{"id":9150,"date":"2021-06-11T22:11:15","date_gmt":"2021-06-11T20:11:15","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=9150"},"modified":"2021-06-12T23:21:26","modified_gmt":"2021-06-12T21:21:26","slug":"mc-426-34","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mc-426-34\/","title":{"rendered":"Mc 4, 26-34"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">13.06.2021 XI Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno B<\/h2>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #144d14;\">Dal Vangelo secondo Marco (4, 26-34)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #144d14;\"><a style=\"color: #144d14;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/da-piccolo-seme-a-germoglio-di-una-nuova-vita-min.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-9151 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/da-piccolo-seme-a-germoglio-di-una-nuova-vita-min-300x199.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/da-piccolo-seme-a-germoglio-di-una-nuova-vita-min-300x199.jpeg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/da-piccolo-seme-a-germoglio-di-una-nuova-vita-min-1024x678.jpeg 1024w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/da-piccolo-seme-a-germoglio-di-una-nuova-vita-min-768x509.jpeg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/da-piccolo-seme-a-germoglio-di-una-nuova-vita-min-1536x1018.jpeg 1536w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/da-piccolo-seme-a-germoglio-di-una-nuova-vita-min.jpeg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In quel tempo, Ges\u00f9 diceva [alla folla]: \u00abCos\u00ec \u00e8 il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto \u00e8 maturo, subito egli manda la falce, perch\u00e9 \u00e8 arrivata la mietitura\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #144d14;\">Diceva: \u00abA che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? \u00c8 come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, \u00e8 il pi\u00f9 piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa pi\u00f9 grande di tutte le piante dell\u2019orto e fa rami cos\u00ec grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #144d14;\">Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Siamo ormai da qualche settimana nel tempo ordinario e, dopo alcune domeniche dedicate a ricorrenze importanti, riprendiamo la lettura del Vangelo di Marco che ci accompagna in questo anno B. Siamo nel capitolo 4 e Ges\u00f9 sta parlando alla folla e quindi anche ai suoi discepoli. E parla loro del Regno, che \u00e8 venuto in mezzo a noi con la sua stessa presenza. Le due parabole che ci sono donate oggi sono particolarmente significative. La prima ci ricorda che il Regno cresce da s\u00e9, cio\u00e8 ha in se stesso una misteriosa forza che lo sta portando alla pienezza, anche se noi non sappiamo come. E questa consapevolezza ridimensiona gli eventuali nostri tentativi di sopravvalutare le nostre azioni: Dio non ha bisogno di noi; eppure \u201cvuole\u201d avere bisogno, ci chiama a essere operai nella edificazione del Regno. Solo che dobbiamo avere la consapevolezza che la riuscita non dipende da noi, che siamo quei \u201cservi inutili\u201d di cui ci parla altrove Ges\u00f9 (cfr. <em>Lc<\/em> 17,10). Inutili, s\u00ec, ma desiderati e amati e perci\u00f2 felici di esserci, l\u00ec dove il Signore ci chiama a operare.<\/p>\n<p align=\"justify\">La difficolt\u00e0 di credere che il Regno cresce nel silenzio \u00e8 resa pi\u00f9 acuta dal fatto che il seme del Regno \u00e8 il pi\u00f9 piccolo, il pi\u00f9 insignificante di tutti. Ma questo aspetto \u00e8 ancora pi\u00f9 grande e bello: per riconoscere dove opera Dio dobbiamo guardare a ci\u00f2 che \u00e8 piccolo, a volte perfino umanamente irrilevante, se non sbagliato. Del resto, dal punto di vista umano, la croce che cos\u2019ha di buono? Eppure \u00e8 in quel Crocifisso messo a tacere brutalmente dall\u2019orgoglio del potere umano che vediamo, con gli occhi della fede, la nostra salvezza. Allora sappiamo che Dio opera cos\u00ec, che i suoi pensieri non sono i nostri, n\u00e9 le sue vie sono le nostre\u2026 A noi \u00e8 chiesto solo di fidarci, di non lasciare che le preoccupazioni del mondo prendano il sopravvento, di non cercare la presenza del Regno nella grandiosit\u00e0 delle opere umane, ma nel nascondimento dell\u2019umilt\u00e0 vera. E Dio stesso ci si riveler\u00e0 presente e operante, perch\u00e9 viene nel nostro\u201d privato\u201d, nell\u2019intimit\u00e0 del nostro cuore, con la sua Luce, che d\u00e0 senso a ogni cosa. E ci\u00f2 che \u00e8 piccolo, quasi invisibile, si manifester\u00e0 in tutta la sua grandezza, opera dell\u2019Amore di Dio, riflesso della sua Bellezza, la sola che sazia il nostro desiderio.<\/p>\n<p>Sr. Marinella op<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a style=\"text-align: justify;\" href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>13.06.2021 XI Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno B &nbsp; Dal Vangelo secondo Marco (4, 26-34) In quel tempo, Ges\u00f9 diceva [alla folla]: \u00abCos\u00ec \u00e8 il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. 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Solo che dobbiamo avere la consapevolezza che la riuscita non dipende da noi, che siamo quei \u201cservi inutili\u201d di cui ci parla altrove Ges\u00f9 (cfr. Lc 17,10). Inutili, s\u00ec, ma desiderati e amati e perci\u00f2 felici di esserci, l\u00ec dove il Signore ci chiama a operare. La difficolt\u00e0 di credere che il Regno cresce nel silenzio \u00e8 resa pi\u00f9 acuta dal fatto che il seme del Regno \u00e8 il pi\u00f9 piccolo, il pi\u00f9 insignificante di tutti. Ma questo aspetto \u00e8 ancora pi\u00f9 grande e bello: per riconoscere dove opera Dio dobbiamo guardare a ci\u00f2 che \u00e8 piccolo, a volte perfino umanamente irrilevante, se non sbagliato. Del resto, dal punto di vista umano, la croce che cos\u2019ha di buono? Eppure \u00e8 in quel Crocifisso messo a tacere brutalmente dall\u2019orgoglio del potere umano che vediamo, con gli occhi della fede, la nostra salvezza. Allora sappiamo che Dio opera cos\u00ec, che i suoi pensieri non sono i nostri, n\u00e9 le sue vie sono le nostre\u2026 A noi \u00e8 chiesto solo di fidarci, di non lasciare che le preoccupazioni del mondo prendano il sopravvento, di non cercare la presenza del Regno nella grandiosit\u00e0 delle opere umane, ma nel nascondimento dell\u2019umilt\u00e0 vera. E Dio stesso ci si riveler\u00e0 presente e operante, perch\u00e9 viene nel nostro\u201d privato\u201d, nell\u2019intimit\u00e0 del nostro cuore, con la sua Luce, che d\u00e0 senso a ogni cosa. E ci\u00f2 che \u00e8 piccolo, quasi invisibile, si manifester\u00e0 in tutta la sua grandezza, opera dell\u2019Amore di Dio, riflesso della sua Bellezza, la sola che sazia il nostro desiderio. 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