{"id":9659,"date":"2021-12-11T22:04:16","date_gmt":"2021-12-11T21:04:16","guid":{"rendered":"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/?p=9659"},"modified":"2021-12-11T22:06:52","modified_gmt":"2021-12-11T21:06:52","slug":"lc-310-18","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/lc-310-18\/","title":{"rendered":"Lc 3, 10-18"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">\n<div class=\"clear\" style=\" height:HEIGHTpx;\" ><\/div>\n<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">12.12.2021 III Domenica di Avvento &#8211; anno C &#8211; GAUDETE<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #5c3521;\">Dal Vangelo secondo Luca (3, 10-18)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #5c3521;\"><a style=\"color: #5c3521;\" href=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/unnamed-1-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-9646 alignright\" src=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/unnamed-1-1-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/unnamed-1-1-199x300.jpg 199w, https:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/unnamed-1-1.jpg 339w\" sizes=\"auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a>In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: \u00abChe cosa dobbiamo fare?\u00bb. Rispondeva loro: \u00abChi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #5c3521;\">Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: \u00abMaestro, che cosa dobbiamo fare?\u00bb. Ed egli disse loro: \u00abNon esigete nulla di pi\u00f9 di quanto vi \u00e8 stato fissato\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #5c3521;\">Lo interrogavano anche alcuni soldati: \u00abE noi, che cosa dobbiamo fare?\u00bb. Rispose loro: \u00abNon maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #5c3521;\">Poich\u00e9 il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: \u00abIo vi battezzo con acqua; ma viene colui che \u00e8 pi\u00f9 forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzer\u00e0 in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucer\u00e0 la paglia con un fuoco inestinguibile\u00bb.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #5c3521;\">Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> \u201cRallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto: rallegratevi. Il Signore e\u0300 vicino!\u201d (<em>Fil<\/em> 4,4.5). Questa citazione della Lettera ai Filippesi, oltre che far parte della seconda lettura, \u00e8 l\u2019antifona d\u2019ingresso della terza domenica di Avvento, la domenica <em>Gaudete<\/em>, \u201cGioite\u201d. Siamo invitati alla gioia, perch\u00e9 la venuta del Signore si avvicina. Ma la pagina del vangelo di Luca che la liturgia ci propone non ha un tono immediatamente gioioso. Ritroviamo Giovanni il Battista, introdotto dal vangelo di domenica scorsa. Oggi le folle accorrono a lui e lo interrogano: \u00abChe cosa dobbiamo fare?\u00bb. Le risposte che Giovanni d\u00e0 alle diverse categorie di persone sono tutte orientate a un agire giusto, leale, onesto, rispettoso dell\u2019altro. Si tratta per\u00f2 di una giustizia umana. \u00c8 importante, certo, anzi, \u00e8 la base. Ma sappiamo che poi Ges\u00f9 chieder\u00e0 ben di pi\u00f9. E infatti lo stesso Giovanni chiarisce subito la sua posizione rispetto a Colui che deve venire, attraverso l\u2019immagine del laccio del sandalo, che \u00e8 un\u2019immagine sponsale, secondo la tradizione ebraica: il Cristo, il Messia, Colui che sta per giungere, \u00e8 lo Sposo che il popolo d\u2019Israele attende, annunciato da tutti i profeti. E la sua venuta sar\u00e0 tale da spazzare via la pula, cio\u00e8 le scorie, ci\u00f2 che \u00e8 inutile. Il linguaggio del Battista \u00e8 legato all\u2019Antico Testamento; il modo in cui Ges\u00f9 verr\u00e0 e annuncer\u00e0 il Vangelo sar\u00e0 diverso, del tutto nuovo. Ma di fatto Egli davvero spazzer\u00e0 via ci\u00f2 che \u00e8 di troppo, le nostre zavorre, le scorie che ci appesantiscono e che ci tolgono la capacit\u00e0 di accogliere in pienezza la grazia di Dio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel Natale ormai prossimo, Dio viene a portarci la salvezza, che consiste anche in questa necessaria purificazione. Ma questo dono porter\u00e0, come dice ancora Paolo ai Filippesi, la pace di Dio. Infatti la gioia cristiana non \u00e8 assenza di sofferenza, non \u00e8 liberazione dalle difficolt\u00e0 e dalle incertezze della vita; noi siamo nella gioia perch\u00e9 sappiamo che siamo amati. E la dimostrazione di questo amore \u00e8 proprio ci\u00f2 che avviene nel mistero del Natale e che si compir\u00e0 nella Pasqua. Ecco la gioia ed ecco la pace! Come tutti, anche noi fatichiamo, ci arrabbiamo, godiamo della bellezza, siamo abitati da desideri e aspettative, sperimentiamo la delusione, viviamo la sofferenza fisica e morale\u2026 ma, diversamente da chi non ha incontrato Cristo, noi sappiamo che tutto questo ha un senso, che c\u2019\u00e8 una speranza che abita misteriosamente in ogni istante della vita e della storia dell\u2019umanit\u00e0. E questa speranza \u00e8 la nostra intima certezza che siamo amati senza misura da Dio, che \u00e8 Amore. Allora il gemito del mondo non \u00e8 motivo di tristezza, ma apertura alla novit\u00e0, come lo sono le doglie per la donna che sta per partorire (cfr. <em>Rm<\/em> 8,22-23).