{"id":8758,"date":"2021-03-19T18:15:41","date_gmt":"2021-03-19T17:15:41","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=8758"},"modified":"2021-10-31T21:41:13","modified_gmt":"2021-10-31T20:41:13","slug":"8758-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/8758-2\/","title":{"rendered":"San Giuseppe"},"content":{"rendered":"<h4 align=\"justify\">il discorso del Servo di Dio Didaco Bessi<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a><\/sup><a name=\"__RefHeading___Toc1375537711\"><\/a>&nbsp;<\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saint_Joseph_with_the_Infant_Jesus_by_Guido_Reni_c_1635.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-8705 size-medium\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saint_Joseph_with_the_Infant_Jesus_by_Guido_Reni_c_1635-246x300.jpg\" alt=\"\" width=\"246\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saint_Joseph_with_the_Infant_Jesus_by_Guido_Reni_c_1635-246x300.jpg 246w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saint_Joseph_with_the_Infant_Jesus_by_Guido_Reni_c_1635-841x1024.jpg 841w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saint_Joseph_with_the_Infant_Jesus_by_Guido_Reni_c_1635-768x935.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Saint_Joseph_with_the_Infant_Jesus_by_Guido_Reni_c_1635.jpg 1207w\" sizes=\"auto, (max-width: 246px) 100vw, 246px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019uomo quanto pi\u00f9 \u00e8 vuoto di vera grandezza tanto pi\u00f9 abbonda in pompose parole; tanto pi\u00f9 si lascia abbagliare dalle splendide apparenze. Un conquistatore feroce, un filosofo pieno di vana sapienza, un letterato che pasce il mondo di vaghissimi nienti, e spesso anche di dolci veleni; destano la sua ammirazione<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\">2<\/a><\/sup>. Io non so se vi sia mai avvenuto, o Revd\u0113 Madri, di sentir rammentare il divino Platone, il divino Aristotele, il divino Socrate, e cotali altre sciocche divinit\u00e0, onde si volle dalla umana superbia collocar quasi sul trono stesso di Dio, alcuni uomini, che sebbene da Dio dotati di maggior copia d\u2019ingegno degli altri, pure furono al pari degli altri, e forse pi\u00f9 degli altri miserabili e viziosi. Cotale \u00e8 il linguaggio dell\u2019uomo, che porta nella sua stessa pomposit\u00e0 il carattere pi\u00f9 certo della falsit\u00e0 e della menzogna. Onde avviene che ricercando con animo retto nelle lodi che l\u2019uomo da all\u2019uomo, sempre ci si trova tanto da sottrarre, che spesso, ridotte le cose al suo giusto peso, quegli elogi spariscono per una buona met\u00e0; qualche volta spariscono affatto; qualche volta si trova ancora che essi usurparono il luogo dei meritati vituperi. Ma cos\u00ec non avviene nelle lodi che Dio, il quale \u00e8 l\u2019istessa verit\u00e0 per essenza e l\u2019istessa grandezza, concede alcuna volta nelle divine Scritture ad alcuni uomini a lui prediletti. Imperocch\u00e9 queste sebbene consistano in poche e modeste parole; pure esse son tali, che quanto pi\u00f9 si considerano, in rispetto alle persone cui furono date, tanto maggiormente ci appariscono veraci, magnifiche e grandi. Io non voglio tenervi pi\u00f9 incerte, o Revd\u0113 Madri, dove voglia andare a parare il mio discorso. Parler\u00f2 chiaro: queste riflessioni mi son corse alla mente dalla festivit\u00e0 che oggi, a rallegrare il digiuno quadragesimale, si celebra nella Chiesa. Quale fra i figli dell\u2019uomo pu\u00f2 vantare maggior grandezza di Giuseppe<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\">3<\/a><\/sup>? Eppure, aprite il Vangelo, cercate che cosa vi si dica di lui. Appena egli vi \u00e8 rammentato! niuna pompa di parole: niuno elogio sfoggiato: niuna di quelle esagerazioni che sono si comuni tra gli uomini. Tre cose vi si notano solamente intorno a lui: ch\u2019egli era sposo a Maria; ch\u2019era padre putativo di Ges\u00f9, e che era giusto. Queste tre cose accennate colla massima semplicit\u00e0, e come per incidenza, quasi sfuggono all\u2019attenzione. Ma peraltro a ben considerarle qual grandezza, quale eccellenza, qual santit\u00e0 non rivelano mai in colui, del quale esse furon dette dalla Verit\u00e0 istessa! Quanto pi\u00f9 a fondo le esamineremo, tanto pi\u00f9 sublimi ci appariranno. Io non mi arrogo di poter entrare a rivelarvi in tutta la sua luce il mistero di questa grandezza. Pure alcuna cosa tenter\u00f2 di dirne colla inferma mia lingua, solo per eccitare i vostri cuori a una pi\u00f9 fervida devozione verso il glorioso Patriarca.