{"id":8006,"date":"2020-10-09T21:46:42","date_gmt":"2020-10-09T19:46:42","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=8006"},"modified":"2020-10-10T21:30:38","modified_gmt":"2020-10-10T19:30:38","slug":"mt-22-1-14","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mt-22-1-14\/","title":{"rendered":"Mt 22, 1-14"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">11.10.2020 XXVIII Domenica del Tempo Ordinario (anno A)<\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #292957;\">Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22, 1-14)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #292957;\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/unnamed-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-8012 alignleft\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/unnamed-1.jpg\" alt=\"\" width=\"238\" height=\"169\"><\/a>In quel tempo, Ges\u00f9 riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: \u00abIl regno dei cieli \u00e8 simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mand\u00f2 i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mand\u00f2 di nuovo altri servi con quest&#8217;ordine: Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono gi\u00e0 uccisi e tutto \u00e8 pronto; venite alle nozze!. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indign\u00f2: mand\u00f2 le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro citt\u00e0. Poi disse ai suoi servi:&nbsp;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #292957;\">La festa di nozze \u00e8 pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riemp\u00ec di commensali. Il re entr\u00f2 per vedere i commensali e l\u00ec scorse un uomo che non indossava l&#8217;abito nuziale. Gli disse: Amico, come mai sei entrato qui senza l&#8217;abito nuziale?. Quello ammutol\u00ec. Allora il re ordin\u00f2 ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; l\u00e0 sar\u00e0 pianto e stridore di denti. Perch\u00e9 molti sono chiamati, ma pochi eletti\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-8007 size-full\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Parker4.jpg\" alt=\"\" width=\"980\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Parker4.jpg 980w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Parker4-300x138.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Parker4-768x353.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px\" \/><\/p><\/blockquote>\n<p align=\"justify\">______________<\/p>\n<p align=\"justify\">La ventottesima domenica del tempo ordinario di questo anno A ci presenta la terza parabola del regno incentrata sulla fine dei tempi. Gli interlocutori di Ges\u00f9 sono sempre gli stessi, sacerdoti e farisei, ovvero le guide del popolo. Protagonista della parabola \u00e8 un re che d\u00e0 una festa di nozze per il figlio, una festa aperta a tutti, caratterizzata da quel banchetto di cui profetizza Isaia (nella prima lettura, <em>Is<\/em> 25,6-10). Una vera, grande festa, dove tutto \u00e8 gratuitamente offerto con abbondanza, ma alla quale stranamente gli invitati dicono \u201cno\u201d. Anzi, addirittura i primi invitati arrivano a uccidere i servi del re, per togliersi dall\u2019orizzonte la questione di quel banchetto di nozze.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ci sono poi finalmente invitati che entrano nella sala del banchetto, quasi a forza, fino a riempirla. Ma tra quelli che entrano c\u2019\u00e8 chi non indossa l\u2019abito nuziale (che forse era un mantello che veniva dato a chi entrava al banchetto, quindi era anch\u2019esso un dono).<\/p>\n<p align=\"justify\">Cosa significa questa parabola, con tratti anche molto duri, come la conclusione, o la soppressione degli invitati assassini? Certo alcuni particolari sono funzionali al racconto, ma non dobbiamo sottovalutare il fatto che l\u2019ingresso nel regno \u00e8 l\u2019ingresso nella vita, chi non entra, non entra nella vita. Il Regno \u00e8 essenzialmente una persona, Ges\u00f9 Cristo. Entrare alla festa del regno significa giungere a quell\u2019unione con il Figlio di Dio che \u00e8 il cammino della nostra vita cristiana. Se non abbiamo il desiderio di giungere a questa unione, significa che non ci rivestiamo del suo Amore e dunque non possiamo stare nella sala del banchetto, perch\u00e9 la vita eterna \u00e8 pienezza di quell\u2019amore che giorno per giorno impariamo a conoscere, ad accogliere e a ridonare. La risposta negativa all\u2019invito \u00e8 invece manifestazione dell\u2019assenza di questo desiderio, \u00e8 il frutto di un\u2019esistenza ripiegata su se stessi e sulle proprie convinzioni e aspettative, spesso solo \u201corizzontali\u201d, chiuse agli inviti della Parola, in un individualismo che \u00e8 tipico del nostro mondo di oggi e che, purtroppo interessa anche molti di noi che ci diciamo cristiani.