Gli scritti di don Didaco Bessi di cui disponiamo si trovano presso gli Archivi Diocesani di Pistoia e di Prato e presso l’Archivio Generale dell’Istituto delle Suore Domenicane di Santa Maria del Rosario a Iolo (ADSMR).

Essi attualmente sono così catalogabili:

  • 92 discorsi pronunciati in varie occasioni, a interlocutori esterni all’Istituto delle Suore Domenicane della Beatissima Vergine del Rosario. Tra di essi 47 su 92 non hanno indicazioni di data. Quelli datati sono stati scritti nel periodo dal 1884 al 1903.
  • 49 dediche su libri regalati alle prime suore dell’Istituto. 2 su 49 non hanno indicazione di data. La prima dedica con data è del 1887 e l’ultima del 1912.
  •  La Regola di vita di Suor Maria Rosaria Crocifissa Puggelli (15 brevi regole), scritta il 26 dicembre 1904 nelle prime pagine de Il piccolo libro delle Superiore, donato da don Didaco a suor Maria Rosaria Crocifissa, la prima superiora dell’Istituto.
  •  66 dediche sui santini. 8 su 66 non hanno indicazione di data. La prima dedica datata è del 1893 e l’ultima è del 1910.
  •  Il Regolamento delle Suore della Beatissima Vergine del Santo Rosario. Molto probabilmente è stato redatto nel 1899. Fu approvato dal vescovo Marcello Mazzanti il 4 aprile del 1900. Ne possediamo tre copie.
  • 8 discorsi fatti alle Suore della Beatissima Vergine del Rosario, pronunciati tra il 1900 e il 1903.
  •  Il Regesto dei Pievani succeduti al Pagni, redatto da don Didaco Bessi nel 1899.
  •  7 relazioni di don Didaco Bessi come Vicario Foraneo. Esse vanno dal 1909 fino al 1914.
  • Alcuni brevi messaggi manoscritti in circostanze diverse.
  •  Vari casi morali scritti in latino da don Didaco per le conferenze vicariali sui casi.

 

Disponiamo quindi di un totale di cento discorsi. Le destinatarie dei discorsi sono principalmente le “Reverende Madri” o “Figlie dilettissime”, dunque donne consacrate. La maggior parte dei discorsi è stata scritta per esercizi spirituali, con argomenti che riguardano la vita religiosa: la carità, l’orazione, la meditazione della divina parola, la passione di Gesù, l’Annunciazione, il fine dell’uomo e la morte, i peccati veniali, la perfezione dell’uomo, i voti, l’umiltà e altre virtù. Tra i cento discorsi ce ne sono alcuni rivolti ai laici, ad esempio il ciclo di discorsi su san Filippo Neri. Vi è poi un’altra serie di quindici discorsi in occasione di Prime Comunioni.

Leggendo gli scritti emerge in primo piano l’autore, che mostra di avere vasta conoscenza teologica, retta dottrina cattolica, ma anche una sua originalità. Il linguaggio è scorrevole, adatto agli uditori. Possiamo notare le numerose citazioni bibliche, spesso in latino (nel qual caso quasi sempre viene inserita di seguito la traduzione), dell’Antico e del Nuovo Testamento. A volte una frase biblica ispira tutto un discorso e viene analizzata parola per parola. Numerose sono pure le citazioni dei Padri della Chiesa, tra i quali spiccano Giovanni Crisostomo, Girolamo, Agostino, i Dottori della Chiesa, come Bernardo, Tommaso d’Aquino e Francesco di Sales. Troviamo poi citazioni prese dagli scritti dei maestri spirituali, quali Ignazio di Loyola e Teresa d’Avila. Anche queste citazioni possono essere il punto di partenza per sviluppare tutto un discorso. Ci sono inoltre esempi dalle vite dei santi, come Basilio e Francesco Saverio. Numerosi sono inoltre i racconti allegorici e le metafore di contenuto morale, diffuse nell’omiletica del tempo, basata sugli esempi.

In generale possiamo affermare che tutti i discorsi sono finalizzati al ministero pastorale di don Didaco Bessi, specialmente alla predicazione, con tematiche collegate alla vita religiosa. Dalla quantità e qualità degli scritti, si nota che il Servo di Dio è stato un apprezzato predicatore, ricercato soprattutto dai monasteri della zona. Anche se i discorsi sono stati pronunciati a partire dal 1884 fino al 1903, ed hanno quindi più di un secolo, oggi possiamo ancora vederne l’attualità.

Non va però dimenticato che i discorsi del servo di Dio non sono altro che i suoi appunti per la predicazione. Non hanno quindi in sé precise indicazioni bibliografiche o riferimenti ben documentati, perché sicuramente don Didaco non ha mai pensato che un giorno i suoi appunti sarebbero stati pubblicati…!