{"id":7926,"date":"2020-09-19T17:15:22","date_gmt":"2020-09-19T15:15:22","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=7926"},"modified":"2020-09-19T22:14:05","modified_gmt":"2020-09-19T20:14:05","slug":"mt-20-1-16","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mt-20-1-16\/","title":{"rendered":"Mt 20, 1-16"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">20.09.2020 XXV Domenica del Tempo Ordinario (anno A)<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Parabola-della-vigna-scaled-e1600528388148.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-7929 size-large\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Parabola-della-vigna-scaled-e1600528388148-1024x335.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Parabola-della-vigna-scaled-e1600528388148-1024x335.jpg 1024w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Parabola-della-vigna-scaled-e1600528388148-300x98.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Parabola-della-vigna-scaled-e1600528388148-768x251.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Parabola-della-vigna-scaled-e1600528388148-1536x503.jpg 1536w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Parabola-della-vigna-scaled-e1600528388148-2048x670.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #0000ff;\">Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20, 1-16)<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #0000ff;\">In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli questa parabola:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u00abIl regno dei cieli \u00e8 simile a un padrone di casa che usc\u00ec all\u2019alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accord\u00f2 con loro per un denaro al giorno e li mand\u00f2 nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: \u201cAndate anche voi nella vigna; quello che \u00e8 giusto ve lo dar\u00f2\u201d. Ed essi andarono.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #0000ff;\">Usc\u00ec di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #0000ff;\">Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano l\u00ec e disse loro: \u201cPerch\u00e8 ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?\u201d. Gli risposero: \u201cPerch\u00e9 nessuno ci ha presi a giornata\u201d. Ed egli disse loro: \u201cAndate anche voi nella vigna\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #0000ff;\">Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: \u201cChiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #0000ff;\">Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di pi\u00f9. Ma anch\u2019essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, per\u00f2, mormoravano contro il padrone dicendo: \u201cQuesti ultimi hanno lavorato un\u2019ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #0000ff;\">Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: \u201cAmico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest\u2019ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perch\u00e8 io sono buono?\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #0000ff;\">Cos\u00ec gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">_____________<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">La venticinquesima domenica del tempo ordinario ci propone una parabola che troviamo solo nel vangelo di Matteo. Dopo aver approfondito il tema fondamentale del perdono, come fondamento della comunit\u00e0 credente, Ges\u00f9 ha ripreso il cammino e ha incontrato, nel capitolo 19, un giovane ricco, che non ha il coraggio di lasciare tutto per seguirlo. Il Signore si \u00e8 quindi soffermato sui pericoli che accompagnano la ricchezza, cos\u00ec che la frase conclusiva del capitolo 19, \u201cMolti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi\u201d introduce e poi conclude questa parabola, che si pu\u00f2 considerare come il centro della narrazione dei capitoli 19-20 di Matteo.