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Lc 24,1-12

20.04.2025 Veglia pasquale – anno C

 

Dal Vangelo secondo Luca (24,1-12)

Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.

Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”».

Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli.

 

«Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò…»: In queste parole dei due messaggeri celesti alle donne venute al sepolcro di buon mattino, c’è tutta la novità della Pasqua. Sappiamo che già nell’antico Testamento i profeti hanno più volte affermato come il pensiero di Dio sia diverso dal nostro, le sue vie diverse dalle nostre. Tutta la vita del Signore Gesù è segnata da questa novità prorompente quanto misteriosa: dall’incarnazione alla Passione, passando per la croce, fino alla luce sfolgorante della domenica di risurrezione, Dio segue le sue vie e, come le donne davanti alla tomba vuota, anche noi cerchiamo di capire… sarà una fatica vana, a meno che non facciamo Pasqua, che significa proprio “passaggio”! Dobbiamo passare dalla nostra presunta logica, dal nostro pensiero prettamente umano, a quello di Cristo. San Paolo ci ricorda che questo è possibile: «Ora noi abbiamo il pensiero di Cristo!» (1Cor 2,16). Ora, nella luce della Pasqua, abbiamo il pensiero di Cristo se, come ci esortano gli angeli, facciamo memoria delle sue promesse, facciamo nostre le sue parole, ci lasciamo abitare dal suo Spirito e camminiamo sulla Via che Egli ha tracciato anche per noi. Dobbiamo passare la morte con Lui! Dobbiamo cioè morire al peccato per rinascere alla vita dei figli di Dio. Lo abbiamo fatto il giorno del nostro Battesimo, ma siamo chiamati a rifare questo passaggio nel nostro cammino quotidiano di conversione. E infatti la liturgia della veglia pasquale, tra l’altro, ci fa fare memoria del Battesimo: veniamo aspersi con l’acqua benedetta, teniamo in mano la candela accesa al cero pasquale, perché fare Pasqua è proprio entrare nella vita nuova di figli amati, nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

Signore, noi facciamo quotidiana esperienza del nostro limite, di quanto il nostro pensiero sia lontano dal tuo e le nostre vie diverse dalle tue. Eppure Tu risorgi, dopo essere morto e disceso agli inferi, così che la morte ora non è più l’ultima parola, per nessuno. Concedimi di aprire il cuore, sempre più pienamente, al tuo pensiero, che significa concretamente sguardo che perdona, parole di benedizione, fiducia nel mio prossimo, vita donata nel servizio, … Signore, tutto posso in Te, che sei la mia forza, che sei per me e in me Vita Risorta per sempre! Grazie, Signore Gesù!

Sr. Marinella op

 

Novena alla Divina Misericordia

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