{"id":7855,"date":"2020-09-05T20:36:23","date_gmt":"2020-09-05T18:36:23","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=7855"},"modified":"2020-09-11T20:53:18","modified_gmt":"2020-09-11T18:53:18","slug":"mt-18-15-20","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mt-18-15-20\/","title":{"rendered":"Mt 18, 15-20"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">06.09.2020 XXIII Domenica del Tempo Ordinario (anno A)<\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #191963;\">+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18, 15-20)<a style=\"color: #191963;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/lvl220180727091657.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7863 alignleft\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/lvl220180727091657-e1599331552658-300x266.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"181\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/lvl220180727091657-e1599331552658-300x266.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/lvl220180727091657-e1599331552658.jpg 483w\" sizes=\"auto, (max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #191963;\">In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abSe il tuo fratello commetter\u00e0 una colpa contro di te, va&#8217; e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolter\u00e0, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolter\u00e0, prendi ancora con te una o due persone, perch\u00e9 ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolter\u00e0 costoro, dillo alla comunit\u00e0; e se non ascolter\u00e0 neanche la comunit\u00e0, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verit\u00e0 io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sar\u00e0 legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sar\u00e0 sciolto in cielo. In verit\u00e0 io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d&#8217;accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che \u00e8 nei cieli gliela conceder\u00e0. Perch\u00e9 dove sono due o tre riuniti nel mio nome, l\u00ec sono io in mezzo a loro\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">______________<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Continuando la lettura del capitolo 18 di Matteo, discorso dedicato alla Chiesa, troviamo oggi le indicazioni su quella che si \u00e8 soliti chiamare \u201ccorrezione fraterna\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Siamo nella seconda parte del discorso, incentrata sul tema del perdono.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo aver affermato la necessit\u00e0 di protezione e di sostegno a ogni membro della comunit\u00e0 come responsabilit\u00e0 di chi \u00e8 chiamato al servizio dell\u2019autorit\u00e0 (parabola della pecorella smarrita, vv.11-14), nasce il problema di come comportarsi nei confronti di chi sbaglia, dei peccatori. \u00c8 una conseguenza immediata della questione degli scandali, visto che \u00e8 inevitabile, ha affermato lo stesso Ges\u00f9, che questi avvengano.<\/p>\n<p align=\"justify\">Di fondo, c&#8217;\u00e8 la preoccupazione di non lasciare che un fratello si perda, perch\u00e9 questa \u00e8 la volont\u00e0 del Padre; questo significa anche aiutarlo a riconoscere il proprio errore quando pecca e a riconciliarsi con la comunit\u00e0 e con Dio. La Chiesa \u00e8 una comunit\u00e0 di fratelli in cui ognuno \u00e8 responsabile della fede degli altri, quindi ognuno ha il dovere di correggere il fratello che sbaglia, facendo il primo passo e mettendo in atto una strategia di intervento che prevede tre momenti, con una gradualit\u00e0 che \u00e8 gi\u00e0 in s\u00e9 espressione di misericordia. Prima di tutto viene il tentativo di ricostruire un&#8217;autentica relazione personale e fraterna; per questo il primo gradino del processo di correzione si svolge a tu per tu. Se questo fallisce, ne viene proposto un secondo, che coinvolge due testimoni, al fine di porre colui che ha sbagliato di fronte alla propria responsabilit\u00e0. Se anche questo tentativo non \u00e8 coronato da successo, il caso deve essere portato davanti all&#8217;assemblea. La correzione fraterna giunge, se necessario, fino alle estreme conseguenze, fino a considerare il fratello ostinato nel suo peccato come &#8220;un pagano o un pubblicano&#8221;, cos\u00ec che di fatto egli viene estromesso dalla comunit\u00e0, allo scopo di aiutarlo a prendere coscienza del suo sbaglio e ravvedersi. Il potere di legare e sciogliere che poco prima Ges\u00f9 aveva conferito a Pietro, qui \u00e8 esteso a tutta la