<\/p>\n<p align=\"justify\">La parabola si apre con una notazione in cui si specifica il tema, ovvero il regno dei cieli, nascosto dietro la vicenda del padrone di una vigna. L\u2019evangelista, rivolgendosi a un uditorio di origine giudaica, sa che l\u2019immagine della vigna richiamer\u00e0 subito e chiaramente il tema del popolo di Dio, Israele. Gi\u00e0 nei profeti (cfr. <em>Is<\/em> 5,1-7; 27,2; <em>Ger<\/em> 2,21) e nei salmi (cfr. <em>Sal<\/em> 80) la vigna \u00e8 l\u2019immagine che esprime soprattutto l\u2019amore che Dio prova per il suo popolo, amore che viene spesso dimenticato e tradito. Lo stesso poema del Cantico dei Cantici ambienta l\u2019incontro degli innamorati all\u2019ombra di una vigna. Dunque questa parabola, anche solo con la scelta dell\u2019immagine principale, parla dell\u2019amore di Dio. Apparentemente, per\u00f2, la vicenda si colloca sul piano di un rapporto di lavoro, che deve veder soddisfatte le esigenze del padrone e quelle degli operai, rispettando una giustizia umana che commisura il salario alla prestazione lavorativa. Il vignaiolo esce pi\u00f9 volte nel corso della giornata alla ricerca di lavoratori e, via via che le ore passano, le sue promesse di pagamento si fanno meno esplicite. Solo l\u2019ultima chiamata, un\u2019ora prima del tramonto, lascia perplessi: ci sono ancora operai senza lavoro (non sono stati assunti, ma erano l\u00ec, pronti), c\u2019\u00e8 ancora lavoro nella vigna. Quando, come convenuto, gli operai passano a riscuotere il salario, chi ha faticato per tutto il giorno si crede trattato ingiustamente, riscuotendo un denaro come chi ha lavorato un\u2019ora sola. La mormorazione, che era salita ripetutamente dalla bocca degli ebrei nel viaggio verso la Terra Promessa (cfr. per esempio <em>Es<\/em> 15,24; 16,2; 17,3), ora esplode verso un datore di lavoro \u201cingiusto\u201d. La protesta si leva davanti all\u2019intendente, ma \u00e8 il padrone a rispondere, spiegando il suo comportamento: egli afferma prima di tutto che non ha leso la giustizia, avendo corrisposto il salario secondo gli accordi; inoltre, pu\u00f2 usare liberamente del suo denaro, largheggiando verso coloro che pure erano disposti al lavoro, ma non erano stati assunti durante la giornata, venendo cos\u00ec incontro alle esigenze di sopravvivenza delle loro famiglie. Alla fine, sono gli stessi lavoratori scontenti a essere chiamati in causa: forse c\u2019\u00e8 dell\u2019invidia, forse gelosia o addirittura odio, nei loro cuori, tanto che questi sentimenti traspaiono dal loro sguardo? Non \u00e8 riportata la loro risposta, come avviene spesso nelle parabole, perch\u00e9 a essere interpellati sono anzitutto gli ascoltatori di Ges\u00f9, poi i lettori di Matteo, in tutto il corso della storia, quindi anche noi. Questa parabola, a una lettura poco attenta, ha sempre suscitato meraviglia, perch\u00e9 alla luce di una giustizia umana il padrone non ha tenuto conto della diversa prestazione offerta dagli operai, pagandoli in misura uguale. Il richiamo, per\u00f2, alla vigna deve condurre la riflessione su un altro piano: qui si parla di Dio e del suo popolo e delle loro relazioni; che il popolo siano gli ebrei, primi ascoltatori dell\u2019evangelo, oppure i farisei, primi nell\u2019osservanza delle norme e delle prescrizioni bibliche, o anche i cristiani, che si sentono nei primi posti per aver risposto positivamente alla chiamata alla sequela da parte di Dio, essi sono tutti accomunati da un sentimento di superiorit\u00e0 e di giudizio nei riguardi di coloro che invece sono gli ultimi della societ\u00e0 giudaica, peccatori o prostitute (cfr. <em>Mt<\/em> 21,31), oppure hanno accolto solo in un secondo tempo l\u2019annuncio della salvezza, come i pagani, oppure entrano nella comunit\u00e0 cristiana da adulti, magari segnati da precedenti infedelt\u00e0 e peccati.<\/p>\n<p align=\"justify\">Davanti a Ges\u00f9 (e a Matteo) ci sono ebrei, membri del popolo che ha sottoscritto un patto con Dio, impegnandosi alla fedele osservanza dei precetti divini: \u201cQuanto il Signore ha ordinato, noi lo faremo e lo eseguiremo!