<\/p>\n<p align=\"justify\">Siamo chiamati e per questo siamo Chiesa. La parola del vangelo di oggi ci ricorda che essere chiamati non significa necessariamente essere eletti. Lasciamoci provocare dalla Parola di Dio, poniamoci in ascolto umile e attento, lasciamo che il nostro cuore sia abitato dal desiderio di vivere nell\u2019Amore che salva, per entrare alla gioiosa festa di coloro che si sono rivestiti di Cristo!<\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>11.10.2020 XXVIII Domenica del Tempo Ordinario (anno A) &nbsp; Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22, 1-14) In quel tempo, Ges\u00f9 riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: \u00abIl regno dei cieli \u00e8 simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mand\u00f2 i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mand\u00f2 di nuovo altri servi con quest&#8217;ordine: Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono gi\u00e0 uccisi e tutto \u00e8 pronto; venite alle nozze!. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indign\u00f2: mand\u00f2 le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro citt\u00e0. Poi disse ai suoi servi:&nbsp; La festa di nozze \u00e8 pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riemp\u00ec di commensali. Il re entr\u00f2 per vedere i commensali e l\u00ec scorse un uomo che non indossava l&#8217;abito nuziale. Gli disse: Amico, come mai sei entrato qui senza l&#8217;abito nuziale?. Quello ammutol\u00ec. Allora il re ordin\u00f2 ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; l\u00e0 sar\u00e0 pianto e stridore di denti. Perch\u00e9 molti sono chiamati, ma pochi eletti\u00bb. ______________ La ventottesima domenica del tempo ordinario di questo anno A ci presenta la terza parabola del regno incentrata sulla fine dei tempi. Gli interlocutori di Ges\u00f9 sono sempre gli stessi, sacerdoti e farisei, ovvero le guide del popolo. Protagonista della parabola \u00e8 un re che d\u00e0 una festa di nozze per il figlio, una festa aperta a tutti, caratterizzata da quel banchetto di cui profetizza Isaia (nella prima lettura, Is 25,6-10). Una vera, grande festa, dove tutto \u00e8 gratuitamente offerto con abbondanza, ma alla quale stranamente gli invitati dicono \u201cno\u201d. Anzi, addirittura i primi invitati arrivano a uccidere i servi del re, per togliersi dall\u2019orizzonte la questione di quel banchetto di nozze. Ci sono poi finalmente invitati che entrano nella sala del banchetto, quasi a forza, fino a riempirla. Ma tra quelli che entrano c\u2019\u00e8 chi non indossa l\u2019abito nuziale (che forse era un mantello che veniva dato a chi entrava al banchetto, quindi era anch\u2019esso un dono). Cosa significa questa parabola, con tratti anche molto duri, come la conclusione, o la soppressione degli invitati assassini? Certo alcuni particolari sono funzionali al racconto, ma non dobbiamo sottovalutare il fatto che l\u2019ingresso nel regno \u00e8 l\u2019ingresso nella vita, chi non entra, non entra nella vita. Il Regno \u00e8 essenzialmente una persona, Ges\u00f9 Cristo. Entrare alla festa del regno significa giungere a quell\u2019unione con il Figlio di Dio che \u00e8 il cammino della nostra vita cristiana. Se non abbiamo il desiderio di giungere a questa unione, significa che non ci rivestiamo del suo Amore e dunque non possiamo stare nella sala del banchetto, perch\u00e9 la vita eterna \u00e8 pienezza di quell\u2019amore che giorno per giorno impariamo a conoscere, ad accogliere e a ridonare. La risposta negativa all\u2019invito \u00e8 invece manifestazione dell\u2019assenza di questo desiderio, \u00e8 il frutto di un\u2019esistenza ripiegata su se stessi e sulle proprie convinzioni e aspettative, spesso solo \u201corizzontali\u201d, chiuse agli inviti della Parola, in un individualismo che \u00e8 tipico del nostro mondo di oggi e che, purtroppo interessa anche molti di noi che ci diciamo cristiani. Siamo chiamati e per questo siamo Chiesa. La parola del vangelo di oggi ci ricorda che essere chiamati non significa necessariamente essere eletti. Lasciamoci provocare dalla Parola di Dio, poniamoci in ascolto umile e attento, lasciamo che il nostro cuore sia abitato dal desiderio di vivere nell\u2019Amore che salva, per entrare alla gioiosa festa di coloro che si sono rivestiti di Cristo! 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