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Chiediamo al Signore di donarci questo sguardo aperto alla speranza sulla nostra vita e sulla vita del mondo. Chiediamogli di venire a purificare la nostra esistenza, perch\u00e9 possiamo essere pronti ad accoglierlo con cuore libero, pronti a non fermarci al fare o non fare, ma capaci di dare testimonianza del suo Amore con la gioia e la pace che Egli ci dona.<\/p>\n<p>Sr. Marinella op<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/domenicaneiolo.org\/domenicane\/commento-al-vangelo-di-domenica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Commenti al Vangelo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>12.12.2021 III Domenica di Avvento &#8211; anno C &#8211; GAUDETE &nbsp; Dal Vangelo secondo Luca (3, 10-18) In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: \u00abChe cosa dobbiamo fare?\u00bb. Rispondeva loro: \u00abChi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto\u00bb. Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: \u00abMaestro, che cosa dobbiamo fare?\u00bb. Ed egli disse loro: \u00abNon esigete nulla di pi\u00f9 di quanto vi \u00e8 stato fissato\u00bb. Lo interrogavano anche alcuni soldati: \u00abE noi, che cosa dobbiamo fare?\u00bb. Rispose loro: \u00abNon maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe\u00bb. Poich\u00e9 il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: \u00abIo vi battezzo con acqua; ma viene colui che \u00e8 pi\u00f9 forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzer\u00e0 in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucer\u00e0 la paglia con un fuoco inestinguibile\u00bb. Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo. &nbsp; \u201cRallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto: rallegratevi. Il Signore e\u0300 vicino!\u201d (Fil 4,4.5). 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E infatti lo stesso Giovanni chiarisce subito la sua posizione rispetto a Colui che deve venire, attraverso l\u2019immagine del laccio del sandalo, che \u00e8 un\u2019immagine sponsale, secondo la tradizione ebraica: il Cristo, il Messia, Colui che sta per giungere, \u00e8 lo Sposo che il popolo d\u2019Israele attende, annunciato da tutti i profeti. E la sua venuta sar\u00e0 tale da spazzare via la pula, cio\u00e8 le scorie, ci\u00f2 che \u00e8 inutile. Il linguaggio del Battista \u00e8 legato all\u2019Antico Testamento; il modo in cui Ges\u00f9 verr\u00e0 e annuncer\u00e0 il Vangelo sar\u00e0 diverso, del tutto nuovo. Ma di fatto Egli davvero spazzer\u00e0 via ci\u00f2 che \u00e8 di troppo, le nostre zavorre, le scorie che ci appesantiscono e che ci tolgono la capacit\u00e0 di accogliere in pienezza la grazia di Dio. Nel Natale ormai prossimo, Dio viene a portarci la salvezza, che consiste anche in questa necessaria purificazione. Ma questo dono porter\u00e0, come dice ancora Paolo ai Filippesi, la pace di Dio. Infatti la gioia cristiana non \u00e8 assenza di sofferenza, non \u00e8 liberazione dalle difficolt\u00e0 e dalle incertezze della vita; noi siamo nella gioia perch\u00e9 sappiamo che siamo amati. E la dimostrazione di questo amore \u00e8 proprio ci\u00f2 che avviene nel mistero del Natale e che si compir\u00e0 nella Pasqua. Ecco la gioia ed ecco la pace! Come tutti, anche noi fatichiamo, ci arrabbiamo, godiamo della bellezza, siamo abitati da desideri e aspettative, sperimentiamo la delusione, viviamo la sofferenza fisica e morale\u2026 ma, diversamente da chi non ha incontrato Cristo, noi sappiamo che tutto questo ha un senso, che c\u2019\u00e8 una speranza che abita misteriosamente in ogni istante della vita e della storia dell\u2019umanit\u00e0. E questa speranza \u00e8 la nostra intima certezza che siamo amati senza misura da Dio, che \u00e8 Amore. Allora il gemito del mondo non \u00e8 motivo di tristezza, ma apertura alla novit\u00e0, come lo sono le doglie per la donna che sta per partorire (cfr. Rm 8,22-23). Chiediamo al Signore di donarci questo sguardo aperto alla speranza sulla nostra vita e sulla vita del mondo. Chiediamogli di venire a purificare la nostra esistenza, perch\u00e9 possiamo essere pronti ad accoglierlo con cuore libero, pronti a non fermarci al fare o non fare, ma capaci di dare testimonianza del suo Amore con la gioia e la pace che Egli ci dona. 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