\u201d (<em>Es<\/em> 24,7b). Essi sono convinti di poter godere di una via privilegiata per l\u2019accesso al regno dei cieli e trovano avanti a s\u00e9 infedeli e stranieri! Davanti a Dio anche oggi ci sono quelli che, cresciuti all\u2019ombra del campanile, sentono un intimo sdegno verso Dio che ama e accoglie con lo stesso amore chi ha offeso o lasciato la casa del Padre. A questi, come a coloro che si fanno forti del loro servizio o vantano diritti per l\u2019eccellenza del loro ministero, Dio risponde con una bont\u00e0 e una benevolenza che scardina i loro criteri contrattualistici: il suo amore li raggiunge perch\u00e9 li eleva verso una maturit\u00e0 umana e credente che sa riposarsi solo quando tutti sono nella casa del Padre, che sa gioire solo quando a tutti \u00e8 annunciato il vangelo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tema della parabola non sono dunque anzitutto n\u00e9 la vocazione, n\u00e9 il giudizio, n\u00e9 l\u2019uguaglianza fra gli uomini: tema \u00e8 la bont\u00e0 \u201cscandalosa\u201d di Dio, che irrita chi si sente giusto e allarga il cuore di chi si riconosce peccatore. Il regno dei cieli non \u00e8 nascosto dietro il padrone, n\u00e9 dietro la vigna, e neppure dietro il lavoro o il compenso: il regno dei cieli \u00e8 lo stile della relazione tra Dio e l\u2019umanit\u00e0 e degli uomini fra di loro, a partire da noi, uomini e donne credenti. La parabola di Matteo 20 rovescia precisamente e in modo netto la logica della retribuzione, propria di molte religioni e, purtroppo, anche di un certo cristianesimo, che ancora \u00e8 presente nel modo di vivere la fede di tanti: Dio ci ama gratis, e questo suo amore sovrabbondante \u00e8 per tutti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>20.09.2020 XXV Domenica del Tempo Ordinario (anno A) &nbsp; Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20, 1-16) In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli questa parabola: \u00abIl regno dei cieli \u00e8 simile a un padrone di casa che usc\u00ec all\u2019alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accord\u00f2 con loro per un denaro al giorno e li mand\u00f2 nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: \u201cAndate anche voi nella vigna; quello che \u00e8 giusto ve lo dar\u00f2\u201d. Ed essi andarono. Usc\u00ec di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano l\u00ec e disse loro: \u201cPerch\u00e8 ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?\u201d. Gli risposero: \u201cPerch\u00e9 nessuno ci ha presi a giornata\u201d. Ed egli disse loro: \u201cAndate anche voi nella vigna\u201d. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: \u201cChiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi\u201d. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di pi\u00f9. Ma anch\u2019essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, per\u00f2, mormoravano contro il padrone dicendo: \u201cQuesti ultimi hanno lavorato un\u2019ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo\u201d. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: \u201cAmico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest\u2019ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perch\u00e8 io sono buono?\u201d. Cos\u00ec gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi\u00bb. _____________ La venticinquesima domenica del tempo ordinario ci propone una parabola che troviamo solo nel vangelo di Matteo. Dopo aver approfondito il tema fondamentale del perdono, come fondamento della comunit\u00e0 credente, Ges\u00f9 ha ripreso il cammino e ha incontrato, nel capitolo 19, un giovane ricco, che non ha il coraggio di lasciare tutto per seguirlo. Il Signore si \u00e8 quindi soffermato sui pericoli che accompagnano la ricchezza, cos\u00ec che la frase conclusiva del capitolo 19, \u201cMolti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi\u201d introduce e poi conclude questa parabola, che si pu\u00f2 considerare come il centro della narrazione dei capitoli 19-20 di Matteo. La parabola si apre con una notazione in cui si specifica il tema, ovvero il regno dei cieli, nascosto dietro la vicenda del padrone di una vigna. L\u2019evangelista, rivolgendosi a un uditorio di origine giudaica, sa che l\u2019immagine della vigna richiamer\u00e0 subito e chiaramente il tema del popolo di Dio, Israele. Gi\u00e0 nei profeti (cfr. Is 5,1-7; 27,2; Ger 2,21) e nei salmi (cfr. Sal 80) la vigna \u00e8 l\u2019immagine che esprime soprattutto l\u2019amore che Dio prova per il suo popolo, amore che viene spesso dimenticato e tradito. Lo stesso poema del Cantico dei Cantici ambienta l\u2019incontro degli innamorati all\u2019ombra di una vigna. Dunque