{"id":9452,"date":"2021-10-16T13:48:21","date_gmt":"2021-10-16T11:48:21","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=9452"},"modified":"2021-10-16T21:45:55","modified_gmt":"2021-10-16T19:45:55","slug":"mc-1035-45","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/mc-1035-45\/","title":{"rendered":"Mc10, 35-45"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">17.10.2021 XXIX Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno B<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/rozmowa_z_matka_synow_zebedeusza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-9454\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/rozmowa_z_matka_synow_zebedeusza-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/rozmowa_z_matka_synow_zebedeusza-202x300.jpg 202w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/rozmowa_z_matka_synow_zebedeusza-689x1024.jpg 689w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/rozmowa_z_matka_synow_zebedeusza-768x1141.jpg 768w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/rozmowa_z_matka_synow_zebedeusza.jpg 828w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a><span style=\"color: #184563;\">Dal Vangelo secondo Marco (10, 35-45)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #184563;\">In quel tempo, si avvicinarono a Ges\u00f9 Giacomo e Giovanni, i figli di Zebed\u00e8o, dicendogli: \u00abMaestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo\u00bb. Egli disse loro: \u00abChe cosa volete che io faccia per voi?\u00bb. Gli risposero: \u00abConcedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #184563;\">Ges\u00f9 disse loro: \u00abVoi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?\u00bb. Gli risposero: \u00abLo possiamo\u00bb. E Ges\u00f9 disse loro: \u00abIl calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; \u00e8 per coloro per i quali \u00e8 stato preparato\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #184563;\">Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Ges\u00f9 li chiam\u00f2 a s\u00e9 e disse loro: \u00abVoi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi per\u00f2 non \u00e8 cos\u00ec; ma chi vuole diventare grande tra voi sar\u00e0 vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sar\u00e0 schiavo di tutti. Anche il Figlio dell&#8217;uomo infatti non \u00e8 venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Siamo anche questa domenica a confronto con il capitolo 10 del vangelo di Marco. Per la terza volta, poco prima, Ges\u00f9 ha annunciato la sua passione e morte. Cos\u00ec come per gli annunci precedenti, la reazione dei Dodici \u00e8 sempre in netto contrasto, come se le parole del Maestro fossero cadute nel vuoto. E tenendo presente quel che Ges\u00f9 ha appena detto, le pretese di Giacomo e Giovanni suonano ancora pi\u00f9 fastidiose. Verrebbe da dire: ma come si permettono di parlare cos\u00ec al Signore? Pi\u00f9 o meno quello che devono avere detto gli altri dieci, che secondo questo racconto si indignano con i due fratelli. Ma non capita anche a noi di metterci davanti a Dio pretendendo che Lui faccia quello che \u00e8 giusto per noi? In fondo, Giovanni e Giacomo chiedono di avere un potere riconosciuto, esprimono un desiderio che hanno dentro e non ci trovano niente di male, tanto che lo fanno in modo esplicito, non di nascosto. Le parole di Ges\u00f9 per\u00f2 mettono tutto nella giusta dimensione: i due non sanno quello che chiedono, cio\u00e8 non comprendono fino in fondo cosa significa condividere il potere del loro Maestro. Prima di spiegare in cosa consista, per\u00f2, Ges\u00f9 fa emergere la parte bella dei desideri di Giacomo e Giovanni: seguire la stessa strada del loro Maestro, ricevere il suo battesimo, bere lo stesso calice. Le metafore che Ges\u00f9 usa per parlare della sua passione sono chiare per noi, probabilmente non lo erano per loro, ma \u00e8 bellissimo il fatto che invece di sgridarli per la loro pretesa, il Signore li accolga e metta in luce, attraverso le loro stesse aspettative, che cosa significa essere suoi discepoli. \u00c8 importante ricordare che nelle nostre aspirazioni pi\u00f9 grandi c\u2019\u00e8 sempre un seme di bene e che lo possiamo coltivare se restiamo uniti a Lui e lasciamo che la sua Parola ci illumini. Un altro aspetto importante che Ges\u00f9 mette in luce \u00e8 la forza dei sacramenti: le immagini che usa rimandano infatti proprio ai fondamenti della nostra vita cristiana: il battesimo e l\u2019eucaristia. In altre parole, noi, cos\u00ec come certamente \u00e8 stato per Giovanni e Giacomo, possiamo seguire il nostro Maestro per la grazia che ci viene da questi doni: quello iniziale e perenne del Battesimo, che infatti \u00e8 proprio l\u2019immersione nella sua morte per risorgere con Lui a vita nuova; e la comunione al calice della nuova alleanza, che viviamo ogni volta che partecipiamo del suo Corpo e Sangue, nella celebrazione eucaristica.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Infine, a tutti i suoi apostoli Ges\u00f9 si rivolge per spiegare ancora una volta in cosa consista il suo potere: \u201cchi vuole essere il primo tra voi sar\u00e0 schiavo di tutti\u201d! \u00c8 nel servizio, che \u00e8 concretizzazione dell\u2019amore, che si manifesta il Regno. Dalla croce, nel dono totale di S\u00e9, Ges\u00f9 ci ha insegnato cosa vuol dire regnare con Lui! Se siamo suoi discepoli, dobbiamo entrare in questa logica di servizio, di totale donazione. Solo l\u00ec facciamo esperienza della vera gloria, della salvezza.