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sebbene non sempre sia vero che dalle qualit\u00e0 di uno dei conjugi si possano con sicurezza argomentare quelle dell\u2019altro; perch\u00e9 vedonsi alcuna volta nel mondo unioni assai disparate, o per rispetto alla nascita, o per rispetto ai costumi: pure non pu\u00f2 negarsi che ordinariamente le persone che unisconsi in questo santo nodo non abbiano per primo riguardo la convenienza dell\u2019indole e della condizione. Ma quando pure ci\u00f2 non debba aversi per regola generale; questo poco nuoce al proposito nostro. Imperocch\u00e9 Giuseppe non fu sposo a Maria o per capriccio<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\">4<\/a><\/sup>, o per calcolo d\u2019interesse. Egli fu sposo, perch\u00e9 tale fu scelto dalla Sapienza divina pe\u2019 suoi altissimi disegni. Quindi segue di necessit\u00e0 che egli dovesse esser tale, quale a Maria per ogni rispetto si conveniva. Perci\u00f2 noi possiam dire con assoluta certezza, che chiunque voglia conoscere la santit\u00e0 di Giuseppe guardi in quella di Colei, che fu da tanti secoli prefigurata nelle divine scritture; di colei che fu tra tutte le donne benedetta; di colei infine che fu salutata piena di grazia, madre dei redenti e madre di Dio. Or fate ragione, di qual purit\u00e0, di qual santit\u00e0 dovette essere ornato colui che Dio stesso scelse tra tutti a essere dolce compagno alla madre sua. Maria fu sollevata a tanto onore, perch\u00e9 la pi\u00f9 umile tra tutte le donne: Giuseppe fu unito a Maria, perch\u00e9 niuno tra gli uomini possed\u00e8 in pari grado questa amabile virt\u00f9. Maria fu eletta a madre di Dio, perch\u00e9 tra tutte le figlie di Adamo la pi\u00f9 pura: Giuseppe fu unito a Maria, perch\u00e9 cuore del suo pi\u00f9 puro e pi\u00f9 candido non pot\u00e8 mai vantare alcun figlio dell\u2019uomo. Maria fu scelta a tempio vivo del Verbo incarnato, per la sublime sua santit\u00e0; Giuseppe fu dato a compagno di Maria, perch\u00e9 solo fra tutti fu trovato degno di fare a tanta santit\u00e0 adeguato riscontro. Questo io affermo non per modo di supposizione, ma con quella stessa certezza che mi verrebbe dal leggere questi fatti nel Vangelo. Imperciocch\u00e9 ben \u00e8 vero che il Vangelo tace sopra queste particolarit\u00e0. Ma come si potrebbe egli pur dubitarne? Dio, fin dal primo momento della sciagurata caduta dell\u2019uomo, prepar\u00f2 nel suo profondo consiglio questi due quasi suoi cooperatori nella umana redenzione: Maria, acci\u00f2 il Verbo eterno vestisse nelle sue viscere umana carne, e si facesse suo vero figlio: Giuseppe, acci\u00f2, con adottiva paternit\u00e0, non solo velasse agli occhi dei profani la portentosa operazione dello Spirito Santo; ma ancora perch\u00e9 egli prestasse al divino infante ed alla Madre sua tutte le cure affettuose e intelligenti di un perfetto padre di famiglia. Come supporre pertanto, senza offendere la divina sapienza, che Giuseppe non possedesse una santit\u00e0 adeguata a tanto officio, e adeguata ancora alla santit\u00e0 di colei, che doveva con esso esercitarlo? Oltrech\u00e9 se Dio volle che ambedue fossero dell\u2019istessa nobilt\u00e0, e che in ambedue scorresse il regio sangue di David, cercando in essi la somiglianza anche in queste qualit\u00e0 di minor conto e al tutto secondarie, come credere che la stessa somiglianza egli non volesse anche nella eccellenza dell\u2019anima, e nella grandezza del cuore? Non pu\u00f2 dunque errarsi allorch\u00e9 con certezza si afferma che per conoscere la santit\u00e0 di Giuseppe besta specchiarsi nella santit\u00e0 di Maria. [Io non entrer\u00f2 a dire che, come Maria fu concetta senza macchia originale, cos\u00ec Giuseppe fosse santificato fin nel seno materno, come alcuni scrittori, peraltro pii e di grande autorit\u00e0, crederono di potere affermare; perch\u00e9 il Vangelo non rendendo di ci\u00f2 alcuna espressa testimonianza, come fece di Giovanni, n\u00e9 la Chiesa avendone fermato alcun decreto; bisogna in cos\u00ec fatte dottrine procedere con molta cautela. Solo dir\u00f2 che questo apparirebbe molto consentaneo e conveniente all\u2019alto ufficio a cui fu eletto. Imperocch\u00e9 se Giovanni fu santificato nel seno materno, perch\u00e9 Dio lo aveva preordinato ad annunziare e precorrere il Redentore; quanto non apparisce egli pi\u00f9 conveniente che d\u2019un tal privilegio dovesse essere ornato colui che non ad annunziare, non a precorrere il Messia era destinato, ma si a custodirne l\u2019infanzia, a difenderla, a circondarla delle sue cure paterne? Ma lasciamo pure che altri pensi sopra questo proposito come meglio gli detta il senno e la piet\u00e0, n\u00e9 insistiamo davvantaggio, sopra mere congetture, quantunque elle ci appariscano con tanta ragione fondate. Imperocch\u00e9 qual bisogno abbiamo di sottilizzare congetturando.]