Chiesa, la quale diviene cos\u00ec l\u2019amministratrice del perdono di Dio. Nei primi due livelli di correzione, chi lega e scioglie sono il fratello e i testimoni, solo nel terzo \u00e8 la Chiesa nel suo insieme. Quindi in questo eventuale terzo passaggio l&#8217;esercizio dell&#8217;autorit\u00e0 \u00e8 espletato mediante la corresponsabilit\u00e0 di ogni singolo credente nello stabilire le condizioni per un\u2019autentica comunione fraterna. L\u2019esclusione del fratello non \u00e8 per forza definitiva: Ges\u00f9 d\u00e0 il potere di legare, ma anche di sciogliere, cio\u00e8 la comunit\u00e0 ha l\u2019autorit\u00e0 di riammettere il fratello nel caso che questi si converta. Anzi, l\u2019esclusione \u00e8 proprio in vista del ritorno sperato!<\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Questo passo sulla correzione fraterna, sino alla possibilit\u00e0 della scomunica pu\u00f2 sorprendere, per la tensione che genera con quanto precede e con quanto segue: in un discorso quasi interamente segnato dalla disposizione misericordiosa verso i piccoli che si possono scandalizzare e si possono perdere, e i fratelli che sbagliano e chiedono perdono, sembra fuori posto l\u2019affermazione di una possibile scomunica ed esclusione. Ma l\u2019esclusione ha come fine un possibile pentimento e reintegro, in un contesto che non potr\u00e0 mai essere scambiato per una setta di perfetti o un\u2019<em>\u00e9lite<\/em> di puri, ma che resta anche al suo interno segnato dalla fragilit\u00e0 del peccato (cfr <em>Mt <\/em>13,24-43) e dalla necessit\u00e0 della misericordia, che sar\u00e0 illustrata nella parte finale del capitolo, con la famosa parabola del servo spietato, che \u00e8 propria del solo Matteo.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019ultima parola, per Matteo, non \u00e8 affidata alla scomunica, ma alla preghiera anche solo di due o tre che, avendo fallito il loro tentativo di recupero del fratello, possono confidare di ottenerlo da Dio, accordando le loro preghiere di domanda su quel comune oggetto che le rende infallibili (vv.19-20). Tutti i gesti della correzione fraterna, dall&#8217;ammonimento fraterno, fino all&#8217;esclusione e all\u2019eventuale successiva riammissione nella comunit\u00e0, sono accompagnati dalla preghiera. Il Padre ascolta i desideri della comunit\u00e0 e li esaudisce, quando l&#8217;unione dei fratelli \u00e8 fondata sulla comune professione di fede in Ges\u00f9, che \u00e8 presente in modo vero e reale, cosicch\u00e9 la preghiera comunitaria ha il grande privilegio di una presenza speciale del Signore. Egli qui afferma che una preghiera fatta da soli \u00e8 meno efficace della preghiera fatta insieme, proprio perch\u00e9 questa \u00e8 gi\u00e0 in s\u00e9 una risposta al desiderio del Padre che tutti i suoi figli si amino. Ecco perch\u00e9 non \u00e8 la stessa cosa pregare da soli, piuttosto che nell&#8217;assemblea liturgica!<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>06.09.2020 XXIII Domenica del Tempo Ordinario (anno A) &nbsp; + Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18, 15-20) In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abSe il tuo fratello commetter\u00e0 una colpa contro di te, va&#8217; e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolter\u00e0, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolter\u00e0, prendi ancora con te una o due persone, perch\u00e9 ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolter\u00e0 costoro, dillo alla comunit\u00e0; e se non ascolter\u00e0 neanche la comunit\u00e0, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verit\u00e0 io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sar\u00e0 legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sar\u00e0 sciolto in cielo. In verit\u00e0 io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d&#8217;accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che \u00e8 nei cieli gliela conceder\u00e0. Perch\u00e9 dove sono due o tre riuniti nel mio nome, l\u00ec sono io in mezzo a loro\u00bb. ______________ Continuando la lettura del capitolo 18 di Matteo, discorso dedicato alla Chiesa, troviamo oggi le indicazioni su quella che si \u00e8 soliti chiamare \u201ccorrezione fraterna\u201d. Siamo nella seconda parte del discorso, incentrata sul tema del perdono. Dopo aver affermato la necessit\u00e0 di protezione e di sostegno a ogni membro della comunit\u00e0 come responsabilit\u00e0 di chi \u00e8 chiamato al servizio dell\u2019autorit\u00e0 (parabola della pecorella smarrita, vv.11-14), nasce il problema di