Come domenicane e figlie di don Didaco, la nostra vita spirituale è guidata dall’incontro quotidiano con la Parola di Dio e con Gesù Eucaristia, sotto la materna protezione della Beata Vergine del Rosario.

 

Così si esprimono gli Atti dell’XI Capitolo generale dell’Istituto:

“I pilastri spirituali sui quali il Servo di Dio Didaco Bessi ha fondato la Congregazione sono: Parola, Eucaristia, Mistero di Cristo e Maria, vissuti secondo la spiritualità domenicana, nello stile di vita indicatoci dal Fondatore”.

La nostra spiritualità è incentrata sulla vita di Cristo che è lo specchio dove leggere e valutare la nostra vita spirituale. In questa luce, è di grande importanza l’esortazione ad amare e coltivare la lettura spirituale e, in modo particolare, la meditazione del Vangelo. Scrisse don Didaco in un discorso rivolto all’Istituto:

“la Parola di Dio sia da loro letta ogni giorno, ricordandosi sempre che il primo libro per ogni cristiano e per ogni persona religiosa è il S. Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo“.

L’incontro con la Parola non è qualcosa di intellettuale, ma nasce da un desiderio forte dell’anima: quello della sposa che cerca le tracce dello Sposo.

Gesù è, scrive don Didaco, “lo sposo dolcissimo, amorosissimo, amabilissimo delle anime nostre”; solo lui è il vero Amore, il vero Padre, fratello, sposo dell’anima. Tutte le suore, viventi e future, devono formulare l’efficace proposito di vivere del tutto per il loro sposo amabilissimo Gesù, e a lui, come le vergini sagge, devono andare incontro con i cuori colmi dell’olio dell’amor di Dio del del prossimo”.

L’esortazione a coltivare l’amore all’Eucaristia è una delle più frequenti negli scritti di don Didaco diretti alle Suore. Nelle 15 brevi regole dedicate alla prima Superiora del nostro Istituto, sr. Maria Rosaria Crocifissa, il fondatore scrisse:

“La nostra santità dipende dall’amore che avremo a Gesù nell’Eucaristia. Ricordarsi che il prosperamento dell’Istituto è riposto dall’avere l’Istituto la devozione a Gesù Sacramentato”.

A Gesù nel Santissimo Sacramento deve andare il primo pensiero delle Suore appena sveglie. L’amore dell’Eucaristia è la sorgente dell’apostolato. L’adorazione e la contemplazione del Pane della Vita portano il frutto dell’amore al prossimo fino al dono totale di sé per i fratelli: ”è davanti all’Eucaristia che si impara a dimenticarsi per gli altri, giorno dopo giorno…” (dai Discorsi di Didaco Bessi).

 

La vita consacrata si configura così come “imitazione di Cristo” nella sua obbedienza, castità e povertà fino alla sua accettazione della croce per la salvezza degli uomini. L’imitazione di Cristo raggiunge il suo compimento nell’essere associati alle sofferenze di Gesù per amore dell’uomo.

La terza colonna della nostra spiritualità è l’amore a Maria, che si concretizza nel Rosario come vera e propria “preghiera del cuore”. Il Servo di Dio Don Didaco Bessi ha riversato nella Congregazione da lui fondata l’amore di confidenza e di tenerezza che nutriva verso la Vergine, tanto da potersi affermare che l’Istituto rappresenta una concretizzazione di tale amore. Maria è riconosciuta dal fondatore e dalle suore come la vera Superiora. Ripetutamente don Didaco invita ad aprire il cuore alla gratitudine per la presenza materna di Maria:

 

“Sciogliamo cantici di lode, di ringraziamento alla nostra dolcissima Madre, che sempre ha vegliato con amore materno sopra questo Istituto di Carità”.