<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\">5<\/a><\/sup> E quantunque<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\">6<\/a><\/sup> il Vangelo, ci dica del grande Patriarca una sola parola di lode, pure essa \u00e8 tale da prestare di per s\u00e8 ampia materia a un intero panegirico. Infatti il Vangelo ci dice che Giuseppe era giusto: <u>cum esset justus<\/u>. Se questa parola fosse stata proferita con umana autorit\u00e0, essa non avrebbe alcuna forza, o ben poca. Imperocch\u00e9 chi \u00e8 tra gli uomini che non pretenda questo titolo di giusto? Egli sembra cosa s\u00ec comune, che stimasi il meno che possa dirsi in commendazione di un uomo. E se ad alcuno fosse detto, tu non sei giusto, egli se ne terrebbe offeso e ingiuriato altamente. E questo avviene, perch\u00e9 per ordinario gli uomini non fanno alcuna considerazione al senso profondo e alla lode sovraggrande che si racchiude in quella parola. Per\u00f2 essi sono s\u00ec corrivi ad arrogarsela per se stessi, e a concederla agli altri. Quindi conchiudesi che se questa lode di giusto fosse stata attribuita a Giuseppe per solo umano giudizio, ben poco dovremmo darle d\u2019importanza, n\u00e9 meriterebbe che ci facessimo sopra lunga considerazione. Ma ella gli fu data per giudizio divino; ella fu ispirata al santo Evangelista dallo stesso spirito di verit\u00e0; onde \u00e8 certo ch\u2019ella fu data con intera cognizione del suo senso, e fu giudicato che di un tal senso tutta convenisse a Giuseppe l\u2019applicazione. Or posto questo, venite meco a considerare, che cosa significhi l\u2019essere dichiarato giusto dalla bocca stessa della verit\u00e0. La giustizia \u00e8 il complesso di tutte le virt\u00f9, \u00e8 l\u2019ultimo grado di perfezione a cui l\u2019uomo possa arrivare. Colui che \u00e8 giusto conosce ci\u00f2 che egli debba a Dio, ci\u00f2 che egli debba al prossimo, ci\u00f2 ch\u2019egli debba a se stesso; e questi tre grandi debiti egli adempie con tutta pienezza. Rende ci\u00f2 che egli deve a Dio: per conseguenza egli ama Dio sopra ogni cosa, sopra i propri vantaggi, sopra la propria vita: lo ama non per s\u00e9, ma per lui; lo ama non per la propria salvezza, ma per la sua gloria; non perch\u00e9 \u00e8 punitore e rimuneratore, ma perch\u00e9 egli \u00e8 Dio: lo ama insomma di amore perfetto; di quell\u2019amore stesso onde lo amano i cherubini e i serafini prostrati al suo trono, onde lo amano le anime beate che gli fanno corteggio nella gloria dei cieli. Chi \u00e8 perfettamente giusto con Dio, non solo egli possiede in tutta la loro pienezza le tre grandi virt\u00f9 che lo riguardano, la fede, la speranza, la carit\u00e0, ma nulla inoltre di ci\u00f2 che \u00e8 terreno pu\u00f2 giugnere a contaminarlo pur lievemente: quindi egli \u00e8 purissimo. Chi \u00e8 perfettamente giusto con Dio, conosce e rende a lui tutta intera la propria soggezione; quindi \u00e8 umilissimo. Chi \u00e8 perfettamente giusto con Dio, a lui tributa ogni culto esteriore e interiore; e quindi egli \u00e8 quant\u2019altri mai nell\u2019orazione fervorosissimo. L\u2019uomo giusto inoltre conosce e adempie ogni suo debito verso del prossimo. Ed ecco che di qui voi vedete tosto scaturire tutto quel celeste coro delle virt\u00f9 che si comprendono sotto il nome di opere di misericordia e che tendono a formare di tutta l\u2019umanit\u00e0 un cuor solo e una sola persona: sovvenire al povero; porgere il suo braccio al debole; prestare assistenza all\u2019infermo; correggere con amore l\u2019errante; sostenere con sofferenza gli altrui difetti; far sacrificio dei proprii comodi all\u2019altrui vantaggio, e dite pure di tutte quelle soavissime opere di fraterna carit\u00e0, che sole basterebbero a formare della terra un paradiso. Finalmente chi \u00e8 giusto in se stesso ben conosce e reca in pratica tutto ci\u00f2 ch\u2019egli deve alla propria destinazione. Sa che Iddio non lo ha destinato per questa terra: quindi ecco in lui il distacco da tutto ci\u00f2 che \u00e8 caduco e mondano: ecco in lui il coraggio nei pericoli, la forza nelle tribolazioni, la costanza negli spirituali combattimenti. Sa e conosce ch\u2019egli deve pervenire al suo fine glorioso per una via di espiazione e di prova. Quindi ecco le lacrime della compuzione, ecco le opere tutte della penitenza; ecco la guerra valorosamente combattuta contro la tirannia dei sensi che vorrebbero<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\">7<\/a><\/sup> soverchiare lo spirito. Or vedete finalmente quanta ampiezza e perfezione di virt\u00f9 si raccolgono in quella parola \u201cEgli era giusto\u201d. Se Giuseppe dunque era giusto, e se questa lode non gli fu data dalla cieca umana adulazione, ma s\u00ec dall\u2019istessa Verit\u00e0 increata, forza \u00e8 che tutte quelle virt\u00f9 che ho detto si trovassero in eminente grado raccolte in Giuseppe. O santit\u00e0 veramente celestiale, o santit\u00e0 di cui, dopo quella della Vergine Santissima, non ebbe e non avr\u00e0 mai l\u2019uguale sopra la terra!