{"id":8867,"date":"2021-04-01T21:40:38","date_gmt":"2021-04-01T19:40:38","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=8867"},"modified":"2021-04-01T22:42:50","modified_gmt":"2021-04-01T20:42:50","slug":"gv-1928-42","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/gv-1928-42\/","title":{"rendered":"Gv 19, 28-42"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<p>2.04.2021 Venerd\u00ec Santo<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #592604;\">Dal Vangelo di Giovanni (19,28-42)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #592604;\"><a style=\"color: #592604;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/unnamed.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-8868 \" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/unnamed-e1617304772863-216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"261\" height=\"363\"><\/a>[\u2026] Ges\u00f9, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinch\u00e9 si compisse la Scrittura, disse: \u00abHo sete\u00bb. Vi era l\u00ec un vaso pieno di aceto; posero perci\u00f2 una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l\u2019aceto, Ges\u00f9 disse: \u00ab\u00c8 compiuto!\u00bb. E, chinato il capo, consegn\u00f2 lo spirito.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #592604;\">Era il giorno della Parasc\u00e8ve e i Giudei, perch\u00e9 i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato \u2013 era infatti un giorno solenne quel sabato \u2013, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all\u2019uno e all\u2019altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti per\u00f2 da Ges\u00f9, vedendo che era gi\u00e0 morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colp\u00ec il fianco, e subito ne usc\u00ec sangue e acqua. Chi ha visto ne d\u00e0 testimonianza e la sua testimonianza \u00e8 vera; egli sa che dice il vero, perch\u00e9 anche voi crediate. Questo infatti avvenne perch\u00e9 si compisse la Scrittura: \u00abNon gli sar\u00e0 spezzato alcun osso\u00bb. E un altro passo della Scrittura dice ancora: \u00abVolgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #592604;\">Dopo questi fatti Giuseppe di Arimat\u00e8a, che era discepolo di Ges\u00f9, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Ges\u00f9. Pilato lo concesse. Allora egli and\u00f2 e prese il corpo di Ges\u00f9. Vi and\u00f2 anche Nicod\u00e8mo \u2013 quello che in precedenza era andato da lui di notte \u2013 e port\u00f2 circa trenta chili di una mistura di mirra e di \u00e1loe. Essi presero allora il&nbsp;corpo di Ges\u00f9 e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. L\u00e0 dunque, poich\u00e9 era il giorno della Parasc\u00e8ve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">____________________________________<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il racconto della passione che leggiamo il venerd\u00ec santo \u00e8 sempre quello del Quarto Vangelo. Non ho riportato i due capitoli 18 e 19 per intero e non commenter\u00f2 tutto il racconto. I versetti riportati qui sopra sono la parte conclusiva, la narrazione della morte e sepoltura di Ges\u00f9. Colpisce subito il duplice richiamo al compimento delle Scritture. Anche nel momento dell\u2019estrema sofferenza sulla croce, per il racconto giovanneo Ges\u00f9 \u00e8 il Re e Signore, Colui che con piena consapevolezza e con autorevolezza porta a compimento il progetto d\u2019amore del Padre, annunciato dalle Scritture, la salvezza promessa. Ma tutto \u201c\u00e8 compiuto\u201d anche nel senso di un pieno perfezionamento di quell\u2019amore \u201cfino alla fine\u201d (cfr. Gv 13,1) che ha introdotto l\u2019ora della gloria, all\u2019inizio della cena pasquale. Ges\u00f9 ha sete, vuole bere fino in fondo il calice della salvezza. E la canna con cui gli viene dato l\u2019aceto \u00e8, nell\u2019originale, un ramo di issopo, ovvero ci\u00f2 che veniva utilizzato per aspergere nei riti liturgici sacrificali. Ecco davanti ai nostri occhi il vero agnello del sacrificio: Ges\u00f9! Dio! Siamo talmente abituati a dire che Dio ha dato la vita sulla croce che forse a volte perdiamo di vista l\u2019enormit\u00e0 di questa affermazione sconvolgente. I riti del triduo pasquale, al di l\u00e0 della loro bellezza, ci aiutano a ricordare il senso di tutto ci\u00f2, che \u00e8 anche il senso della nostra stessa vita: amare fino alla fine, come Dio fa con ciascuno di noi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma c\u2019\u00e8 un\u2019affermazione di Giovanni che non deve sfuggirci: \u201cChi ha visto ne d\u00e0 testimonianza e la sua testimonianza \u00e8 vera; egli sa che dice il vero, perch\u00e9 anche voi crediate\u201d. Fin dalla sua prima pagina il vangelo di Giovanni sottolinea il valore imprescindibile della testimonianza. Qui, il discepolo amato ai piedi della croce rende testimonianza di ci\u00f2 che ha visto, perch\u00e9 a partire da quella testimonianza sgorghi la fede in chi l\u2019ascolta. Se io sono il discepolo amato, e ciascuno di noi lo \u00e8, e non voglio in qualche modo vanificare il dono pieno di S\u00e9 che Cristo ha portato a compimento nella sua ora, devo essere testimone di questo amore. Come Giuseppe d\u2019Arimatea e Nicodemo, posso onorare il corpo del Signore; nell\u2019Eucaristia questo corpo mi \u00e8 donato come cibo di vita eterna; ma manca sempre qualcosa alla mia vita di discepolo amato se non lascio che la presenza di Dio in me mi guidi alla testimonianza. Non si tratta di predicare, ma di vivere l\u2019amore, nella concretezza del nostro quotidiano. Passa di l\u00ec, per volont\u00e0 di Dio, la fede dei nostri fratelli e sorelle, passa dalla nostra testimonianza l\u2019incontro del mio prossimo con il solo amore che salva e libera.