{"id":9206,"date":"2021-07-24T12:54:06","date_gmt":"2021-07-24T10:54:06","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=9206"},"modified":"2021-07-24T21:50:49","modified_gmt":"2021-07-24T19:50:49","slug":"gv-61-15","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/gv-61-15\/","title":{"rendered":"Gv 6,1-15"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">25.07.2021 XVII Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno B<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #384727;\">Dal Vangelo secondo Giovanni (6, 1-15)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #384727;\"><a style=\"color: #384727;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/moltiplicazione-dei-pani.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-9208 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/moltiplicazione-dei-pani-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"395\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/moltiplicazione-dei-pani-300x200.jpg 300w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/moltiplicazione-dei-pani-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/moltiplicazione-dei-pani-768x512.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/moltiplicazione-dei-pani-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/moltiplicazione-dei-pani.jpg 1890w\" sizes=\"auto, (max-width: 395px) 100vw, 395px\" \/><\/a>In quel tempo, Ges\u00f9 pass\u00f2 all\u2019altra riva del mare di Galilea, cio\u00e8 di Tiber\u00ecade, e lo seguiva una grande folla, perch\u00e9 vedeva i segni che compiva sugli infermi. Ges\u00f9 sal\u00ec sul monte e l\u00e0 si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #384727;\">Allora Ges\u00f9, alz\u00e0ti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: \u00abDove potremo comprare il pane perch\u00e9 costoro abbiano da mangiare?\u00bb. Diceva cos\u00ec per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: \u00abDuecento denari di pane non sono sufficienti neppure perch\u00e9 ognuno possa riceverne un pezzo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #384727;\">Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: \u00abC\u2019\u00e8 qui un ragazzo che ha cinque pani d\u2019orzo e due pesci; ma che cos\u2019\u00e8 questo per tanta gente?\u00bb. Rispose Ges\u00f9: \u00abFateli sedere\u00bb. C\u2019era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #384727;\">Allora Ges\u00f9 prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #384727;\">E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: \u00abRaccogliete i pezzi avanzati, perch\u00e9 nulla vada perduto\u00bb. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d\u2019orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #384727;\">Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: \u00abQuesti \u00e8 davvero il profeta, colui che viene nel mondo!\u00bb. Ma Ges\u00f9, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritir\u00f2 di nuovo sul monte, lui da solo.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Proseguendo nella lettura continua del Vangelo di Marco, oggi avremmo incontrato il racconto della folla sfamata con pochi pani e pesci, racconto che la liturgia effettivamente ci presenta, ma tratto dal quarto vangelo. Tutti gli evangelisti riportano questo segno; nella versione giovannea troviamo alcuni particolari che rendono per\u00f2 unico questo racconto. Come caratteristico del vangelo di Giovanni, infatti, Ges\u00f9 \u00e8 il Signore, in ogni momento, domina la situazione. Qui lo vediamo nel fatto che \u00e8 lui a prendere ogni iniziativa: sale sulla montagna, vede la folla, si preoccupa di dar loro da mangiare e poi distribuisce a tutti i pani e i pesci e ordina di raccogliere gli avanzi. Ges\u00f9 dunque decide di dare pane da mangiare alla folla e, diversamente dal racconto dei vangeli sinottici, la sua iniziativa non \u00e8 una risposta alla fame della gente, ma un gesto dal valore profetico, da cui prende avvio il capitolo sesto del quarto vangelo, nel quale il discorso del Signore sar\u00e0 tutto incentrato sul Pane di Vita, che \u00e8 Lui stesso. La prima lettura di questa domenica ci presenta il profeta Eliseo che sfama la folla con venti pani d&#8217;orzo, in forza della Parola del Signore. Il racconto evangelico non presenta dunque un fatto inedito, ma il pane donato da Ges\u00f9 diventa il segno del dono del suo stesso corpo. \u00c8 Lui il pane vivo e vero, che si dona per tutti. Gli avanzi raccolti riempiono dodici ceste, una per ogni trib\u00f9 d&#8217;Israele, perch\u00e9 nessuno \u00e8 a priori escluso da questo dono.