{"id":7936,"date":"2020-09-26T20:24:43","date_gmt":"2020-09-26T18:24:43","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=7936"},"modified":"2020-09-26T21:43:17","modified_gmt":"2020-09-26T19:43:17","slug":"mt-21-28-32","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mt-21-28-32\/","title":{"rendered":"Mt 21, 28-32"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">27.09.2020 XXVI Domenica del Tempo Ordinario (anno A)<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\">Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 21, 28-32)<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7948 alignleft\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/parabola-dei-2-figli-nella-vigna-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"232\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/parabola-dei-2-figli-nella-vigna-300x225.jpeg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/parabola-dei-2-figli-nella-vigna-768x576.jpeg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/parabola-dei-2-figli-nella-vigna.jpeg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\">I<\/span><span style=\"color: #800000;\">n quel tempo, Ges\u00f9 disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: \u00abChe ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va&#8217; a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pent\u00ec e vi and\u00f2. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: &#8220;S\u00ec, signore&#8221;. Ma non vi and\u00f2. Chi dei due ha compiuto la volont\u00e0 del padre?\u00bb. Risposero: \u00abIl primo\u00bb. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\">E Ges\u00f9 disse loro: \u00abIn verit\u00e0 io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti cos\u00ec da credergli\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">_____________<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Ges\u00f9 \u00e8 entrato trionfalmente in Gerusalemme, di l\u00ec a qualche giorno sar\u00e0 arrestato e condannato. Ma prima di ci\u00f2, il Maestro di Galilea ha l\u2019occasione, ancora una volta, di confrontarsi con i capi del popolo. Matteo presenta a questo punto tre parabole, che leggeremo per tre domeniche, a partire da oggi. La prima di queste parabole \u00e8 molto breve e ci presenta due figli che hanno comportamenti opposti: da una parte chi dice \u201cno\u201d al Padre e poi si pente e fa ci\u00f2 che gli era stato chiesto; dall\u2019altra chi al contrario dice \u201cs\u00ec\u201d, ma poi decide di non obbedire, in altre parole, si comporta da ipocrita. La volont\u00e0 di Dio non pu\u00f2 andare d\u2019accordo con l\u2019ipocrisia, infatti Ges\u00f9 non ha perso occasione per denunciare questo grave peccato. Subito, se abbiamo un po\u2019 di confidenza con il vangelo, associamo l\u2019ipocrisia agli scrivi e ai farisei, che tali sono definiti pi\u00f9 volte da Ges\u00f9 stesso.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma non dobbiamo mai dimenticare che la parola del Signore \u00e8 per noi\u2026 e il duro commento di Ges\u00f9 alla parabola ci deve aiutare a comprendere che cosa questa dice appunto a noi. Cosa manca agli interlocutori di Ges\u00f9 che invece hanno dimostrato di possedere i pubblici peccatori, come i pubblicani e le prostitute? Manca la volont\u00e0, la capacit\u00e0 di pentirsi, di convertirsi, di ammettere i propri errori. E noi abbiamo questa capacit\u00e0? Ognuno pu\u00f2 rispondere per s\u00e9, ovviamente. Ma \u00e8 fondamentale che ci confrontiamo con questa parola. Anche l\u2019Eucaristia domenicale, con l\u2019atto penitenziale, posto non a caso all\u2019inizio, ci richiama la necessit\u00e0 di vivere perennemente la disposizione al pentimento e alla conversione. Perch\u00e9 non ci si converte una volta per tutte, l\u2019autentica conversione \u00e8 quella che ci accompagna in ogni passo del nostro cammino e che ci porta alla santit\u00e0 della vita. L\u2019autentica conversione \u00e8 fondata sull\u2019umile riconoscimento del proprio errore e sulla disposizione personale a lasciare che il Signore, con la sua Parola, con la grazia dei sacramenti, con la forza della sua presenza, ci cambi il cuore, ci doni la sua misericordia e ci conduca sulle vie della vita.