{"id":7908,"date":"2020-09-11T20:47:22","date_gmt":"2020-09-11T18:47:22","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=7908"},"modified":"2020-09-12T21:56:06","modified_gmt":"2020-09-12T19:56:06","slug":"mt-18-21-35","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mt-18-21-35\/","title":{"rendered":"Mt 18, 21-35"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">13.09.2020 XXIV Domenica del Tempo Ordinario (anno A)<\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/xxiva.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-7909 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/xxiva-300x221.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/xxiva-300x221.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/xxiva.jpg 570w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><span style=\"color: #008000;\">+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18, 21-35)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\">In quel tempo, Pietro si avvicino\u0300 a Gesu\u0300 e gli disse: \u00abSignore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovro\u0300 perdonargli? Fino a sette volte?\u00bb. E Gesu\u0300 gli rispose: \u00abNon ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\">Per questo, il regno dei cieli e\u0300 simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\">Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiche\u0301 costui non era in grado di restituire, il padrone ordino\u0300 che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e cosi\u0300 saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: \u201cAbbi pazienza con me e ti restituiro\u0300 ogni cosa\u201d. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lascio\u0300 andare e gli condono\u0300 il debito.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\">Appena uscito, quel servo trovo\u0300 uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: \u201cRestituisci quello che devi!\u201d. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: \u201cAbbi pazienza con me e ti restituiro\u0300\u201d. Ma egli non volle, ando\u0300 e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/unnamed.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7911 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/unnamed.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"209\"><\/a>Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l\u2019accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell\u2019uomo e gli disse: \u201cServo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perche\u0301 tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pieta\u0300 del tuo compagno, cosi\u0300 come io ho avuto pieta\u0300 di te?\u201d. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finche\u0301 non avesse restituito tutto il dovuto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\">Cosi\u0300 anche il Padre mio celeste fara\u0300 con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">_____________<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il vangelo di questa XXIV domenica del tempo ordinario dell\u2019anno A ci presenta la conclusione del capitolo 18 di Matteo, dedicato al discorso alla comunit\u00e0 credente.<\/p>\n<p align=\"justify\">Pietro ha ascoltato con attenzione le parole di Ges\u00f9 e ha compreso che la comunit\u00e0 si costruisce necessariamente intorno al perdono. Anche i rabbini, in sintonia con la Scrittura, parlavano di perdono. Per tre volte bisognava perdonare. Pietro parla di 7 volte, che non \u00e8 un numero da prendere alla lettera, perch\u00e9 indica simbolicamente la pienezza. Perci\u00f2 nella sua domanda a Ges\u00f9 gi\u00e0 indica la necessit\u00e0 di un perdono senza limiti. Ma Ges\u00f9 va ben oltre: settanta volte 7 \u00e8 la misura esagerata che caratterizza Dio. E per illustrarlo, il Maestro racconta una parabola, che troviamo solo nel vangelo di Matteo. Protagonisti ne sono un padrone e alcuni suoi servi. C\u2019\u00e8 un servo che ha contratto un debito enorme, di cui forse non comprendiamo l\u2019entit\u00e0: se un denaro era la paga di un giorno, 10.000 talenti corrispondono a oltre 100 milioni di giorni di lavoro! \u00c8 chiaro che non si pu\u00f2 saldare un debito cos\u00ec. Anche la possibilit\u00e0 di vendere il servo con la sua famiglia e tutti i suoi beni, l\u2019unica possibilit\u00e0 per il padrone, non avrebbe reso che una piccola parte di quel debito. Ma il servo chiede clemenza, promette di pagare e il padrone si commuove e fa ben di pi\u00f9: gli condona il debito! La commozione del padrone \u00e8 espressa con il verbo che sempre nel vangelo indica la compassione di Dio per l\u2019uomo peccatore, bisognoso di misericordia. Ma ci\u00f2 che sorprende \u00e8 quello che avviene dopo: il servo sollevato di quel debito infinito, si dimostra spietato verso un \u201ccollega\u201d che ha con lui un debito molto pi\u00f9 piccolo, l\u2019equivalente di 100 giornate di lavoro, un debito ingente, ma certamente sanabile. Davanti a questa ingiustizia, intervengono gli altri servi, che non possono tollerare quello che sta accadendo sotto i loro occhi. E il padrone si sdegna verso il primo servo e lo punisce, in eterno (quando mai infatti potr\u00e0 ripagare quel debito?).<\/p>\n<p align=\"justify\">Alla domanda di Pietro, Ges\u00f9 risponde mostrando cosa significa perdonare: Dio perdona per primo, ma se io, perdonata, non imparo a perdonare, annullo anche il perdono che Dio mi dona! Niente di nuovo, lo diciamo anche nel Padre nostro: \u201crimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori\u201d. La novit\u00e0 qui \u00e8 il punto di partenza: non c\u2019\u00e8 comunit\u00e0 cristiana realmente riunita nel nome del Signore, che non metta al centro il bisogno e l\u2019esigenza di perdonarsi reciprocamente e senza limiti. Il perdono \u00e8 il \u201cmarchio di fabbrica\u201d di noi cristiani, non lo dobbiamo dimenticare. Perdoniamo, anche se \u00e8 difficile, anche se a volte ci sembra di non riuscirci (ma chiediamo il Suo aiuto?), perch\u00e9 sappiamo che siamo perdonati e che il debito che ci \u00e8 cancellato \u00e8 ben pi\u00f9 grande di quello che noi siamo chiamati a rimettere ai nostri fratelli.