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Chiediamo al Signore, come frutto di questo incontro con la sua Parola, la capacit\u00e0 di aprire il cuore ai grandi desideri di bene che sono in noi, lasciando che la sua grazia ci guidi e ci illumini, ogni giorno, insegnandoci a mettere la nostra vita a servizio del mondo, nella continua, gioiosa, scoperta quotidiana del Suo amore incondizionato per noi.<\/p>\n<p>Sr. Marinella op<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a style=\"text-align: justify;\" href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>17.10.2021 XXIX Domenica del Tempo Ordinario &#8211; anno B &nbsp; Dal Vangelo secondo Marco (10, 35-45) In quel tempo, si avvicinarono a Ges\u00f9 Giacomo e Giovanni, i figli di Zebed\u00e8o, dicendogli: \u00abMaestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo\u00bb. Egli disse loro: \u00abChe cosa volete che io faccia per voi?\u00bb. Gli risposero: \u00abConcedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra\u00bb. Ges\u00f9 disse loro: \u00abVoi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?\u00bb. Gli risposero: \u00abLo possiamo\u00bb. E Ges\u00f9 disse loro: \u00abIl calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; \u00e8 per coloro per i quali \u00e8 stato preparato\u00bb. Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Ges\u00f9 li chiam\u00f2 a s\u00e9 e disse loro: \u00abVoi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi per\u00f2 non \u00e8 cos\u00ec; ma chi vuole diventare grande tra voi sar\u00e0 vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sar\u00e0 schiavo di tutti. Anche il Figlio dell&#8217;uomo infatti non \u00e8 venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti\u00bb. &nbsp; Siamo anche questa domenica a confronto con il capitolo 10 del vangelo di Marco. Per la terza volta, poco prima, Ges\u00f9 ha annunciato la sua passione e morte. Cos\u00ec come per gli annunci precedenti, la reazione dei Dodici \u00e8 sempre in netto contrasto, come se le parole del Maestro fossero cadute nel vuoto. E tenendo presente quel che Ges\u00f9 ha appena detto, le pretese di Giacomo e Giovanni suonano ancora pi\u00f9 fastidiose. Verrebbe da dire: ma come si permettono di parlare cos\u00ec al Signore? Pi\u00f9 o meno quello che devono avere detto gli altri dieci, che secondo questo racconto si indignano con i due fratelli. Ma non capita anche a noi di metterci davanti a Dio pretendendo che Lui faccia quello che \u00e8 giusto per noi? In fondo, Giovanni e Giacomo chiedono di avere un potere riconosciuto, esprimono un desiderio che hanno dentro e non ci trovano niente di male, tanto che lo fanno in modo esplicito, non di nascosto. Le parole di Ges\u00f9 per\u00f2 mettono tutto nella giusta dimensione: i due non sanno quello che chiedono, cio\u00e8 non comprendono fino in fondo cosa significa condividere il potere del loro Maestro. Prima di spiegare in cosa consista, per\u00f2, Ges\u00f9 fa emergere la parte bella dei desideri di Giacomo e Giovanni: seguire la stessa strada del loro Maestro, ricevere il suo battesimo, bere lo stesso calice. Le metafore che Ges\u00f9 usa per parlare della sua passione sono chiare per noi, probabilmente non lo erano per loro, ma \u00e8 bellissimo il fatto che invece di sgridarli per la loro pretesa, il Signore li accolga e metta in luce, attraverso le loro stesse aspettative, che cosa significa essere suoi discepoli. \u00c8 importante ricordare che nelle nostre aspirazioni pi\u00f9 grandi c\u2019\u00e8 sempre un seme di bene e che lo possiamo coltivare se restiamo uniti a Lui e lasciamo che la sua Parola ci illumini. Un altro aspetto importante che Ges\u00f9 mette in luce \u00e8 la forza dei sacramenti: le immagini che usa rimandano infatti proprio ai fondamenti della nostra vita cristiana: il battesimo e l\u2019eucaristia. In altre parole, noi, cos\u00ec come certamente \u00e8 stato per Giovanni e Giacomo, possiamo seguire il nostro Maestro per la grazia che ci viene da questi doni: quello iniziale e perenne del Battesimo, che infatti \u00e8 proprio l\u2019immersione nella sua morte per risorgere con Lui a vita nuova; e la comunione al calice della nuova alleanza, che viviamo ogni volta che partecipiamo del suo Corpo e Sangue, nella celebrazione eucaristica. Infine, a tutti i suoi apostoli Ges\u00f9 si rivolge per spiegare ancora una volta in cosa consista il suo potere: \u201cchi vuole essere il primo tra voi sar\u00e0 schiavo di tutti\u201d! \u00c8 nel servizio, che \u00e8 concretizzazione dell\u2019amore, che si manifesta il Regno. Dalla croce, nel dono totale di S\u00e9, Ges\u00f9 ci ha insegnato cosa vuol dire regnare con Lui! Se siamo suoi discepoli, dobbiamo entrare in questa logica di servizio, di totale donazione. Solo l\u00ec facciamo esperienza della vera gloria, della salvezza. Chiediamo al Signore, come frutto di questo incontro con la sua Parola, la capacit\u00e0 di aprire il cuore ai grandi desideri di bene che sono in noi, lasciando che la sua grazia ci guidi e ci illumini, ogni giorno, insegnandoci a mettere la nostra vita a servizio del mondo, nella continua, gioiosa, scoperta quotidiana del Suo amore incondizionato per noi. 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