<\/p>\n<p align=\"justify\">Ora a tanta santit\u00e0 vedete qual gloria e quale splendore si aggiunga dall\u2019essere Giuseppe padre putativo di Ges\u00f9. [N\u00e9 si dica che non essendo egli stato padre naturale, ma solamente putativo, ci\u00f2 pu\u00f2 scemargli l\u2019onore e la dignit\u00e0. N\u00f2, non dicasi mai questo; imperciocch\u00e9 l\u2019onore del padre scaturisce meno dall\u2019opera di natura ond\u2019egli da esistenza al figlio, che dalla potest\u00e0 che sopra di lui esercita e dall\u2019amore onde lo custodisce. Ora che Giuseppe avesse primieramente questo diritto di potest\u00e0 sopra il divino suo figlio non pu\u00f2 dubitarsene.]<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\">8<\/a><\/sup> Il nome di padre, dice S. Agostino, fu in lui nome di potest\u00e0: <u>fuit appellatio potestatis<\/u>. Ges\u00f9 appartenne veramente alla famiglia di Giuseppe, e come membro di essa soggiacque veramente all\u2019autorit\u00e0 paterna del suo capo. Inoltre osservano i sacri espositori che Ges\u00f9, come uscito dalla stirpe di David, aveva diritto di successione al regno di Giuda. Ma questo diritto non gi\u00e0 gli veniva di Maria, comecch\u00e8 anch\u2019ella fosse nobile virgulto di quella insigne radice, ma s\u00ec venivagli da Giuseppe, per la ragione che, infino a tanto che di quella stirpe ci fosse alcun uomo, Maria non aveva diritto di successione. Onde conchiude Agostino, dicendo: a quella guisa che Ges\u00f9 aveva verso Giuseppe, filiale diritto del regno giudaico, cos\u00ec Giuseppe aveva sopra Ges\u00f9 il diritto della paterna autorit\u00e0. Or di qui considerate la dignit\u00e0 di quest\u2019uomo, da\u2019 cui cenni dipende il Signore stesso dell\u2019universo. Chi ebbe mai tra i figli del fango autorit\u00e0 s\u00ec sublime? Quale tra pi\u00f9 insigni patriarchi dell\u2019antico patto pot\u00e8 uguagliare in dignit\u00e0 questo glorioso patriarca della nuova legge? L\u2019uomo, di qualunque pi\u00f9 eccelso grado egli sia non pu\u00f2 sperar salute, se non soggiace alla autorit\u00e0 di Dio. Il solo Giuseppe, solo fra tutti gli uomini privilegiato, pu\u00f2 esercitare la sua autorit\u00e0 sopra Dio medesimo. La gloria di Giuseppe dunque non \u00e8 punto scemata dal non essere egli padre di Ges\u00f9 per natura; essendo in lui vera e reale la pi\u00f9 importante tra le paterne prerogative, che \u00e8 la potest\u00e0 sopra il figlio. Ma se egli fu padre per potest\u00e0, non fu meno padre per le cure. Ges\u00f9 pigliando umana carne e abbassando la sua maest\u00e0 a voler nascere come gli altri uomini, si sottopose ancora a tutti quei bisogni e a tutte quelle miserie, cui soggiacciono tutti gli altri fanciulli. Or si considerino quante e quali cure richiede un fanciulletto dalla nascita, infino a che egli non pu\u00f2 provvedere ai suoi bisogni; e facciasi ragione che tutte queste cure furono adempiute da Giuseppe con sollecito amore. Oh quanto si compiace la fantasia di raffigurarsi quella povera casetta di Nazaret, e di vedere col\u00e0 entro questo santo vecchio vezzeggiare tra le sue braccia il pargoletto Ges\u00f9: [ora provarsi di farlo reggere sopra i mal fermi piedini;]<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\">9<\/a><\/sup> ora porgergli con sorridente ciglio il necessario alimento; or adagiarlo nella cuna, vegliarli accanto, e contemplare siccome estatico l\u2019innocente suo sonno celestiale! Cos\u00ec per la immaginazione ci potremmo raffigurare le altre cure paterne di Giuseppe, nella pi\u00f9 adulta giovinezza del Redentore, e saremmo sicuri di non errare, e le nostre immaginazioni rivestirebbero la natura di fatti veri e reali. Imperocch\u00e9, data in Giuseppe quella santit\u00e0 che gi\u00e0 abbiamo descritta; data quella dignit\u00e0 che gi\u00e0 abbiamo intesa, egli doveansi senza fallo trovare in lui tutte le cure di un perfetto padre di famiglia con quello che di pi\u00f9 perfetto e di pi\u00f9 sublime portava seco la