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Lc 22,14-23,56

10.04.2022  Domenica delle Palme – PASSIONE DEL SIGNORE – anno C

 

Dal Vangelo di Luca (22,14 – 23,56)

[…] Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».

Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.

Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò. […]

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Nella domenica delle palme, ogni anno, ci viene proposto l’intero racconto della passione del Signore, in questo anno C nella versione di Luca. Prima però la liturgia ci fa ascoltare anche il racconto dell’ingresso trionfale in Gerusalemme e il contrasto tra la folla osannante e la folla che vuole la crocifissione di Gesù è davvero stridente. Non è possibile commentare per intero i testi evangelici che la liturgia ci propone e, forse, non è neppure necessario. Se la ascoltiamo con attenzione e la rileggiamo anche personalmente, la Parola ci dirà molto più di quello che io potrei commentare. Qui mi limito a qualche osservazione sui versetti che ho riportato sopra e che contengono il culmine del racconto della passione, ovvero la crocifissione e morte di Gesù.

Ogni evangelista riporta particolari diversi, nel quadro di racconti essenzialmente simili. E lo fa in sintonia con l’intero testo evangelico, mettendo quindi in evidenza quegli elementi caratteristici che troviamo anche nelle pagine precedenti, in questo caso di Luca. E certamente il filo rosso che abbraccia tutto il vangelo lucano è la misericordia di Dio. Proprio mentre lo crocifiggono, Gesù esclama: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno»! Innocente, appeso al patibolo della croce, mite Agnello immolato, il Figlio di Dio ha come unica preoccupazione la salvezza dell’uomo peccatore! E infatti, poco dopo, promette il paradiso al malfattore crocifisso accanto a Lui, che gli chiede solo di essere ricordato quando il Signore entrerà nel suo regno. Ma l’amore misericordioso del Cristo fa molto di più, perché proprio per salvarci è venuto nel mondo. Luca dunque ci presenta in modo straordinario la mitezza del Signore Gesù, la sua compassione per noi, il suo pieno abbandono al Padre. In Lui Dio si è svuotato della sua divinità, come ci ricorda la seconda lettura, per abbassarsi fino alla morte di croce. L’umiliazione di questa condanna, le atroci sofferenze della passione, sono la via che Dio ha scelto per redimere l’umanità peccatrice. Su quella croce sta tutto il dolore innocente, anche quello che purtroppo vediamo ogni giorno nel nostro oggi. Ma per quella croce ogni dolore innocente diventa via di salvezza per il mondo.

Come è possibile restare indifferenti davanti a questo dono d’amore? L’uomo cerca sempre di prendere, da lì è venuto anche il peccato; Dio semplicemente dona e ama, dona perché ama, in modo assolutamente gratuito, nell’accoglienza e nel perdono. E ama così proprio me! Ama così ciascuno di noi, senza condizioni, indipendentemente dalla mia, dalla nostra risposta a questo amore.

Contempliamo oggi il volto sofferente del Signore crocifisso, lasciamoci amare così da Lui, lasciamoci accogliere, perdonare e rivestire della misericordia del Padre. E chiediamo che ogni uomo si lasci amare da Dio, come il malfattore crocifisso, per essere salvato.

Sr. Marinella op

 

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