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Ai piedi della croce, chiediamo al Signore la grazia della consapevolezza del suo amore per noi e il coraggio di esserne testimoni fedeli ogni giorno, nella nostra debolezza, con la Sua forza<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Sr. Marinella op<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>2.04.2021 Venerd\u00ec Santo &nbsp; Dal Vangelo di Giovanni (19,28-42) [\u2026] Ges\u00f9, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinch\u00e9 si compisse la Scrittura, disse: \u00abHo sete\u00bb. Vi era l\u00ec un vaso pieno di aceto; posero perci\u00f2 una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l\u2019aceto, Ges\u00f9 disse: \u00ab\u00c8 compiuto!\u00bb. E, chinato il capo, consegn\u00f2 lo spirito. Era il giorno della Parasc\u00e8ve e i Giudei, perch\u00e9 i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato \u2013 era infatti un giorno solenne quel sabato \u2013, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all\u2019uno e all\u2019altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti per\u00f2 da Ges\u00f9, vedendo che era gi\u00e0 morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colp\u00ec il fianco, e subito ne usc\u00ec sangue e acqua. Chi ha visto ne d\u00e0 testimonianza e la sua testimonianza \u00e8 vera; egli sa che dice il vero, perch\u00e9 anche voi crediate. Questo infatti avvenne perch\u00e9 si compisse la Scrittura: \u00abNon gli sar\u00e0 spezzato alcun osso\u00bb. E un altro passo della Scrittura dice ancora: \u00abVolgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto\u00bb. Dopo questi fatti Giuseppe di Arimat\u00e8a, che era discepolo di Ges\u00f9, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Ges\u00f9. Pilato lo concesse. Allora egli and\u00f2 e prese il corpo di Ges\u00f9. Vi and\u00f2 anche Nicod\u00e8mo \u2013 quello che in precedenza era andato da lui di notte \u2013 e port\u00f2 circa trenta chili di una mistura di mirra e di \u00e1loe. Essi presero allora il&nbsp;corpo di Ges\u00f9 e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. L\u00e0 dunque, poich\u00e9 era il giorno della Parasc\u00e8ve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Ges\u00f9. ____________________________________ Il racconto della passione che leggiamo il venerd\u00ec santo \u00e8 sempre quello del Quarto Vangelo. Non ho riportato i due capitoli 18 e 19 per intero e non commenter\u00f2 tutto il racconto. I versetti riportati qui sopra sono la parte conclusiva, la narrazione della morte e sepoltura di Ges\u00f9. Colpisce subito il duplice richiamo al compimento delle Scritture. Anche nel momento dell\u2019estrema sofferenza sulla croce, per il racconto giovanneo Ges\u00f9 \u00e8 il Re e Signore, Colui che con piena consapevolezza e con autorevolezza porta a compimento il progetto d\u2019amore del Padre, annunciato dalle Scritture, la salvezza promessa. Ma tutto \u201c\u00e8 compiuto\u201d anche nel senso di un pieno perfezionamento di quell\u2019amore \u201cfino alla fine\u201d (cfr. Gv 13,1) che ha introdotto l\u2019ora della gloria, all\u2019inizio della cena pasquale. Ges\u00f9 ha sete, vuole bere fino in fondo il calice della salvezza. E la canna con cui gli viene dato l\u2019aceto \u00e8, nell\u2019originale, un ramo di issopo, ovvero ci\u00f2 che veniva utilizzato per aspergere nei riti liturgici sacrificali. Ecco davanti ai nostri occhi il vero agnello del sacrificio: Ges\u00f9! Dio! Siamo talmente abituati a dire che Dio ha dato la vita sulla croce che forse a volte perdiamo di vista l\u2019enormit\u00e0 di questa affermazione sconvolgente. I riti del triduo pasquale, al di l\u00e0 della loro bellezza, ci aiutano a ricordare il senso di tutto ci\u00f2, che \u00e8 anche il senso della nostra stessa vita: amare fino alla fine, come Dio fa con ciascuno di noi. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019affermazione di Giovanni che non deve sfuggirci: \u201cChi ha visto ne d\u00e0 testimonianza e la sua testimonianza \u00e8 vera; egli sa che dice il vero, perch\u00e9 anche voi crediate\u201d. Fin dalla sua prima pagina il vangelo di Giovanni sottolinea il valore imprescindibile della testimonianza. Qui, il discepolo amato ai piedi della croce rende testimonianza di ci\u00f2 che ha visto, perch\u00e9 a partire da quella testimonianza sgorghi la fede in chi l\u2019ascolta. Se io sono il discepolo amato, e ciascuno di noi lo \u00e8, e non voglio in qualche modo vanificare il dono pieno di S\u00e9 che Cristo ha portato a compimento nella sua ora, devo essere testimone di questo amore. 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