sua speciale prerogativa, che lo rendeva, dopo l\u2019Uomo-Dio, superiore a tutti gli uomini. E che cos\u00ec fosse vedesi anche da questo: che il giovinetto Ges\u00f9 era conosciuto e famoso tra il popolo, non per la sua divinit\u00e0, che non ancora egli l\u2019aveva rivelata, ma s\u00ec per le cure paterne di Giuseppe: imperciocch\u00e9 come raccogliesi dall\u2019Evangelista, egli fosse appellato, per eccellenza, il Figlio del Fabbro. Nella quale denominazione v\u2019\u00e8 un certo significato di celebrit\u00e0 si per l\u2019uno che per l\u2019altro; nel Fabbro che s\u00ec amava e vegliava questo figlio; nel Figlio che s\u00ec era soggetto e riconoscente a questo Fabbro<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote10sym\" name=\"sdfootnote10anc\">10<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ed ecco che qui mi si porge bella opportunit\u00e0 a dimostrare che Ges\u00f9 fu vero Figlio a Giuseppe, non solo per la cura e per la potest\u00e0 che questi esercit\u00f2 sopra lui; ma molto pi\u00f9 per la soggezione che Ges\u00f9 osserv\u00f2 verso di esso in tutto il corso della sua vita mortale. E chi pu\u00f2 dubitarne, mentre il Vangelo che si parco \u00e8 nel notare le circostanze della vita di Giuseppe, non lascia passare questa importantissima, senza renderne testimonianza con espresse parole? Dice infatti che Ges\u00f9 <u>erat subditus illis<\/u>, era sottoposto a Giuseppe e a Maria. Dunque egli non venerava meno Maria che gli era Madre per natura di quello che venerasse Giuseppe che gli era padre per adozione. Ma se questo \u00e8 vero, com\u2019\u00e8 senza fallo, di quanto non cresce nel nostro concetto la dignit\u00e0 e la gloria di Giuseppe! Come! colui nelle cui mani sono le cose tutte, e che alle cose tutte ha dato esistenza con un atto solo della sua volont\u00e0; colui che se piega il ciglio fa tremare il cielo la terra e gli abissi; colui che solo \u00e8 sovrano degli uomini, non ricusa di essere sottoposto ad un uomo? di professargli reverenza? di pendere dai suoi cenni? s\u00ec, non pu\u00f2 dubitarsene; egli \u00e8 certo per fede: Egli \u00e8 sottoposto ad un uomo e quest\u2019uomo \u00e8 Giuseppe. Giuseppe! Ma forse quest\u2019uomo a cui \u00e8 sottoposto Ges\u00f9, \u00e8 uomo di alta considerazione nel mondo? splende in regali dovizie? abita in sontuosi palagi? novera sotto il suo scettro molti popoli e nazioni? Oh pensate! quest\u2019uomo a cui Dio obbedisce, sebbene egli scenda da stirpe regale, pure egli \u00e8 si oscuro, pure egli \u00e8 si povero, pure egli \u00e8 si poveramente alloggiato, che in una misera casuccia \u00e8 costretto a campare la vita coll\u2019opera delle sue braccia. E Ges\u00f9 tuttavia gli \u00e8 sottoposto: Ges\u00f9 lo venera, lo serve, lo obbedisce siccome padre. N\u00e9 gli obbedisce solo in quelle cose che spettano alla sua spirituale educazione, dove l\u2019obbedire ha pi\u00f9 nobilt\u00e0, ma l\u2019obbedisce e lo serve ancora nell\u2019umile esercizio dei suoi fabrili lavori. Oh come si commuove il cuore a rappresentarsi Ges\u00f9 e Giuseppe in una gara reciproca di amore e di rispetto, faticare e fabbricare con istento e sudore poveri utensili, e maneggiare gli strumenti del mestiere, e Ges\u00f9 riportarne affaticamento e offesa a quelle mani onnipotenti, alle quali la fabbrica del mondo, non altro cost\u00f2 di fatica se non il volere ch\u2019ella esistesse. Qui la mente nostra rimane come fuori di se stessa, n\u00e9 sa se pi\u00f9 sia colpita dalla infinita degnazione di Ges\u00f9, ovvero dall\u2019onore e dalla dignit\u00e0 inestimabili di Giuseppe. [Onore e dignit\u00e0 che nulla scemano di pregio dall\u2019essere il nostro gran santo, in ordine alla natura, padre solamente in apparenza.]<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote11sym\" name=\"sdfootnote11anc\">11<\/a><\/sup><\/p>\n<p align=\"justify\">E non crediamo gi\u00e0 che questa santit\u00e0 non fosse in lui provata nel fuoco delle tribolazioni. Egli rampollo di reale lignaggio, ridotto a dura povert\u00e0 da doversi guadagnare la vita col sudore della sua fronte, sostenne con animo sereno e giocondo la miseria della sua condizione. Egli fatto depositario e custode del Salvatore del mondo, non aveva di che sollevarlo nei bisogni di questa vita mortale. Quante volte riguardando quel divino infante, e considerando in quanta strettezza era costretto di tenerlo, avr\u00e0 sentito straziarsi il cuore? Quanti penosi contrasti non si saranno fatti sentire nel suo cuore tra quello che gli dicea la fede, e quello che gli mostravano i sensi intorno a quel pargoletto. [Quella