{"id":7813,"date":"2020-08-27T20:37:49","date_gmt":"2020-08-27T18:37:49","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=7813"},"modified":"2020-08-29T21:51:24","modified_gmt":"2020-08-29T19:51:24","slug":"mt-16-21-27","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mt-16-21-27\/","title":{"rendered":"Mt 16, 21-27"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">30.08.2020 XXII Domenica del Tempo Ordinario (anno A)<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #4a1e0a;\">Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16, 21-27)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #4a1e0a;\">In quel tempo, Ges\u00f9 cominci\u00f2 a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #4a1e0a;\">Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: \u00abDio non voglia, Signore; questo non ti accadr\u00e0 mai\u00bb. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: \u00abVa\u2019 dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perch\u00e9 non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #4a1e0a;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7816 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/image_7-300x213.jpeg\" alt=\"\" width=\"383\" height=\"272\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/image_7-300x213.jpeg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/image_7.jpeg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 383px) 100vw, 383px\" \/><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #4a1e0a;\">Allora Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abSe qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perch\u00e9 chi vuole salvare la propria vita, la perder\u00e0; ma chi perder\u00e0 la propria vita per causa mia, la trover\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #4a1e0a;\">Infatti quale vantaggio avr\u00e0 un uomo se guadagner\u00e0 il mondo intero, ma perder\u00e0 la propria vita? O che cosa un uomo potr\u00e0 dare in cambio della propria vita?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #4a1e0a;\">Perch\u00e9 il Figlio dell\u2019uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora render\u00e0 a ciascuno secondo le sue azioni\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">_______________<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In continuit\u00e0 con la pagina di vangelo di domenica scorsa, Ges\u00f9 continua il dialogo con i suoi discepoli annunciando per la prima volta la sua passione. Nei vangeli sinottici si contano di solito tre annunci, numero simbolico, perch\u00e9 nel testo troviamo altri annunci, in forma forse meno esplicita. Ma il numero tre indica la perfezione, ed ecco che gi\u00e0 da questo traiamo un insegnamento importante: la perfezione non \u00e8 nell\u2019assenza di dolore, ma nell\u2019accogliere e offrire la croce, per la salvezza del mondo, proprio come il Signore ci ha mostrato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anche in Matteo, Ges\u00f9 aveva gi\u00e0 accennato ai discepoli che la loro missione sarebbe stata caratterizzata dalla persecuzione, proprio come stava per accadere a lui (10,24s), ma le sue parole non erano state comprese. Ora, dando alla sua vita pubblica una nuova svolta, comincia a parlare in modo chiaro e aperto della sua passione, ma Pietro, ancora una volta rappresentante di tutti, si oppone a questa prospettiva. Lui che poco prima ha dichiarato con entusiasmo la dignit\u00e0 messianica divina di Ges\u00f9, non sa aprirsi al vero significato della sua confessione: invece della gloria, l&#8217;umiliazione, invece del successo e della vittoria, la sconfitta e la morte. Questa idea gli \u00e8 insopportabile. E anche se Ges\u00f9 annuncia contemporaneamente la resurrezione, Pietro non accetta la via della morte per giungere alla resurrezione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vengono enumerati gli avvenimenti pi\u00f9 importanti che fanno parte del piano stabilito da Dio per la salvezza. Matteo usa qui un termine tipico della passione: <em>doveva<\/em> (v.21), verbo che esprime una necessit\u00e0, da cui sembra che Dio non avesse altra scelta; ma in realt\u00e0 \u00e8 una necessit\u00e0 divina, una costrizione d&#8217;amore. Ci\u00f2 nonostante, chi prepara la passione e morte di Ges\u00f9 \u00e8 il Sinedrio, con una libera e responsabile decisione, quindi il piano di Dio e la responsabilit\u00e0 umana non si escludono. Ma se era difficile riconoscere una presenza e un&#8217;opera divina e messianica nelle parole e azioni di Ges\u00f9, ancora pi\u00f9 difficile sar\u00e0 riconoscerla nella sua passione; e la reazione di Pietro conferma questa difficolt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Matteo non si affida solo alle parole per descrivere la situazione, ma d\u00e0 anche alcune significative indicazioni spaziali. Pietro trae in disparte Ges\u00f9, lo distoglie fisicamente dalla strada verso Gerusalemme, e quando Ges\u00f9 vorr\u00e0 