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Lc 1, 39-45

15.12.2024 III Domenica di Avvento – anno C – GAUDETE

 

Dal Vangelo secondo Luca (1,39-45)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

 

La quarta e ultima domenica di Avvento dell’anno C ci propone il vangelo della visita di Maria a Elisabetta. Nei vangeli dell’infanzia, Luca presenta in parallelo il concepimento e la nascita di Giovanni da una parte, di Gesù dall’altra. Protagoniste sono le due madri, una anziana e sterile, l’altra vergine. Due maternità umanamente impossibili, legate dal compiersi del tempo del Messia promesso e atteso. E legate dalla fede di queste due donne, che qui si incontrano per condividere la loro gioia. Tutti i racconti dei primi due capitoli del vangelo lucano sono pervasi di gioia, ma questo incontro è davvero un’esplosione di felicità! C’è la fretta gioiosa, quasi impaziente di Maria, che corre e porta Gesù. C’è l’accoglienza di Elisabetta che possiamo immaginare come un abbraccio, ma che nelle parole si esprime in una solenne benedizione. C’è il piccolo Giovanni che inizia la sua missione di annunciare il Messia saltando di gioia nel grembo di sua madre. Sappiamo che Maria risponde alla cugina con il canto del Magnificat, ma il vangelo di questa domenica si chiude con le parole di Elisabetta. Questa anziana donna, esempio di fede e di preghiera, parla ispirata dallo Spirito santo; Giovanni danza nel suo grembo perché già ricolmo dello Spirito di Dio, come aveva preannunciato l’angelo a suo padre Zaccaria; Maria è il tempio dello Spirito: quel che è generato in lei è opera dello Spirito santo. Lo Spirito è il grande ispiratore della gioia! Ed è il protagonista di questo incontro di due madri, piene di fede, piene di speranza, piene di amore!

Signore, donami il tuo Spirito, perché in questi ultimi giorni di attesa del Santo Natale io possa fare mie le parole di Elisabetta: possa benedirti e lodarti per il dono di Maria, per il suo “eccomi”; possa stupirmi per il dono della tua venuta, della tua presenza nella mia vita. E possa credere nel compimento della tua Parola di salvezza, fino a cantare con la mia vita le meraviglie del tuo Amore!

Sr. Marinella op

 

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