gli diceva: colui \u00e8 il Re del mondo; questi al contrario,<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote12sym\" name=\"sdfootnote12anc\">12<\/a><\/sup> colui \u00e8 un misero fanciulletto che pena per la tua povert\u00e0. Quella gli diceva: Colui \u00e8 il Redentore degli uomini: questi al contrario: Colui \u00e8 un meschinello che non sa redimere se stesso dalle pi\u00f9 infime miserie. Quanto pungenti non doveano essere in Giuseppe questi interni contrasti. Ma Iddio avea voluto dargli ancor pi\u00f9 dura prova. Imperciocch\u00e8 ignaro delle vie dell\u2019Eterno Padre nell\u2019operare il gran mistero, una nube viene a turbare l\u2019anima sua&#8230; O Maria! o rosa purissima, o giglio di Paradiso&#8230; e dovr\u00f2 ahime! e dovr\u00f2 lungi respingerti da me? Mi assisti o Dio di piet\u00e0! Ma Iddio non volle pi\u00f9 lungamente affliggere quella santa anima. Si aprono i cieli: ecco l\u2019angelo del Signore: <u>Joseph noli timere accipere Mariam conjugem tuam; quod enim in ea est de Spiritu Sancto est<\/u>. E le parole dell\u2019Angiolo riconducono nel cuore di Giuseppe la gioia del Paradiso.]<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote13sym\" name=\"sdfootnote13anc\">13<\/a><\/sup> Nulla dir\u00f2 n\u00e9 della fuga in Egitto, n\u00e9 delle persecuzioni di Erode, n\u00e9 del breve ma pur doloroso smarrimento del Divin Figlio, n\u00e9 d\u2019altre prove di tribolazione onde Dio volle sempre pi\u00f9 sublimare l\u2019anima sua; perch\u00e9, e chi \u00e8 che non le sappia? Chi \u00e8 che considerando quelle crudeli congiunture non sia entrato nel cuor di Giuseppe? Solo dir\u00f2 che a buon diritto egli \u00e8 noverato, non solo nella schiera illustre dei confessori; ma ancora a rispetto di queste tribolazioni, in quella dei martiri. Ecco, come Dio, anco le anime pi\u00f9 pure, anco le anime a lui pi\u00f9 care, non vuole esenti dalla prova del dolore. Cos\u00ec egli adoper\u00f2 in Maria; cos\u00ec in Giuseppe; cos\u00ec (ed oh non cos\u00ec, ma con una pi\u00f9 orribil misura) adoper\u00f2 nel Divino suo Figlio medesimo! E noi, noi ci dorremo delle tribolazioni? Ma non entriamo in una riflessione che troppo ci occuperebbe. Piuttosto venite meco a contemplare un immagine pi\u00f9 consolante. In mezzo a Ges\u00f9 ed a Maria, che amorevolmente lo assistono vedete l\u00e0 in quella povera camera sopra un meschino letticiuolo, vedete Giuseppe nelle agonie di morte, prossimo a spiccarsi da questo fango terreno, per volare a prendere la mercede dal vero Padre di Ges\u00f9, delle bene adempiute sue veci nel grande e sublime officio della sua paternit\u00e0. O come lieta e festante doveva esser quell\u2019anima nel punto di recarsi a ricevere la desiata retribuzione! Se lieto e trionfante \u00e8 uomo nel tornare al suo Principe, di cui ha ben compiuto una importante commissione, qual cuore doveva essere in quel punto quel di Giuseppe, che non un principe terreno aveva servito e rappresentato, ma s\u00ec il Re dei secoli? che non in un officio volgare aveva fatto le sue veci, ma s\u00ec in quell\u2019alta prerogativa dei paterni diritti, dei quali egli dovea cotanto esser geloso? Poteva forse l\u2019anima sua benedetta esser turbata in quel punto dalle agonie di morte? e quando pure, come uomo, e non esente dalla condizione comune, egli avesse dovuto sentirne la gravezza, qual pericolo poteva egli temerne? E non assistevano al suo letto di morte, in un lato Ges\u00f9, pronto a confortarlo, pronto a rendergli tutte le cure che da lui avea ricevute; e dall\u2019altro Maria, la dolce sua sposa, colei che fu ripiena di grazia, colei che dovea essere, la consolatrice degli afflitti, la salute degli infermi; la regina dei Redenti? O compagnia veramente invidiabile! o morte o morte, pi\u00f9 che qualunque altra vita dolcissima! O possa anche a noi incontrare al letto di morte un tanto bene! i gelati sudori dell\u2019agonia possano, oh possano anche a noi esserci confortati da cos\u00ec grande gioia di paradiso! Noi te ne preghiamo con profondo sentimento, o anima gloriosa di Giuseppe, che ora trionfi in cielo! Noi ve ne scongiuriamo, o Ges\u00f9 pietoso, che s\u00ec buono accogliete le lacrime di chi invoca il vostro soavissimo nome! noi ve ne supplichiamo, o Maria, che siete la cara madre nostra, la madre del bello amore! O Ges\u00f9 o Giuseppe o Maria, o nomi soavissimi, o nomi di speranza e di conforto, possa nelle vostre santissime braccia spirare l\u2019anima mia.