come comportarsi nei confronti di chi sbaglia, dei peccatori. \u00c8 una conseguenza immediata della questione degli scandali, visto che \u00e8 inevitabile, ha affermato lo stesso Ges\u00f9, che questi avvengano. Di fondo, c&#8217;\u00e8 la preoccupazione di non lasciare che un fratello si perda, perch\u00e9 questa \u00e8 la volont\u00e0 del Padre; questo significa anche aiutarlo a riconoscere il proprio errore quando pecca e a riconciliarsi con la comunit\u00e0 e con Dio. La Chiesa \u00e8 una comunit\u00e0 di fratelli in cui ognuno \u00e8 responsabile della fede degli altri, quindi ognuno ha il dovere di correggere il fratello che sbaglia, facendo il primo passo e mettendo in atto una strategia di intervento che prevede tre momenti, con una gradualit\u00e0 che \u00e8 gi\u00e0 in s\u00e9 espressione di misericordia. Prima di tutto viene il tentativo di ricostruire un&#8217;autentica relazione personale e fraterna; per questo il primo gradino del processo di correzione si svolge a tu per tu. Se questo fallisce, ne viene proposto un secondo, che coinvolge due testimoni, al fine di porre colui che ha sbagliato di fronte alla propria responsabilit\u00e0. Se anche questo tentativo non \u00e8 coronato da successo, il caso deve essere portato davanti all&#8217;assemblea. La correzione fraterna giunge, se necessario, fino alle estreme conseguenze, fino a considerare il fratello ostinato nel suo peccato come &#8220;un pagano o un pubblicano&#8221;, cos\u00ec che di fatto egli viene estromesso dalla comunit\u00e0, allo scopo di aiutarlo a prendere coscienza del suo sbaglio e ravvedersi. Il potere di legare e sciogliere che poco prima Ges\u00f9 aveva conferito a Pietro, qui \u00e8 esteso a tutta la Chiesa, la quale diviene cos\u00ec l\u2019amministratrice del perdono di Dio. Nei primi due livelli di correzione, chi lega e scioglie sono il fratello e i testimoni, solo nel terzo \u00e8 la Chiesa nel suo insieme. Quindi in questo eventuale terzo passaggio l&#8217;esercizio dell&#8217;autorit\u00e0 \u00e8 espletato mediante la corresponsabilit\u00e0 di ogni singolo credente nello stabilire le condizioni per un\u2019autentica comunione fraterna. L\u2019esclusione del fratello non \u00e8 per forza definitiva: Ges\u00f9 d\u00e0 il potere di legare, ma anche di sciogliere, cio\u00e8 la comunit\u00e0 ha l\u2019autorit\u00e0 di riammettere il fratello nel caso che questi si converta. Anzi, l\u2019esclusione \u00e8 proprio in vista del ritorno sperato! Questo passo sulla correzione fraterna, sino alla possibilit\u00e0 della scomunica pu\u00f2 sorprendere, per la tensione che genera con quanto precede e con quanto segue: in un discorso quasi interamente segnato dalla disposizione misericordiosa verso i piccoli che si possono scandalizzare e si possono perdere, e i fratelli che sbagliano e chiedono perdono, sembra fuori posto l\u2019affermazione di una possibile scomunica ed esclusione. Ma l\u2019esclusione ha come fine un possibile pentimento e reintegro, in un contesto che non potr\u00e0 mai essere scambiato per una setta di perfetti o un\u2019\u00e9lite di puri, ma che resta anche al suo interno segnato dalla fragilit\u00e0 del peccato (cfr Mt 13,24-43) e dalla necessit\u00e0 della misericordia, che sar\u00e0 illustrata nella parte finale del capitolo, con la famosa parabola del servo spietato, che \u00e8 propria del solo Matteo. L\u2019ultima parola, per Matteo, non \u00e8 affidata alla scomunica, ma alla preghiera anche solo di due o tre che, avendo fallito il loro tentativo di recupero del fratello, possono confidare di ottenerlo da Dio, accordando le loro preghiere di domanda su quel comune oggetto che le rende infallibili (vv.19-20). Tutti i gesti della correzione fraterna, dall&#8217;ammonimento fraterno, fino all&#8217;esclusione e all\u2019eventuale successiva riammissione nella comunit\u00e0, sono accompagnati dalla preghiera. Il Padre ascolta i desideri della comunit\u00e0 e li esaudisce, quando l&#8217;unione dei fratelli \u00e8 fondata sulla comune professione di fede in Ges\u00f9, che \u00e8 presente in modo vero e reale, cosicch\u00e9 la preghiera comunitaria ha il grande privilegio di una presenza speciale del Signore. Egli qui afferma che una preghiera fatta da soli \u00e8 meno efficace della preghiera fatta insieme, proprio perch\u00e9 questa \u00e8 gi\u00e0 in s\u00e9 una risposta al desiderio del Padre che tutti i suoi figli si amino. Ecco perch\u00e9 non \u00e8 la stessa cosa pregare da soli, piuttosto che nell&#8217;assemblea liturgica! 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