parlargli sar\u00e0 costretto a voltarsi, perch\u00e9 Pietro rivolge il suo sguardo altrove. Ges\u00f9 esplicita il tentativo di Pietro parlando di scandalo: Pietro era stato proclamato roccia di fondamento, ora si trova di fronte allo scandalo della croce e diventa lui stesso pietra d&#8217;inciampo (cfr <em>1Pt<\/em> 2,6-8), perch\u00e9 fa della sua concezione umana del Messia il suo punto di riferimento. Egli diviene cos\u00ec satana, tentatore, per il suo Signore. La tentazione nel deserto era all&#8217;inizio dell&#8217;attivit\u00e0 messianica di Ges\u00f9, questo dialogo \u00e8 all&#8217;inizio della sua passione. Pietro pensa come uomo davanti alla sofferenza, ma i criteri umani non hanno alcun valore davanti a Dio (cfr <em>Is<\/em> 55,8). Ges\u00f9 \u00e8 deciso ad andare avanti, non vuole sottrarsi alla volont\u00e0 di Dio, perch\u00e9 sa che \u00e8 una volont\u00e0 piena di amore. La passione \u00e8 necessaria, perch\u00e9 senza una lotta non ci pu\u00f2 essere la vittoria. Egli deve affrontare il male, il peccato e la morte, per tracciare la via che porta alla vita. E Ges\u00f9 assegna a Pietro l\u2019unico posto possibile: dietro, nella sequela. Le parole che seguono si legano direttamente all\u2019annuncio della passione, perch\u00e9 la strada tracciata da Ges\u00f9 \u00e8 quella che anche il discepolo \u00e8 chiamato a percorrere. Il Signore ha appena detto a Pietro: \u201cVa\u2019 dietro a me\u201d (v.23); e adesso spiega che cosa questo comporti: per essere suoi discepoli occorre rinnegare se stessi, prendere la propria croce e seguirlo. Con queste tre affermazioni Ges\u00f9 dichiara ai suoi discepoli che si deve passare attraverso la morte per giungere alla resurrezione, come ha fatto lui.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La prima condizione \u00e8 rinnegare se stessi: non riconoscere pi\u00f9 le proprie esigenze e rinunciarvi; non \u00e8, per\u00f2, subire passivamente, ma una decisione libera e consapevole: si rinuncia a qualcosa di poco conto per qualcosa di pi\u00f9 grande (\u00e8 la stessa logica delle parabole del tesoro e della perla, cfr<em> Mt<\/em> 13,44-46). La seconda condizione della sequela \u00e8 prendere la propria croce, cio\u00e8 essere disposti a morire. Il condannato doveva portare la croce fino sul luogo dell&#8217;esecuzione, quindi anche in questo caso l&#8217;accento viene posto sulla decisione personale, sulla scelta risoluta di aderire alla chiamata di Dio. Le due espressioni si integrano a vicenda e intendono in fondo la stessa cosa, non un atto eroico di orgoglio o di disperazione fatalista, ma la volont\u00e0 e il proposito fermo di abbandonarsi alla volont\u00e0 di Dio. \u00c8 umilt\u00e0 profonda che accetta di abbandonare ogni autosufficienza e ogni tentativo di possesso a causa di Cristo. Portare la croce include ogni sofferenza accolta con amore, sapendo che il Signore la porta con noi. La passione di Ges\u00f9 e la sequela nella sofferenza dei discepoli formano un tutt&#8217;uno inscindibile. <em>Salvare e perdere<\/em>: di questo si tratta, con la garanzia di una salvezza definitiva della vita o con la perdizione, la rovina totale, il vuoto, l&#8217;assurdo. Queste due possibilit\u00e0 stanno davanti all&#8217;uomo come due vie: una conduce alla vita, l&#8217;altra alla perdizione. A Pietro, e oggi a noi, \u00e8 chiesto di intraprendere questa sequela, per entrare nella vita.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>30.08.2020 XXII Domenica del Tempo Ordinario (anno A) &nbsp; Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16, 21-27) In quel tempo, Ges\u00f9 cominci\u00f2 a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: \u00abDio non voglia, Signore; questo non ti accadr\u00e0 mai\u00bb. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: \u00abVa\u2019 dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perch\u00e9 non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!\u00bb. Allora Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abSe qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perch\u00e9 chi vuole salvare la propria vita, la perder\u00e0; ma chi perder\u00e0 la propria vita per causa mia, la trover\u00e0. Infatti quale vantaggio avr\u00e0 un uomo se guadagner\u00e0 il mondo intero, ma perder\u00e0 la propria vita? O che cosa un uomo potr\u00e0 dare in cambio della propria vita? Perch\u00e9 il Figlio dell\u2019uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora render\u00e0 a ciascuno secondo le sue azioni\u00bb. _______________ In continuit\u00e0 con la pagina di vangelo di domenica scorsa, Ges\u00f9 continua il dialogo con i suoi discepoli annunciando per la prima volta la sua passione. Nei vangeli sinottici si contano di solito tre annunci, numero simbolico, perch\u00e9 nel testo troviamo altri annunci, in forma forse meno esplicita. Ma il numero tre indica la perfezione, ed ecco che gi\u00e0 da questo traiamo un insegnamento