19.04.2025 Sabato Santo

Il sabato santo è un giorno senza liturgia, perché è il giorno dell’attesa, del silenzio orante. Per antica tradizione cristiana, è anche l’ora della Madre. Infatti una tradizione diffusa soprattutto in Oriente, sostiene che Maria non si sia mai allontanata dalla tomba del Figlio, fino al mattino di Pasqua. Il Vescovo bizantino Giorgio di Nicomedia, vissuto nel IX secolo, immagina la preghiera di Maria nella fiduciosa attesa della risurrezione del Signore.
Dal Discorso 9, La Vergine al sepolcro, di Giorgio di Nicomedia
Argomento del nostro discorso è la presenza continuata della Madre eroica al sepolcro del Figlio. Mentre infatti tutti si ritirarono, solo lei, la Madre, arsa da fuoco impetuoso d’amore e con fede e coraggio incrollabile, sedette accanto alla tomba, immemore del cibo e del sonno, protesa a deliziarsi della beatificante risurrezione. Solo la Madre fu dunque testimone degli eventi che precedettero la risurrezione e udì quel terremoto soave e confortante, che svegliò i morti d’un tempo e gettò nel sonno le guardie che vegliavano il sepolcro. Perciò ritengo che a lei per prima fu dato l’annunzio della divina risurrezione: come infatti gioì dell’ineffabile incarnazione, così esultò per l’apparizione e lo splendore del Figlio risorto. Era la Madre: a lei furono affidati i misteri dell’incarnazione; a lei sola il Signore mostrò i prodigi della risurrezione, in modo più alto che agli Apostoli e alle donne fedeli, al di sopra della stessa comprensione delle intelligenze angeliche. Perciò immediatamente e prima fra tutti l’avvolse la luce radiosa, il lieto fulgore della risurrezione. Merita dunque, in questo giorno di gioia, esordire col rendimento di grazie che lei pronunciò mentre sedeva presso il sepolcro. Ella infatti trascorse nel silenzio interiore il tempo che precedette la risurrezione, rievocando e meditando l’ineffabile mistero: parlava a Colui che aveva compiuto l’inaudito progetto divino e così tacitamente gli diceva: «Signore, nella natura divina, impassibile tu sei ed immortale, ma come uomo hai sofferto nella nostra natura; ed ora giaci nel grembo della terra, tu che non lasci il seno del Padre. Il mondo intero non può contenere la tua divinità, ed un sepolcro racchiude il tuo corpo. T’accolgono esultanti le anime dei giusti: con voci di gioia ti acclamano redentore; illuminate dal tuo splendore raggiante proclamano il tuo misterioso amore per l’uomo. Mostra anche agli abitanti del mondo i trofei della tua vittoria. Tu che invisibilmente sei dovunque, rivèlati con la bellezza che ti appartiene. Irradia la terra con i fulgori della tua risurrezione. Risorgi col corpo, tu che non puoi essere imprigionato nella divinità. Risvègliati, dunque, tu che insonne vegli nei secoli! Lèvati, e ti circondi con lodi l’assemblea dei popoli. Àlzati a difesa dei tuoi poveri, a disperdere fino allo sterminio le potenze avverse. O Sole di giustizia, sprigiona i raggi del tuo rinascere. Siano manifesti al mondo i bagliori della tua vittoria; a tutti sia nota la tua salvezza. “Vedano i poveri e si rallegrino” (Sal 68,33). Che anch’io veda il volto bramato del mio desideratissimo Signore; che del Figlio divino contempli la sovrumana bellezza, e veda sorgere la gloria del Dio glorificato. Che possa riascoltare la sua voce che pronunzia parole soavi e piene di grazia. Come nel nascere recasti alla Madre per prima la gioia, così mòstrati a lei ad annunciarle per prima il gaudio della tua risurrezione. Appari, tu che sempre rimani con lei, serbandola invincibile». Mentre la Vergine esperta di Dio così inneggia ed implora, il Figlio le svela lo splendore della risurrezione; e poiché è dovere onorare la Madre, l’onora con la sua prima apparizione. Era giusto infatti che per prima accogliesse la gioia del mondo colei che a noi fu causa della pienezza del gaudio: lei, cui vennero affidati i misteri celesti; lei, che nella passione di Cristo fu trapassata da innumerevoli spade. Era giusto che, come ebbe parte ai patimenti del Figlio, ne pregustasse la gioia divina. O Signora, che per prima l’hai visto ed annunziato, svela anche ai nostri cuori il fulgore di Cristo, nostra dolcissima luce! A lui la gloria, l’onore e il rendimento di grazie, col Padre e con lo Spirito Santo, ora e sempre e per i secoli dei secoli. Amen!
Anche noi con Maria preghiamo: “Risorgi, Signore, dona al mondo la tua Luce, che disperda le tenebre da ogni cuore, portando a tutti la pace e la gioia che niente e nessuno ci potrà togliere!
Sr. Marinella op
La novena alla Divina Misericordia
SILENZIO
19.04.2025 Sabato Santo
Il sabato santo è un giorno senza liturgia, perché è il giorno dell’attesa, del silenzio orante. Per antica tradizione cristiana, è anche l’ora della Madre. Infatti una tradizione diffusa soprattutto in Oriente, sostiene che Maria non si sia mai allontanata dalla tomba del Figlio, fino al mattino di Pasqua. Il Vescovo bizantino Giorgio di Nicomedia, vissuto nel IX secolo, immagina la preghiera di Maria nella fiduciosa attesa della risurrezione del Signore.
Anche noi con Maria preghiamo: “Risorgi, Signore, dona al mondo la tua Luce, che disperda le tenebre da ogni cuore, portando a tutti la pace e la gioia che niente e nessuno ci potrà togliere!
Sr. Marinella op
La novena alla Divina Misericordia
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