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma fermiamoci ancora un momento sul comando di raccogliere i pezzi avanzati. Cosa significa? Non \u00e8 solo un&#8217;attenzione a non sprecare il dono fatto da Dio. Quei pezzi avanzati possono significare anche un&#8217;attenzione speciale di Ges\u00f9 per ci\u00f2 che umanamente \u00e8 semplice avanzo, non ha particolare importanza o considerazione. Possiamo richiamare in proposito una bella espressione di papa Francesco: \u00abIn ogni fratello, specialmente nel pi\u00f9 piccolo, fragile, indifeso e bisognoso, \u00e8 presente l\u2019immagine stessa di Dio. Infatti, con gli scarti di questa umanit\u00e0 vulnerabile, alla fine del tempo, il Signore plasmer\u00e0 la sua ultima opera d\u2019arte\u00bb (<em>GeE<\/em> 61). Lo sappiamo fin dall&#8217;Antico Testamento, il nostro Dio \u00e8 il Dio dei poveri, degli ultimi, di chi non ha voce. Il Vangelo di oggi ci ricorda che il Pane che Dio ci dona \u00e8 cos\u00ec abbondante che pu\u00f2 saziare la fame di tutti. Ci ricorda che la Pasqua \u00e8 vicina, cio\u00e8 che non possiamo vivere senza questo pane, perch\u00e9 \u00e8 cibo per la vita eterna, cibo per la vera festa, una festa alla quale siamo tutti invitati e nella quale i primi posti saranno degli ultimi, i quali sanno aprire il cuore alla Parola che salva pi\u00f9 dei sapienti di questo mondo (cfr. <em>Mt<\/em> 11,25).<\/p>\n<p>Sr. Marinella op<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a style=\"text-align: justify;\" href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>25.07.2021 XVII Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno B &nbsp; Dal Vangelo secondo Giovanni (6, 1-15) In quel tempo, Ges\u00f9 pass\u00f2 all\u2019altra riva del mare di Galilea, cio\u00e8 di Tiber\u00ecade, e lo seguiva una grande folla, perch\u00e9 vedeva i segni che compiva sugli infermi. Ges\u00f9 sal\u00ec sul monte e l\u00e0 si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Ges\u00f9, alz\u00e0ti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: \u00abDove potremo comprare il pane perch\u00e9 costoro abbiano da mangiare?\u00bb. Diceva cos\u00ec per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: \u00abDuecento denari di pane non sono sufficienti neppure perch\u00e9 ognuno possa riceverne un pezzo\u00bb. Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: \u00abC\u2019\u00e8 qui un ragazzo che ha cinque pani d\u2019orzo e due pesci; ma che cos\u2019\u00e8 questo per tanta gente?\u00bb. Rispose Ges\u00f9: \u00abFateli sedere\u00bb. C\u2019era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Ges\u00f9 prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: \u00abRaccogliete i pezzi avanzati, perch\u00e9 nulla vada perduto\u00bb. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d\u2019orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: \u00abQuesti \u00e8 davvero il profeta, colui che viene nel mondo!\u00bb. Ma Ges\u00f9, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritir\u00f2 di nuovo sul monte, lui da solo. &nbsp; Proseguendo nella lettura continua del Vangelo di Marco, oggi avremmo incontrato il racconto della folla sfamata con pochi pani e pesci, racconto che la liturgia effettivamente ci presenta, ma tratto dal quarto vangelo. Tutti gli evangelisti riportano questo segno; nella versione giovannea troviamo alcuni particolari che rendono per\u00f2 unico questo racconto. Come caratteristico del vangelo di Giovanni, infatti, Ges\u00f9 \u00e8 il Signore, in ogni momento, domina la situazione. Qui lo vediamo nel fatto che \u00e8 lui a prendere ogni iniziativa: sale sulla montagna, vede la folla, si preoccupa di dar loro da mangiare e poi distribuisce a tutti i pani e i pesci e ordina di raccogliere gli avanzi. Ges\u00f9 dunque decide di dare pane da mangiare alla folla e, diversamente dal racconto dei vangeli sinottici, la sua iniziativa non \u00e8 una risposta alla fame della gente, ma un gesto dal valore profetico, da cui prende avvio il capitolo sesto del quarto vangelo, nel quale il discorso del Signore sar\u00e0 tutto incentrato sul Pane di Vita, che \u00e8 Lui stesso. La prima lettura di questa domenica ci presenta il profeta Eliseo che sfama la folla con venti pani d&#8217;orzo, in forza della Parola del Signore. Il racconto evangelico non presenta dunque un fatto inedito, ma il pane donato da Ges\u00f9 diventa il segno del dono del suo stesso corpo. \u00c8 Lui il pane vivo e vero, che si dona per tutti. Gli avanzi raccolti riempiono dodici ceste, una per ogni trib\u00f9 d&#8217;Israele, perch\u00e9 nessuno \u00e8 a priori escluso da questo dono. Ma fermiamoci ancora un momento sul comando di raccogliere i pezzi avanzati. Cosa significa? Non \u00e8 solo un&#8217;attenzione a non sprecare il dono fatto da Dio. Quei pezzi avanzati possono significare anche un&#8217;attenzione speciale di Ges\u00f9 per ci\u00f2 che umanamente \u00e8 semplice avanzo, non ha particolare importanza o considerazione. Possiamo richiamare in proposito una bella espressione di papa Francesco: \u00abIn ogni fratello, specialmente nel pi\u00f9 piccolo, fragile, indifeso e bisognoso, \u00e8 presente l\u2019immagine stessa di Dio. Infatti, con gli scarti di questa umanit\u00e0 vulnerabile, alla fine del tempo, il Signore plasmer\u00e0 la sua ultima opera d\u2019arte\u00bb (GeE 61). Lo sappiamo fin dall&#8217;Antico Testamento, il nostro Dio \u00e8 il Dio dei poveri, degli ultimi, di chi non ha voce. Il Vangelo di oggi ci ricorda che il Pane che Dio ci dona \u00e8 cos\u00ec abbondante che pu\u00f2 saziare la fame di tutti. Ci ricorda che la Pasqua \u00e8 vicina, cio\u00e8 che non possiamo vivere senza questo pane, perch\u00e9 \u00e8 cibo per la vita eterna, cibo per la vera festa, una festa alla quale siamo tutti invitati e nella quale i primi posti saranno degli ultimi, i quali sanno aprire il cuore alla Parola che salva pi\u00f9 dei sapienti di questo mondo (cfr. Mt 11,25). 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