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Lc 2, 22-32

02.02.2020 Presentazione del Signore

 

GIORNATA MONDIALE DELLA VITA CONSACRATA

GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA

 

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2, 22-32)

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.

Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

 

Questa domenica si celebra la presentazione al tempio di Gesù, festa che prevale sulla liturgia della IV domenica del tempo ordinario. Il 2 febbraio è dedicato alla preghiera per la vita consacrata ed è la giornata di preghiera per la vita.

Proprio il vangelo di oggi ci aiuta a capire perché tante ricorrenze sono concentrate in questo giorno.

Gesù, che pure è il Figlio Unigenito di Dio, in obbedienza alla Legge, viene offerto al Signore, quale primogenito. Giovanni Paolo II, che nel 1997 istituì la giornata mondiale della vita consacrata, affermò in quell’occasione che proprio la presentazione al tempio del Signore è l’immagine «della totale donazione della propria vita per quanti sono stati chiamati a riprodurre nella Chiesa e nel mondo mediante i consigli evangelici, i tratti caratteristici di Gesù, vergine, povero e obbediente».

Ma il 2 febbraio 2020 ricorre anche la 42a giornata nazionale della vita, perché proprio in quel bambino donato da Dio all’umanità risplende la bellezza e la forza della vita che nasce.

Maria e Giuseppe hanno saputo accogliere questo dono. Al tempio incontrano Simeone e Anna, che riconoscono in quel Bambino il Messia atteso perché promesso. Simeone può lodare Dio per quella luce nuova donata al mondo, per la fedeltà di Dio che mantiene le sue promesse, per la pace che quel Bambino, Re di pace, è venuto a donare al cuore di chi lo accoglie.

 

Sr. Marinella op

 

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