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Mc 1, 14-20

21.01.2023 III Domenica del Tempo Ordinario – anno B

 

+ Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20)

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.

Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

 

Con la terza domenica di questo anno B torniamo al Vangelo di Marco, considerato il più antico dei quattro, quindi quello che riporta i fatti in un tempo molto vicino al loro accadimento. Come già domenica scorsa, il brano di oggi è una chiamata. Anche la prima lettura, sempre legata nelle domeniche al testo evangelico, presenta nuovamente una chiamata, questa volta quella di Giona. Questa domenica è anche la domenica della Parola di Dio. E in effetti ogni chiamata è Parola di Dio rivolta personalmente alla persona, che sceglie come rispondere. Giona, almeno inizialmente, fa esattamente l’opposto di ciò che Dio gli chiede. I quattro pescatori di Galilea invece lo seguono e lo fanno senza esitare, “subito”, avverbio prezioso che ricorre tante volte nel primo capitolo del racconto marciano. Giona avverte che la Parola di Dio lo manda dove lui ritiene inutile andare, prevale il suo pensiero, il suo ragionamento di uomo religioso, ma chiuso in una prospettiva orizzontale. I pescatori non si fermano a pensare, si lasciano portare dalla forza di quella Parola, senza sapere cosa significa davvero seguire Gesù. Ma sanno che c’è del buono! Gesù infatti invita a credere in una bella e buona notizia, il vangelo appunto. Che non indica la via più facile o più logica, ma traccia la via del regno e dunque della felicità e della vita eterna. La predicazione di Gesù inizia, dice Marco, dopo l’arresto di Giovanni, riprendendo le stesse parole di Giovanni. E in quell’arresto c’è una profezia di ciò che avverrà anche a Gesù, ma Egli è venuto per questo! Non possono, i quattro pescatori, capire dove li porterà ascoltare la chiamata. È così per ogni vocazione, nella Scrittura come nella vita del credente. La Parola che chiama si segue “a scatola chiusa”, ma la fede ci fa intravedere il regno che viene e questo ci basta! Ricordo che quando dovevo fare la domanda per la professione religiosa avevo qualche esitazione, ma il mio padre spirituale mi disse: “Se aspetti di essere pronta, quella domanda non la farai mai…”! Ed è proprio questo il senso di quel “subito”. Ascoltare la Parola che ci indica la via del Regno non è logico, né umanamente conveniente, ma è l’unica scelta che ci conduce alla vera gioia.

Signore, Tu sei pazienza e misericordia, Tu ci aspetti, vedi la nostra debolezza nel rispondere alla Tua Parola che chiama alla vita vera. Però oggi ci ricordi che c’è un “subito” prezioso, un invito a non temporeggiare, a non voler capire tutto, a non mettere i nostri pensieri e principi al posto della tua Parola. E quando subito ti diciamo “sì”, spalanchi per noi gli immensi orizzonti del Vangelo, del Regno che Tu sei venuto a portare in mezzo a noi e che opera e cresce nel mondo, qui e ora, anche quando non lo vediamo. Perché Tu sei il Regno in mezzo a noi e noi viviamo pienamente solo in Te e per Te.

Sr. Marinella op

 

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