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il perdono non \u00e8 una possibilit\u00e0, \u00e8 l\u2019unica via per seguire Cristo! E se lo sperimentiamo, ci accorgiamo che ci cambia il cuore e ci dona vita nuova e gioia incancellabile.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>13.09.2020 XXIV Domenica del Tempo Ordinario (anno A) &nbsp; + Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18, 21-35) In quel tempo, Pietro si avvicino\u0300 a Gesu\u0300 e gli disse: \u00abSignore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovro\u0300 perdonargli? Fino a sette volte?\u00bb. E Gesu\u0300 gli rispose: \u00abNon ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli e\u0300 simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiche\u0301 costui non era in grado di restituire, il padrone ordino\u0300 che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e cosi\u0300 saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: \u201cAbbi pazienza con me e ti restituiro\u0300 ogni cosa\u201d. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lascio\u0300 andare e gli condono\u0300 il debito. Appena uscito, quel servo trovo\u0300 uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: \u201cRestituisci quello che devi!\u201d. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: \u201cAbbi pazienza con me e ti restituiro\u0300\u201d. Ma egli non volle, ando\u0300 e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l\u2019accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell\u2019uomo e gli disse: \u201cServo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perche\u0301 tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pieta\u0300 del tuo compagno, cosi\u0300 come io ho avuto pieta\u0300 di te?\u201d. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finche\u0301 non avesse restituito tutto il dovuto. Cosi\u0300 anche il Padre mio celeste fara\u0300 con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello\u00bb. _____________ Il vangelo di questa XXIV domenica del tempo ordinario dell\u2019anno A ci presenta la conclusione del capitolo 18 di Matteo, dedicato al discorso alla comunit\u00e0 credente. Pietro ha ascoltato con attenzione le parole di Ges\u00f9 e ha compreso che la comunit\u00e0 si costruisce necessariamente intorno al perdono. Anche i rabbini, in sintonia con la Scrittura, parlavano di perdono. Per tre volte bisognava perdonare. Pietro parla di 7 volte, che non \u00e8 un numero da prendere alla lettera, perch\u00e9 indica simbolicamente la pienezza. Perci\u00f2 nella sua domanda a Ges\u00f9 gi\u00e0 indica la necessit\u00e0 di un perdono senza limiti. Ma Ges\u00f9 va ben oltre: settanta volte 7 \u00e8 la misura esagerata che caratterizza Dio. E per illustrarlo, il Maestro racconta una parabola, che troviamo solo nel vangelo di Matteo. Protagonisti ne sono un padrone e alcuni suoi servi. C\u2019\u00e8 un servo che ha contratto un debito enorme, di cui forse non comprendiamo l\u2019entit\u00e0: se un denaro era la paga di un giorno, 10.000 talenti corrispondono a oltre 100 milioni di giorni di lavoro! \u00c8 chiaro che non si pu\u00f2 saldare un debito cos\u00ec. Anche la possibilit\u00e0 di vendere il servo con la sua famiglia e tutti i suoi beni, l\u2019unica possibilit\u00e0 per il padrone, non avrebbe reso che una piccola parte di quel debito. Ma il servo chiede clemenza, promette di pagare e il padrone si commuove e fa ben di pi\u00f9: gli condona il debito! La commozione del padrone \u00e8 espressa con il verbo che sempre nel vangelo indica la compassione di Dio per l\u2019uomo peccatore, bisognoso di misericordia. Ma ci\u00f2 che sorprende \u00e8 quello che avviene dopo: il servo sollevato di quel debito infinito, si dimostra spietato verso un \u201ccollega\u201d che ha con lui un debito molto pi\u00f9 piccolo, l\u2019equivalente di 100 giornate di lavoro, un debito ingente, ma certamente sanabile. Davanti a questa ingiustizia, intervengono gli altri servi, che non possono tollerare quello che sta accadendo sotto i loro occhi. E il padrone si sdegna verso il primo servo e lo punisce, in eterno (quando mai infatti potr\u00e0 ripagare quel debito?). Alla domanda di Pietro, Ges\u00f9 risponde mostrando cosa significa perdonare: Dio perdona per primo, ma se io, perdonata, non imparo a perdonare, annullo anche il perdono che Dio mi dona! Niente di nuovo, lo diciamo anche nel Padre nostro: \u201crimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori\u201d. La novit\u00e0 qui \u00e8 il punto di partenza: non c\u2019\u00e8 comunit\u00e0 cristiana realmente riunita nel nome del Signore, che non metta al centro il bisogno e l\u2019esigenza di perdonarsi reciprocamente e senza limiti. Il perdono \u00e8 il \u201cmarchio di fabbrica\u201d di noi cristiani, non lo dobbiamo dimenticare. Perdoniamo, anche se \u00e8 difficile, anche se a volte ci sembra di non riuscirci (ma chiediamo il Suo aiuto?), perch\u00e9 sappiamo che siamo perdonati e che il debito che ci \u00e8 cancellato \u00e8 ben pi\u00f9 grande di quello che noi siamo chiamati a rimettere ai nostri fratelli. Il perdono non \u00e8 una possibilit\u00e0, \u00e8 l\u2019unica via per seguire Cristo! E se lo sperimentiamo, ci accorgiamo che ci cambia il cuore e ci dona vita nuova e gioia incancellabile. 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