09.06.2024 X Domenica del Tempo Ordinario – anno B
Dal Vangelo secondo Marco (3,22-30)
In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.
Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».
Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
Torniamo alle domeniche del tempo ordinario, dopo aver celebrato i misteri più grandi e importanti della nostra fede. E torniamo alla lettura continua del vangelo di Marco, che ci accompagna nell’anno B. Siamo al capitolo 3, Gesù ha già raggiunto una fama notevole, tanto che lo vediamo circondato dalle folle. Come caratteristico di Marco, il racconto di questa domenica ha una parte centrale, una polemica con gli scribi, contornata da un altro filo narrativo, il movimento dei parenti di Gesù, che all’inizio del nostro testo escono e alla fine giungono a destinazione. Così questa pagina di vangelo presenta tantissimi spunti di riflessione, che non è possibile riprendere in un breve commento. Ci soffermiamo sulle parole di Gesù che sono in un certo senso riprese dalla liturgia con la scelta della prima lettura, dal libro della Genesi. È il racconto del peccato di origine, frutto dell’inganno del serpente. Gli scribi accusano Gesù di essere posseduto da Beelzebùl, capo dei demòni. La risposta del Signore ci richiama all’origine del peccato: scegliere di stare sulla via sbagliata. Gesù dice anche che la misericordia di Dio è più grande di ogni nostro peccato, con un’unica eccezione: la bestemmia contro lo Spirito Santo, cioè il rifiuto del dono della salvezza. Il Signore Gesù ha dato la sua vita per la mia salvezza, ma non va contro la mia libertà: se non voglio essere salvato, se non lascio che lo Spirito mi conduca alla verità tutta intera, che è l’Amore di Dio per me, non avrò il dono della salvezza, semplicemente perché non lo voglio. La volontà del Padre è che ogni uomo sia salvato. Ogni parola e ogni gesto di Gesù ci hanno rivelato questo Amore infinito. Lo Spirito ci ricorda tutto ciò che Dio ci vuole donare. Ma resta la mia libertà, che può rifiutare la salvezza. Così il serpente aveva tentato la donna con la menzogna, ma è lei che sceglie di credergli. Sempre, in ogni scelta, posso seguire il Signore e vivere nel suo Amore, oppure scegliere di andare per un’altra strada, che però non è per il vero bene. So però che dove c’è divisione, giudizio cattivo, accuse reciproche, lì non ci sei Tu.
Signore, tu mi indichi la via del bene, ma non sempre io la seguo, non sempre so riconoscere la volontà d’amore del Padre. Donami un cuore attento a riconoscere la tua voce, fa’ crescere in me ogni giorno il desiderio di seguirti, di camminare sulle tue vie, perché io impari sempre più a distinguere ciò che è giusto, vero, buono e a viverlo.
Sr. Marinella op
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Mc 3,22-30
09.06.2024 X Domenica del Tempo Ordinario – anno B
Torniamo alle domeniche del tempo ordinario, dopo aver celebrato i misteri più grandi e importanti della nostra fede. E torniamo alla lettura continua del vangelo di Marco, che ci accompagna nell’anno B. Siamo al capitolo 3, Gesù ha già raggiunto una fama notevole, tanto che lo vediamo circondato dalle folle. Come caratteristico di Marco, il racconto di questa domenica ha una parte centrale, una polemica con gli scribi, contornata da un altro filo narrativo, il movimento dei parenti di Gesù, che all’inizio del nostro testo escono e alla fine giungono a destinazione. Così questa pagina di vangelo presenta tantissimi spunti di riflessione, che non è possibile riprendere in un breve commento. Ci soffermiamo sulle parole di Gesù che sono in un certo senso riprese dalla liturgia con la scelta della prima lettura, dal libro della Genesi. È il racconto del peccato di origine, frutto dell’inganno del serpente. Gli scribi accusano Gesù di essere posseduto da Beelzebùl, capo dei demòni. La risposta del Signore ci richiama all’origine del peccato: scegliere di stare sulla via sbagliata. Gesù dice anche che la misericordia di Dio è più grande di ogni nostro peccato, con un’unica eccezione: la bestemmia contro lo Spirito Santo, cioè il rifiuto del dono della salvezza. Il Signore Gesù ha dato la sua vita per la mia salvezza, ma non va contro la mia libertà: se non voglio essere salvato, se non lascio che lo Spirito mi conduca alla verità tutta intera, che è l’Amore di Dio per me, non avrò il dono della salvezza, semplicemente perché non lo voglio. La volontà del Padre è che ogni uomo sia salvato. Ogni parola e ogni gesto di Gesù ci hanno rivelato questo Amore infinito. Lo Spirito ci ricorda tutto ciò che Dio ci vuole donare. Ma resta la mia libertà, che può rifiutare la salvezza. Così il serpente aveva tentato la donna con la menzogna, ma è lei che sceglie di credergli. Sempre, in ogni scelta, posso seguire il Signore e vivere nel suo Amore, oppure scegliere di andare per un’altra strada, che però non è per il vero bene. So però che dove c’è divisione, giudizio cattivo, accuse reciproche, lì non ci sei Tu.
Signore, tu mi indichi la via del bene, ma non sempre io la seguo, non sempre so riconoscere la volontà d’amore del Padre. Donami un cuore attento a riconoscere la tua voce, fa’ crescere in me ogni giorno il desiderio di seguirti, di camminare sulle tue vie, perché io impari sempre più a distinguere ciò che è giusto, vero, buono e a viverlo.
Sr. Marinella op
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