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> As <i>Monache del Letto<\/i> <i>89 Salesiane 92 <\/i>Ad <i>S. Pietro 86 S. Domenico 89 S. Pietro 88<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> A <i>e pi\u00f9 profondi titoli di lodi s\u00ec esorbitanti che sembra che ne voglia spodestare Dio stesso<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> A <i>Patrono della Chiesa universale<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> A <i>di passione<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a> [\u2026] Testo omesso per una successiva utilizzazione del discorso.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a> I <i>E quantunque<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a> Le <i>vorebbero<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a> [\u2026] Testo omesso in una successiva utilizzazione del discorso.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a> [\u2026] Testo omesso in una successiva utilizzazione del discorso.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote10\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote10anc\" name=\"sdfootnote10sym\">10<\/a> Le <i>Fabro<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote11\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote11anc\" name=\"sdfootnote11sym\">11<\/a> [\u2026] Testo omesso in una successiva utilizzazione del discorso.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote12\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote12anc\" name=\"sdfootnote12sym\">12<\/a> I <i>colui \u00e8 il Re del mondo; questi al contrario,<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote13\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote13anc\" name=\"sdfootnote13sym\">13<\/a> [\u2026] Testo omesso in una successiva utilizzazione del discorso.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote12\">\n<hr>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>il discorso del Servo di Dio Didaco Bessi1&nbsp; L\u2019uomo quanto pi\u00f9 \u00e8 vuoto di vera grandezza tanto pi\u00f9 abbonda in pompose parole; tanto pi\u00f9 si lascia abbagliare dalle splendide apparenze. Un conquistatore feroce, un filosofo pieno di vana sapienza, un letterato che pasce il mondo di vaghissimi nienti, e spesso anche di dolci veleni; destano la sua ammirazione2. Io non so se vi sia mai avvenuto, o Revd\u0113 Madri, di sentir rammentare il divino Platone, il divino Aristotele, il divino Socrate, e cotali altre sciocche divinit\u00e0, onde si volle dalla umana superbia collocar quasi sul trono stesso di Dio, alcuni uomini, che sebbene da Dio dotati di maggior copia d\u2019ingegno degli altri, pure furono al pari degli altri, e forse pi\u00f9 degli altri miserabili e viziosi. Cotale \u00e8 il linguaggio dell\u2019uomo, che porta nella sua stessa pomposit\u00e0 il carattere pi\u00f9 certo della falsit\u00e0 e della menzogna. Onde avviene che ricercando con animo retto nelle lodi che l\u2019uomo da all\u2019uomo, sempre ci si trova tanto da sottrarre, che spesso, ridotte le cose al suo giusto peso, quegli elogi spariscono per una buona met\u00e0; qualche volta spariscono affatto; qualche volta si trova ancora che essi usurparono il luogo dei meritati vituperi. Ma cos\u00ec non avviene nelle lodi che Dio, il quale \u00e8 l\u2019istessa verit\u00e0 per essenza e l\u2019istessa grandezza, concede alcuna volta nelle divine Scritture ad alcuni uomini a lui prediletti. Imperocch\u00e9 queste sebbene consistano in poche e modeste parole; pure esse son tali, che quanto pi\u00f9 si considerano, in rispetto alle persone cui furono date, tanto maggiormente ci appariscono veraci, magnifiche e grandi. Io non voglio tenervi pi\u00f9 incerte, o Revd\u0113 Madri, dove voglia andare a parare il mio discorso. Parler\u00f2 chiaro: queste riflessioni mi son corse alla mente dalla festivit\u00e0 che oggi, a rallegrare il digiuno quadragesimale, si celebra nella Chiesa. Quale fra i figli dell\u2019uomo pu\u00f2 vantare maggior grandezza di Giuseppe3? Eppure, aprite il Vangelo, cercate che cosa vi si dica di lui. Appena egli vi \u00e8 rammentato! niuna pompa di parole: niuno elogio sfoggiato: niuna di quelle esagerazioni che sono si comuni tra gli uomini. Tre cose vi si notano solamente intorno a lui: ch\u2019egli era sposo a Maria; ch\u2019era padre putativo di Ges\u00f9, e che era giusto. Queste tre cose accennate colla massima semplicit\u00e0, e come per incidenza, quasi sfuggono all\u2019attenzione. Ma peraltro a ben considerarle qual grandezza, quale eccellenza, qual santit\u00e0 non rivelano mai in colui, del quale esse furon dette dalla Verit\u00e0 istessa! Quanto pi\u00f9 a fondo le esamineremo, tanto pi\u00f9 sublimi ci appariranno. Io