04.02.2023 V Domenica del Tempo Ordinario – anno B
Dal Vangelo secondo Marco (1,29-39)
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, andò subito nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Il vangelo di questa domenica completa il racconto della “giornata-tipo” della vita pubblica di Gesù. Gesù entra nella casa di Andrea e Simone, dove la suocera di Simone giace malata. La preoccupazione per lei porta i due a presentarne la situazione al loro Maestro. I gesti di Gesù sono preziosi: si avvicina, la prende per mano e la fa alzare. Così fa il Signore davanti alle nostre infermità. Da una parte c’è chi porta la preoccupazione per noi e la presenta al Signore; dall’altra c’è la Sua risposta: si fa vicino, perché è con noi sempre; ci prende per mano, perché il suo rapporto con noi non è un fatto solo spirituale: Il Verbo si è fatto carne e dunque la sua presenza è visibile, concreta, sia nel dono del suo corpo che nell’Eucaristia ci viene messo tra le mani, sia nella presenza fattiva, concreta, di chi ci prende per mano, perché ci vuole bene e, in quel bene, ci manifesta l’Amore di Dio. Infine, Gesù fa alzare la donna che giaceva nel letto: troviamo qui il verbo della risurrezione. E infatti ogni volta che lasciamo spazio al Signore, perché curi le nostre infermità, lui ci fa rialzare, ci solleva, ci dona vita nuova, così che noi risorgiamo con Lui.
La reazione della suocera di Pietro è altrettanto preziosa: si mette a servire i suoi ospiti! È la prima “diaconessa”, perché “diacono” è letteralmente chi si pone al servizio della comunità. Accogliere il dono della presenza di Gesù, della sua presenza che guarisce e dona vita nuova, richiede come libera risposta il servizio, il dono di noi stessi alle sorelle e ai fratelli che ci vivono accanto. La casa in cui tutto ciò avviene è un rimando al luogo dell’intimità, dove siamo a tu per tu gli uni con gli altri, ma anche dove possiamo incontrarci a Tu per tu con il Signore, lontano dalla folla. Ricordiamo infatti che le prime comunità cristiane si incontravano nelle case. Ecco, la casa dove c’è il Signore è il primo luogo della comunità riunita nel suo nome, alla sua presenza.
Però Gesù esce da quella casa e incontra nuovamente tanta gente. Anche nella folla, nelle situazioni che sembrano meno idonee all’incontro con Gesù, è possibile invece coglierne la presenza, perché non dobbiamo mai dimenticare che il Signore è venuto per tutti, per salvare ogni uomo. Ecco perché non si ferma dove è accolto, ma è sempre in cammino: vuole raggiungere tutti, anche chi non lo aspetta, non lo cerca, non lo accoglie.
Signore, questa meravigliosa pagina del Vangelo di Marco parla di me, parla alla mia vita. Tu sei venuto anche oggi accanto a me, per prendermi per mano, per farmi alzare dalle mie infermità e guarirmi. Così tu fai ogni giorno. Non importa il luogo, non mi può distrarre la frenesia del quotidiano, Tu mi vieni vicino, Tu bussi alla mia porta, ogni giorno. Signore, fa’ che ti riconosca e che ti accolga, sempre, per risorgere ogni giorno con Te e servirti in coloro che mi metti accanto. Grazie, Signore, perché sei con me!
Sr. Marinella op
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Mc 1, 29-39
04.02.2023 V Domenica del Tempo Ordinario – anno B
Il vangelo di questa domenica completa il racconto della “giornata-tipo” della vita pubblica di Gesù. Gesù entra nella casa di Andrea e Simone, dove la suocera di Simone giace malata. La preoccupazione per lei porta i due a presentarne la situazione al loro Maestro. I gesti di Gesù sono preziosi: si avvicina, la prende per mano e la fa alzare. Così fa il Signore davanti alle nostre infermità. Da una parte c’è chi porta la preoccupazione per noi e la presenta al Signore; dall’altra c’è la Sua risposta: si fa vicino, perché è con noi sempre; ci prende per mano, perché il suo rapporto con noi non è un fatto solo spirituale: Il Verbo si è fatto carne e dunque la sua presenza è visibile, concreta, sia nel dono del suo corpo che nell’Eucaristia ci viene messo tra le mani, sia nella presenza fattiva, concreta, di chi ci prende per mano, perché ci vuole bene e, in quel bene, ci manifesta l’Amore di Dio. Infine, Gesù fa alzare la donna che giaceva nel letto: troviamo qui il verbo della risurrezione. E infatti ogni volta che lasciamo spazio al Signore, perché curi le nostre infermità, lui ci fa rialzare, ci solleva, ci dona vita nuova, così che noi risorgiamo con Lui.
La reazione della suocera di Pietro è altrettanto preziosa: si mette a servire i suoi ospiti! È la prima “diaconessa”, perché “diacono” è letteralmente chi si pone al servizio della comunità. Accogliere il dono della presenza di Gesù, della sua presenza che guarisce e dona vita nuova, richiede come libera risposta il servizio, il dono di noi stessi alle sorelle e ai fratelli che ci vivono accanto. La casa in cui tutto ciò avviene è un rimando al luogo dell’intimità, dove siamo a tu per tu gli uni con gli altri, ma anche dove possiamo incontrarci a Tu per tu con il Signore, lontano dalla folla. Ricordiamo infatti che le prime comunità cristiane si incontravano nelle case. Ecco, la casa dove c’è il Signore è il primo luogo della comunità riunita nel suo nome, alla sua presenza.
Però Gesù esce da quella casa e incontra nuovamente tanta gente. Anche nella folla, nelle situazioni che sembrano meno idonee all’incontro con Gesù, è possibile invece coglierne la presenza, perché non dobbiamo mai dimenticare che il Signore è venuto per tutti, per salvare ogni uomo. Ecco perché non si ferma dove è accolto, ma è sempre in cammino: vuole raggiungere tutti, anche chi non lo aspetta, non lo cerca, non lo accoglie.
Signore, questa meravigliosa pagina del Vangelo di Marco parla di me, parla alla mia vita. Tu sei venuto anche oggi accanto a me, per prendermi per mano, per farmi alzare dalle mie infermità e guarirmi. Così tu fai ogni giorno. Non importa il luogo, non mi può distrarre la frenesia del quotidiano, Tu mi vieni vicino, Tu bussi alla mia porta, ogni giorno. Signore, fa’ che ti riconosca e che ti accolga, sempre, per risorgere ogni giorno con Te e servirti in coloro che mi metti accanto. Grazie, Signore, perché sei con me!
Sr. Marinella op
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