e continuo a cercare, fino a dissodare tutto il campo, che diventa cos\u00ec terreno fecondo per il seme della Parola.<\/p>\n<p align=\"justify\">C\u2019\u00e8 poi un\u2019ultima parabola che non possiamo tralasciare, anche se \u00e8 quella che ci mette pi\u00f9 in difficolt\u00e0, nella sua severit\u00e0: la scelta del pescato, con la separazione tra i pesci buoni e i cattivi, ci ricorda il quadro della mietitura con cui si conclude la parabola della zizzania: quando giunger\u00e0 la fine di questo mondo, sar\u00e0 il tempo in cui ci\u00f2 che \u00e8 cattivo sar\u00e0 definitivamente separato dal buono. E il regno dei cieli apparir\u00e0 finalmente compiuto in tutta la sua bellezza, manifestazione della gloria di Dio. E noi? Noi abbiamo il dono della nostra vita per imparare a riconoscere Colui che solo \u00e8 buono e lasciare che il suo amore abiti in noi, facendoci riflesso suo, della sua bont\u00e0. Qui, nel tempo dell\u2019edificazione del regno, bene e male stanno insieme e non sta a noi il giudizio. Ma il nostro giudizio che conta \u00e8 il discernimento, ogni giorno: invocare il Spirito di Dio perch\u00e9 ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri, fino al giorno in cui quel tesoro prezioso sar\u00e0 nostro. Attenzione per\u00f2: i pesci vengono pescati insieme, sono una comunit\u00e0! Noi cristiani dobbiamo ricordare che ci salviamo insieme, che camminiamo insieme, che quell\u2019amore, tesoro prezioso, che Dio dona al nostro cuore, si declina necessariamente nell\u2019amore fraterno, altrimenti non \u00e8 autentico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>26.07.2020&nbsp; XVII Domenica del Tempo Ordinario (anno A) &nbsp; Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13, 44-52) In quel tempo Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abIl regno dei cieli \u00e8 simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli \u00e8 simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli \u00e8 simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando \u00e8 piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Cos\u00ec sar\u00e0 alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sar\u00e0 pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?\u00bb. Gli risposero: \u00abS\u00ec\u00bb. Ed egli disse loro: \u00abPer questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, \u00e8 simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche\u00bb. Parola del Signore. _____________ Con il vangelo di questa XVII domenica del tempo ordinario dell\u2019anno A si conclude la lettura del \u201cdiscorso in parabole\u201d del vangelo di Matteo. Le tre brevi parabole conclusive sono rivolte ai discepoli, ai quali Ges\u00f9 aveva spiegato il significato delle due parabole \u201cmaggiori\u201d del capitolo, quelle del seminatore e della zizzania. Anche al termine di queste parabole il Maestro si preoccupa che i suoi abbiano capito il significato delle sue parole. Il versetto conclusivo per molti commentatori costituisce una firma dell\u2019evangelista: pare infatti che Matteo fosse uno scriba, cio\u00e8 un esperto conoscitore della Legge, che si era convertito al Cristo. Ecco allora che sarebbe lui lo \u201cscriba divenuto discepolo del regno\u201d: chi dall\u2019antica Legge inizia a seguire Ges\u00f9, ha nel suo cuore il duplice tesoro della Parola antica e nuova di Dio. Ascoltare la Parola del Signore permette di scoprire quel tesoro di cui parlano le prime due parabole. Il termine di paragone \u00e8 sempre ci\u00f2 che avviene nel regno dei cieli. Le prime due parabole paiono molto simili: c\u2019\u00e8 un tesoro in un campo e una perla preziosa. Chi trova ci\u00f2, lascia tutto per possedere quell\u2019unico tesoro che ha trovato. Ma, mentre il tesoro sembra trovato per caso nel campo, il mercante va alla ricerca di ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 prezioso. Non c\u2019\u00e8 un\u2019unica modalit\u00e0 per trovare il tesoro pi\u00f9 grande, il Signore Ges\u00f9. Lo posso anche incontrare, almeno apparentemente, per caso, cio\u00e8 senza essermi messo alla sua ricerca. Ma ci\u00f2 che conta \u00e8 quello che decido di fare quando l\u2019ho incontrato: posso anche passare oltre, non avere il coraggio di lasciare tutto il resto\u2026 L\u2019uomo della parabola fa invece una cosa forse un po\u2019 strana: non compra il pezzetto di terra dove sa che si nasconde il tesoro, compra invece l\u2019intero campo! Questo gli costa \u201ctutti i suoi averi\u201d! E poi? Poi ha tutta la vita per scoprire l\u2019immenso tesoro di cui \u00e8 entrato in possesso, davanti al quale tutti i beni del mondo perdono significato. Ma proprio perch\u00e9 il tesoro \u00e8 cos\u00ec grande, non me ne posso impadronire da un giorno all\u2019altro: lavoro quel campo, giorno per giorno, mi avvicino sempre pi\u00f9 alla conoscenza di quel tesoro\u2026 e pi\u00f9 lo scopro, pi\u00f9 ne comprendo il valore, pi\u00f9 mi rendo conto che so ancora cos\u00ec poco\u2026 e continuo a cercare, fino a dissodare tutto il campo, che diventa cos\u00ec terreno fecondo per il seme della Parola. C\u2019\u00e8 poi un\u2019ultima parabola che non possiamo tralasciare, anche se \u00e8 quella che ci mette pi\u00f9 in difficolt\u00e0, nella sua severit\u00e0: la scelta del pescato, con la separazione tra i pesci buoni e i cattivi, ci ricorda il quadro della mietitura con cui si conclude la parabola della zizzania: quando giunger\u00e0 la fine di questo mondo, sar\u00e0 il tempo in cui ci\u00f2 che \u00e8 cattivo sar\u00e0 definitivamente separato dal buono. E il regno dei cieli apparir\u00e0 finalmente compiuto in tutta la sua bellezza, manifestazione della gloria di Dio. E noi? Noi abbiamo il dono della nostra vita per imparare a riconoscere Colui che solo \u00e8 buono e lasciare che il suo amore abiti in noi, facendoci riflesso suo, della sua bont\u00e0. Qui, nel tempo dell\u2019edificazione del regno, bene e male stanno insieme e non sta a noi il giudizio. 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