non mi arrogo di poter entrare a rivelarvi in tutta la sua luce il mistero di questa grandezza. Pure alcuna cosa tenter\u00f2 di dirne colla inferma mia lingua, solo per eccitare i vostri cuori a una pi\u00f9 fervida devozione verso il glorioso Patriarca. Sebbene non sempre sia vero che dalle qualit\u00e0 di uno dei conjugi si possano con sicurezza argomentare quelle dell\u2019altro; perch\u00e9 vedonsi alcuna volta nel mondo unioni assai disparate, o per rispetto alla nascita, o per rispetto ai costumi: pure non pu\u00f2 negarsi che ordinariamente le persone che unisconsi in questo santo nodo non abbiano per primo riguardo la convenienza dell\u2019indole e della condizione. Ma quando pure ci\u00f2 non debba aversi per regola generale; questo poco nuoce al proposito nostro. Imperocch\u00e9 Giuseppe non fu sposo a Maria o per capriccio4, o per calcolo d\u2019interesse. Egli fu sposo, perch\u00e9 tale fu scelto dalla Sapienza divina pe\u2019 suoi altissimi disegni. Quindi segue di necessit\u00e0 che egli dovesse esser tale, quale a Maria per ogni rispetto si conveniva. Perci\u00f2 noi possiam dire con assoluta certezza, che chiunque voglia conoscere la santit\u00e0 di Giuseppe guardi in quella di Colei, che fu da tanti secoli prefigurata nelle divine scritture; di colei che fu tra tutte le donne benedetta; di colei infine che fu salutata piena di grazia, madre dei redenti e madre di Dio. Or fate ragione, di qual purit\u00e0, di qual santit\u00e0 dovette essere ornato colui che Dio stesso scelse tra tutti a essere dolce compagno alla madre sua. Maria fu sollevata a tanto onore, perch\u00e9 la pi\u00f9 umile tra tutte le donne: Giuseppe fu unito a Maria, perch\u00e9 niuno tra gli uomini possed\u00e8 in pari grado questa amabile virt\u00f9. Maria fu eletta a madre di Dio, perch\u00e9 tra tutte le figlie di Adamo la pi\u00f9 pura: Giuseppe fu unito a Maria, perch\u00e9 cuore del suo pi\u00f9 puro e pi\u00f9 candido non pot\u00e8 mai vantare alcun figlio dell\u2019uomo. Maria fu scelta a tempio vivo del Verbo incarnato, per la sublime sua santit\u00e0; Giuseppe fu dato a compagno di Maria, perch\u00e9 solo fra tutti fu trovato degno di fare a tanta santit\u00e0 adeguato riscontro. Questo io affermo non per modo di supposizione, ma con quella stessa certezza che mi verrebbe dal leggere questi fatti nel Vangelo. Imperciocch\u00e9 ben \u00e8 vero che il Vangelo tace sopra queste particolarit\u00e0. Ma come si potrebbe egli pur dubitarne? Dio, fin dal primo momento della sciagurata caduta dell\u2019uomo, prepar\u00f2 nel suo profondo consiglio questi due quasi suoi cooperatori nella umana redenzione: Maria, acci\u00f2 il Verbo eterno vestisse nelle sue viscere umana carne, e si facesse suo vero figlio: Giuseppe, acci\u00f2, con adottiva paternit\u00e0, non solo velasse agli occhi dei profani la portentosa operazione dello Spirito Santo; ma ancora perch\u00e9 egli prestasse al divino infante ed alla Madre sua tutte le cure affettuose e intelligenti di un perfetto padre di famiglia. Come supporre pertanto, senza offendere la divina sapienza, che Giuseppe non possedesse una santit\u00e0 adeguata a tanto officio, e adeguata ancora alla santit\u00e0 di colei, che doveva con esso esercitarlo? Oltrech\u00e9 se Dio volle che ambedue fossero dell\u2019istessa nobilt\u00e0, e che in ambedue scorresse il regio sangue di David, cercando in essi la somiglianza anche in queste qualit\u00e0 di minor conto e al tutto secondarie, come credere che la stessa somiglianza egli non volesse anche nella eccellenza dell\u2019anima, e nella grandezza del cuore? Non pu\u00f2 dunque errarsi allorch\u00e9 con certezza si afferma che per conoscere la santit\u00e0 di Giuseppe besta specchiarsi nella santit\u00e0 di Maria. [Io non entrer\u00f2 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":8708,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[220],"tags":[],"class_list":["post-8758","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-discorsi-don-didaco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8758","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8758"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8758\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9538,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8758\/revisions\/9538"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8708"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8758"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8758"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8758"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}