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Gv 14, 15-26

08.06.2025 Domenica di Pentecoste – anno C

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,15-16.23b-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

 

Il racconto proprio della Pentecoste non è contenuto nei vangeli, ma negli Atti degli Apostoli. Lo ascoltiamo quindi nella prima lettura. In questo anno C, il Vangelo è tratto dal capitolo 14 di Giovanni e ci indica il senso del dono dello Spirito. Gesù è l’Emmanuele, il “Dio con noi”, ma prima di tornare al Padre, promette che avremo “un altro Paraclito” che rimanga con noi sempre. Nel momento dell’Ascensione, Gesù ha confermato di essere con noi sempre: abbiamo dunque sempre con noi il Figlio e lo Spirito, per volontà del Padre. È importante che ricordiamo che lo Spirito è persona della Trinità, dunque la sua presenza è concreta, reale ed efficace, quanto quella del Figlio. Il Concilio Vaticano II ha affermato che l’opera dello Spirito supera i confini della Chiesa, la sua voce parla in modo misterioso al cuore di ogni uomo. Naturalmente il fatto che lo Spirito parli non garantisce che sarà ascoltato, ma conferma che non c’è nessuno che rimanga fuori dal dono d’amore di Dio. Come ha affermato Gesù, il Padre vuole che ogni uomo si salvi; ed egli per tutti ha dato la sua vita, è morto ed è risorto. Nella bellissima seconda lettura, tratta dalla lettera ai Romani, san Paolo ci ricorda che lo Spirito parla al nostro spirito, lo Spirito ci fa figli, poiché è per la sua opera in noi che possiamo rivolgerci a Dio chiamandolo “Padre”! Dunque l’azione dello Spirito Paraclito è molteplice: ci manifesta la presenza indefettibile di Dio nella nostra vita, ci ricorda ciò che Gesù ci ha detto, ci permette di riconoscere che siamo Figli del Padre nel nome dell’unigenito Figlio… lo Spirito è il soffio vitale di Dio, che anima tutto ciò che esiste (cfr. Sal 103,30), così che ogni creatura possa riconoscersi tale e restare nell’amore da cui tutto ha origine e a cui tutto è diretto!

Manda su di noi il tuo Spirito, oggi e sempre, Signore! Facci attenti alla sua voce, fa’ che lo lasciamo parlare in noi e agire nella nostra vita. Il tuo Santo Spirito sta portando il mondo alla salvezza, per vie misteriose, che non sappiamo vedere. Ma noi crediamo che è così, speriamo che ogni uomo possa aprire il cuore alla sua voce e vogliamo amare nel tuo Nome, guidati dal tuo Spirito, perché davvero si rinnovi la faccia della terra!

Sr. Marinella op

 

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