questa parabola, anche solo con la scelta dell\u2019immagine principale, parla dell\u2019amore di Dio. Apparentemente, per\u00f2, la vicenda si colloca sul piano di un rapporto di lavoro, che deve veder soddisfatte le esigenze del padrone e quelle degli operai, rispettando una giustizia umana che commisura il salario alla prestazione lavorativa. Il vignaiolo esce pi\u00f9 volte nel corso della giornata alla ricerca di lavoratori e, via via che le ore passano, le sue promesse di pagamento si fanno meno esplicite. Solo l\u2019ultima chiamata, un\u2019ora prima del tramonto, lascia perplessi: ci sono ancora operai senza lavoro (non sono stati assunti, ma erano l\u00ec, pronti), c\u2019\u00e8 ancora lavoro nella vigna. Quando, come convenuto, gli operai passano a riscuotere il salario, chi ha faticato per tutto il giorno si crede trattato ingiustamente, riscuotendo un denaro come chi ha lavorato un\u2019ora sola. La mormorazione, che era salita ripetutamente dalla bocca degli ebrei nel viaggio verso la Terra Promessa (cfr. per esempio Es 15,24; 16,2; 17,3), ora esplode verso un datore di lavoro \u201cingiusto\u201d. La protesta si leva davanti all\u2019intendente, ma \u00e8 il padrone a rispondere, spiegando il suo comportamento: egli afferma prima di tutto che non ha leso la giustizia, avendo corrisposto il salario secondo gli accordi; inoltre, pu\u00f2 usare liberamente del suo denaro, largheggiando verso coloro che pure erano disposti al lavoro, ma non erano stati assunti durante la giornata, venendo cos\u00ec incontro alle esigenze di sopravvivenza delle loro famiglie. Alla fine, sono gli stessi lavoratori scontenti a essere chiamati in causa: forse c\u2019\u00e8 dell\u2019invidia, forse gelosia o addirittura odio, nei loro cuori, tanto che questi sentimenti traspaiono dal loro sguardo? Non \u00e8 riportata la loro risposta, come avviene spesso nelle parabole, perch\u00e9 a essere interpellati sono anzitutto gli ascoltatori di Ges\u00f9, poi i lettori di Matteo, in tutto il corso della storia, quindi anche noi. Questa parabola, a una lettura poco attenta, ha sempre suscitato meraviglia, perch\u00e9 alla luce di una giustizia umana il padrone non ha tenuto conto della diversa prestazione offerta dagli operai, pagandoli in misura uguale. Il richiamo, per\u00f2, alla vigna deve condurre la riflessione su un altro piano: qui si parla di Dio e del suo popolo e delle loro relazioni; che il popolo siano gli ebrei, primi ascoltatori dell\u2019evangelo, oppure i farisei, primi nell\u2019osservanza delle norme e delle prescrizioni bibliche, o anche i cristiani, che si sentono nei primi posti per aver risposto positivamente alla chiamata alla sequela da parte di Dio, essi sono tutti accomunati da un sentimento di superiorit\u00e0 e di giudizio nei riguardi di coloro che invece sono gli ultimi della societ\u00e0 giudaica, peccatori o prostitute (cfr. Mt 21,31), oppure hanno accolto solo in un secondo tempo l\u2019annuncio della salvezza, come i pagani, oppure entrano nella comunit\u00e0 cristiana da adulti, magari segnati da precedenti infedelt\u00e0 e peccati. Davanti a Ges\u00f9 (e a Matteo) ci sono ebrei, membri del popolo che ha sottoscritto un patto con Dio, impegnandosi alla fedele osservanza dei precetti divini: \u201cQuanto il Signore ha [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":7929,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[109],"tags":[119,154,123,153],"class_list":["post-7926","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-commento-al-vangelo","tag-commento-al-vangelo","tag-mt-20-1-16","tag-vangelo-di-domenica","tag-xxv-domenica-tempo-ordinario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7926","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7926"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7926\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7935,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7926\/revisions\/7935"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7929"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7926"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7926"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7926"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}