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quando resto nelle mie convinzioni, non mi lascio mettere in discussione dalla Parola, non desidero davvero di camminare sui passi di Ges\u00f9, sono come quel figlio che davanti dice \u201cs\u00ec\u201d, ma poi fa ci\u00f2 che vuole. Quando invece accolgo la parola di quei profeti che, come a quel tempo Giovanni il Battista, mi spronano alla conversione, mi fanno incontrare con il Signore e il suo Amore e mi permettono di riconoscere i miei errori, allora entra in me la speranza che non delude, il vento dello Spirito che mi rialza, mi solleva e mi porta all\u2019amore, da ricevere e da ridonare; allora vedo ci\u00f2 che Dio opera e vedere \u201cqueste cose\u201d diventa la sorgente della vera gioia e della pace.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>27.09.2020 XXVI Domenica del Tempo Ordinario (anno A) &nbsp; Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 21, 28-32) In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: \u00abChe ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va&#8217; a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pent\u00ec e vi and\u00f2. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: &#8220;S\u00ec, signore&#8221;. Ma non vi and\u00f2. Chi dei due ha compiuto la volont\u00e0 del padre?\u00bb. Risposero: \u00abIl primo\u00bb. E Ges\u00f9 disse loro: \u00abIn verit\u00e0 io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti cos\u00ec da credergli\u00bb. _____________ Ges\u00f9 \u00e8 entrato trionfalmente in Gerusalemme, di l\u00ec a qualche giorno sar\u00e0 arrestato e condannato. Ma prima di ci\u00f2, il Maestro di Galilea ha l\u2019occasione, ancora una volta, di confrontarsi con i capi del popolo. Matteo presenta a questo punto tre parabole, che leggeremo per tre domeniche, a partire da oggi. La prima di queste parabole \u00e8 molto breve e ci presenta due figli che hanno comportamenti opposti: da una parte chi dice \u201cno\u201d al Padre e poi si pente e fa ci\u00f2 che gli era stato chiesto; dall\u2019altra chi al contrario dice \u201cs\u00ec\u201d, ma poi decide di non obbedire, in altre parole, si comporta da ipocrita. La volont\u00e0 di Dio non pu\u00f2 andare d\u2019accordo con l\u2019ipocrisia, infatti Ges\u00f9 non ha perso occasione per denunciare questo grave peccato. Subito, se abbiamo un po\u2019 di confidenza con il vangelo, associamo l\u2019ipocrisia agli scrivi e ai farisei, che tali sono definiti pi\u00f9 volte da Ges\u00f9 stesso. Ma non dobbiamo mai dimenticare che la parola del Signore \u00e8 per noi\u2026 e il duro commento di Ges\u00f9 alla parabola ci deve aiutare a comprendere che cosa questa dice appunto a noi. Cosa manca agli interlocutori di Ges\u00f9 che invece hanno dimostrato di possedere i pubblici peccatori, come i pubblicani e le prostitute? Manca la volont\u00e0, la capacit\u00e0 di pentirsi, di convertirsi, di ammettere i propri errori. E noi abbiamo questa capacit\u00e0? Ognuno pu\u00f2 rispondere per s\u00e9, ovviamente. Ma \u00e8 fondamentale che ci confrontiamo con questa parola. Anche l\u2019Eucaristia domenicale, con l\u2019atto penitenziale, posto non a caso all\u2019inizio, ci richiama la necessit\u00e0 di vivere perennemente la disposizione al pentimento e alla conversione. Perch\u00e9 non ci si converte una volta per tutte, l\u2019autentica conversione \u00e8 quella che ci accompagna in ogni passo del nostro cammino e che ci porta alla santit\u00e0 della vita. L\u2019autentica conversione \u00e8 fondata sull\u2019umile riconoscimento del proprio errore e sulla disposizione personale a lasciare che il Signore, con la sua Parola, con la grazia dei sacramenti, con la forza della sua presenza, ci cambi il cuore, ci doni la sua misericordia e ci conduca sulle vie della vita. Quando resto nelle mie convinzioni, non mi lascio mettere in discussione dalla Parola, non desidero davvero di camminare sui passi di Ges\u00f9, sono come quel figlio che davanti dice \u201cs\u00ec\u201d, ma poi fa ci\u00f2 che vuole. Quando invece accolgo la parola di quei profeti che, come a quel tempo Giovanni il Battista, mi spronano alla conversione, mi fanno incontrare con il Signore e il suo Amore e mi permettono di riconoscere i miei errori, allora entra in me la speranza che non delude, il vento dello Spirito che mi rialza, mi solleva e mi porta all\u2019amore, da ricevere e da ridonare; allora vedo ci\u00f2 che Dio opera e vedere \u201cqueste cose\u201d diventa la sorgente della vera gioia e della pace. 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