importante: la perfezione non \u00e8 nell\u2019assenza di dolore, ma nell\u2019accogliere e offrire la croce, per la salvezza del mondo, proprio come il Signore ci ha mostrato. Anche in Matteo, Ges\u00f9 aveva gi\u00e0 accennato ai discepoli che la loro missione sarebbe stata caratterizzata dalla persecuzione, proprio come stava per accadere a lui (10,24s), ma le sue parole non erano state comprese. Ora, dando alla sua vita pubblica una nuova svolta, comincia a parlare in modo chiaro e aperto della sua passione, ma Pietro, ancora una volta rappresentante di tutti, si oppone a questa prospettiva. Lui che poco prima ha dichiarato con entusiasmo la dignit\u00e0 messianica divina di Ges\u00f9, non sa aprirsi al vero significato della sua confessione: invece della gloria, l&#8217;umiliazione, invece del successo e della vittoria, la sconfitta e la morte. Questa idea gli \u00e8 insopportabile. E anche se Ges\u00f9 annuncia contemporaneamente la resurrezione, Pietro non accetta la via della morte per giungere alla resurrezione. Vengono enumerati gli avvenimenti pi\u00f9 importanti che fanno parte del piano stabilito da Dio per la salvezza. Matteo usa qui un termine tipico della passione: doveva (v.21), verbo che esprime una necessit\u00e0, da cui sembra che Dio non avesse altra scelta; ma in realt\u00e0 \u00e8 una necessit\u00e0 divina, una costrizione d&#8217;amore. Ci\u00f2 nonostante, chi prepara la passione e morte di Ges\u00f9 \u00e8 il Sinedrio, con una libera e responsabile decisione, quindi il piano di Dio e la responsabilit\u00e0 umana non si escludono. Ma se era difficile riconoscere una presenza e un&#8217;opera divina e messianica nelle parole e azioni di Ges\u00f9, ancora pi\u00f9 difficile sar\u00e0 riconoscerla nella sua passione; e la reazione di Pietro conferma questa difficolt\u00e0. Matteo non si affida solo alle parole per descrivere la situazione, ma d\u00e0 anche alcune significative indicazioni spaziali. Pietro trae in disparte Ges\u00f9, lo distoglie fisicamente dalla strada verso Gerusalemme, e quando Ges\u00f9 vorr\u00e0 parlargli sar\u00e0 costretto a voltarsi, perch\u00e9 Pietro rivolge il suo sguardo altrove. Ges\u00f9 esplicita il tentativo di Pietro parlando di scandalo: Pietro era stato proclamato roccia di fondamento, ora si trova di fronte allo scandalo della croce e diventa lui stesso pietra d&#8217;inciampo (cfr 1Pt 2,6-8), perch\u00e9 fa della sua concezione umana del Messia il suo punto di riferimento. Egli diviene cos\u00ec satana, tentatore, per il suo Signore. La tentazione nel deserto era all&#8217;inizio dell&#8217;attivit\u00e0 messianica di Ges\u00f9, questo dialogo \u00e8 all&#8217;inizio della sua passione. Pietro pensa come uomo davanti alla sofferenza, ma i criteri umani non hanno alcun valore davanti a Dio (cfr Is 55,8). Ges\u00f9 \u00e8 deciso ad andare avanti, non vuole sottrarsi alla volont\u00e0 di Dio, perch\u00e9 sa che \u00e8 una volont\u00e0 piena di amore. La passione \u00e8 necessaria, perch\u00e9 senza una lotta non ci pu\u00f2 essere la vittoria. Egli deve affrontare il male, il peccato e la morte, per tracciare la via che porta alla vita. E Ges\u00f9 assegna a Pietro l\u2019unico posto possibile: dietro, nella sequela. Le parole che seguono si legano direttamente all\u2019annuncio della passione, perch\u00e9 la strada tracciata da Ges\u00f9 \u00e8 quella che anche il discepolo \u00e8 chiamato a percorrere. Il Signore ha appena detto a Pietro: \u201cVa\u2019 dietro a me\u201d (v.23); e adesso spiega che cosa questo comporti: per essere suoi discepoli occorre rinnegare se stessi, prendere la propria croce e seguirlo. Con queste tre affermazioni Ges\u00f9 dichiara ai suoi discepoli che si deve passare attraverso la morte per giungere alla resurrezione, come ha fatto lui. La prima condizione \u00e8 rinnegare se stessi: non riconoscere pi\u00f9 le proprie esigenze e rinunciarvi; non \u00e8, per\u00f2, subire passivamente, ma una decisione libera e consapevole: si rinuncia a qualcosa di poco conto per qualcosa di pi\u00f9 grande (\u00e8 la stessa logica delle parabole del tesoro e della perla, cfr Mt 13,44-46). La seconda condizione della sequela \u00e8 prendere la propria croce, cio\u00e8 essere disposti a morire. Il condannato doveva portare la croce fino sul luogo dell&#8217;esecuzione, quindi anche in questo caso l&#8217;accento viene posto sulla decisione personale, sulla scelta risoluta di aderire alla chiamata di Dio. Le due espressioni si integrano a vicenda e intendono in fondo la stessa cosa, non un atto eroico di orgoglio o di disperazione fatalista, ma la volont\u00e0 e il proposito fermo di abbandonarsi alla volont\u00e0 di Dio. \u00c8 umilt\u00e0 profonda che accetta di abbandonare ogni autosufficienza e ogni tentativo di possesso a causa di Cristo. Portare la croce include ogni sofferenza accolta con amore, sapendo che il Signore la porta con noi. 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