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Corso d’iconografia – Cosenza

 

Il Monastero di Santa Croce a Cosenza, dal 13 al 19 luglio 2020 ha ospitato – nel rispetto delle norme anticovid – un corso d’iconografia, promosso dal Laboratorio San Luca – Casa della rondine – di Rende.

Sotto la direzione della domenicana suor Magda, un gruppo di sette partecipanti: Anna Maria, Basilio, Cvetka, Marianna, suor Aidu, suor Magda e suor Mariarosa, ha scritto l’icona di san Raffaele arcangelo, “medicina di Dio”, sotto le cui ali sono protetti Tobia e Sara.

Immersi nella splendida cornice del centro antico della città di Cosenza, nel salone preparato per lavorare, il cammino spirituale di scrittura è stato gioioso e santificante, scandito dalle Lodi, l’Adorazione, i Vespri, il Rosario, la santa Messa.

In passato l’arcangelo Raffaele apparve spesso, promettendo la fine di qualche epidemia e averlo scelto come soggetto dell’icona ha significato anche invocarlo e pregarlo – in tempo di Covid -, quale “arcangelo della guarigione” con una novena e una preghiera a lui dedicata, che è stata diretta da Caterina Isgrò della comunità del Gelso.

L’arcangelo Raffaele è compagno nel cammino, intercede e porta la misericordia e la guarigione di Dio. Ci ha permesso di crescere e maturare nella comunione, nella testimonianza e nel servizio gratuito reso all’Evangelo.

 

Domenica 19, la benedizione di padre Pino Stancari ha reso le icone scritte, “tempio della santità di Dio” e un’agape intima, sotto l’amorevole sguardo di suor Mariarosaria Vitagliano, ha concluso nella gioia il settimo giorno.

 

 

Dal fondo d’oro, con figura maestosa l’arcangelo Raffaele, nella veste rossa dai fregi sontuosi, sotto il manto verde, si fa vedere e guarda. Offre con la destra il vasetto prezioso dell’unguento che risana, immobilizza il demone Asmodeo, che ha la forma di un nero serpente; e protegge l’unione di Sara e Tobia, che rappresentano l’umanità intera.

Intorno il paesaggio roccioso è aspro e arido, alludendo ai pericoli della vita. C’è anche il cane, altro compagno di viaggio per Tobia e del creato ci sono alcune piante.

Infine, il profilo di Gerusalemme viene incontro in prospettiva, in lontananza per chi è impegnato in un cammino che raggiunge periferie remote.

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